{"id":66452,"date":"2017-10-02T13:14:50","date_gmt":"2017-10-02T11:14:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66452"},"modified":"2017-11-03T15:10:43","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:43","slug":"difesa-europa-navale-italia-francia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/difesa-europa-navale-italia-francia\/","title":{"rendered":"Difesa: pi\u00f9 Europa da accordo navale tra Italia e Francia"},"content":{"rendered":"<p>Con l\u2019accordo siglato fra <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/fincantieri-stx-france-battaglia-navale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Italia<\/strong><\/a> e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/ue-riforma-macron-juncker\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Francia<\/strong> <\/a>al Vertice governativo di Lione si \u00e8 saggiamente risolto il pasticcio politico, creato dal nuovo governo francese, sull&#8217;acquisizione di STX-France da parte di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/bilaterale-francia-italia-fincantieri\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Fincantieri<\/strong><\/a>. Solo chi riteneva che sarebbe stato meglio arrivare a una rottura nella logica del tutto o niente ha potuto criticare quello che \u00e8 stato inevitabilmente un compromesso, per altro pi\u00f9 nella forma che nella sostanza. Fincantieri avr\u00e0, infatti il controllo di fatto della societ\u00e0 francese e questo consentir\u00e0 di avviare una strategia congiunta di rafforzamento sul mercato navale crocieristico a beneficio di ambedue le societ\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Un insegnamento &#8211; e dei moniti &#8211; per il futuro<\/strong><br \/>\nLe garanzie offerte al governo francese dalla societ\u00e0 italiana sono in linea con quelle praticate a livello internazionale e con quelle gi\u00e0 concordate ad inizio anno. Pu\u00f2 destare qualche perplessit\u00e0 il lungo periodo transitorio (con l\u20191% delle azioni &#8216;prestato&#8217; dallo Stato francese a Fincantieri per 12 anni), ma, considerando il lungo ciclo delle commesse e il consistente portafoglio ordini di ambedue le imprese, ci\u00f2 non sembra particolarmente penalizzante.<\/p>\n<p>Fincantieri non solo avr\u00e0 il 50% delle azioni (senza la compresenza di una banca italiana prevista a primavera), ma anche una serie di diritti speciali che le garantiranno di potere svolgere il ruolo di partner industriale di riferimento. L\u2019altro 50% sar\u00e0 diviso fra Stato francese, Naval Group e dipendenti, a conferma che si tratter\u00e0 di &#8216;presenze di garanzia&#8217;.<\/p>\n<p>Sgomberato il campo da una vicenda che poteva anche non nascere, resta l\u2019amara constatazione che, purtroppo, il tema degli investimenti esteri \u00e8 troppo spesso strumentalizzato a fini politici, anzich\u00e9 essere gestito con grande prudenza e puntando a tutelare interessi nazionali essenziali. All&#8217;interno dell\u2019<strong>Unione europea<\/strong>, poi, questa prudenza dovrebbe essere anche maggiore per non danneggiare il processo di integrazione del mercato europeo, di cui abbiamo tutti bisogno se non vogliamo scomparire in un mondo sempre pi\u00f9 globalizzato.<\/p>\n<p><strong>Approfondimento congiunto nel settore navale militare<br \/>\n<\/strong>A Lione si \u00e8 anche riconosciuto che tutt&#8217;altra storia \u00e8 raggiungere un accordo nel campo del settore navale militare e, pertanto, si \u00e8 deciso di avviare un approfondimento congiunto da realizzarsi nell&#8217;arco dei prossimi nove mesi. Si sono cos\u00ec raffreddati i facili entusiasmi di quanti sembravano credere, soprattutto in Italia, che una simile operazione potesse essere realizzata gi\u00e0 durante l\u2019estate.<\/p>\n<p>Ovviamente vi sono valide ragioni per esaminare questa prospettiva che porterebbe a costituire il principale gruppo europeo e uno dei primi al mondo, capace di fornire navi militari e sottomarini altamente competitivi. Un risultato che avvantaggerebbe i due Paesi e l\u2019Europa della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/difesa-squadra-europea-giocatori-forti\/\"><strong>Difesa<\/strong><\/a> sul piano industriale, tecnologico, operativo, politico militare. Ma che deve partire da quattro chiari presupposti:<\/p>\n<ul>\n<li>La pariteticit\u00e0 perch\u00e9 sono in gioco gli interessi essenziali di ambedue i Paesi. Per l\u2019Italia \u00e8 ancora pi\u00f9 importante, visto che il settore navale, insieme all&#8217;elicotteristica, all&#8217;addestramento aeronautico e allo spazio, \u00e8 una delle poche nostre aree di eccellenza tecnologica. Quindi, possiamo accettare di condividerne il controllo, non di essere gregari.<\/li>\n<li>La simmetria industriale fra le due societ\u00e0 italiana e francese che, attraverso una progressiva convergenza, dovrebbero cominciare ad operare congiuntamente. L\u2019ormai ventennale esperienza europea delle joint-venture nel campo della difesa ha dimostrato che pi\u00f9 sono omogenei i perimetri delle attivit\u00e0 e pi\u00f9 sono vicine le dimensioni meno problemi si presenteranno e, comunque, meno difficile sar\u00e0 accordarsi sulle soluzioni. In quest\u2019ottica il perimetro delle attivit\u00e0 da condividere non pu\u00f2 riguardare solo la cantieristica, perch\u00e9 Naval Group ha al suo interno anche le capacit\u00e0 di sviluppare il &#8216;cuore&#8217; elettronico di una moderna unit\u00e0 navale e di integrarvi tutti i sistemi elettronici e gli armamenti di cui \u00e8 dotata e, inoltre, controlla le attivit\u00e0 siluristiche francesi. In Italia queste capacit\u00e0 sono suddivise fra Fincantieri e Leonardo, tanto \u00e8 vero che le unit\u00e0 della nostra Marina sono realizzate da un consorzio fra le due.<\/li>\n<li>Una governance chiara ed efficace, vista come l\u2019incubatrice dentro cui il nuovo gruppo industriale potr\u00e0 serenamente crescere e rafforzarsi. \u00c8 evidente che, alla lunga, bisogner\u00e0 progressivamente misurarsi col mercato e le sue regole, ma meglio farlo su basi solide. Questo significa non lasciare ombre e dubbi sulle strategie, la presenza sui mercati esteri, la ricerca e l\u2019innovazione, la scelta dei fornitori, ecc.<\/li>\n<li>Un forte sostegno dei due Stati, espresso sia intervenendo direttamente, per lo meno nella fase iniziale, nell&#8217;assetto proprietario, sia, soprattutto, avviando nuovi programmi congiunti per la costruzione di nuove navi perch\u00e9, senza carburante, anche il migliore motore non porta da nessuna parte. Attualmente i due Paesi si sono accordati per realizzare due innovative unit\u00e0 armate per il supporto logistico. Altre potrebbero seguire e trasformarle in uno standard europeo. Inoltre, le fregate italo-francesi per la difesa antiaerea Orizzonte necessitano di un esteso aggiornamento per far fronte alle nuove minacce (rpas e missili). Infine, ambedue i Paesi hanno bisogno di unit\u00e0 polivalenti per il pattugliamento non solo dei loro confini, ma anche di quelli dei Paesi amici e per le operazioni di controllo del traffico navale. Servono navi della dimensione della nostra vecchia classe Maestrale, che siano, quindi, gestibili e utilizzabili quando non servono le nuove pi\u00f9 grandi unit\u00e0 in costruzione. In questo caso, oltre tutto, si potrebbe allargare il programma e, anche con fondi europei, arrivare ad una classe di pattugliatori europei.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Se in Italia si privilegeranno gli interessi nazionali, anzich\u00e9 quelli dei singoli gruppi industriali, potremmo in breve tempo essere in grado di trattare alla pari con gli amici francesi e, se ci sar\u00e0 la comune volont\u00e0 politica, di puntare su questo grande e ambizioso progetto di integrazione del settore navale militare. Ma, nel frattempo, il governo dovrebbe decidere una strategia nazionale e imporla a tutti gli attori. \u00c8 questo il compito a casa che ci aspetta nei prossimi mesi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l\u2019accordo siglato fra Italia e Francia al Vertice governativo di Lione si \u00e8 saggiamente risolto il pasticcio politico, creato dal nuovo governo francese, sull&#8217;acquisizione di STX-France da parte di Fincantieri. 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