{"id":66399,"date":"2017-09-27T16:15:54","date_gmt":"2017-09-27T14:15:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66399"},"modified":"2017-11-03T15:10:46","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:46","slug":"africa-diamanti-ricchezza-tanzania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/africa-diamanti-ricchezza-tanzania\/","title":{"rendered":"Africa: diamanti, ricchezza e maledizione. Il caso Tanzania"},"content":{"rendered":"<p>\u00abOgni volta che comprerete un <strong>diamante,\u00a0<\/strong>con molte probabilit\u00e0 contribuirete al rifornimento di scuole, cliniche, strade o acqua potabile per una comunit\u00e0 povera del Botswana, del Sud Africa o della Namibia\u00bb. Festus Mogae, ex presidente del Botswana, pronunci\u00f2 questa frase nel 2008, ricevendo il premio <em>Mo Ibrahim: <\/em>Mogae sosteneva<em>\u00a0<\/em>che i diamanti erano una vera e propria benedizione per il suo Paese e per tutta l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/06\/africa-la-quarta-rivoluzione-industriale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Africa<\/strong><\/a>. Si trattava solo di rinegoziare i contratti con le compagnie straniere che per troppi anni avevano goduto di incentivi formidabili.<\/p>\n<p>Nove anni dopo, John <strong>Magufuli<\/strong>, presidente della <strong>Tanzania<\/strong>, ha preso il toro per le corna. Il 31 agosto ha ordinato il sequestro di un carico di diamanti dal valore di 30 milioni di dollari che la compagnia britannica <em>Petra Diamonds<\/em> stava esportando dall&#8217;aeroporto di Dar es Salaam. Non contento, dieci giorni dopo, il suo governo ha dichiarato che nazionalizzer\u00e0 l\u2019intero carico accusando la <em>Petra<\/em> di aver sotto-valutato il valore dei diamanti per pagare meno tasse.<\/p>\n<p>\u00abNella sua documentazione la <em>Petra<\/em> <em>Diamonds <\/em>ha dichiarato che il valore dei diamanti era di 14,798 milioni di dollari, mentre una nostra commissione d\u2019inchiesta ha stabilito che il vero valore \u00e8 di 29,5 milioni di dollari\u00bb, si legge in una dichiarazione ufficiale del ministro delle finanze. \u00abLa Tanzania potrebbe perdere pi\u00f9 di 46 milioni di dollari l\u2019anno con l\u2019esportazione di diamanti sotto-valutati da questo aeroporto\u00bb, ha continuato il ministro, in linea con la politica nazionalista di Magufuli. \u00abRagazzi, siamo circondati dalla ricchezza!\u00bb, gridava il presidente in un comizio a luglio in un paesino al centro del Paese. \u00abDobbiamo alzarci e proteggerla. Non \u00e8 possibile che altri vengano e ne beneficino truffandoci!\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Una storia di dolori e di sangue<\/strong><br \/>\nCompagnie straniere a parte, la storia dei diamanti africani \u00e8 tempestata di dolori al punto che, per alcuni, la loro scoperta \u00e8 stata considerata una vera e propria <strong>maledizione<\/strong>. Tra gli Anni Ottanta e gli Anni Novanta, i diamanti africani erano chiamati \u00abdiamanti insanguinati\u00bb, proprio perch\u00e9 finanziavano governi corrotti, cleptocrazie e gruppi di ribelli, provocando guerre civili sanguinarie che hanno ucciso e mutilato migliaia di persone e distrutto le economie dei Paesi coinvolti.<\/p>\n<p>\u00abQuando a New York i diamanti fanno bling bling in Africa fanno bling blang\u00bb, diceva Leonardo di Caprio in <em>Blood diamonds<\/em>, film sulla guerra civile in Sierra Leone, che \u00e8 durata dal 1991 al 2002. Ma se si considera il Botswana o la Namibia, dove i diamanti hanno effettivamente rivoluzionato la vita delle persone, le politiche nazionalistiche di Magufuli hanno perfettamente senso. Da quando hanno ottenuto l\u2019indipendenza, sia il Botswana che la Namibia \u2013 che sono fra l\u2019altro tra i primi produttori di diamanti al mondo \u2013 hanno utilizzato la rendita delle pietre per creare posti di lavoro e promuovere regimi democratici in grado di condurre politiche pacifiche fuori e dentro i propri confini. Per le Nazioni Unite, entrambi in Paesi sono considerati \u00abPaesi con redditi medio-alti\u00bb. E, come diceva Moegus: \u00abIn Botswana, diamanti pi\u00f9 sviluppo uguale <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/africa-italia-classifiche-investimenti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>democrazia<\/strong>!<\/a>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Magufuli &#8216;il Bulldozer&#8217; e il settore minerario<\/strong><br \/>\nI diamanti non sono gli unici minerali finiti nel mirino di Magufuli, soprannominato &#8216;il Bulldozer&#8217; per via della sua leadership di ferro: il suo nazionalismo economico sta colpendo tutto il settore minerario. A marzo, il suo governo ha aperto un contenzioso con la britannica <em>Acacia<\/em>, la pi\u00f9 grande compagnia mineraria della Tanzania, che produce oro e rame, accusandola di non aver pagato le tasse per anni per un valore di circa 190 miliardi di dollari.<\/p>\n<p>Non solo: il governo di Dodoma ha anche chiesto alla compagnia britannica di costruire una fonderia all&#8217;interno del Paese in modo tale che l\u2019oro e il rame siano processati <em>in loco <\/em>creando cos\u00ec nuovi posti di lavoro. Inoltre, a luglio \u00e8 stata approvata una legge che modifica profondamente la struttura legislativa e istituzionale che regola il settore minerario: d\u2019ora in poi, il 16% \u2013 come minimo \u2013 di tutti i giacimenti saranno di propriet\u00e0 dello Stato e le royalties sulle esportazioni di oro, rame, argento e platino sono passate dal 4 al 6%. La legge prevede anche che il governo ha il diritto di rinegoziare tutti i contratti e vieta la possibilit\u00e0, alle compagnie straniere, di rifarsi ad arbitrati internazionali.<\/p>\n<p>Queste politiche hanno gi\u00e0 avuto i loro effetti sul futuro degli investimenti stranieri in Tanzania: la <em>Petra Diamonds<\/em>, per esempio, ha minacciato il governo di bloccare i suoi investimenti in tutto il Paese se non potr\u00e0 esportare i diamanti sequestrati. Non solo: \u00abLa corporazione nucleare di Stato russa ha sospeso un progetto sull&#8217;uranio nel Paese\u00bb, ha spiegato a <em>Affarinternazionali<\/em> Rebekka Rumpel, esperta di Kenya e Tanzania del centro di ricerca <em>Chatham House<\/em>. \u00abCi sono anche moltissime compagnie che sono preoccupate che i loro contratti vengano rinegoziati e che, dal momento che la nuova legge vieta di rifarsi ad arbitrati internazionali, non sanno come verranno gestiti i contenziosi\u00bb.<\/p>\n<p>Le reazioni all&#8217;interno del Paese sembrano invece pi\u00f9 positive: \u00abI partiti d\u2019opposizione sono stati generalmente a favore della nuova legge che regola il settore minerario e hanno criticato unicamente la velocit\u00e0 con il quale il governo intende fare i cambiamenti. Ma in un Paese dove met\u00e0 della popolazione vive con meno di 1,90 dollari al giorno e dove la memoria del primo presidente, Julius Nyerere, \u00e8 ancora potente, Magufuli non pu\u00f2 che essere considerato positivamente. Come Nyerere, le sue battaglie sono viste come una lotta per il bene dei tanzaniani\u00bb, ha continuato la Rumpel.<\/p>\n<p>Le ultime mosse del governo non fanno che confermare la tesi della Rumpel: dopo le minacce della <em>Petra<\/em> il governo non ha fatto nessuna dichiarazione ufficiale ma, due giorni dopo, Magufuli ha ordinato all&#8217;esercito di costruire dei muri intorno a tutti i giacimenti di tanzanite, dotandoli di telecamere, per \u00abcontrollare le estrazioni illegali e le attivit\u00e0 di commercio\u00bb. In fondo, come ha detto &#8216;il Bulldozer&#8217; si tratta di una \u00abvera e propria guerra economica\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abOgni volta che comprerete un diamante,\u00a0con molte probabilit\u00e0 contribuirete al rifornimento di scuole, cliniche, strade o acqua potabile per una comunit\u00e0 povera del Botswana, del Sud Africa o della Namibia\u00bb. 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