{"id":66489,"date":"2017-10-05T08:01:21","date_gmt":"2017-10-05T06:01:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66489"},"modified":"2017-11-03T15:10:42","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:42","slug":"israele-ebrei-diaspora-antisemitismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/israele-ebrei-diaspora-antisemitismo\/","title":{"rendered":"Israele: gli ebrei della Diaspora e l\u2019antisemitismo"},"content":{"rendered":"<p>Vi \u00e8 una separazione in atto nel mondo ebraico, fra <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/israele-palestina-viaggio-2-stati-possibili\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Israele<\/strong><\/a>, stato-nazione degli israeliani \u2013 per circa 4\/5 ebrei &#8211; , e la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/02\/israele-nazione-dimmigrati-diritto-dasilo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Diaspora<\/strong><\/a>, ormai limitata di fatto\u00a0 alle Americhe e all&#8217;Europa, dove gli <strong>ebrei\u00a0<\/strong> vivono integrati in societ\u00e0 che si stanno trasformando, seppure con contraddizioni, \u00a0lacerazioni\u00a0 e regressi, \u00a0verso forme di convivenza multiculturale.<\/p>\n<p>Gli ebrei di Israele vivono un\u2019esistenza nazionale sotto un governo &#8216;ebraico&#8217;, dotato degli strumenti classici di uno Stato sovrano \u2013 esercito, polizia, giustizia -. Un governo che persegue interessi geopolitici propri, dettati anche dalle ovvie esigenze della realpolitik in un mondo complicato e in un <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/medio-oriente-la-tesi-del-ritorno-degli-sciiti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Medio Oriente<\/strong> <\/a>scosso da immani catastrofi.<\/p>\n<p>Gli ebrei della Diaspora sono cittadini degli Stati in cui vivono, alle cui leggi si conformano, alla cui vita civile e politica \u00a0partecipano. Israele pretende spesso di rappresentare gli ebrei del mondo nella loro totalit\u00e0 e di difenderne le ragioni di un\u2019 esistenza sicura, pacifica e \u00a0scevra da persecuzioni. Di pi\u00f9, spesso proclama di agire per conto e in difesa del popolo ebraico nella sua interezza, come dopo gli attentati antisemiti in Francia o Belgio o nell&#8217;opposizione agli accordi con l\u2019Iran.<\/p>\n<p><strong>Il silenzio opportunistico dello Stato ebraico<br \/>\n<\/strong>Tre episodi recenti sembrano per\u00f2 contraddire questo assioma : le marce razziste di Charlottesville negli Stati Uniti, la nefasta retorica antisemita agitata in Ungheria contro George Soros;\u00a0 l\u2019avanzata dell\u2019estrema destra nelle elezioni tedesche. Tre casi in cui alle reazioni preoccupate del mondo ebraico all&#8217;irrompere nello spazio pubblico di forme aperte di razzismo anti-ebraico ha corrisposto un silenzio opportunistico da parte del governo in carica in Israele.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 poco dopo l\u2019elezione di Trump diverse associazioni ebraiche politicamente progressiste avevano dichiarato in una loro lettera aperta al presidente che \u201c \u2026 espressioni di xenofobia, islamofobia, misoginia intorno alla sua campagna minacciano di compromettere i valori fondanti della nostra nazione \u2026 Proprio perch\u00e9 molte delle nostre famiglie giunsero nel Paese fuggendo dalle persecuzioni lottiamo per difendere l\u2019identit\u00e0 dell\u2019America come luogo di rifugio\u201d.<\/p>\n<p>Anche la Antidefamation League, un\u2019antica associazione dedita alla battaglia contro il pregiudizio etnico-religioso, dichiar\u00f2 in occasione di un\u2019audizione del suo direttore Jonathan Greenblatt presso il Parlamento israeliano, che \u201dl\u2019antisemitismo \u00e8 penetrato nel linguaggio comune in modi che molti ebrei che hanno vissuto gli orrori della Germania nazista trovano sconvolgente&#8221; e che la <em>alt-right<\/em> \u2013 la \u00a0cosiddetta destra alternativa affermatasi negli Stati Uniti \u2013 &#8220;\u00e8 solo un nome nuovo di un\u2019idea vecchia, cio\u00e8 la supremazia bianca\u201d.<\/p>\n<p>Dopo le violenze di Charlottesville e l\u2019ambiguo atteggiamento di Trump che postulava una sorte di equivalenza morale fra gli estremisti della destra razzista e i loro avversarti antirazzisti, ben quattro organismi rappresentativi del rabbinato americano \u00a0hanno reagito duramente, annullando per parte loro una vecchia tradizione di\u00a0 incontri augurali fra il presidente e il mondo ebraico per il nuovo anno, iniziato in\u00a0 settembre.<\/p>\n<p><strong>Esempi da Usa, Ungheria e Germania<\/strong><br \/>\nIn Ungheria, malgrado la protesta dell\u2019ambasciatore di Israele contro la diffusione di articoli, manifesti nelle strade, trasmissioni radio\/tv\u00a0 diretti contro George Soros e gravidi di stereotipi anti-ebraici, il premier Benjamin Netanyahu, in visita di Stato a Budapest, non ha reagito, almeno pubblicamente,\u00a0 criticando il \u00a0governo di Viktor Orban. \u00a0Soros, che sostiene Ong israelo-palestinesi dedite alla difesa dei diritti \u00a0umani e della pace, \u00a0\u00e8 evidentemente un avversario per la destra al potere in Israele assai pi\u00f9 ostico dello stesso Orban.<\/p>\n<p>Infine, la Germania. Il Consiglio centrale degli ebrei tedeschi ha espresso subito dopo il voto la sua apprensione per il fatto che \u201cper la prima volta un partito populista di destra vicino a gruppi della destra estrema\u00a0 \u00e8 rappresentato in Parlamento\u201d. \u00a0Ronald Lauder, presidente del Congresso mondiale ebraico e generalmente assai vicino a Netanyahu, ha usato un linguaggio molto duro definendo il partito Afd \u201cun movimento reazionario che richiama il peggio del passato germanico e \u00a0che pu\u00f2 oggi predicare il suo nefando programma in seno al Parlamento\u201d. \u00a0Scrivono Shimon Stein, ex Ambasciatore israeliano in Germania \u2013 e Moshe Zimmermann \u2013 professore di storia\u00a0 all\u2019Universit\u00e0 ebraica di Gerusalemme \u2013 in un articolo di fine settembre sul quotidiano israeliano \u00a0Haaretz, \u201c.. la presunta alleanza contro musulmani o arabi, suggerita da AfD e altri populisti \u00e8 un disastro che Israele deve evitare ad ogni costo\u2026.Essere ciechi rispetto al razzismo e all\u2019intolleranza in Germania, in Europa, nella speranza di conseguire un\u00a0 appoggio alle politiche di Israele nei territori occupati \u00e8 una disgrazia. La Afd non \u00e8 soltanto un altro dei tanti movimenti populisti che agitano l\u2019Europa. E\u2019 un movimento che intende invertire lo sforzo intrapreso dalla Germania democratica per apprendere dal passato orrendo le lezioni necessarie per un futuro di tolleranza\u201d.<\/p>\n<p>Per il governo di Israele \u00a0l\u2019appoggio, anche se strumentale e provvisorio, della destra pur inquinata dall\u2019antisemitismo ma\u00a0 accanita\u00a0 avversaria dell\u2019Islam \u00e8 una seduttiva lusinga.\u00a0 Un\u2019illusione purtroppo. Per la difesa del futuro degli ebrei \u00e8 invece pi\u00f9 efficace, oltrech\u00e8 eticamente degno, combattere il razzismo e le discriminazioni rivolte oggi contro altri soggetti deboli o emarginati.\u00a0 Vi \u00e8 un interesse oggettivo degli ebrei, infatti, \u00a0nel lottare contro forme di intolleranza quand\u2019anche non colpiscano direttamente gli ebrei\u00a0 e nel vivere in societ\u00e0 plurali ed aperte, in cui le identit\u00e0, soprattutto di minoranza, siano rispettate. Ne \u00e8 una prova la travagliata storia degli ebrei in cui\u00a0 troppe volte razzismo, esclusione sociale, discriminazione religiosa si sono riflessi in odio antiebraico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi \u00e8 una separazione in atto nel mondo ebraico, fra Israele, stato-nazione degli israeliani \u2013 per circa 4\/5 ebrei &#8211; , e la Diaspora, ormai limitata di fatto\u00a0 alle Americhe e all&#8217;Europa, dove gli ebrei\u00a0 vivono integrati in societ\u00e0 che si stanno trasformando, seppure con contraddizioni, \u00a0lacerazioni\u00a0 e regressi, \u00a0verso forme di convivenza multiculturale. 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