{"id":66438,"date":"2017-09-30T20:15:06","date_gmt":"2017-09-30T18:15:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66438"},"modified":"2017-11-03T15:10:44","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:44","slug":"ue-riforma-macron-juncker","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/ue-riforma-macron-juncker\/","title":{"rendered":"Ue: elementi di una riforma alla Macron (e alla Juncker)"},"content":{"rendered":"<p>Sapevamo che il mese di settembre sarebbe stato il punto di svolta per i destini dell\u2019<strong>Unione europea<\/strong>. E le aspettative non sono state tradite, almeno dal punto di vista delle intenzioni e del posizionamento dei principali attori coinvolti.<\/p>\n<p>Il governo di Theresa <strong>May<\/strong> arranca tra divisioni interne e incertezze sul dopo-Brexit, e nell&#8217;algido discorso pronunciato a Firenze il 22 settembre la premier britannica ha proposto un periodo di attuazione che dovrebbe traghettare la Gran Bretagna verso una nuova relazione con l\u2019Unione europea nel 2021, anche se non ha esplicitato i dettagli (attesi) della sua posizione negoziale.<\/p>\n<p>Dopo la vittoria mutilata delle elezioni del 24 settembre, Angela <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/germania-terremoto-bundestag-merkel\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Merkel<\/strong><\/a> \u00e8 alle prese con un complicato negoziato per la formazione del nuovo governo tedesco, che molto probabilmente segner\u00e0 il passaggio della Cdu\/Csu dalla grande coalizione con i socialisti della Spd a una coalizione &#8216;Giamaica&#8217; con i liberali della Fdp e i Verdi.<\/p>\n<p>A segnare il passo per il futuro dell\u2019Ue ci hanno pensato il presidente della Commissione europea, Jean-Claude <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/ue-juncker-peprogramma-ambizioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Juncker<\/strong><\/a>, nel discorso sullo stato dell\u2019Unione al Palamento europeo del 13 settembre, e il presidente francese Emmanuel <strong>Macron<\/strong>, nel suo intervento alla Sorbona del 26 settembre.<\/p>\n<p><strong>Juncker e Macron, orizzonti politici e temporali diversi<\/strong><br \/>\nGli orizzonti temporali e politici di Juncker e Macron sono diversi: se il primo guarda alla scadenza dell\u2019attuale legislatura con le elezioni europee del giugno 2019 e avanza una serie di proposte attuabili a Trattati vigenti, il secondo si proietta nel medio-lungo periodo e propone riforme che sono in parte realizzabili solo con un cambio dei Trattati.<\/p>\n<p>Anche la visione sulla governance complessiva dell\u2019Unione diverge: il presidente della Commissione tratteggia un disegno unitario di integrazione, in cui l\u2019euro diventa la moneta di tutta l\u2019Unione e nuovi Paesi entrano nell&#8217;area Schengen. Invece Macron vede un\u2019Unione a pi\u00f9 velocit\u00e0 in cui i Paesi pi\u00f9 pronti e volenterosi possano procedere in maniera pi\u00f9 spedita lungo il cammino dell\u2019integrazione. In ogni caso, l\u2019afflato europeista e l\u2019audace ottimismo dei due leader sembra aver ridato slancio all&#8217;iniziativa politica ormai avviluppata nelle policrisi europee, parlando di un\u2019Unione \u201ccon il vento in poppa\u201d e della possibilit\u00e0 di \u201crifondare un&#8217;Europa sovrana, unita e democratica\u201d.<\/p>\n<p><strong>Punti di contatto e divergenze<\/strong><br \/>\nIl rafforzamento dell\u2019eurozona \u00e8 un obiettivo comune, da raggiungere anche attraverso un ministro europeo delle Finanze, che Juncker vede coincidente con il vice-presidente della Commissione europea per gli affari economici e finanziari. Ma mentre Macron vuole un bilancio dell&#8217;eurozona separato, che richiederebbe una modifica dei Trattati, Junker lo vede come una linea di bilancio specifica del bilancio dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>Sia Juncker che Macron puntano alla realizzazione di una difesa europea complementare alla Nato entro il 2025: la cooperazione strutturata permanente (PeSCo) e il Fondo europeo per la difesa sono gli obiettivi pi\u00f9 a portata di mano, ma Macron va oltre, proponendo la creazione di una forza armata europea, un bilancio della difesa comune e la possibilit\u00e0 che gli eserciti nazionali ospitino soldati di altri Paesi.<\/p>\n<p>Tra le proposte, emerge la volont\u00e0 di fronteggiare la minaccia terroristica in maniera pi\u00f9 unitaria attraverso un mandato ampio per la nuova procura europea e una maggiore cooperazione nel settore dell&#8217;intelligence, da realizzare con un rafforzamento di Europol, come detto da Juncker, oppure con la creazione di un\u2019Accademia di Intelligence europea, come suggerito da Macron.<\/p>\n<p>La riforma del sistema di asilo europeo \u00e8 caldeggiata da entrambi: se Juncker insiste sulla riforma di Dublino, sul rafforzamento della Guardia costiera e di Frontiera europea e sul finanziamento di investimenti in Africa attraverso il Trust Fund, Macron punta alla creazione di un Ufficio dell&#8217;Asilo europeo, alla creazione di una Forza di polizia di frontiera europea e su una tassa sulle transazioni finanziarie per alimentare i fondi di cooperazione con i Paesi mediterranei ed africani. Entrambi sono d\u2019accordo nell&#8217;immaginare un\u2019Unione allargata ai Paesi dei Balcani, ma senza la Turchia.<\/p>\n<p><strong>Macron e l&#8217;obiettivo di bilanciare il rapporto con la Germania<\/strong><br \/>\nSia Juncker che Macron hanno menzionato la possibilit\u00e0 di avere liste transnazionali al Parlamento europeo, il primo esprimendo una cauta simpatia per la proposta, il secondo lanciando l\u2019iniziativa gi\u00e0 per il 2019. Altre proposte hanno riguardato il commercio, il clima e l\u2019energia, l\u2019innovazione, il mercato comune, l\u2019Europa sociale, l\u2019educazione e la cultura. Nonostante le parziali divergenze, dai due discorsi \u00e8 emersa un\u2019agenda ricca e ambiziosa per la riforma dell\u2019Unione, che andr\u00e0 testata sulla base dei reali e non sempre convergenti interessi degli Stati membri, a partire dalla Francia stessa.<\/p>\n<p>E\u2019 significativo che Macron abbia voluto parlare di Europa nella prestigiosa sede della Sorbona a soli due giorni dalle elezioni tedesche, riprendendo uno dei temi pi\u00f9 caratterizzanti della sua campagna elettorale e arricchendolo di proposte concrete. Il tentativo sembra essere quello di ri-bilanciare il rapporto con l\u2019alleato tedesco, proponendosi come leader della rinascita europea, e allo stesso tempo di compensare la caduta libera di consensi interni con un marcato profilo internazionale.<\/p>\n<p>Il discorso \u00e8 anche arrivato a due giorni dal vertice bilaterale italo-francese, che ha segnato un riavvicinamento tra i due paesi dopo le asprezze legate all&#8217;iniziativa francese in Libia e al dossier Fincantieri-Stx. Nella dichiarazione congiunta che ne \u00e8 seguita, Francia e Italia si impegnano formalmente a potenziare il coordinamento delle loro posizioni sulle tematiche europee, a partire da quelle prioritarie individuate nel vertice. Se questa intesa si trasformi in un solido partenariato sul futuro dell\u2019Unione e apra nuovi spazi per l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/bilaterale-francia-italia-fincantieri\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Italia<\/strong> <\/a>nel tandem franco-tedesco \u00e8 tutto da verificare.<\/p>\n<p>Occorrerebbe che lo spirito europeista francese non si riveli solo una mera facciata per coprire una pi\u00f9 classica difesa degli interessi nazionali di breve periodo. Da parte italiana, servirebbero visione lunga, elaborazione politica e costruzione delle alleanze, tutti elementi che lo stato di salute attuale dei partiti e la scadenza elettorale della primavera prossima non favoriscono.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sapevamo che il mese di settembre sarebbe stato il punto di svolta per i destini dell\u2019Unione europea. 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