{"id":66172,"date":"2017-09-08T12:07:09","date_gmt":"2017-09-08T10:07:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66172"},"modified":"2017-11-03T15:10:54","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:54","slug":"corea-corsa-arsenali-seul-pyongyang","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/corea-corsa-arsenali-seul-pyongyang\/","title":{"rendered":"Corea: corsa agli arsenali, ma Seul non teme Pyongyang"},"content":{"rendered":"<p>In seguito al sesto test nucleare effettuato dalla <strong>Corea del Nord<\/strong> lo scorso 3 settembre, analisi e commenti si sono concentrati sulle reazioni degli attori coinvolti: anzitutto Stati Uniti, Cina e Russia. In questo clima di tensione, la <strong>Corea del Sud<\/strong> dimostra di prendere le distanze dagli allarmismi che tengono banco nella comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>Quando lo scorso maggio gli elettori sudcoreani sono stati chiamati alle urne, in seguito allo scandalo per corruzione dell\u2019ex presidente Park, le politiche liberali e le proposte di dialogo pacifico con la Corea del Nord sono state premiate con la vittoria di <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/corea-moon-vuole-la-distensione-fra-sud-nord\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Moon Jae-in<\/a><\/strong>, il candidato liberale. L\u2019oltre 40% dei consensi ottenuti dimostrano la chiara volont\u00e0 della popolazione di prediligere un atteggiamento pacifico nella risoluzione delle ostilit\u00e0 che continuano a caratterizzare la penisola coreana.<\/p>\n<p>I recenti sviluppi nucleari, orgogliosamente ostentati dal leader nordcoreano <strong>Kim Jong-un<\/strong>, stanno per\u00f2 mettendo a dura prova le iniziali intenzioni diplomatiche di Moon. La Corea del Sud sta, infatti, entrando in una fase in cui le dinamiche di politica nazionale e internazionale sono all\u2019origine di nuove iniziative in termini di difesa e sicurezza.<\/p>\n<p><strong>Moon abbandona la <em>Sunshine Policy 2.0<\/em><\/strong><br \/>\nI lanci missilistici e il recente test nucleare, avvenuti in un arco di soli quattro mesi, hanno certamente cambiato le carte in tavola, e la posizione del presidente Moon non ha tardato ad adattarsi alle nuove circostanze optando per un\u2019inversione di marcia sull\u2019iniziale strategia di riconciliazione \u2013 la cosiddetta <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/corea-un-ritorno-alla-sunshine-policy\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Sunshine Policy<\/a><\/strong>. La <em>Sunshine Policy 2.0<\/em> &#8211; ovvero la versione aggiornata proposta da Moon della distensione inizialmente perseguita e attuata dai suoi predecessori, anch\u2019essi progressisti, Kim Dae-jung e Roh Moo-hyun &#8211; non ha neanche avuto tempo di essere avviata che \u00e8 gi\u00e0 stata messa da parte per fare spazio a sempre pi\u00f9 insistenti richieste di sanzioni per il regime di Pyongyang e di nuovi accordi per un rafforzamento militare di Seul.<\/p>\n<p>\u00c8 cos\u00ec che l\u2019apparente tranquillit\u00e0 della popolazione sudcoreana si oppone alle richieste di Moon di incrementare fino a 39 miliardi di dollari il budget per la difesa (fino a raggiungere il 2.9% del Pil sudcoreano), di completare l\u2019installazione dello scudo missilistico <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/03\/scudi-missilistici-crisi-politica-corea-sud-park\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Thaad<\/a><\/strong>, e di avviare la produzione di sottomarini nucleari.<\/p>\n<p><strong>La crisi nucleare non spaventa i cittadini<\/strong><br \/>\nFin dall\u2019ultima <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/corea-del-sud-al-voto-fra-sfide-minacce\/\">campagna elettorale<\/a>, le proposte in ambito economico si sono dimostrate determinanti nell\u2019esito delle elezioni e prioritarie negli interessi dei cittadini. Contrariamente alle aspettative, questo trend \u00e8 rimasto immutato nonostante le continue provocazioni del regime di Pyongyang.<\/p>\n<p>Camminando per le strade di Seul, emerge una calma apparente nei confronti di ci\u00f2 che succede a poche centinaia di chilometri da qui, in netta contrapposizione con l\u2019atteggiamento che traspare dagli innumerevoli articoli pubblicati dai quotidiani nazionali e dall\u2019angoscia della comunit\u00e0 internazionale riguardo il futuro della penisola.<\/p>\n<p>Quando sarebbe normale aspettarsi di assistere a conversazioni sui possibili esiti catastrofici di quello che ormai sembra un duello tra Kim Jong-un e Donald Trump, i sudcoreani dimostrano invece di essere pi\u00f9 preoccupati per l\u2019attuale tasso di disoccupazione (e per le scorte di provviste in vista delle prossime festivit\u00e0, in occasione delle quali molti negozi saranno chiusi).<\/p>\n<p>Se posti di fronte all\u2019ipotesi di un\u2019eventuale escalation delle tensioni, la risposta che i cittadini sudcoreani preferiscono dare si pu\u00f2 facilmente tradurre con un \u201ce allora?\u201d. La prospettiva di nuovi venti di guerra nella penisola coreana non sembra rappresentare una reale preoccupazione nella vita di tutti i giorni dei cittadini sudcoreani, che non hanno intenzione di farsi sottomettere dalla paura di quella che il resto del mondo considera come una crisi che necessita soluzioni immediate, ma a cui a queste latitudini dimostrano di essere abituati.<\/p>\n<p>Si tratta di una reazione che trova le sue ragioni nella storia del Paese. I cittadini della Corea del Sud, infatti, fondano le proprie convinzioni sull\u2019insegnamento dell\u2019esperienza: negli ultimi decenni, Pyongyang si \u00e8 resa autrice di minacce in fin dei conti finalizzate ad attirare l\u2019attenzione delle potenze internazionali e a soddisfare gli interessi momentanei della famiglia Kim, pi\u00f9 che a scatenare un conflitto che minerebbe la sopravvivenza stessa della dinastia regnante.<\/p>\n<p><strong>Possibili evoluzioni<\/strong><br \/>\nSeguendo questa interpretazione dei fatti, la teoria che sembra riunire pi\u00f9 consensi \u00e8 quella che esclude un imminente conflitto armato, e che spiega l\u2019attuale crisi internazionale come una serie di tentativi da parte dei governi statunitense e nordcoreano di capire fino a che punto possano spingersi nelle provocazioni reciproche.<\/p>\n<p>Trump appare essere il reale elemento di instabilit\u00e0 in quella che, agli occhi dei sudcoreani, \u00e8 una coerente realizzazione delle ambizioni dei Kim. Se finora le azioni della Corea del Nord trovavano una risposta negli sforzi diplomatici delle precedenti amministrazioni americane, adesso sono i tweet di Trump la vera novit\u00e0 in questo processo di ricalibratura delle relazioni tra Corea del Nord e Stati Uniti.<\/p>\n<p>Da ora in avanti, quello che \u00e8 lecito aspettarsi \u00e8 un governo sudcoreano sempre pi\u00f9 determinato a rafforzare il proprio arsenale militare, non tanto in reazione ai recenti sviluppi nucleari sulla penisola, quanto come conseguenza di un alleato americano percepito sempre pi\u00f9 disinteressato a fornire un apparato di difesa affidabile e costante ai propri alleati.<\/p>\n<p>Il concetto di <em>America First<\/em>\u00a0si posiziona cos\u00ec alla base di un rinnovato desiderio di militarizzazione che, sebbene difficile da raggiungere, si sta progressivamente inserendo nelle priorit\u00e0 dei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/03\/trump-asia-promesse-elettorali-cambiamenti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Paesi<\/a> dell\u2019est asiatico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In seguito al sesto test nucleare effettuato dalla Corea del Nord lo scorso 3 settembre, analisi e commenti si sono concentrati sulle reazioni degli attori coinvolti: anzitutto Stati Uniti, Cina e Russia. 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