{"id":66143,"date":"2017-09-06T00:09:10","date_gmt":"2017-09-05T22:09:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66143"},"modified":"2017-11-03T15:10:55","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:55","slug":"bielorussia-minsk-balla-mosca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/bielorussia-minsk-balla-mosca\/","title":{"rendered":"Bielorussia: Minsk non balla pi\u00f9 solo con Mosca"},"content":{"rendered":"<p>Sin dallo scoppio del conflitto in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/04\/ucraina-tentativo-non-spegnere-riflettori\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Ucraina<\/strong><\/a> nel 2014, la <strong>Bielorussia<\/strong> ha rimodulato le linee guida della sua politica estera. I dissidi tra il presidente russo Vladimir Putin e il capo del regime di Minsk, il presidente Aleksandr <strong>Lukashenko<\/strong>, che dal 1994 ha saldamente in mano le sorti del Paese, si fanno sempre pi\u00f9 pressanti.<\/p>\n<p>L\u2019integrazione tra <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/01\/mari-crimea-ucraina-vs-russia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Russia<\/strong> <\/a>e Bielorussia \u00e8 avanzatissima. Sin dal 1999 l\u2019<em>Unione Statale<\/em>, seppur scevra di effettivit\u00e0 politica, rappresenta un\u2019organizzazione che ha istituito la cittadinanza comune e fatto un primo passo verso una completa integrazione territoriale e monetaria, progetto per ora accantonato. Minsk e Mosca sono anche membri fondatori dell\u2019Unione economica eurasiatica, l\u2019idea putiniana per contrastare la strapotenza economica dell\u2019Ue e mantenere il controllo sull\u2019ex spazio sovietico.<\/p>\n<p>Lukashenko ha ripagato il Cremlino tenendosi sempre a debita distanza dalla Nato e da ogni forma di cooperazione con partner europei. Fino al 2014, appunto, quando ha criticato l\u2019annessione russa della Crimea, definendola un \u201ccattivo precedente\u201d.<\/p>\n<p>Il Cremlino sostiene ancora fortemente l\u2019economia bielorussa, da tre anni in piena crisi, ma le fughe in avanti del presidente Lukashenko per assicurarsi anche l\u2019appoggio di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/11\/minsk-e-ue-alla-ricerca-di-un-reset\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Ue<\/strong><\/a> e Cina e diversificare la propria economia sono aumentate. Nel 2017, Minsk ha deciso di liberalizzare i soggiorni turistici brevi per europei ed americani. La Russia ha risposto reimponendo controlli alla frontiera tra le due ex repubbliche sovietiche, innalzando il prezzo del gas importato dai cugini bielorussi e nelle ultime settimane criticando il trasporto dei prodotti petroliferi attraverso i porti lettoni e lituani, anzich\u00e9 quelli russi, e imponendo il divieto di importazioni di latticini in Russia.<\/p>\n<p><strong>Diritti umani e sanzioni: eppur si muove<br \/>\n<\/strong>La Bielorussia \u00e8 considerata un \u201cregime autoritario consolidato\u201d secondo l\u2019ultima <a href=\"https:\/\/freedomhouse.org\/report\/nations-transit\/nations-transit-2017\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">classifica<\/a> di <em>Freedom House<\/em>, con un punteggio relativo al rispetto delle norme democratiche peggiore di quello russo. L\u2019Ue ha sempre tenuto fermo l\u2019impegno di proporre un\u2019apertura sul fronte dei diritti umani. In luglio, Bielorussia e Ue hanno organizzato il quarto dialogo sui diritti umani, che si svolse la prima volta nel 2009 e che poi fu interrotto fino al 2015. Inoltre, dopo anni di sanzioni, nel 2016 Bruxelles ha deciso di <a href=\"http:\/\/www.consilium.europa.eu\/en\/press\/press-releases\/2016\/02\/25-belarus-sanctions\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">revocare<\/a> le misure restrittive nei confronti di 170 persone e tre societ\u00e0, pur <a href=\"http:\/\/www.consilium.europa.eu\/it\/press\/press-releases\/2017\/02\/27-belarus-arms-embargo-sanctions\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">mantenendo<\/a> l\u2019embargo sulle armi e le sanzioni nei confronti di quattro persone, grazie al rilascio di \u201ctutti i prigionieri politici\u201d nell\u2019agosto 2015.<\/p>\n<p>Nel corso dell\u2019estate, anche il Canada ha revocato le sanzioni contro Minsk, ritirando il paese dalla cosiddetta <em>Area Control List,<\/em> cosicch\u00e9 l\u2019esportazione di beni verso la Bielorussia non debba pi\u00f9 essere autorizzata espressamente dalle autorit\u00e0 canadesi. Ottawa ha considerato che la facilitazione degli accordi di Minsk per risolvere lo stallo del conflitto ucraino e il rilascio dei prigionieri politici siano sufficienti a garantire questo privilegio. Per gli stessi motivi, gli Stati Uniti praticano dal 2015 un\u2019esenzione dalle sanzioni per nove maggiori compagnie nazionali, mentre sono state recentemente rinnovate quelle contro il presidente Lukashenko e alcuni membri del suo apparato decisionale per le persistenti violazioni di diritti umani.<\/p>\n<p>Il 23 giugno, il Consiglio dei Diritti umani della Nazioni Unite ha rinnovato per un altro anno il mandato dell\u2019inviato speciale Mikl\u00f3s Haraszti, ufficio creato nel 2012 con il compito di monitorare la situazione dei diritti umani in Bielorussia. Fino ad ora, le autorit\u00e0 bielorusse avevano rifiutato ogni comunicazione con l\u2019alto funzionario Onu. A sorpresa, per\u00f2, a inizio luglio, Haraszti ha potuto partecipare informalmente a un seminario sui diritti umani organizzato a Minsk dall\u2019Assemblea parlamentare Osce. Di ritorno dal Paese, Haraszti ha confermato le critiche gi\u00e0 espresse nel nell\u2019ultimo <a href=\"https:\/\/documents-dds-ny.un.org\/doc\/UNDOC\/GEN\/G17\/097\/69\/PDF\/G1709769.pdf?OpenElement\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">report<\/a> presentato al Consiglio dei Diritti umani in giugno: la Bielorussia resta un regime basato su un \u201csistema di permessi\u201d, che criminalizza ogni attivit\u00e0 pubblica di un cittadino che non sia stata previamente autorizzata, ed \u00e8 l\u2019ultimo Paese europeo ad applicare la pena di morte (quattro esecuzioni nel 2016), senza contare la repressione delle proteste di massa nel dicembre 2010 e nel marzo 2017. Bench\u00e9 uno spiraglio si sia aperto con la pubblicazione del primo piano d\u2019azione nazionale sui diritti umani, nessuno dei 100 punti in programma affronta il tema delle libert\u00e0 civili e politiche.<\/p>\n<p><strong>Zapad 2017\u00a0: l\u2019Occidente alla finestra<br \/>\n<\/strong>L\u2019ultima esercitazione militare <em>Zapad<\/em> (Ovest, in russo) congiunta tra Russia e Bielorussia risale al 2013. Dal 14 al 20 settembre, si svolger\u00e0 una nuova puntata di quella che \u00e8 stata annunciata dal generale Usa Breedlove come \u201cla pi\u00f9 ampia esercitazione militare russa dalla fine della Seconda Guerra mondiale\u201d. Si tratta del primo addestramento del genere dopo l\u2019annessione russa della Crimea. L\u2019esercitazione \u00e8 uno <em>stress test<\/em> condotto ogni quattro anni, che mira a testare la preparazione e l\u2019interoperabilit\u00e0 del sistema militare russo e bielorusso dinanzi a un conflitto contro le forze Nato.<\/p>\n<p><em>Zapad<\/em> 2017 \u00e8 organizzata in un momento di fortissime tensioni militari, soprattutto in Nord Europa. Qui la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/07\/la-nato-tra-mosca-mediterraneo-e-bruxelles\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Nato<\/a> ha dispiegato l\u2019<em>Enhanced Forward Presence <\/em>(Efp), ossia quattro battaglioni multinazionali per rafforzare la difesa collettiva in Stati chiave: Estonia, Lituania, Polonia e Lettonia, con 140 militari italiani dispiegati sul territorio di Riga.<\/p>\n<p>Sino al luglio 2017, n\u00e9 la Russia n\u00e9 la Bielorussia avevano notificato all\u2019Osce l\u2019esercitazione, in contravvenzione al Documento di Vienna del 2011: un accordo che mira a rafforzare la fiducia e la sicurezza nell\u2019area Osce, accrescendo anche la trasparenza militare. Secondo alcuni osservatori militari, si profilerebbe il rischio che la Russia possa lasciare alcune delle sue truppe di stanza in Bielorussia, per premere su Lukashenko, nel caso decida di avvicinarsi ulteriormente all\u2019Ue.<\/p>\n<p>Si tratta di uno scenario al momento poco credibile, ma la Bielorussia ha comunque deciso di giocare la parte dell\u2019equilibrista. Il 22 agosto, il ministro della difesa bielorusso Ravkov ha ufficialmente <a href=\"https:\/\/www.rferl.org\/a\/belarus-russia-zapad-exercises-nato-critical-monitors\/28690907.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">invitato<\/a> alle manovre 80 osservatori stranieri, sottolineando che non solo la Nato, l&#8217;Onu, la Croce Rossa e l\u2019Osce saranno benvenuti, ma anche osservatori dai Paesi vicini: Polonia, Ucraina, Lituania, Lettonia, Estonia, Norvegia e Svezia. L\u2019esercitazione vedr\u00e0, secondo le fonti dei due Paesi, l\u2019addestramento di 12.700 unit\u00e0 (almeno 7.200 soldati bielorussi e 3.500 russi) e 680 mezzi militari. Solo 300 uomini in meno del limite fissato dal Documento di Vienna, raggiunto il quale gli Stati partecipanti all\u2019accordo possono osservare l\u2019esercitazione \u2013 mentre l\u2019impiego di 9.000 uomini rende obbligatoria la sola notifica -. Secondo funzionari e analisti occidentali, per\u00f2, i soldati impiegati sarebbero circa 100.000.<\/p>\n<p><strong>Le peripezie di Lukashenko<br \/>\n<\/strong>\u00c8 divenuto sempre pi\u00f9 difficile per il presidente Lukashenko dirigere le sorti della politica bielorussa, barcamenandosi tra vicini europei e membri della Nato (Polonia, Lettonia e Lituania), la Russia e quell\u2019Ucraina che fino al 2014 si trovava in una situazione simile a quella della Bielorussia, con tendenze europeizzanti, ma pur sempre legata militarmente ed economicamente al vecchio sistema sovietico.<\/p>\n<p>Di certo Lukashenko rifiuta di seguire ciecamente i diktat di Putin. Per sopravvivere come Stato sovrano, la Bielorussia deve continuare a intessere buone relazioni con tutti i suoi vicini. Finalmente Minsk balla con tutti, e non solo con Mosca.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sin dallo scoppio del conflitto in Ucraina nel 2014, la Bielorussia ha rimodulato le linee guida della sua politica estera. I dissidi tra il presidente russo Vladimir Putin e il capo del regime di Minsk, il presidente Aleksandr Lukashenko, che dal 1994 ha saldamente in mano le sorti del Paese, si fanno sempre pi\u00f9 pressanti. 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