{"id":66509,"date":"2017-10-08T12:05:24","date_gmt":"2017-10-08T10:05:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66509"},"modified":"2017-11-03T15:10:41","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:41","slug":"diritti-umani-integrazione-principi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/diritti-umani-integrazione-principi\/","title":{"rendered":"Diritti umani e integrazione: principi inscindibili (e incerti)"},"content":{"rendered":"<p>Se la concezione dei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/02\/gentiloni-e-il-nuovo-interventismo-umanitario\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>diritti umani<\/strong><\/a>, che per noi occidentali discende da <strong>principi<\/strong> universali inconfutabili, assoluti, inalienabili e non negoziabili, fosse davvero comunemente accettata, allora non avremmo problemi quando parliamo di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/segnalazioni\/immigrazione-integrazione-e-criminalita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>integrazione<\/strong><\/a>. Purtroppo, per\u00f2, non sembra proprio che questa universalit\u00e0 sia unanimemente condivisa. In ogni caso, \u00e8 chiaro che il mondo continua a funzionare diversamente.<\/p>\n<p><strong>Principi davvero universali?<br \/>\n<\/strong>I principi assunti come fondamento della nostra civilt\u00e0 spesso non sono rispettati neppure da chi li condivide e non sono affatto patrimonio universale. Ad esempio, ci\u00f2 che per l\u2019Occidente pu\u00f2 sembrare ovvio, ad altri forse pu\u00f2 apparire solo una manifestazione di &#8216;imperialismo&#8217; culturale. Parte di queste idee da alcuni governanti sono avvertite come concetti ostili, quando non sovversivi. Alcuni gruppi etnici, o comunit\u00e0 appartenenti a credo religiosi diversi da quelli maggioritari nella civilt\u00e0 occidentale, pur avendo sottoscritto questi &#8216;concetti universali&#8217; in quanto membri delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/onu-cds-ambizioni-riforma-immobilismo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Nazioni Unite<\/strong><\/a>, nella vita quotidiana non li applicano, sebbene, del tutto indifferenti, si guardino bene dal ripudiarli. Ancora diverso \u00e8 il caso delle comunit\u00e0 islamiche, che si sono sentite in dovere di prendere ufficialmente le distanze attraverso l\u2019approvazione di specifiche Dichiarazioni islamiche dei diritti dell\u2019uomo.<\/p>\n<p><strong>La Carta delle Nazioni Unite<br \/>\n<\/strong>Portatrice dei grandi principi universali, ma applicati con certezza di diritto solo dall&#8217;Occidente, \u00e8 la Carta delle Nazioni Unite. Le finalit\u00e0 sono gi\u00e0 espresse nel preambolo, che, in evidente analogia con la Costituzione degli Stati Uniti d\u2019America, esordisce cos\u00ec: \u201cNoi, popoli delle Nazioni Unite\u2026\u201d, ecc. ecc. In estrema sintesi, a San Francisco, il 24 giugno 1945, i pochi &#8216;popoli&#8217; rappresentati (meno di un terzo di quelli attuali) si dichiaravano decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra.<\/p>\n<p>In loro nome, gi\u00e0 in premessa sono elencati i valori universali sui quali riposa la Carta. Ovvero: i diritti fondamentali nonch\u00e9 la dignit\u00e0 ed il valore della persona umana; uguaglianza dei diritti tra uomini e donne; eguaglianza tra gli Stati, grandi e piccoli; la giustizia ed il rispetto degli obblighi derivanti dai trattati e dalle altre fonti del diritto internazionale; il progresso sociale ed un pi\u00f9 elevato tenore di vita in una pi\u00f9 ampia libert\u00e0; il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale; il divieto dell\u2019uso della forza, salvo nell&#8217;interesse comune; la promozione del progresso economico e sociale di tutti i popoli.<\/p>\n<p>La Dichiarazione universale dei diritti umani, poi approvata dall&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite (Parigi, 10 dicembre 1948) con i 30 articoli che conosciamo, in effetti \u00e8 frutto di 250 anni di storia del pensiero occidentale, dal <em>Bill of Rights<\/em> del 1689 ai pensatori italiani, dalla Dichiarazione di Indipendenza Usa del 1776 fino alla Dichiarazione dei diritti dell\u2019uomo e del cittadino del 1789, durante la Rivoluzione francese.<\/p>\n<p><strong>Le Dichiarazioni islamiche dei diritti dell\u2019uomo<br \/>\n<\/strong>Interessante osservare che tra i Paesi presenti sia a San Francisco nel 1945, sia a Parigi nel 1948 c\u2019era l\u2019Arabia Saudita, che il 24 ottobre 1945 aveva anche ratificato lo Statuto dell&#8217;Onu. Da quella data, le adesioni si sono susseguite, fino ad arrivare all&#8217;attuale numero di 193 Stati. Aderire, ovviamente, avrebbe dovuto anche significare la condivisione dei principi. Cos\u00ec sembrava, ma cos\u00ec non era.<\/p>\n<p>Infatti, dopo 33 anni di silenzio quasi ininterrotto dei Paesi islamici, all&#8217;inizio del 1981 il rappresentante iraniano presso l\u2019Assemblea, in un intervento ufficiale molto esplicito, affermava che la Dichiarazione altro non era se non \u201cun&#8217;interpretazione laica della tradizione giudaico-cristiana\u201d, quindi non compatibile con le esigenze culturali e religiose dei Paesi islamici.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 veniva ben recepito dagli interessati, compresa l\u2019Arabia Saudita, tanto che al termine di un lungo processo interno il 19 settembre 1981 a Parigi, presso la sede dell\u2019Unesco, veniva ufficialmente proclamata la <em>Dichiarazione islamica dei diritti dell\u2019uomo.<\/em> Tutti contenti? Solo per poco (una decina d\u2019anni), perch\u00e9 la Dichiarazione di Parigi per il mondo <em>sunnita<\/em> (il 90 per cento del mondo islamico) aveva un difetto imperdonabile: era stata originata dall&#8217;intervento in Assemblea dell\u2019ambasciatore <em>khomeinista<\/em> della Repubblica islamica dell\u2019Iran, paese notoriamente di rito <em>sciita.<\/em><\/p>\n<p>Fu cos\u00ec che nel 1990, la 19a Conferenza islamica dei ministri degli Esteri, tenuta al Cairo tra la fine di luglio e l\u2019inizio di agosto, proclamava la nuova <em>Dichiarazione del Cairo dei diritti umani dell\u2019<strong>Islam<\/strong>, <\/em>un testo di 23 articoli<em>. <\/em>Della precedente Dichiarazione di Parigi, ovviamente, nessun cenno.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019integrazione dal futuro incerto<br \/>\n<\/strong>Del testo, tradotto dall&#8217;originale in italiano da Hamsa R. Piccardo, presidente dell\u2019Ucoii (Unione delle Comunit\u00e0 Islamiche Italiane), esistono varie chiose, con raffronto puntuale al testo della Dichiarazione dell&#8217;Onu. Le differenze, \u00e8 inutile nasconderlo, ci sono. Per esempio, quando si parla di obbligo del rispetto della legge, il riferimento \u00e8 sempre la <em>Sharia<\/em>, la legge islamica derivata dal Corano, dagli<em> hadith<\/em> (tradizioni riconosciute valide dall\u2019Islam) e dalla <em>Sunna<\/em>, che \u00e8 la loro raccolta. Nel testo, viene sancita la supremazia della legge islamica &#8211; essendo questa di origine divina \u2013 rispetto alle leggi nazionali, ove contrastanti.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 sufficiente l\u2019applicazione delle linee guida del pur bravo ministro Minniti per procedere davvero con l\u2019integrazione sincera di tutti gli stranieri aventi diritto, compresi i musulmani \u201cveri credenti\u201d? Lo auspichiamo di cuore, ma l\u2019impresa sar\u00e0 ardua, incerta e, a nostro avviso, per il momento ogni dubbio sulla riuscita rimane legittimo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se la concezione dei diritti umani, che per noi occidentali discende da principi universali inconfutabili, assoluti, inalienabili e non negoziabili, fosse davvero comunemente accettata, allora non avremmo problemi quando parliamo di integrazione. Purtroppo, per\u00f2, non sembra proprio che questa universalit\u00e0 sia unanimemente condivisa. In ogni caso, \u00e8 chiaro che il mondo continua a funzionare diversamente. [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":66513,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[83,440,578,103,577],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66509"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=66509"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66509\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":66514,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66509\/revisions\/66514"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/66513"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=66509"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=66509"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=66509"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}