{"id":66301,"date":"2017-09-21T07:18:18","date_gmt":"2017-09-21T05:18:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66301"},"modified":"2017-11-03T15:10:50","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:50","slug":"usa-egitto-luna-miele-trump-al-sisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/usa-egitto-luna-miele-trump-al-sisi\/","title":{"rendered":"Usa-Egitto: Trump\/Al-Sisi, se la luna di miele tramonta\u00a0"},"content":{"rendered":"<p>Tradito da Donald <strong>Trump<\/strong>, anche se \u00e8 stato il suo primo sostenitore in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/medio-oriente-due-agende-un-ordine\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Medio Oriente<\/strong><\/a>. A fine agosto, Abdel Fattah <strong>Al-Sisi<\/strong> &#8211; uno dei pochi leader a scommettere sul magnate ancora prima del suo ingresso alla Casa Bianca &#8211; ha dovuto fare i conti con l&#8217;annuncio della cancellazione e del blocco di parte degli storici sussidi che Washington invia annualmente all&#8217; <strong>Egitto<\/strong>.\u00a0La decisione, che riguarda un totale di circa 300 milioni di dollari, si concentra su tutti e tre i pacchetti di <strong>aiuti<\/strong> previsti, due dei quali sono stati cancellati del tutto.<\/p>\n<p><strong>I dubbi di Trump sulla democrazia egiziana<br \/>\n<\/strong>Il Congresso ha deciso di non inviare al Cairo 65.7 milioni previsti, dal 2014, come sussidi militari, invocando la cos\u00ec detta legge Leahy, ovvero quella norma che proibisce di dare assistenza ad apparati di sicurezza stranieri che commettono violazioni dei diritti umani. A preoccupare il Congresso statunitense \u00e8 l&#8217;uso improprio che il governo egiziano ha fatto di questi equipaggiamenti militari nel Sinai, una penisola in continuo stato di emergenza, a causa di un susseguirsi di operazioni dell\u2019esercito che causano sempre pi\u00f9 morti \u201caccidentali\u201d e di civili.<\/p>\n<p>Cancellato anche l\u2019invio di altri 30 milioni di dollari in aiuti economici. Il Congresso ha deciso di dirottarli su altre (non ancora specificate) priorit\u00e0 regionali, avendo seri dubbi sulla tenuta dei diritti umani lungo il Nilo. Il tutto \u00e8 avvenuto dopo mesi di inosservati avvertimenti \u2013 fatti da Washington al Cairo \u2013 su un possibile taglio di questo pacchetto. Pi\u00f9 volte infatti, il Congresso avevano minacciato questa azione, alla luce della restrittiva legge sulle organizzazioni non governative a lungo discussa in Egitto. Quando questa legge \u00e8 stata approvata dal Parlamento e firmata dal presidente Al-Sisi, il Congresso statunitense ha deciso di passare dalle parole ai fatti.<\/p>\n<p>L&#8217;amministrazione Trump ha infine deciso di acquisire maggior controllo su un ultimo pacchetto di aiuti diretti al Cairo, quello relativo agli storici 1,3 miliardi di dollari che ogni anno Washington invia lungo il Nilo. Il Congresso ha condizionato l&#8217;invio del 15% di questo pacchetto (195 milioni) di sussidi al giudizio del segretariato di Stato che prima di autorizzarne l\u2019invio dovr\u00e0 accertarsi che in Egitto si compiano significativi progressi democratici.<\/p>\n<p>Le condizioni per ricevere questi sussidi sono per\u00f2 abbastanza vaghe e nei fatti non \u00e8 chiaro che cosa debba fare l\u2019 Egitto per accaparrarseli. Washington ha chiesto, ad esempio, al Cairo di dimostrare progressi nei confronti della societ\u00e0 civile, magari rimettendo mano alla controversa legge sulle Organizzazioni non governative, la cui approvazione ha gi\u00e0 bloccato altri pacchetti di aiuti.\u00a0Inoltre, l&#8217;amministrazione Trump vuole che il Cairo usi i sussidi provenienti dagli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/usa-trump-zig-zag-squadra\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Usa<\/strong><\/a> esclusivamente in chiave anti-terroristica e non per altri fini.<\/p>\n<p><strong>Corea connection<\/strong><br \/>\nA infastidire la Casa Bianca \u00a0a tal punto da arrivare a questi tagli \u00e8 per\u00f2 soprattutto un aspetto poco enfatizzato nelle dichiarazioni ufficiali, ma da tempo discusso negli incontri bilaterali a porte chiuse. Ovvero l\u2019atteggiamento dell\u2019 Egitto nei confronti della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/corea-corsa-arsenali-seul-pyongyang\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Corea<\/strong><\/a> del Nord, minaccia numero uno per il presidente Trump, e Paese con il quale il Cairo continua ad avere relazioni diplomatiche dal 1970. Ancora vivi nella memoria degli egiziani sono i viaggi dell\u2019ex ra\u00ecs Hosni Mubarak a Pyongyang, ben quattro tra il 1983 e il 1990.\u00a0 L\u2019 Egitto infatti non si \u00e8 mai allineata alla posizione anti- nordcoreana degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Trump ha chiesto all\u2019 Egitto\u00a0di\u00a0smettere, immediatamente, di ospitare sul suo suolo \u00a0lavoratori nord coreani. L\u2019avvertimento \u00e8 arrivato dopo che, a dicembre, il dipartimento del Tesoro Usa ha imposto sanzioni contro un numero di compagnie nord-coreane che avevano portato lavoratori di Pyongyang all&#8217;estero con il fine di generare profitti per il regime. Gi\u00e0 nel 2015, un panel di esperti delle Nazioni Unite, aveva accusato la compagnia nord-coreana Ocean Maritime Management di contrabbandare armi con entit\u00e0 basate in Egitto, in primis a Porto Said, all&#8217;imboccatura del canale di Suez, dove Pyongyang aveva personale.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9, con l\u2019aumento delle minacce da parte di Kim Jong Un, Trump ha iniziato a chiedere all\u2019Egitto di essere pi\u00f9 severo nei confronti della Corea del Nord, argomento che \u00e8 stato tema anche della telefonata del 5 luglio tra Trump e Al-Sisi. La Casa Bianca ha anche chiesto all\u2019 Egitto di smettere di sostenere economicamente \u00a0Pyongyang. Dichiarazione questa, che \u00e8 apparsa soprattutto una frecciatina contro i Sawiris, una tra le famiglie pi\u00f9 ricche dell\u2019 Egitto. Proprietario della compagnia di telefonia Orascom, Naguib Sawiris ha firmato un accordo con la Koryolink, l\u2019unica compagnia di cellulari 3G presente a Pyongyang.<\/p>\n<p><strong>Impatto ambiguo<br \/>\n<\/strong>Troppo per un Trump che non usa mezzi termini contro &#8220;il rocket man&#8221; ( come chiama il leader nord-coreano Kim Jong Un)\u00a0 e che durante la 72a Assemblea generale delle Nazioni Unite si \u00e8 detto pronto a distruggere questo &#8216;Stato canaglia&#8217;. Prima di firmare vitali assegni per il Cairo, il magnate vuole che uno dei principali beneficiari degli aiuti statunitensi si mostri leale e si allinei alla sua politica estera che ruota attorno al concetto <em>dell\u2019America first<\/em>.<\/p>\n<p>Tutti gli altri richiami al rispetto dei diritti umani sembrano retorica. E in quanto tale non convincono neanche quella fetta di popolazione egiziana che si oppone al presidente Al-Sisi accusandolo di essere il nuovo faraone.<\/p>\n<p>La mossa di Trump appare come l\u2019ennesimo segno della sudditanza egiziana a Washington e avr\u00e0 pertanto un impatto ambiguo sulla relazione bilaterale. Le modalit\u00e0 con le quali questa decisione \u00e8 stata presa ed annunciata \u2013 nel pieno della luna di miele tra i leader dei due Paesi \u2013 ha infine minato la credibilit\u00e0 di Trump al Cairo, dove cresce il numero di quanti si chiedono fino a che punto conta il sostegno garantito dal magnate ad Al-Sisi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tradito da Donald Trump, anche se \u00e8 stato il suo primo sostenitore in Medio Oriente. 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