{"id":66457,"date":"2017-10-02T13:58:09","date_gmt":"2017-10-02T11:58:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66457"},"modified":"2017-11-03T15:10:43","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:43","slug":"ue-europa-macron-lezione-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/ue-europa-macron-lezione-italia\/","title":{"rendered":"Ue: l\u2019Europa di Macron, una lezione anche per l\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<p>Dopo le elezioni in Germania del 24 settembre, c\u2019era molta attesa per il discorso che il presidente francese Emmanuel <strong>Macron<\/strong> avrebbe pronunciato alla Sorbona per illustrare il suo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/ue-riforma-macron-juncker\/\">manifesto per l\u2019Europa<\/a>. Ci si poteva aspettare che il risultato delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/germania-terremoto-bundestag-merkel\/\">elezioni in Germania<\/a> &#8211; con il ridimensionamento di Angela <strong>Merkel<\/strong>, la crisi profonda dei socialdemocratici, l\u2019ascesa di una formazione politica nazionalista ed euro-scettica e la prospettiva di un periodo di incertezza per le difficolt\u00e0 di dare vita a una nuova maggioranza &#8211; avrebbe indotto Macron a un linea di maggiore prudenza sul fronte europeo, anche per non imbarazzare una cancelleria in procinto di iniziare una trattativa lunga e complicata per la formazione del nuovo governo.<\/p>\n<p>E invece il presidente francese non ha voluto smentirsi. Ha preferito mantenere il profilo di europeista convinto e ha confermato la sua aspirazione ad assumere la leadership di un ambizioso programma di <strong>rilancio del<\/strong> <strong>progetto europeo<\/strong>, malgrado il contesto pi\u00f9 problematico emerso in <strong>Germania<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 stato osservato che il discorso della Sorbona poteva anche essere interpretato come l\u2019abile diversivo di un presidente &#8211; in difficolt\u00e0 sul fronte interno e in perdita di popolarit\u00e0 per l\u2019avvio di riforme contestate &#8211; che rilancia sul tema dell\u2019Europa nel tentativo di far dimenticare i problemi interni. Ma va riconosciuto che, con un discorso dalla forte impronta volontarista, sicuramente coraggioso, fortemente ispirato e comunque in contro-tendenza rispetto alla corrente narrativa &#8216;euro-critica&#8217;, Macron ha disegnato una sua visione del futuro dell\u2019Europa.<\/p>\n<p><strong>Una strategia comune su difesa e immigrazione.<\/strong><br \/>\nE in questa visione, insieme all&#8217;ambizione di puntare su un\u2019Europa \u201csovrana, unita e democratica\u201d quale progetto attorno a cui ricostruire un diffuso consenso, si trovano anche molte idee di iniziative e misure concrete. Effettivamente le proposte sono numerose, forse anche troppe, a volte con il rischio di apparire velleitarie. Alcune sono originali e innovative, altre (forse le pi\u00f9 numerose) sono pi\u00f9 prevedibili, gi\u00e0 note, talora controverse e spesso gi\u00e0 oggetto di veti incrociati.<\/p>\n<p>In materia di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/difesa-europa-navale-italia-francia\/\">sicurezza e difesa<\/a> Macron ha disegnato un\u2019Europa protagonista, proponendo, nel breve termine, l\u2019idea di scambi di personale militare (per creare una cultura strategica condivisa) e, pi\u00f9 in prospettiva, una forza comune europea di intervento, un bilancio comune per la difesa europea, un\u2019accademia europea per i servizi di intelligence, una protezione civile comune europea.<\/p>\n<p>Sul fronte della gestione dei flussi migratori il disegno \u00e8 quello di un\u2019Europa solidale, da realizzare con la creazione di un ufficio unico europeo per la gestione delle domande di asilo, ma anche con una polizia comune per il controllo delle frontiere esterne, un finanziamento comune dei programmi di integrazione dei profughi, programmi comuni di rimpatrio dei migranti economici e, infine, un aumento sostanziale dei fondi per l\u2019aiuto allo sviluppo, destinati ai Paesi di origine e in particolare all&#8217;Africa.<\/p>\n<p><b>Un restyling dell&#8217;Ue su tutti i fronti.<\/b><br \/>\nMa il presidente francese non si \u00e8 fermato a sicurezza e migrazioni. Ha anche proposto una leadership europea nel contrasto del cambiamento climatico; \u00a0la creazione di un autentico mercato europeo dell\u2019energia; un programma destinato a fare dell\u2019Europa un leader dell\u2019economia digitale (con l\u2019idea di un\u2019agenzia europea per l\u2019innovazione); il completamento del mercato interno (nel quale non sia consentito di utilizzare la fiscalit\u00e0 per alterare la concorrenza); nuove regole in materia di fiscalit\u00e0 e imposte societarie (non solo una base imponibile comune ma in prospettiva un\u2019aliquota armonizzata o almeno una forchetta di aliquote ammissibili); la convergenza dei modelli sociali (fino all&#8217;armonizzazione dei livelli dei contributi sociali); e perfino una riforma della politica agricola comune (pi\u00f9 coerente con le priorit\u00e0 dell\u2019Ue).<\/p>\n<p>Sul fronte istituzionale, Macron ha manifestato un esplicito sostegno al metodo delle integrazioni differenziate (per impedire a chi procede pi\u00f9 lentamente di bloccare chi vuole avanzare pi\u00f9 speditamente) e ha rilanciato due proposte, certo non nuove ma di sicuro effetto (oltre che di altrettanto difficile realizzazione): una Commissione a composizione ristretta (non pi\u00f9 di 15 membri) e l\u2019elezione dei membri del Parlamento europeo sulla base di liste transnazionali (a partire dai 73 seggi che si renderanno disponibili dopo la Brexit).<\/p>\n<p><strong>Cautela sulla riforma dell&#8217;Eurozona.<\/strong><br \/>\nPi\u00f9 prudenti, e per certi aspetti reticenti, sono invece apparse le proposte sul completamento della governance dell\u2019Euro, come se Macron avesse deliberatamente voluto evitare di aprire un confronto potenzialmente divisivo con la Germania, in una fase in cui a Berlino non c\u2019\u00e8 un governo in grado di interloquire. Questo spiega la sottolineatura del tema delle responsabilit\u00e0 nazionali e della necessit\u00e0 di riforme strutturali e l\u2019esclusione di forme di mutualizzazione dei debiti pregressi, ma anche l\u2019accenno &#8211; formulato solo in termini vaghi &#8211; all&#8217;idea di un bilancio comune dell\u2019Eurozona (che comunque dovrebbe limitarsi a finanziare programmi comuni di investimento e interventi di stabilizzazione nel caso di shock asimmetrici). E ancora la menzione quasi incidentale al ministro europeo delle Finanze (del quale non a caso si evita di dettagliare compiti e responsabilit\u00e0) e il silenzio sull&#8217;idea di un separato e autonomo parlamento dell\u2019Eurozona (che pure in altre occasioni era stato evocato da parte francese).<\/p>\n<p>In sintesi, un programma di lavoro perfino troppo ampio per apparire realistico e realizzabile. Con troppe proposte per poter essere considerato una solida base di lavoro. Ma sarebbe un errore relegare l\u2019intervento di Macron alla Sorbona alla lista, fin troppo lunga, dei bei discorsi a sostegno dell\u2019Europa. E credo anzi che, da parte italiana, si dovrebbe guardare con maggiore attenzione al programma di lavoro di Macron per almeno due ordini di ragioni.<\/p>\n<p><strong>Una lezione di concretezza per l&#8217;Italia<\/strong><br \/>\nIn primo luogo per il coraggio manifestato nell&#8217;affrontare la questione europea con spirito positivo e costruttivo e con una visione di lungo periodo. In un contesto di perdurante incertezza sul futuro dell\u2019Europa, malgrado il quadro pi\u00f9 favorevole emerso negli ultimi mesi (basti pensare alle incerte prospettive del negoziato sulla Brexit, al prevalere di istinti nazionalistici in vari Paesi dell\u2019Europa centro-orientale, alla presenza in molti Paesi di formazioni politiche sovraniste e anti-europee), il presidente francese ha confermato la sua determinazione a far coincidere l\u2019interesse della Francia con un\u2019Europa pi\u00f9 forte e pi\u00f9 protagonista. Non era scontato. E potrebbe essere di ispirazione per quei numerosi politici italiani che si stanno proponendo come candidati premier.<\/p>\n<p>In secondo luogo perch\u00e9, anche se \u00e8 realistico immaginare che il discorso fosse rivolto soprattutto a un uditorio tedesco (non si spiegherebbe altrimenti la proposta di un rilancio del partenariato franco-tedesco con un nuovo Trattato dell\u2019Eliseo), molte delle proposte di Macron (in materia di sicurezza e difesa, di migrazioni e perfino quelle ancora vaghe in materia di governance dell\u2019euro) coincidono con nostri interessi nazionali. Il governo ha reagito positivamente al manifesto per l\u2019Europa di Macron (e i risultati del Vertice bilaterale di Lione del giorno successivo hanno confermato una ritrovata intesa anche su molti temi europei).<\/p>\n<p>Colpisce invece il silenzio assordante dei partiti politici italiani, che pure nel discorso del presidente francese avrebbero potuto trovare ispirazione per far volare pi\u00f9 alto il quotidiano, estenuante e angusto dibattito su identit\u00e0, alleanze e legge elettorale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo le elezioni in Germania del 24 settembre, c\u2019era molta attesa per il discorso che il presidente francese Emmanuel Macron avrebbe pronunciato alla Sorbona per illustrare il suo manifesto per l\u2019Europa. 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