{"id":66279,"date":"2017-09-19T11:44:22","date_gmt":"2017-09-19T09:44:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66279"},"modified":"2017-11-03T15:10:50","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:50","slug":"mo-oggi-instabile-domani-piu-forse-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/mo-oggi-instabile-domani-piu-forse-no\/","title":{"rendered":"MO: causa petrolio, oggi instabile, domani forse di pi\u00f9"},"content":{"rendered":"<p>Non tutti sanno che Churchill ha avuto un ruolo di primo piano nella diffusione del <strong>petrolio<\/strong>. Nell\u2019aprile del 1912 la classe Queen Elizabeth della Royal Navy si muoveva solo grazie all\u2019oro nero: era la prima. Le nuove navi militari avevano un vantaggio di circa quattro nodi sulle generazioni precedenti. E, si sa, la velocit\u00e0 in battaglia \u00e8 fondamentale. L\u2019utilizzo del petrolio sollevava, per\u00f2, una criticit\u00e0: la sua disponibilit\u00e0 in condizioni di pace e, soprattutto, di guerra.<\/p>\n<p>La Prima Guerra Mondiale evidenzi\u00f2 questo problema in maniera lampante. E&#8217; in questo periodo che il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/medio-oriente-espressione-complessita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Medio Oriente<\/strong><\/a> diventa importante, strategico: gli accordi di Sykes-Picot (1916) e quelli della Linea Rossa (1928) sono anche figli della rilevanza acquisita dal petrolio.<\/p>\n<p>Nel 2015 l\u2019agenzia dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/energia-trump-leredita-obama\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Energia<\/strong><\/a>\u00a0del governo americano Eia ha dichiarato che, dei circa 100 milioni di barili di petrolio prodotti ogni giorno, il 60 % si muove via mare: lo Stretto di Hormuz \u00e8 la via pi\u00f9 utilizzata &#8211; vi transita un terzo di tutto il petrolio che si muove via mare -, seguito dallo Stretto di Malacca, destinato per\u00f2 ad assumere una maggiore valenza strategica in vista dello sviluppo del mercato del gas via Lng.<\/p>\n<p><strong>Le cose stanno cambiando<\/strong><br \/>\nIl cambiamento parte dagli Usa ed \u00e8 innescato dal settore automobilistico: le auto elettriche. Ad oggi ve ne sono circa due milioni su un parco di circa 1.3 miliardi: meno dell\u20191%. C&#8217;\u00e8 chi vede la transizione pi\u00f9 o meno velocemente. Molti Paesi europei hanno gi\u00e0 previsto il termine ultimo oltre il quale le auto diesel o a benzina non saranno pi\u00f9 vendute: tra chi prima (2025) e chi dopo, non si va oltre il 2040.<\/p>\n<p>Di conseguenza, a partire da un certo anno (non troppo lontano), assisteremo al declino della domanda di petrolio. Gi\u00e0 Exxon, Shell e BP, con il loro valore di mercato superiore ai seicento miliardi di dollari, inseriscono nelle loro previsioni un picco di domanda, chi al 2030, chi al 2040. Dopo di che si scende.<\/p>\n<p>Intanto qualcuno pensa che il Modello S di Tesla (la versione &#8216;economica&#8217;) sia la discendente del Modello T di Ford, che segn\u00f2 il passaggio dall&#8217;etanolo al petrolio, e possa avere lo stesso ruolo nel cambiamento. Ironia della sorte, lo scorso aprile Tesla ha temporaneamente superato il valore di mercato di Ford, anche se di poco (due miliardi di dollari sui circa 60 totali).<\/p>\n<p><strong>Il ritorno delle trib\u00f9?<\/strong><br \/>\nSe in Europa gli Stati tendono all&#8217;integrazione, sulla sponda Sud del Mediterraneo ci sono le trib\u00f9. Potremmo dire &#8211; parafrasando Nietzche &#8211; che lo Stato \u00e8 una corda tra trib\u00f9 e &#8216;super-Stato&#8217;. Nel suo ultimo libro, Maurizio Molinari affronta il tema delle nuove trib\u00f9 in Medio Oriente e Nord Africa, cos\u00ec come in Occidente. Tuttavia occorre distinguere: in Occidente, la trib\u00f9 pu\u00f2 essere intesa da un punto di vista politico; nel Medio Oriente e nel Nord Africa assume connotazioni pi\u00f9 forti, pi\u00f9 profonde e pi\u00f9 divisorie.<\/p>\n<p>La disintegrazione degli Stati tenuti insieme da regimi dispotici e privi quasi nella totalit\u00e0 di legittimit\u00e0 popolare ha favorito la riaggregazione -come dice Molinari- attorno ad identit\u00e0 pre-statali (vedi la Libia, l\u2019Iraq, lo Yemen, la Siria) e quindi il rafforzamento dei clan tribali.<\/p>\n<p>Senza semplificare troppo, e soffermandoci sulle parole di Molinari \u201cprivi di legittimit\u00e0 popolare\u201d, accade che in questi Stati collassati il clan inizi a farsi giustizia autonomamente. Risultato? Caos, polverizzazione e ritorno allo stato di natura o al \u201ctutti contro tutti\u201d di Hobbes e Locke.<\/p>\n<p>Se nel Seicento dopo la guerra dei Trenta Anni i cittadini, sfiniti dai continui conflitti, sentirono l\u2019esigenza di limitare parte dei loro diritti e poteri per trasferirli allo Stato sovrano, qui praticamente ci si muove nella direzione opposta.<\/p>\n<p>Ai quattro quasi ex Stati citati sopra abbiamo corso il rischio di doverne aggiungere almeno un altro paio in seguito alle Primavere Arabe. E non possiamo escludere che spinte aggregative &#8216;esterne&#8217; siano venute in aiuto per alcuni, anche per la loro importanza strategica energetica.<\/p>\n<p><strong>Investimenti: il sorpasso dell&#8217;elettrico su petrolio\/gas.<\/strong><br \/>\nNel 2016 per la prima volta abbiamo assistito al sorpasso degli investimenti nell&#8217;elettrico con 718 miliardi di dollari contro i 649 miliardi del comparto &#8216;oil&amp;gas&#8217;. Il Financial Times, parlando della futura possibile privatizzazione della compagnia petrolifera Saudi Aramco, indicava che le nuove policy ambientali potrebbero portare il valore di mercato dai due trilioni di dollari stimati inizialmente a poco sopra il trilione: parliamo di un decremento di circa il 50%.<\/p>\n<p>Se da un lato il comparto energetico \u00e8 in sofferenza, quello legato ai minerali per il mercato delle e-car (e l&#8217;indotto), cio\u00e8 cobalto, nickel, litio e rame, vive un momento favorevole. C&#8217;\u00e8 chi si aspetta che nel 2030 il 30% delle vetture siano elettriche. Forse \u00e8 una previsione troppo ottimistica ma intanto la Glencore\u00a0supera le aspettative del mercato con profitti (pretasse) di circa 2.45 miliardi di dollari solo per i primi sei mesi del 2017.<\/p>\n<p>Quei metalli non si trovano in Medio Oriente. E&#8217; ancora presto, ma intanto sorge chiara una domanda: come cambier\u00e0 il peso geopolitico della Regione nella nuova Era del Rinnovabile?<\/p>\n<p><em>L\u2019autore ringrazia R. Melillo e G. Fortuna per il supporto ricevuto<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non tutti sanno che Churchill ha avuto un ruolo di primo piano nella diffusione del petrolio. Nell\u2019aprile del 1912 la classe Queen Elizabeth della Royal Navy si muoveva solo grazie all\u2019oro nero: era la prima. Le nuove navi militari avevano un vantaggio di circa quattro nodi sulle generazioni precedenti. 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