{"id":66417,"date":"2017-09-28T14:30:39","date_gmt":"2017-09-28T12:30:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66417"},"modified":"2017-11-03T15:10:45","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:45","slug":"ue-addio-a-ferdinando-riccardi-giornalista-europeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/ue-addio-a-ferdinando-riccardi-giornalista-europeo\/","title":{"rendered":"Ue: addio a Ferdinando Riccardi, \u2018giornalista europeo\u2019"},"content":{"rendered":"<p>Se n\u2019\u00e8 andato un \u2018<strong>giornalista europeo<\/strong>\u2019: per 60 anni, l\u2019Europa \u00e8 stata la casa, il lavoro e la passione di Ferdinando <strong>Riccardi<\/strong>, spentosi a Bruxelles a 89 anni \u2013 era nato a Torino nel 1928 -. Affabile, cordiale, spesso ironico, sempre sorridente, colto e preparato, capace di emozionarsi ad un balletto di Maurice B\u00e9jart e di palpitare per la sua Juventus, di sostenere il confronto in un dibattito pubblico e di reggere gli scambi su un terreno di tennis, Ferdinando, dopo la scomparsa di Emanuele <strong>Gazzo<\/strong>, \u2018era\u2019 l\u2019<strong><a href=\"https:\/\/agenceurope.eu\/fr\/accueil.html\">Agence Europe<\/a><\/strong>, l\u2019agenzia che dal 1953 accompagna sul fronte dell\u2019informazione il processo d\u2019integrazione europea.<\/p>\n<p>Dagli Anni Novanta, gli editoriali di Riccardi \u2013 una paginetta fitta fitta, che nella grafica richiamava i ciclostile d\u2019una volta \u2013 sono stati la prima lettura quotidiana di commissari e funzionari europei e di centinaia dei giornalisti accreditati presso le Istituzioni comunitarie. Come, prima, lo erano stati gli editoriali di Gazzo.<\/p>\n<p>E\u2019 una stagione in cui l\u2019<strong>Unione<\/strong> va perdendo i protagonisti d\u2019una generazione di grandi europei: uomini di Stato e politici come Helmut <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/morte-kohl-cancelliere-della-mia-infanzia\/\"><strong>Kohl <\/strong><\/a>e Simone <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/ue-simone-veil-madri-matrigne-europa\/\"><strong>Veil<\/strong><\/a>, funzionari immuni dall\u2019etichetta d\u2019eurocrati come Gerardo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/ricordo-mombelli-italiano-europeo\/\"><strong>Mombelli<\/strong><\/a>, giornalisti che hanno raccontato la costruzione europea come Riccardi, con spirito sempre critico, ma anche partecipe di un ideale e di una speranza, mai subordinando l\u2019interesse europeo ai calcoli nazionali \u2013 o alle convenienze politiche d\u2019un momento o d\u2019un partito -.<\/p>\n<p><strong>Confidente e \u2018suggeritore\u2019 di Grandi dell\u2019Unione<\/strong><br \/>\nIn un messaggio di cordoglio, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker scrive: &#8220;\u00c8 con profonda tristezza che ho appreso il decesso di Ferdinando Riccardi. Tutti quelli che, come me, hanno avuto la fortuna di conoscerlo conservano il ricordo d\u2019un uomo caloroso, di un grande giornalista e di un sostenitore, da sempre, dell&#8217;Europa. Ferdinando era un europeista convinto, che ha saputo conciliare con rara efficacia il suo amore per l&#8217;Europa e il suo talento di scrittore\u201d.<\/p>\n<p>Figlio del fondatore dell\u2019Agence Europe, Riccardi s\u2019affacci\u00f2 al giornalismo come corrispondente sportivo, ma dall\u2019apertura, nel 1958, di un ufficio dell&#8217;Agence a Bruxelles divenne \u2013 scrive Juncker \u2013 \u201cosservatore e interprete infaticabile di questa straordinaria avventura europea\u201d.<\/p>\n<p>Prima di Juncker, sono stati confidenti e lettori di Ferdinando Riccardi, attenti a cogliere spunti e intuizioni dei suoi editoriali, altri presidenti dell\u2019Esecutivo comunitario, come, in particolare, Jacques Delors, con cui aveva un rapporto affettuoso di reciproca stima e rispetto, e Romano Prodi, ma anche capi di Stato e di governo, leader politici, ambasciatori e lobbisti di tutte le nazionalit\u00e0 e di tutte le estrazioni.<\/p>\n<p><strong>La vicenda dell\u2019Agence Europe, una storia europea e italiana<\/strong><br \/>\nLa vicenda dell\u2019Agence Europe comincia a Lussemburgo il 12 marzo 1953, in perfetta coincidenza con gli albori della prima Comunit\u00e0 europea, quella del carbone e dell\u2019acciaio, la Ceca, il cui Trattato di Parigi entr\u00f2 in vigore nel luglio 1952, ma divenne operativo solo l\u2019anno dopo.<\/p>\n<p>Il primo numero era un\u2019intervista di Gazzo, il direttore, a Paul-Henry Spaak, uno dei padri dell\u2019Europa, ministro degli Esteri belga e firmatario dei Trattati di Roma nel 1957.<\/p>\n<p>Il fondatore dell\u2019Agence Europe, il conte Ludovico Riccardi, il padre di Ferdinando, presidente dell\u2019ANSA, e Gazzo intuirono la portata del cambiamento che si stava delineando, quando praticamente nessuno sapeva che cosa si faceva a Lussemburgo \u2013 n\u00e9 vi prestava attenzione \u2013 e non c\u2019erano corrispondenti di agenzie o di giornali a raccontarlo.<\/p>\n<p>Riccardi padre e Gazzo credevano nel progetto che avrebbe significato per l\u2019Europa la pace pi\u00f9 lunga della sua storia e decisero di creare un organo di stampa indipendente da pressioni nazionali che raccontasse la crescita dell\u2019integrazione. Ben presto, il \u2018bollettino\u2019, che ha sempre conservato un carattere di servizio, scarno ed essenziale, senza concessioni al sensazionalismo, fu arricchito dall\u2019editoriale quotidiano, prima di Gazzo, scomparso nel 1994 a 86 anni, e poi di Riccardi.<\/p>\n<p><strong>Nuove frontiere dell\u2019informazione europea, stessi valori<br \/>\n<\/strong>Generazioni di giornalisti competenti si sono formate all\u2019Agence Europe. Generazioni di giornalisti sono diventate competenti sull\u2019Europa leggendo l\u2019Agence Europe. Fino agli Anni Novanta, l\u2019arrivo del plico del bollettino, dentro una busta gialla, con carta di colore diverso a seconda della lingua, era il momento della verit\u00e0 per i corrispondenti: l\u2019occasione per capire se avevano capito, se s\u2019erano districati bene nell&#8217;ostica materia comunitaria; o per cambiare il tiro, se qualcosa d\u2019essenziale era loro sfuggito.<\/p>\n<p>Nel tempo, la situazione \u00e8 cambiata, anche dal punto di vista dell\u2019informazione. Oggi, il corpo stampa accreditato presso le Istituzioni comunitarie \u00e8 il pi\u00f9 numeroso al mondo, insieme a quello delle Nazioni Unite, e i documenti dell\u2019Ue sono liberamente disponibili via internet a tutti, cittadini, giornalisti, lobbisti: un flusso di migliaia di pagine difficile da gestire, dove l\u2019essenziale pu\u00f2 sempre sfuggire.<\/p>\n<p>E altri media hanno arricchito e animato il panorama dell\u2019informazione europea, puntando, oltre che sui contenuti, sull\u2019innovazione tecnologica. Mentre talora tv e social privilegiavano (e privilegiano) l\u2019affabulazione alla competenza.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, la missione dell\u2019Agence \u00e8 consapevolmente cambiata: da strumento indispensabile per sapere che cosa fa, o progetta, l\u2019Europa, a strumento indispensabile per orientarsi in tutto quello che fa, o progetta, l\u2019Europa, distinguendo \u201cl\u2019essenziale dall\u2019accessorio\u201d e cogliendo il significato e l\u2019impatto di \u201caccordi e divisioni\u201d, come sta orgogliosamente scritto sul sito.<\/p>\n<p>Senza il sorriso di Fedi. Ma sempre nel segno dei valori europei.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se n\u2019\u00e8 andato un \u2018giornalista europeo\u2019: per 60 anni, l\u2019Europa \u00e8 stata la casa, il lavoro e la passione di Ferdinando Riccardi, spentosi a Bruxelles a 89 anni \u2013 era nato a Torino nel 1928 -. Affabile, cordiale, spesso ironico, sempre sorridente, colto e preparato, capace di emozionarsi ad un balletto di Maurice B\u00e9jart e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":66419,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[564,430,96,432],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66417"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=66417"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66417\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":66421,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66417\/revisions\/66421"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/66419"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=66417"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=66417"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=66417"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}