{"id":66121,"date":"2017-09-03T09:44:12","date_gmt":"2017-09-03T07:44:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66121"},"modified":"2017-11-03T15:10:56","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:56","slug":"iran-cerchio-usa-nucleare-teheran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/iran-cerchio-usa-nucleare-teheran\/","title":{"rendered":"Iran: il cerchio Usa si stringe intorno a Teheran"},"content":{"rendered":"<p>Non saranno le tensioni indipendentiste dei curdo-iracheni a porre problemi all\u2019<strong>Iran<\/strong>. Su questo versante, Teheran ha solidi alleati, in primis la Turchia, alle prese con l\u2019endemica ribellione della sua componente curda, e lo stesso Iraq, dove lo strappo dei territori curdi rischierebbe di tradursi anche nella perdita definitiva dei preziosi pozzi di Kirkuk. La \u2018questione curda\u2019 \u00e8 semmai nelle mani di Washington, che sulla fanteria dei peshmerga iracheni e dei curdo-siriani del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/09\/erdogan-e-lincubo-rojava\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Rojava<\/a> punta da tempo per abbattere l\u2019obiettivo primario, il sedicente Stato islamico, l&#8217;Isis. Washington si limita per ora a definire il rapporto con i <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/iraq-referendum-curdi-riavvicinamento\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>curdi<\/strong><\/a> \u201ctemporary, transactional, tactical\u201d.<\/p>\n<p><strong>Un progetto Usa rimasto in mezzo al guado<\/strong><br \/>\nNel recente passato, gli <strong>Stati Uniti<\/strong> avevano assegnato all\u2019 Iran un ruolo-chiave nel disegno di riequilibrio delle influenze in <strong>Medio Oriente<\/strong>, delineando un ridimensionamento delle aspirazioni del Golfo e della Turchia. Un disegno ardito e innovatore. Ad esso era ispirata la generosa intesa <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/liran-e-il-nucleare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>nucleare<\/strong><\/a> dell\u2019estate 2015 che sdoganava l\u2019 Iran, prevedendo il progressivo smantellamento delle sanzioni Onu.<\/p>\n<p>Il progetto \u00e8 rimasto in mezzo al guado. L\u2019influenza iraniana nella regione \u00e8 andata infatti fortemente consolidandosi in Siria, Iraq ed oltre e, con essa, prevedibilmente, la reazione ostativa dell\u2019Arabia Saudita, in un\u2019inedita convergenza con Israele, che mai ha digerito l\u2019idea di un Iran incombente alle proprie frontiere, per di pi\u00f9 con residue potenzialit\u00e0 nucleari\u00a0 \u2018dual use\u2019 da spendere entro una decina d\u2019anni. Sullo sfondo, il persistente dogma iraniano che Israele sia uno \u2018Stato usurpatore\u2019.<\/p>\n<p><strong>Nel capovolgimento della strategia, Qatar &#8216;vittima collaterale&#8217;<\/strong><br \/>\nCon manifesto sollievo di Arabia e di Israele, il 21 maggio Donald <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/trump-politica-mediorientale-debole\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Trump<\/a> ha capovolto la strategia, elargendo alla prima nuovi massicci aiuti militari e assegnando all\u2019Iran il ruolo di sponsor del terrorismo, di fatto equiparandolo all\u2019Isis. La decisione viene da lontano, considerato che smantellare l\u2019intesa nucleare condotta in porto da Barack Obama era uno dei motivi conduttori della campagna elettorale del magnate presidente.<\/p>\n<p>Poco importa se nel capovolgimento strategico il Qatar \u00e8 rimasto imbrigliato nella condanna dei suoi vicini per i rapporti coltivati con l\u2019Iran. Un dettaglio. Per Trump si pone ora il problema di come contrastare Teheran, \u201cthe most destabilizing influence in the Middle East\u201d, e pervenire a una stabilizzazione ripristinando lo statu quo ante.<\/p>\n<p><strong>Priorit\u00e0, contrastare e accerchiare l&#8217;Iran<\/strong><br \/>\nL\u2019Iraq di Al Abadi \u00e8 stato sollecitato a prendere contatto con l\u2019Arabia per impostare relazioni pi\u00f9 costruttive. L\u2019Egitto a riprendere l\u2019iniziativa a favore di Hamas onde sottrarlo all\u2019influenza iraniana. Il Libano a tenere a bada Hezbollah, il contingente Unifil a eseguire il mandato di disarmarne i combattenti e a monitorare i traffici di armi dall\u2019 Iran.<\/p>\n<p>Quanto alle sanzioni, Trump non \u00e8 riuscito in luglio a superare le obiezioni di Tillerson e Mattis a \u2018de-certificare\u2019, smentendo la pronuncia dell\u2019Aiea, l\u2019ottemperanza dell\u2019 Iran alle prescrizioni dell\u2019intesa e a non prorogare quindi la sospensione delle sanzioni multilaterali, ma sta puntando sulla prova d\u2019appello in ottobre. L\u2019ambasciatrice all\u2019Onu Nikki Haley \u00e8 stata inviata a Vienna a sensibilizzare l\u2019Aiea.<\/p>\n<p>Nel frattempo, nuove sanzioni unilaterali sono state previste con riferimento al programma missilistico iraniano, che comporterebbe un potenziale di carico nucleare. N\u00e9 mancano insistenti pressioni di talune lobbies per bloccare l\u2019accesso di Teheran all\u2019uso del dollaro negli scambi commerciali, sanzionare tutti i settori economici coinvolti nello sviluppo del programma missilistico, penalizzare le societ\u00e0 straniere che interagiscono con il Paese. Inevitabilmente, anche quelle europee.<\/p>\n<p><strong>Pressioni e tentazioni azzardate di &#8216;regime change&#8217;<\/strong><br \/>\nN\u00e9 pressioni ancor pi\u00f9 drastiche tra le fila dei pi\u00f9 tenaci sostenitori di Trump, come Rudy\u00a0Giuliani, e tra le organizzazioni pi\u00f9 radicali, come la <em>Foundation for the Defence of Democracy<\/em>, per distruggere con \u2018pre-emptive strikes\u2019 la capacit\u00e0 missilistica iraniana prima che diventi operativa. O addirittura andare alla radice del problema e concentrarsi su \u2018forze alternative\u2019 all\u2019establishment ai fini di un \u2018regime change\u2019.<\/p>\n<p>Ignorando i precedenti devastanti di simili iniziative in Iraq, Libia e altrove. E che l\u2019 Iran ha oltre tremila anni di storia sedimentata in una societ\u00e0 consapevole del proprio ruolo e orgogliosa del proprio unico passato. Come disse Kissinger, \u201cin Medio Oriente l\u2019Iran vanta la pi\u00f9 coerente esperienza nazionale e la pi\u00f9 antica e sofisticata tradizione strategica\u201d. Senza contare che gli iraniani hanno da poco, in maggio, rieletto a larga maggioranza il miglior presidente possibile per il prossimo quadriennio, il moderato Hassan Rohani, incline a interloquire con l\u2019Occidente e a riforme interne.<\/p>\n<p>Dalle pagine del Guardian, il negoziatore dell\u2019intesa nucleare, Ali Salehi, ha replicato agli Stati Uniti con pacata fermezza invitandoli semplicemente a riconoscere la realt\u00e0 dei fatti, la \u201cstatura politica, economica, culturale dei protagonisti regionali\u201d, e al contempo definendo irrealistico immaginare che Teheran rimanga indifferente alle \u201cprovocazioni\u201d.<\/p>\n<p><strong>Rischi di reazione alle provocazioni e di conflitto<\/strong><br \/>\nVa da s\u00e9 che un nuovo confronto militare, con mezzi convenzionali o non convenzionali, non servirebbe a stabilizzare la regione, ma rischierebbe di produrre conseguenze nefaste, a partire dalla riduzione dei margini di manovra di Rohani, incoraggiando le componenti oltranziste a danno dei pragmatici e della giovent\u00f9 liberale ed a rischio di coltivare una nuova generazione di antagonisti dell\u2019Occidente. Altre tragedie umane, altre distruzioni sopra le macerie esistenti.<\/p>\n<p>Evitare un nuovo conflitto in Medio Oriente dovrebbe essere per tutti, e segnatamente per l\u2019Europa, un\u2019assoluta priorit\u00e0. L\u2019intesa nucleare \u00e8 molto precisa sugli adempimenti che ci si attende dall\u2019Iran, ivi incluso quello di astenersi da attivit\u00e0 che possano promuovere la sua capacit\u00e0 nucleare militare. Vi rientrano i test missilistici cos\u00ec come l\u2019impianto di missili di precisione che sarebbe gi\u00e0 stato programmato in Siria e in Libano. Su tutto questo l\u2019Iran dovrebbe essere richiamato e vigilato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non saranno le tensioni indipendentiste dei curdo-iracheni a porre problemi all\u2019Iran. 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