{"id":66365,"date":"2017-09-25T13:54:19","date_gmt":"2017-09-25T11:54:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66365"},"modified":"2017-11-03T15:10:47","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:47","slug":"terrorismo-isis-terreno-letale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/terrorismo-isis-terreno-letale\/","title":{"rendered":"Terrorismo: l&#8217;Isis \u00e8 meno letale, ma noi restiamo vulnerabili"},"content":{"rendered":"<p>A distanza di qualche tempo dagli ultimi attentati in Spagna, in Svezia e in Inghilterra, si possono mettere in evidenza con certezza due elementi sull&#8217;offensiva del <strong>terrorismo<\/strong>: il primo, e ci\u00f2 costituisce senza dubbio una buona notizia, \u00e8 che il sedicente Stato islamico, l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/iraq-sconfitto-lisis-rischi-restano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Isis<\/strong><\/a>, ha ridotto in maniera consistente la propria capacit\u00e0 offensiva; il secondo, ma questa \u00e8 una notizia meno rassicurante, \u00e8 che le vittime degli attentati, pur\u00a0 essendo in numero inferiore rispetto, ad esempio, a quelle degli attentati di Parigi del novembre 2015, continuano a essere numerose e sono il risultato di una scelta operativa terroristica difficile da neutralizzare.<\/p>\n<p><strong>Buone notizie, ma non \u00e8 ancora finita!<\/strong><br \/>\nCon riferimento alla prima affermazione, non si pu\u00f2 che constatare una perdita d&#8217;efficacia dell&#8217;azione terroristica, perch\u00e9 gli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/terrorismo-nuovi-nemici\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>attentati<\/strong> <\/a>pi\u00f9 recenti non sono stati realizzati con AK47 o con una cintura esplosiva o con altre armi sofisticate e micidiali. Ci\u00f2 indica da un lato una sopravvenuta difficolt\u00e0 dei terroristi a procurarsi armi per compiere un attacco; il che li costringe a ripiegare su modalit\u00e0 d&#8217;offesa atipiche; e, dall&#8217;altro, va a merito dell&#8217;attivit\u00e0 di prevenzione svolta dalle strutture informative e di anti-terrorismo impegnate sul territorio.<\/p>\n<p>Tuttavia, nonostante la consistente perdita di capacit\u00e0 offensiva, c&#8217;\u00e8 anche un dato negativo che emerge dagli ultimi episodi: c&#8217;\u00e8 chi continua a \u201cfare morti\u201d, con strumenti facilmente accessibili e difficilmente contrastabili preventivamente nel loro utilizzo anomalo, quali grossi veicoli, coltelli, ordigni rudimentali.<\/p>\n<p>Va pure considerato che questi strumenti, proprio perch\u00e9 sono facilmente accessibili ed sono utilizzabili da chiunque, possono stimolare il desiderio di emulazione da parte di soggetti non ancora segnalatisi all&#8217;attenzione delle strutture di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/03\/sicurezza-e-diritti-fondamentali-un-connubio-impossibile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>sicurezza<\/strong><\/a>, che decidono, per le pi\u00f9 svariate ragioni, d&#8217;improvvisarsi \u201cvolontari jihadisti\u201d.<\/p>\n<p>Chiaramente, tali persone rappresentano una criticit\u00e0 per tutti gli enti deputati alla sicurezza, che si trovano spesso a dovere contrastare soggetti completamente sconosciuti.<\/p>\n<p><strong>La macchina della sicurezza in Italia: domande e dubbi<br \/>\n<\/strong>Considerata l&#8217;attualit\u00e0 di questo modus operandi, sorge spontanea una domanda: in <strong>Italia<\/strong>, la &#8216;macchina della sicurezza&#8217; ha davvero adottato tutte le misure per prevenire un attacco terroristico? E&#8217; assodato che il braccio operativo, costituito da intelligence e da forze di polizia, se ad oggi ancora non abbiamo subito sul territorio nazionale un vero attacco, ha funzionato e continua a funzionare davvero bene.<\/p>\n<p>E quanto al comportamento del decisore politico? In\u00a0alcune citt\u00e0 italiane le rispettive amministrazioni locali hanno disposto in punti strategici, tipo zone pedonali o arterie di traffico particolarmente frequentate, l&#8217;installazione di blocchi di cemento per frenare la corsa di autoveicoli eventualmente lanciati sulla folla. Ma una grossa falla della sicurezza nell&#8217;ottica della prevenzione \u00e8 al momento purtroppo rappresentata dalle stazioni ferroviarie &#8211; e dai convogli metropolitani -.<\/p>\n<p>Infatti, a tutt&#8217;oggi si pu\u00f2 tranquillamente salire su un treno senza essere assoggettati a particolare controlli, a parte quello del biglietto, con l&#8217;opportunit\u00e0 di portare quindi a bordo armi o esplosivi. Eppure, se si va indietro di qualche anno, agli attentati nella stazione Atocha di Madrid nel 2004 o alla metropolitana di Londra nel 2005, sempre ad opera di Al Qaeda, si possono constatare gli effetti devastanti di un protocollo di sicurezza inadeguato nelle stazioni ferroviarie e della metropolitana.<\/p>\n<p><strong>Rinunciare a qualche comodit\u00e0 per una maggiore sicurezza<br \/>\n<\/strong>A questo punto, bisogna che tutti accettino l\u2019idea che la gravit\u00e0 della situazione attuale, con la conseguente seria minaccia alle pi\u00f9 elementari condizioni di sicurezza generali, impone l&#8217;adozione d&#8217;idonei ed efficaci \u00a0strumenti di prevenzione, che risulteranno limitativi della libert\u00e0 individuale.\u00a0Ed \u00e8 bene che i cittadini si rendano conto della necessit\u00e0 di sacrificare qualche comodit\u00e0 a favore di un regime di sicurezza che tuteli davvero l&#8217;incolumit\u00e0.<\/p>\n<p>In tal senso, \u00e8 indispensabile che, quantomeno nelle principali stazioni ferroviarie del Paese, siano installati sistemi di controllo alla stregua di quelli utilizzati negli aeroporti. Ed \u00e8 importante che tutto ci\u00f2 venga fatto al pi\u00f9 presto: lo scenario d&#8217;un attacco in una stazione \u00e8 solo un\u2019ipotesi e non si \u00e8 ancora realizzato in Italia, ma sarebbe un grave inadempimento politico l&#8217;attendere un attentato prima di procedere alla messa in sicurezza degli scali ferroviari.<\/p>\n<p>Certo, \u00e8 piacevole potere prendere un treno arrivando all&#8217;ultimo momento prima della sua partenza e potendo portare con s\u00e9 qualsiasi cosa. Ma per la tutela di un bene pi\u00f9 grande, quello della propria ed altrui vita, \u00e8 inevitabile sacrificare qualcosa di non essenziale ed \u00e8 quindi opportuno cominciare a pensare di dover arrivare alla stazione in anticipo per sottoporsi a controlli di sicurezza efficaci.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A distanza di qualche tempo dagli ultimi attentati in Spagna, in Svezia e in Inghilterra, si possono mettere in evidenza con certezza due elementi sull&#8217;offensiva del terrorismo: il primo, e ci\u00f2 costituisce senza dubbio una buona notizia, \u00e8 che il sedicente Stato islamico, l&#8217;Isis, ha ridotto in maniera consistente la propria capacit\u00e0 offensiva; il secondo, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":66366,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[551,436,96,533,110],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66365"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=66365"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66365\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":66367,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66365\/revisions\/66367"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/66366"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=66365"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=66365"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=66365"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}