{"id":66193,"date":"2017-09-10T19:07:21","date_gmt":"2017-09-10T17:07:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66193"},"modified":"2017-11-03T15:10:54","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:54","slug":"libia-onu-sfide-soluzione-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/libia-onu-sfide-soluzione-politica\/","title":{"rendered":"Libia: Onu, quattro sfide per una difficile soluzione politica"},"content":{"rendered":"<p>In <strong>Libia<\/strong> l\u2019agenda istituzionale mette ora la crisi alle strette: il 29 luglio il Comitato per la redazione della <strong>Costituzione<\/strong> ha votato il testo di progetto costituzionale che ora , in tempi assai brevi, dovrebbe essere sottoposto a referendum; e l\u2019Accordo Politico Libico (Apl) \u2013 cio\u00e8 la transizione che doveva portare il Paese a una normalizzazione istituzionale \u2013 scade il 17 dicembre, con il rischio di lasciare il Paese nel vuoto. Pu\u00f2 questa congiuntura istituzionale, con i suoi vincoli, agevolare una soluzione politica della crisi?<\/p>\n<p>Nel Paese \u00e8 emerso un consenso per tenere nuove <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/libia-saint-cloud-situazione-fragile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>elezioni<\/strong><\/a>, che allo stato \u00e8 per\u00f2 privo di ogni supporto istituzionale. Da un lato, non \u00e8 affatto detto che si riesca ad indire il referendum costituzionale. Dall\u2019altro, le condizioni politiche e militari in cui oggi si trova la Libia rischiano di fare decadere quel minimo di struttura istituzionale che bene o male l\u2019Apl ha rappresentato, a meno che qualcosa non lo rimpiazzi, e quindi di far piombare il Paese in un caos ancora peggiore di quello in atto.<\/p>\n<p><strong>Le quattro sfide dell&#8217;inviato Onu, partendo dalle elezioni<\/strong><br \/>\nAlla fine di agosto Ghassan Salam\u00e9, l\u2019inviato speciale dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/03\/libia-vecchi-nuovi-errori\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Onu<\/strong><\/a> per la Libia, che all&#8217;inizio di luglio ha sostituito Martin Kobler, si \u00e8 rivolto al Consiglio di Sicurezza dell\u2019Onu per informarlo della situazione e soprattutto degli obiettivi della sua azione diplomatica\u00a0 in vista della scadenza dell\u2019Apl.<\/p>\n<p>Ha indicato quattro<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/la-libia-sogni-infranti-tempo-perso\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong> sfide<\/strong><\/a> principali. La prima \u00e8 di forgiare un consenso per consentire una qualche forma di continuazione dell\u2019Apl, sia pure con le modifiche necessarie a riscuotere l\u2019appoggio da parte delle fazioni, per evitare il vuoto, almeno nell&#8217;immediato, e la tenuta di eventuali elezioni in condizioni inadeguate.<\/p>\n<p>\u00c8 a tutti evidente \u2013 almeno a quelli che hanno seguito le vicende della Libia dopo Gheddafi \u2013 che i libici rischiano di ripetere l\u2019esperienza delle elezioni del 2014. La guerra civile di quell\u2019anno scoppi\u00f2 anche perch\u00e9, in assenza di un contesto istituzionale condiviso, l\u2019esito elettorale risult\u00f2 inaccettabile ai perdenti, che quindi si sollevarono a mano armata contro i vincitori. Le tensioni odierne al centro della Libia e nella Sirte sono la spia di quanto potrebbe accadere se si andasse alle elezioni senza aver predisposto le condizioni politico-istituzionali per un\u2019accettazione generale del risultato.<\/p>\n<p><strong>Un progetto costituzionale non condiviso<\/strong><br \/>\nLa seconda sfida deriva dal fatto che il progetto costituzionale approvato alla fine di luglio \u00e8 subito apparso \u00a0tuttaltro che condiviso. Secondo le regole costituzionali provvisorie, che erano in vigore circa tre anni e mezzo fa, quando fu eletto il Comitato per la redazione della Costituzione, il referendum deve essere convocato trenta giorni dopo l\u2019approvazione del progetto di Costituzione. Secondo le regole poi precisate nell\u2019Apl, la convocazione del referendum deve essere fatta dalla Camera dei Deputati (Tobruk).<\/p>\n<p>Secondo la giurista Azza Maghou, \u00a0la convocazione \u00e8 un atto dovuto. Ma il potente presidente della Camera, Aguila Saleh Issa, che gi\u00e0 tanto ha abusato dei suoi poteri, \u00e8 notoriamente contrario non solo al provvedimento ma allo stesso Comitato per la redazione della Costituzione. Le esperienze precedenti fanno pensare che non lo far\u00e0 convocare mai.<\/p>\n<p>Come che sia, la validit\u00e0 del voto del Comitato \u00e8 stata vivamente contestata da chi non ne condivide i contenuti e una corte nella citt\u00e0 di Beida (dove risiede il governo che si rif\u00e0 a Tobruk e alla Camera dei Deputati) ne ha gi\u00e0 invalidato il voto. Ci sar\u00e0 un ricorso alla Corte Suprema, ma certo i trenta giorni, che sono gi\u00e0 passati, diventeranno sempre di pi\u00f9 contribuendo al caos invece di dirimerlo.<\/p>\n<p><strong>Assicurare coerenza istituzionale e politica<br \/>\n<\/strong>La terza sfida consiste nell&#8217;assicurare coerenza istituzionale e politica alla Costituzione e alle elezioni, che quindi non dovrebbero avere luogo in un contesto di contraddizioni e sconnessioni costituzionali: le elezioni, ha sottolineato Salam\u00e9, non sono fatte solo per attribuire il potere a una parte, ma perch\u00e9 ci\u00f2 avvenga nel\u00a0 segno del consenso e della rotazione.<\/p>\n<p>L\u2019indicazione di questa terza sfida ha infine condotto Salam\u00e9 alla quarta e pi\u00f9 complessiva sfida e cio\u00e8 alla necessit\u00e0 di articolare i tre processi finora menzionati in una sola sequenza, un pacchetto coerente, che apra la porta ad un processo di stabilizzazione democratica piuttosto che a una nuova guerra civile.<\/p>\n<p><strong>Articolare i processi in sequenza e garantirli<br \/>\n<\/strong>All\u2019Assemblea annuale dell\u2019Onu, che si aprir\u00e0 il 20 settembre, quindi assai presto, \u00e8 atteso l\u2019intervento con il quale Salam\u00e9 esporr\u00e0 questa sequenza e i modi con i quali intende assicurarne la realizzazione.<\/p>\n<p>Riassumendo, la sequenza \u00e8 chiara: referendum, Costituzione, elezioni. Ma le condizioni politiche e sociali per metterla in atto mancano e si rischia di arrivare ad elezioni divisive come quelle del 2014. Il compito di Salam\u00e9 \u00e8 perci\u00f2 quello di attuare questa sequenza e contemporaneamente costruire il consenso politico che manca e che oggi si traduce in un\u2019opposizione al progetto di Costituzione ch \u00e8 stato messo sul tavolo.<\/p>\n<p>Le strade per cercare di uscire dall\u2019impasse sono essenzialmente due: abbandonare le procedure istituite nel 2014 \u2013 ormai superate dall\u2019evolversi della crisi e non facilmente gestibili \u2013 e modificare l\u2019Apl facendo dell\u2019Apl modificato la base di un compromesso politico generale e al tempo stesso di una Costituzione condivisa; altrimenti riaprire in qualche modo la possibilit\u00e0 di modificare il testo della Costituzione e approfittare dei tempi e dei procedimenti all&#8217;uopo necessari per trovare un consenso politico sufficientemente ampio.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, la congiuntura istituzionale che si profila in questa seconda parte del 2017 \u00e8 una buona occasione per riaprire la ricerca di una soluzione alla crisi libica, ma Salam\u00e9 dovr\u00e0 prima affrontarne e scioglierne i complessi, apparentemente insolubili nodi politici. E questo non sar\u00e0 un lavoro facile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Libia l\u2019agenda istituzionale mette ora la crisi alle strette: il 29 luglio il Comitato per la redazione della Costituzione ha votato il testo di progetto costituzionale che ora , in tempi assai brevi, dovrebbe essere sottoposto a referendum; e l\u2019Accordo Politico Libico (Apl) \u2013 cio\u00e8 la transizione che doveva portare il Paese a una [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":66194,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[521,85,128,103,522],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66193"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=66193"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66193\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":66214,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66193\/revisions\/66214"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/66194"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=66193"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=66193"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=66193"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}