{"id":66426,"date":"2017-09-29T12:39:09","date_gmt":"2017-09-29T10:39:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66426"},"modified":"2018-02-23T08:02:09","modified_gmt":"2018-02-23T07:02:09","slug":"energia-disagi-mercato-gas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/energia-disagi-mercato-gas\/","title":{"rendered":"Energia: i disagi geo-politici del mercato Oil &#038; Gas"},"content":{"rendered":"<p>Oggi il mercato energetico, o meglio definito\u00a0dell\u2019<strong>Oil\u00a0<\/strong>&amp; <strong>Gas<\/strong>, vive un forte disagio di natura geopolitica rispetto al <strong>Medio Oriente<\/strong> e, per estensione, al continente africano. Dal 2011 la situazione libica e l\u2019instabilit\u00e0 politica e militare della Cirenaica e di altre regioni hanno compromesso notevolmente l\u2019economicit\u00e0 delle aziende petrolifere e dei contrattisti a livello internazionale.<\/p>\n<p><strong>La continua instabilit\u00e0 della Libia<br \/>\n<\/strong>Dal 2011 la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/libia-onu-sfide-soluzione-politica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Libia<\/strong><\/a> continua a vivere una forte instabilit\u00e0 politica, produttiva e di conseguenza economica. I fenomeni bellici e la presenza di fazioni terroristiche in diverse zone geografiche del Paese hanno costretto le aziende del settore petrolifero a richiamare le risorse umane impiegate nella realizzazione di siti e giacimenti produttivi ad olio o a gas a tutela della sicurezza delle persone.-<\/p>\n<p>La ridotta operativit\u00e0 o meglio lo stop lavorativo s\u2019\u00e8 tradotto nell&#8217;abbandono di attrezzature gi\u00e0 in loco installate e nel degrado delle stesse, con notevoli danni economici sugli appalti e sui contratti non ancora ultimati.\u00a0\u00a0Aziende di spessore internazionale negli ultimi anni hanno visto il proprio fatturato compromesso dalla situazione libica, senza dimenticare che la Libia per il settore energetico \u00e8 location di primaria importanza ancora oggi per giacimenti petroliferi da sfruttare.-<\/p>\n<p>L\u2019industria di settore patisce il permanere di un clima di incertezza e di stallo fra le fazioni rivali.<\/p>\n<p><strong>La Penisola arabica e l\u2019incognita Qatar<br \/>\n<\/strong>La Penisola arabica, cio\u00e8 l\u2019insieme degli Emirati e del Regno saudita, rappresenta ancora oggi una percentuale delle risorse petrolifere mondiali di notevole e strategico interesse. Il costo di produzione e lavorazione di idrocarburi e derivati continua a essere qui vantaggioso, sia per la facilit\u00e0 di estrazione del greggio, in una terra che morfologicamente presenta una grande quantit\u00e0 di petrolio e gas, sia per una logistica vantaggiosa nei confronti dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>Tutto questo per\u00f2 \u00e8 stato compromesso dalle ultime decisioni dei sauditi e dei loro alleati nei confronti del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/qatar-nel-golfo-dentro-le-radici-duna-crisi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Qatar<\/strong><\/a>, con misure diplomatiche e commerciali contro l\u2019Emirato governato dalla famiglia Al-Thani. Considerandone le vaste riserve naturali, il Qatar oggi \u00e8 uno dei pi\u00f9 importanti Paesi produttori ed esportatori di gas naturale e fornisce all&#8217;Italia ed a parte dell\u2019Europa un prodotto che settimana dopo settimana arriva nei nostri porti e nei\u00a0 terminali di\u00a0rigassificazione.<\/p>\n<p><strong>Egitto, Iran e Russia, le difficili scelte commerciali e diplomatiche<br \/>\n<\/strong>Problematico, ma essenziale, \u00e8 pure stabilire una linea economica con Paesi come l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/ue-egitto-modo-dimenticare-giulio-regeni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Egitto<\/a>, che oggi vive con l\u2019Italia un grave imbarazzo per la vicenda Regeni, ma che \u00e8 nevralgico per la scoperta e la messa in produzione di importanti giacimenti nell\u2019offshore e di risorse energetiche sulla terraferma.<\/p>\n<p>Non diverso il discorso per l\u2019Iran, Paese ben conosciuto per essere produttore di alcune qualit\u00e0 di greggi impiegati a livello internazionale nella realizzazione di benzine e gasoli indispensabili, ma che, anche dopo la fine delle sanzioni, non ha ancora raggiunto la fluidit\u00e0 commerciale indispensabile a garantire la tranquillit\u00e0 contrattuale ed economica e la serena commercializzazione di prodotti e servizi con le aziende estere.<\/p>\n<p>La Russia \u00e8 baricentro di politiche internazionali energetiche e non solo che finiscono col mantenere l\u2019Europa distante ed estromessa dal tavolo strategico. Una Russia ambigua e \u2018amica e nemica\u2019 di tutti \u00e8 indice e fattore di confusione: un\u2019attivit\u00e0 diplomatica complessa, continui cambiamenti che non riescono a muoversi su un binario parallelo con l\u2019industria energetica e con il tessuto produttivo fatto di investimenti, di risorse umane e di visioni.<\/p>\n<p><strong>La forza della Turchia<br \/>\n<\/strong>La Turchia per il settore energetico \u00e8 diventato il Paese pi\u00f9 osservato e studiato. Posizione strategica ma con un ruolo particolare e non trasparente nella gestione di un fondamentalismo religioso dilagante. Paese che riesce a condizionare le politiche petrolifere mediorientali ed internazionali. Istanbul gi\u00e0 da diversi anni \u00e8 stata da noi scelta come base logistica e strategica per i depositi petroliferi vantaggiosi nell&#8217;area del Mar Mero e come collegamento tra il bacino del Caspio e il Mediterraneo, snodo importante per l\u2019elevata movimentazione di merci.<\/p>\n<p><strong>La voce poco ascoltata dell\u2019Opec<br \/>\n<\/strong>L\u2019Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio \u00e8 sempre stata un catalizzatore degli equilibri non solo energetici, ma anche in situazioni di conflitto rimaste nella storia mondiale e in particolare per il difficile contesto che il Medio Oriente vive da oltre cinquant&#8217;anni. Oggi la situazione \u00e8 diversa: la nascita di pseudo sigle e di altre organizzazioni intralcia la politica dettata dall&#8217;Organizzazione viennese e destabilizza i mercati internazionali.\u00a0Opec\u00a0non \u00e8 pi\u00f9 sinonimo di unanimit\u00e0 tra gli Stati membri: \u00e8 solo una cassa di risonanza che riesce ad orientare i mercati finanziari ma non certamente le aziende nelle politiche energetiche e di sviluppo.<\/p>\n<p><strong>Il Medio Oriente e il futuro energetico dell\u2019Europa<br \/>\n<\/strong>Un\u2019Europa in coda, un\u2019Europa che cerca di instaurare tra i Paesi dell\u2019<strong>Ue<\/strong> una catena solida gi\u00e0 chiamata Politica energetica europea, ma che non \u00e8 ancora tale. La situazione, la complessit\u00e0 e le diverse articolazioni delle politiche energetiche dei Paesi europei non consentono oggi un\u2019effettiva \u00a0Unione.<\/p>\n<p>L\u2019Europa oggi vive purtroppo di feedback mediorientali, africani e statunitensi, il che ci penalizza. Come ci penalizza la poca determinazione ad esercitare l\u2019influenza di un grande continente, strategico per posizione geografica, ma che non riesce a dialogare in modo incisivo con i propri vicini.<\/p>\n<p>Assistiamo a politiche industriali individuali delle grandi aziende energetiche europee, esplicite nello sponsorizzare da nord a sud e da est ad ovest il Paese extra-Ue loro pi\u00f9 comodo, senza focalizzarsi sulla rilevanza strategica di opere e infrastrutture che potrebbero certamente produrre valore aggiunto per tutti, rendendo l\u2019Europa uno dei punti strategici delle politiche energetiche mondiali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi il mercato energetico, o meglio definito\u00a0dell\u2019Oil\u00a0&amp; Gas, vive un forte disagio di natura geopolitica rispetto al Medio Oriente e, per estensione, al continente africano. 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