{"id":66115,"date":"2017-09-04T17:29:51","date_gmt":"2017-09-04T15:29:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66115"},"modified":"2017-11-03T15:10:55","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:55","slug":"rivoluzione-tecnologica-occupazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/rivoluzione-tecnologica-occupazione\/","title":{"rendered":"Rivoluzione tecnologica: la crescita non genera pi\u00f9 lavoro"},"content":{"rendered":"<p>Nonostante i recenti segnali di ripresa dell\u2019<strong>economia<\/strong> italiana, i dati sull&#8217;occupazione continuano a non essere soddisfacenti. In alcuni casi, come la <strong>disoccupazione<\/strong> giovanile che si attesta intorno al 35%, rimangono addirittura drammatici. Anche negli Stati Uniti, dove la crescita \u00e8 pi\u00f9 robusta e il tasso di disoccupazione del solo 4,3%, il mercato del lavoro presenta fragilit\u00e0.<\/p>\n<p>Molte persone hanno rinunciato a cercare lavoro e non vengono pertanto pi\u00f9 computate nel tasso di disoccupazione. Altre lavorano part-time non per propria scelta o sono sotto-occupate rispetto alla propria qualifica professionale. Il livello di occupazione non sembra pi\u00f9 seguire, come in passato, il trend di ripresa della crescita economica. Un\u2019importante spiegazione \u00e8 la <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/globalizzazione-rivoluzione-tecnologica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">rivoluzione tecnologica<\/a><\/strong> in atto.<\/p>\n<p><strong>Globalizzazione e tsunami tech<\/strong><br \/>\nLa globalizzazione ha prodotto enormi tensioni nel mercato del lavoro delle economie avanzate. In Europa e negli Stati Uniti la <strong>delocalizzazione<\/strong> ha portato alla perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro, soprattutto nel settore manifatturiero. Con conseguenze pesanti su economia, societ\u00e0 e politica. Ma la vera rivoluzione sta arrivando dalla tecnologia. Con un impatto senza precedenti.<\/p>\n<p>I rapidissimi progressi di <strong>robotica<\/strong> e intelligenza artificiale stanno rendendo superflui un numero sempre maggiore di posti di lavoro e mettendo in crisi intere professioni, nell\u2019industria ma anche nei servizi. Si tratta spesso di mestieri ad alto valore aggiunto, che richiedono livelli di competenza e d\u2019istruzione medio-alti e garantiscono redditi rilevanti.<\/p>\n<p>Il fenomeno \u00e8 gi\u00e0 attuale e presto saranno a rischio anche professioni di prestigio e di caratura intellettuale. Un recente rapporto di McKinsey stima che nel solo 2016 negli Stati Uniti ben 2,5 miliardi di dollari in salari siano stati sostituiti da un utilizzo pi\u00f9 intensivo della robotica. Entro il 2050 l\u2019automazione potrebbe essere talmente avanzata da consentire ai robot di prendere decisioni e insidiare posizioni manageriali. Si stima che circa il 60% degli attuali ruoli aziendali apicali abbia almeno un 30% di attivit\u00e0 che possono essere automatizzate.<\/p>\n<p>Un tale tsunami \u00e8 dovuto non solo a robot che sostituiscono l\u2019uomo in diverse mansioni, ma anche a tecnologie quali intelligenza artificiale e stampanti 3D e alle continue innovazioni in genetica e biotecnologia. Le macchine stanno acquisendo sempre pi\u00f9 mobilit\u00e0, percezione sensoriale, elaborazione del linguaggio, capacit\u00e0 cognitive.<\/p>\n<p><strong>Nuove professioni e livello d\u2019istruzione<\/strong><br \/>\nI settori con pi\u00f9 esuberi saranno produzione industriale, sanit\u00e0, media e intrattenimento, servizi finanziari, pubblica amministrazione. Le nuove professioni emergeranno invece da Internet mobile\u00a0e\u00a0<em>cloud<\/em>, potenza computazionale e <em>big data<\/em>, <em>crowdsourcing <\/em>e<em> Internet of Things<\/em>, piattaforme <em>peer to peer<\/em> e <em>sharing economy,<\/em> intelligenza artificiale\u00a0e\u00a0<em>machine learning<\/em>.<\/p>\n<p>Il livello di produttivit\u00e0 e di retribuzione sar\u00e0 sempre pi\u00f9 strettamente correlato al livello d\u2019istruzione dei lavoratori. Ci\u00f2 aumenter\u00e0 ulteriormente un processo di polarizzazione e di crisi della classe media gi\u00e0 in atto.<\/p>\n<p>Non \u00e8 la prima volta nella storia che una rivoluzione tecnologica sconvolge il mercato del lavoro. Tuttavia spesso in passato le nuove figure professionali create dalle innovazioni hanno compensato i drastici tagli occupazionali nei settori diventati obsoleti. E l\u2019aumento di produttivit\u00e0 ha consentito crescita economica e incremento delle retribuzioni medie.<\/p>\n<p>Anche questa volta emergeranno nuove professioni, ma i posti di lavoro \u201ctradizionali\u201d persi potrebbero non essere compensati da quelli creati dalle nuove tecnologie. N\u00e9 in termini numerici n\u00e9 di retribuzione media. Le innovazioni consentiranno un aumento della produttivit\u00e0 del lavoro e alcuni tra i nuovi mestieri saranno meglio compensati rispetto a quelli scomparsi. Ma quanta parte del valore aggiunto creato dall\u2019aumento di produttivit\u00e0 andr\u00e0 a vantaggio delle retribuzioni medie e quanto invece a remunerare l\u2019enorme capitale investito?<\/p>\n<p><strong>Necessit\u00e0 di ricette\u00a0inedite<\/strong><br \/>\nLa rivoluzione tecnologica \u00e8 all\u2019orizzonte; in molti casi \u00e8 gi\u00e0 iniziata. Con grandi benefici sulla produttivit\u00e0 ma molti rischi per l\u2019occupazione. Per fronteggiare un tale cambiamento epocale le tradizionali misure di redistribuzione del reddito, gli ammortizzatori sociali, gli investimenti in formazione e riqualificazione professionale rischiano di non essere pi\u00f9 risposte sufficienti. \u00c8 necessario uno sforzo straordinario. Dell\u2019economia e della politica.<\/p>\n<p>L\u2019alternativa \u00e8 la <em>jobless growth<\/em>, una crescita del Pil senza un miglioramento dell\u2019occupazione. Con il rischio che l\u2019aumento nella disparit\u00e0 di reddito, ricchezza e istruzione nelle nostre societ\u00e0 diventi incolmabile. Le conseguenze, non solo economiche, sarebbero difficili da prevedere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nonostante i recenti segnali di ripresa dell\u2019economia italiana, i dati sull&#8217;occupazione continuano a non essere soddisfacenti. In alcuni casi, come la disoccupazione giovanile che si attesta intorno al 35%, rimangono addirittura drammatici. 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