{"id":66442,"date":"2017-10-01T23:43:16","date_gmt":"2017-10-01T21:43:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66442"},"modified":"2017-11-03T15:10:44","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:44","slug":"usa-trump-carta-riforma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/usa-trump-carta-riforma\/","title":{"rendered":"Usa: Trump gioca la carta della riforma fiscale"},"content":{"rendered":"<p class=\"ox-739ec21ad8-msonormal\" style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 12pt; text-align: left;\"><span style=\"color: black;\">Donald <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/usa-trump-zig-zag-squadra\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Trump<\/strong><\/a> ha presentato il proprio progetto di <strong>riforma<\/strong> fiscale mercoled\u00ec 27 settembre. E\u2019 dalla campagna elettorale che il magnate promette una radicale defiscalizzazione in puro stile reaganiano. Una promessa che, per mesi, ha reso euforica Wall Street e che ha costantemente rappresentato un vero e proprio cavallo di battaglia per il presidente. Eppure, Trump ha atteso molto prima di fornire dettagli sulla sua proposta fiscale. Tanto che i malevoli lo hanno pi\u00f9 volte\u00a0accusato di avere in realt\u00e0 le idee poco chiare in materia. La scorsa settimana, durante un comizio ad Indianapolis (in Indiana), il presidente ha deciso di rilanciare, rendendo noti i punti in cui la riforma dovrebbe articolarsi.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"ox-739ec21ad8-msonormal\" style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 12pt; text-align: left;\"><span style=\"color: black;\"><strong>La proposta del magnate presidente: meno aliquote e molto altro<\/strong><br \/>\nPer quanto riguarda la tassazione sul reddito personale, Trump propone una semplificazione del numero di aliquote (da sette a tre): in particolare, sono previsti scaglioni fissati al 12%, 25% e 35%. A questi dovrebbe\u00a0aggiungersene poi un quarto, dedicato ai contribuenti maggiormente facoltosi. La misura potrebbe suscitare qualche malumore a sinistra, perch\u00e9 cancellerebbe l\u2019attuale aliquota al 10%, determinando cos\u00ec \u2013 secondo i critici \u2013 uno svantaggio per i cittadini pi\u00f9 poveri. Sul fronte degli sgravi fiscali, il progetto di Trump propone di aumentare le deduzioni standard a 12.000 dollari (per i singoli) e a 24.000 dollari (per le coppie sposate). Agevolazioni sono inoltre previste per chi ha bambini: una misura, secondo le voci che si raccolgono a Washington, particolarmente voluta da Ivanka. Segno di come il peso politico della &#8216;prima figlia&#8217; sia ancora considerevole in seno all\u2019Amministrazione.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"ox-739ec21ad8-msonormal\" style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 12pt; text-align: left;\"><span style=\"color: black;\">Inoltre, Trump prevede di abolire la<strong> tassa<\/strong> di successione e l\u2019Alternative Minimum Tax (istituita da Richard Nixon nel 1969, allo scopo di evitare che contribuenti dal reddito elevato potessero applicare determinate deduzioni e portare in questo modo la loro base imponibile sotto una soglia minima). Anche in questo caso, si prevedono barricate da parte dei democratici (e di qualche repubblicano centrista), visto che entrambi i balzelli sono storicamente finalizzati a colpire le fasce di reddito pi\u00f9 alte.<\/span><\/p>\n<p class=\"ox-739ec21ad8-msonormal\" style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 12pt; text-align: left;\"><span style=\"color: black;\">L\u2019altro grande punto della proposta riguarda poi la tassa sulle imprese: originariamente Trump voleva ridurne l&#8217;aliquota dall&#8217;attuale 35% al 15%. Questa idea aveva suscitato parecchi malesseri nell\u2019establishment repubblicano, che alla fine ha convinto il presidente a fermarsi al 20%. Tanto basterebbe, secondo Trump, per dare una sterzata positiva all&#8217;economia statunitense, aiutando le piccole e medie imprese, oltre che ad alleggerire il peso gravante sulla classe media.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"ox-739ec21ad8-msonormal\" style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 12pt; text-align: left;\"><span style=\"color: black;\"><strong>La riforma al vaglio del Congresso: pro e contro<\/strong><br \/>\nAdesso bisogner\u00e0 vedere se questo complesso piano fiscale abbia realmente possibilit\u00e0 di essere approvato dal Congresso. Le incognite, infatti, non sono poche. Innanzitutto c\u2019\u00e8 un problema di coperture. Finanziare una simile defiscalizzazione non \u00e8 uno scherzo. E, non a caso, nelle intenzioni originarie, Trump avrebbe voluto trovare i\u00a0soldi tagliando la spesa pubblica legata all&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/usa-trump-preoccupazioni-speranze\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Obamacare<\/strong><\/a> la riforma sanitaria di Barack Obama.<\/span><\/p>\n<p class=\"ox-739ec21ad8-msonormal\" style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 12pt; text-align: left;\"><span style=\"color: black;\">Il punto \u00e8 che tutti i tentativi di picconare la sanit\u00e0 obamiana sono, ad oggi, miseramente falliti. Anche perch\u00e9, al Senato, il presidente si \u00e8 trovato contro un\u2019agguerrita fronda repubblicana \u2013 guidata dal vecchio arcinemico John McCain \u2013, che gli ha ripetutamente messo i bastoni tra le ruote. A questo si aggiunga poi che svariati membri del Partito repubblicano (i cosiddetti conservatori fiscali) non digeriscono un simile progetto di defiscalizzazione, perch\u00e9 aggraverebbe a dismisura il gi\u00e0 cospicuo debito pubblico statunitense (i mancati introiti complessivi derivanti dai\u00a0tagli ammonterebbero a circa 5.000 miliardi di dollari in dieci anni).<\/span><\/p>\n<p class=\"ox-739ec21ad8-msonormal\" style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 12pt; text-align: left;\"><span style=\"color: black;\">Non dobbiamo poi dimenticare che, soprattutto al Senato, la maggioranza repubblicana \u00e8 particolarmente risicata (52 seggi a 48).\u00a0Un elemento che mostra, una volta di pi\u00f9, come i progetti fiscali del presidente siano esposti a rischi notevoli.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"ox-739ec21ad8-msonormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt; background: white; text-align: left;\"><span style=\"color: black;\"><strong>Trump non si fida dei repubblicani a apre ai democratici<\/strong><br \/>\nIl punto \u00e8 che Trump sa perfettamente di non potersi fidare di quello che dovrebbe teoricamente essere il suo partito (dove ancora molti lo considerano nulla pi\u00f9 che un eretico, soprattutto in materia di rapporti con la Russia). Ragion per cui il magnate potrebbe vedersi costretto ad aprire all&#8217;opposizione democratica (come, d\u2019altronde, gi\u00e0 avvenuto di recente sul tetto del debito e sulla questione dei Dreamers).<\/span><\/p>\n<p class=\"ox-739ec21ad8-msonormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt; background: white; text-align: left;\"><span style=\"color: black;\">Una possibilit\u00e0 tutt\u2019altro che remota ma che \u2013 qualora dovesse verificarsi \u2013 non potrebbe che comportare un deciso annacquamento dell\u2019attuale proposta fiscale. E Trump dovr\u00e0 allora scegliere se seguire la strada del massimalismo o quella del compromesso. La famosa riforma fiscale, promossa da Ronald Reagan nel 1986, riusc\u00ec ad ottenere l&#8217;appoggio di svariati deputati democratici.<\/span><\/p>\n<p class=\"ox-739ec21ad8-msonormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt; background: white; text-align: left;\"><span style=\"color: black;\">Ma oggi i tempi sono cambiati: non soltanto il Partito dell&#8217;Asino non pu\u00f2 pi\u00f9 ignorare la sinistra &#8216;sanderista&#8217; (che preme per un deciso aumento delle tasse); ma anche in area repubblicana stanno riaffiorando gli atavici veleni tra l&#8217;establishment e i\u00a0politici anti-sistema. Basti pensare all&#8217;Alabama, dove ha appena vinto le primarie repubblicane per l\u2019elezione al Senato un candidato eterodosso\u00a0e balzano\u00a0come Roy Moore (contro cui s&#8217;era schierato addirittura lo stesso Trump).<\/span><\/p>\n<p class=\"ox-739ec21ad8-msonormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt; background: white; text-align: left;\"><span style=\"color: black;\">A tutto questo si aggiungano poi gli scossoni che l&#8217;Amministrazione sta subendo in queste ore a causa delle dimissioni del ministro della Salute, Tom Price, rimasto coinvolto in uno scandalo per aver speso ingenti quantit\u00e0 di danaro pubblico in jet privati. Insomma, tornano le nubi. Proprio ora che, in seno all&#8217;Esecutivo, il generale John Kelly sembrava essere riuscito a portare un minimo di ordine e sensatezza dopo mesi di siluramenti e faide intestine. In questo caos, la riforma fiscale potrebbe rivelarsi un&#8217;occasione di rilancio. Oppure la strada verso il baratro definitivo.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Donald Trump ha presentato il proprio progetto di riforma fiscale mercoled\u00ec 27 settembre. E\u2019 dalla campagna elettorale che il magnate promette una radicale defiscalizzazione in puro stile reaganiano. Una promessa che, per mesi, ha reso euforica Wall Street e che ha costantemente rappresentato un vero e proprio cavallo di battaglia per il presidente. 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