{"id":66220,"date":"2017-09-13T19:56:59","date_gmt":"2017-09-13T17:56:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66220"},"modified":"2017-11-03T15:10:52","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:52","slug":"ue-juncker-peprogramma-ambizioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/ue-juncker-peprogramma-ambizioni\/","title":{"rendered":"Ue: Juncker al Pe, programma e ambizioni di fine legislatura"},"content":{"rendered":"<p>Con l\u2019annuale discorso sullo stato dell\u2019<strong>Unione<\/strong>, ispirato, rispetto al recente passato, a maggiore ottimismo e a maggiore fiducia sul futuro dell\u2019Europa, il presidente della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/onu-cds-ambizioni-riforma-immobilismo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Commissione europea<\/strong><\/a> Jean-Claude\u00a0<strong>Juncker<\/strong> ha illustrato al Parlamento europeo il programma di lavoro dell\u2019Esecutivo fino alla conclusione della legislatura.<\/p>\n<p>Juncker ha potuto presentare un <strong>programma<\/strong> ambizioso da una posizione pi\u00f9 confortevole rispetto agli anni scorsi, grazie a una ritrovata fiducia dei cittadini europei nell\u2019Unione, grazie a un regresso dei fenomeni di euroscetticismo, ma soprattutto grazie ad una situazione assai pi\u00f9 incoraggiante dell\u2019economia (un\u2019Europa che cresce in media del 2%, con un\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/ue-mes-crisi-proposta-schaeuble\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Eurozona<\/strong><\/a> che cresce del 2,2%,\u00a0 e che cresce comunque pi\u00f9 degli Usa) e dell\u2019occupazione (con pi\u00f9 occupati di prima della crisi): in sintesi grazie ad un\u2019Europa che ha di nuovo \u201cil vento in poppa\u201d.<\/p>\n<p>Un programma di lavoro che testimonia della volont\u00e0 della Commissione di riaffermare il proprio ruolo di istituzione \u201cpolitica\u201d cui compete la responsabilit\u00e0\u00a0 di proporre misure e iniziative, in una fase in cui i Governi nazionali avevano dato l\u2019impressione di monopolizzare la scena politica e mediatica con varie iniziative e in vari formati.<\/p>\n<p><strong>Le indicazioni istituzionali<\/strong><br \/>\nSul piano istituzionale nessuna sorpresa che Juncker abbia escluso la prospettiva di una\u00a0 revisione dei Trattati a breve-medio termine (\u201cnon \u00e8 quel che ci chiedono i cittadini europei\u201d). Pu\u00f2 invece apparire pi\u00f9 sorprendente il suo esplicito\u00a0 appello a procedere in maniera inclusiva, lasciando in disparte il metodo delle integrazioni differenziate o dell\u2019Europa a pi\u00f9 velocit\u00e0 (che pure sembra attrarre crescenti consensi in alcune capitali).<\/p>\n<p>Da qui l\u2019obiettivo di estendere il regime di Schengen anche a Romania, Bulgaria e Croazia; l\u2019idea che l\u2019euro diventi la moneta comune di tutta l\u2019Unione (\u201cuna moneta che unisce e non divide\u201d); e infine l\u2019idea che tutti i membri dell\u2019Unione possano far parte dell\u2019Unione bancaria. Progetti evidentemente di lungo periodo, che dovranno fare i conti con le volont\u00e0 dei singoli Governi interessati, ma che testimoniano dei timori della Commissione per certe spinte centrifughe che si stanno manifestando soprattutto in alcuni Paesi dell\u2019Europa Centro-orientale.<\/p>\n<p>Infine sempre tra le questioni istituzionali da registrare la \u201csimpatia\u201d espressa per la proposta di liste transnazionali per le elezioni al Parlamento europeo (questione che dovr\u00e0 essere affrontata nel contesto della discussione sul destino dei 73 seggi britannici al Pe dopo la Brexit); \u00a0il rilancio della proposta (compatibile con i Trattati) di una fusione delle figure del presidente della Commissione e del presidente del Consiglio europeo; e l\u2019appello a utilizzare laddove possibile le clausole-passerella che consentono di passare dall&#8217;unanimit\u00e0 la voto a maggioranza.<\/p>\n<p><strong>Le proposte di governance dell&#8217;euro<\/strong><br \/>\nFra le proposte di policy, le pi\u00f9 interessanti sono probabilmente quelle relative al completamento della governance dell\u2019euro. Su questo Juncker ha anticipato che la Commissione far\u00e0 proposte concrete, entro la fine dell\u2019anno, sulla trasformazione del Meccanismo europeo di Stabilizzazione in un Fondo monetario europeo, e sul ministro delle Finanze europeo (non una nuova istituzione, ma il commissario competente per materia, cui verrebbero attribuite \u201cnuove responsabilit\u00e0 di supporto alla riforme strutturali negli Stati membri\u201d e di \u201ccoordinamento degli strumenti finanziari a disposizione dell&#8217;Ue\u201d per assistere Stati membri in difficolt\u00e0).<\/p>\n<p>Si \u00e8 per\u00f2 pronunciato contro l\u2019idea di un separato e autonomo bilancio dell\u2019Eurozona (dovrebbe trattarsi eventualmente di una \u201clinea\u201d del bilancio comune dell&#8217;Ue) e contro l\u2019idea di un separato Parlamento dell\u2019Eurozona (il Parlamento europeo deve essere anche il Parlamento dell\u2019Eurozona).<\/p>\n<p><strong>Politica commerciale e flussi migratori<\/strong><br \/>\nJuncker ha poi rivendicato la legittimit\u00e0 e la validit\u00e0 della politica commerciale condotta dall&#8217;Ue, sottolineando i vantaggi per la crescita e per l\u2019occupazione di un sistema ispirato alla liberalizzazione degli scambi e ricordando la prossima conclusione dell\u2019accordo con il Giappone, i progressi realizzati con Messico e Mercosur, e la prossima apertura di negoziati con Australia e Nuova Zelanda. Ha anche promesso maggiore trasparenza nella conduzione dei negoziati commerciali (i mandati negoziali saranno resi pubblici dalla Commissione); maggiore attenzione alla reciprocit\u00e0; e infine una imminente iniziativa della Commissione \u00a0per consentire un pi\u00f9 efficace controllo, a livello europeo, sugli investimenti dall&#8217;estero \u00a0in settori d&#8217;interesse strategico nazionale.<\/p>\n<p>Qualche novit\u00e0 (non spettacolare) anche sul fronte delle gestione dei flussi migratori. Da registrare, oltre a un non scontato riconoscimento al ruolo svolto dall&#8217;Italia (con la riduzione dei flussi provenienti dal Mediterraneo centrale), e la constatazione dei miglioramenti realizzati nel controllo delle frontiere esterne, la proposta di un rafforzamento dei programmi di rimpatrio degli irregolari (una condizione necessaria per poter accogliere adeguatamente chi ha diritto alla protezione internazionale), \u00a0la proposta per la creazione di corridoi umanitari per l\u2019accoglienza di richiedenti asilo provenienti da Turchia, Libano e Giordania, e la disponibilit\u00e0 a impegnarsi per la ricerca di\u00a0 un compromesso sulla riforma del Regolamento di Dublino.<\/p>\n<p><strong>I silenzi del presidente<\/strong><br \/>\nSintomatico poi che Juncker abbia speso solo poche parole sul tema della Brexit (pi\u00f9 un problema per il Regno Unito che per la Ue), associandovi la proposta di un Vertice \u00a0dei capi di Stato e\/o di governo dei 27 per il 30 marzo 2019, all&#8217;indomani dell\u2019ormai (auspicabilmente) consumato divorzio britannico, e alla vigilia delle elezioni europee, per rilanciare il progetto comune in un contesto che si vorrebbe di ritrovata omogeneit\u00e0.<\/p>\n<p>E altrettanto sintomatico il silenzio di Juncker sulle difficolt\u00e0 di dialogo con alcuni governi di Paesi dell\u2019Europa centro-orientale, con i quali non mancano certo i motivi di dissenso e \u00a0che non perdono occasione per polemizzare con l&#8217;Ue e le sue istituzioni: un segnale della volont\u00e0 del presidente della Commissione di apparire in questa occasione perfino eccessivamente inclusivo.<\/p>\n<p>Infine da segnalare che il discorso si limita a ribadire un generico impegno della Commissione \u00a0sul tema della difesa europea, sul quale peraltro la stessa Commissione da ultimo aveva assunto un ruolo profilato e costruttivo (tra l\u2019altro con la proposta di un Fondo europeo per la Difesa). E a confermare, senza fornire anticipazioni, che la Commissione presenter\u00e0 nella prossima primavera una proposta formale sul prossimo quadro finanziario multi-annuale e\u00a0 sul futuro del bilancio dell\u2019Unione, che avr\u00e0 l\u2019obiettivo di combinare risorse e ambizioni.<\/p>\n<p>In sintesi il discorso ha testimoniato della volont\u00e0 della Commissione di riassumere l\u2019iniziativa politica e di rioccupare la scena con varie proposte, alcune delle quali anche molto specifiche e concrete. Particolarmente interessanti sotto questo profilo le proposte avanzate sul tema della governance dell\u2019Eurozona, che sembrano voler anticipare (e per certi aspetti ridimensionare) quanto potr\u00e0 emergere dalle varie ipotesi di intesa fra Berlino e Parigi; o quelle altrettanto ambiziose in materia di riassetti istituzionali (come l\u2019estensione sistematica del voto a maggioranza, la fusione delle cariche di presidente della Commissione e di presidente del Consiglio, la lista transnazionale per il Parlamento europeo).<\/p>\n<p>Con questo ambizioso programma di fine legislatura\u00a0 la Commissione ha fatto la sua parte. Ora la palla \u00e8 nel campo dei\u00a0 Governi nazionali. A loro la responsabilit\u00e0\u00a0 di\u00a0 manifestare se e in che misura saranno disposti a seguire la Commissione in questa ambiziosa visione del futuro dell\u2019Europa. Con la possibilit\u00e0 che se non tutti saranno pronti o disponibili si possa avanzare anche sulla base di gruppi pi\u00f9 omogenei inizialmente ristretti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l\u2019annuale discorso sullo stato dell\u2019Unione, ispirato, rispetto al recente passato, a maggiore ottimismo e a maggiore fiducia sul futuro dell\u2019Europa, il presidente della Commissione europea Jean-Claude\u00a0Juncker ha illustrato al Parlamento europeo il programma di lavoro dell\u2019Esecutivo fino alla conclusione della legislatura. 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