{"id":66517,"date":"2017-10-09T12:12:50","date_gmt":"2017-10-09T10:12:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66517"},"modified":"2017-11-03T15:10:41","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:41","slug":"paure-cambiano-italiani-immigrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/paure-cambiano-italiani-immigrazione\/","title":{"rendered":"Le paure che cambiano gli italiani: una su tutte, l\u2019immigrazione"},"content":{"rendered":"<p>Il fine giustifica i mezzi, quando in ballo ci sono sicurezza e stabilit\u00e0 nazionali. Cos\u00ec almeno sembra pensarla una buona fetta di italiani, per i quali\u00a0 la paura di un\u2019 immigrazione incontrollata \u00e8 un valido motivo per una politica incentrata sui respingimenti &#8211; anche a costo di esporre i <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/migranti-salvataggi-dilemma-italiano\/\">migranti<\/a><\/strong> a trattamenti disumani &#8211; o per l\u2019invio di soldati in <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/libia-onu-sfide-soluzione-politica\/\">Libia<\/a><\/strong>, dove potrebbero trovare un ambiente ostile. Allo stesso modo, la minaccia del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/terrorismo-nuovi-nemici\/\"><strong>sedicente Stato islamico<\/strong><\/a> accresce il consenso per l\u2019impegno militare italiano in Iraq, cos\u00ec come il senso d\u2019insicurezza generato dagli attacchi terroristici fa apparire pi\u00f9 giustificabile l\u2019uso della tortura nei confronti di sospetti attentatori.<\/p>\n<p>Il <a href=\"http:\/\/www.iai.it\/sites\/default\/files\/laps-iai_2017.pdf\"><strong>sondaggio<\/strong> <\/a>condotto dal Laboratorio di Analisi Politiche e Sociali dell\u2019Universit\u00e0 di Siena, per conto e con la collaborazione dell\u2019Istituto Affari Internazionali, \u00e8 il ritratto di una societ\u00e0 impaurita e per questo anche pi\u00f9 \u201csevera\u201d, pi\u00f9 incline a legittimare l\u2019uso delle maniere forti, disposta anche a sposare posizioni apparentemente in contrasto con i propri principi. Una societ\u00e0 che invoca oggi sicurezza psicologica, oltre che un miglioramento delle condizioni economiche: all&#8217;impatto della crisi nella vita di ogni giorno si somma la percezione di uno squilibrio crescente portato da \u201cinvasioni\u201d e nemici esterni. E anche l\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/ue-europa-macron-lezione-italia\/\">Unione europea<\/a><\/strong> \u00e8 vista con minore diffidenza, quando la collaborazione tra gli Stati pu\u00f2 aiutare contro queste minacce.<\/p>\n<p>Quattro anni fa, all\u2019inizio dell\u2019attuale legislatura, una precedente indagine <strong>IAI-Laps<\/strong> aveva analizzato la posizione degli italiani rispetto alle strategie nazionali di politica estera. Molte cose, da allora, sono cambiate.<\/p>\n<p><strong>L\u2019immigrazione priorit\u00e0 assoluta<\/strong><br \/>\nNel 2013 al centro dei riflettori c\u2019era la <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/caso-maro-e-disputa-con-india\/\">controversia tra Italia e India<\/a><\/strong> sull\u2019Enrica Lexie, con l\u2019arresto e la detenzione dei due mar\u00f2 Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Forse anche per questo una parte degli italiani indicava tra le priorit\u00e0 della politica estera la difesa dei connazionali all&#8217;estero. Quattro anni dopo, e con le indagini sull\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/caso-regeni-rapporti-italia-egitto\/\">omicidio di Giulio Regeni<\/a><\/strong> a tenerci ancora col fiato sospeso, quella percentuale si \u00e8 ridotta dall\u201911 all\u20191%.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-66523 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/immigrazione-2.png\" alt=\"Immigrazione interesse nazionale\" width=\"583\" height=\"318\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/immigrazione-2.png 583w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/immigrazione-2-300x164.png 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/immigrazione-2-125x68.png 125w\" sizes=\"(max-width: 583px) 100vw, 583px\" \/><\/p>\n<p>In compenso, \u00e8 pi\u00f9 che raddoppiato il numero di italiani che considerano<strong> prioritari il controllo dei flussi migratori e la protezione dei confini nazionali<\/strong>, con una percentuale salita drasticamente dal 30 al 60%. Un dato che forse ha a che fare anche col sospetto, diffuso, di un legame tra immigrazione irregolare e terrorismo: sono in maggioranza, il 55%, coloro che sostengono questa tesi. Non solo.<\/p>\n<p>Tra le opzioni proposte dal questionario per fronteggiare la crisi migratoria, oltre un terzo degli intervistati sceglie la politica dei respingimenti \u2013 e ci\u00f2 nonostante la stessa opzione indichi, tra le possibili conseguenze, il maltrattamento dei migranti. Un altro terzo, il 34%, \u00e8 favorevole all&#8217;invio di un contingente in Libia per sorvegliare le frontiere, mentre solo il 29% crede ancora nella necessit\u00e0 di assicurare il salvataggio dei migranti in mare, accogliendoli sul territorio italiano.<\/p>\n<p>La crisi migratoria \u00e8 anche, nonostante le <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/migranti-porti-italia-francia-spagna\/\"><strong>misure<\/strong><\/a> promosse dal ministro dell\u2019Interno Marco <strong>Minniti<\/strong>, la questione di politica estera su cui l\u2019operato del governo ottiene il giudizio pi\u00f9 basso: \u00e8 bocciato dal 70% degli italiani, con una media del 2,9 su 10. Il voto pi\u00f9 basso lo danno gli elettori leghisti, seguiti da Forza Italia e Movimento Cinque Stelle, ma anche la media dei voti assegnati dagli elettori di centrosinistra si ferma sotto la sufficienza.<\/p>\n<p><strong>Terrorismo, se la psicosi confonde le idee sulla tortura<\/strong><br \/>\n<strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-66539 alignright\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/tortura-3.png\" alt=\"\" width=\"497\" height=\"291\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/tortura-3.png 497w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/tortura-3-300x176.png 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/tortura-3-125x73.png 125w\" sizes=\"(max-width: 497px) 100vw, 497px\" \/><\/strong>Nel 2016 un\u2019indagine Laps aveva messo gli intervistati di fronte a un caso limite, con la domanda: \u201cgiustificherebbe l\u2019uso della tortura su sospetti terroristi per sventare attacchi al nostro Paese?\u201d. Le risposte allo stesso quesito riproposto un anno dopo, fanno registrare un \u00a0aumento di chi giustificherebbe l\u2019uso della tortura (dal 27 al 32%). Ma soprattutto crolla la percentuale di chi vi si opporrebbe. Nel 2016 a dire No alla tortura era il 70% degli intervistati, oggi \u00e8 solo il 42%, sotto la maggioranza assoluta, anche se una parte di chi \u00e8 uscito dalle fila dei contrari potrebbe essere finito tra gli indecisi, passati dal 3 al 26%.<\/p>\n<p>Passando all&#8217;attuale impiego delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/terrorismo-isis-terreno-letale\/\">forze armate a difesa delle nostre citt\u00e0<\/a>, sono in netta maggioranza (il 69%) gli italiani che la ritengono una misura adeguata e necessaria. E c\u2019\u00e8 anche chi preferirebbe (il 14%) che l\u2019Italia dichiarasse lo stato di emergenza come la Francia.<\/p>\n<p><strong>L\u2019interventismo militare non indigna pi\u00f9 come un tempo<\/strong><br \/>\nLa tendenza a giustificare un maggiore impiego dei militari si estende anche alle missioni all&#8217;estero. Beninteso, gli italiani non sono ancora diventati degli accesi interventisti, e i favorevoli all&#8217;invio di contingenti oltreconfine sono &#8211; come nel 2013 &#8211; poco meno di un terzo. Ma in quattro anni la percentuale dei contrari alle missioni internazionali \u00e8 scesa dal 59 al 41%, e gli incerti sono triplicati. Forse perch\u00e9 \u00e8 meno vivo il ricordo dell\u2019intervento del 2011 in Libia , mentre \u00e8 acuta la percezione dei nuovi rischi provenienti dal Medio Oriente.<\/p>\n<p>In particolare, \u00a0si ha forse pi\u00f9 chiaro lo scopo dell\u2019azione attuale in Iraq. Dopo la catena degli attentati che hanno colpito l\u2019Europa, per gli italiani il terrorismo \u00e8 una minaccia ancora sfocata, ma incombente. Non a caso, se il 42% degli intervistati si dice contrario a qualunque intervento italiano, il 44% sostiene che l\u2019Italia dovrebbe mantenere il suo impegno nella coalizione anti-Isis a nord dell\u2019Iraq, mentre un 14% appoggerebbe anche una partecipazione dell\u2019Italia alle operazioni in Siria. E pur di arginare l\u2019offensiva jihadista, il 77% degli italiani rafforzerebbe la collaborazione antiterrorismo con la Russia, malgrado non ne condivida la politica in Ucraina e Siria.<\/p>\n<p>Cresce anche il consenso per la creazione di un esercito unico europeo (lo reclama il 30% del campione, mentre il 38% chiede, accanto a questo, di mantenere l\u2019esercito nazionale), e per il rafforzamento del ruolo degli degli Stati europei all\u2019interno della Nato (al 62%). Ma di aumentare le spese militari al 2% del Pil &#8211; come richiesto dall&#8217;Alleanza &#8211; per la maggioranza degli italiani non se ne parla.<\/p>\n<p><strong>Italiani e Unione europea, un rapporto tormentato<\/strong><br \/>\nIl fatto che la maggioranza degli intervistati (il 61%) si opponga a un\u2019uscita dall\u2019Ue non significa che gli italiani vogliano una politica remissiva verso Bruxelles. Tanto che, prospettando loro l\u2019ipotesi di un referendum sull&#8217;uscita dalla sola zona euro, la percentuale di chi voterebbe per restare scende al 55%. Sempre in tema di austerit\u00e0, il 57% degli interpellati si oppone a un\u2019ulteriore riduzione del debito pubblico (contro il 43% che la ritiene necessaria a prescindere dalla richieste dell\u2019Ue) e il 71% di loro rinuncerebbe a ridurre il debito anche a costo di rompere con l\u2019Unione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-66535 alignleft\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/referendum-ue.png\" alt=\"\" width=\"513\" height=\"263\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/referendum-ue.png 513w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/referendum-ue-300x154.png 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/referendum-ue-125x64.png 125w\" sizes=\"(max-width: 513px) 100vw, 513px\" \/>I rapporti Roma-Bruxelles vanno poi visti sempre sotto la lente della politica. Benevolo l\u2019atteggiamento degli elettori di sinistra e centrosinistra, ostile o quantomeno tormentato quello delle altre parti politiche: il 44% degli elettori Cinque Stelle vorrebbe, ad esempio, l\u2019uscita dall\u2019Unione, il 53% quella dalla zona euro. Solo il 27% dei forzisti lascerebbe l\u2019Ue, ma il 46% di loro abbandonerebbe la moneta unica. I leghisti non fanno differenze: la maggioranza uscirebbe dall\u2019Unione e dall\u2019euro.<\/p>\n<p>I militanti della Lega si distinguono anche per la loro simpatia per il presidente americano: con il 60% delle risposte a favore, sono gli unici ad approvare in larga maggioranza le politiche dell\u2019amministrazione Trump, invise al 71% degli intervistati.<\/p>\n<p><strong>Il cospirazionismo invade l\u2019opinione pubblica<\/strong><br \/>\nGli elettori Cinque Stelle e del centrodestra sono invece i pi\u00f9 tentati dal dar credito alle visioni cospirazioniste. \u00c8 altissima la percentuale di chi, tra loro, ritiene che il governo italiano e l\u2019Ue stiano occultando i dati reali sugli immigrati presenti in Italia (67% M5S, 72% Forza Italia, 77% Lega Nord), cos\u00ec come quella di chi crede che la crisi finanziaria sia il prodotto di una cospirazione di banchieri e politici (70% M5S, 58% Forza Italia, 76% Lega Nord). Ma anche mettendo da parte le ideologie politiche, dal sondaggio risulta evidente come le fake news attecchiscano sempre di pi\u00f9, e trasversalmente, tra gli italiani. La maggioranza assoluta di loro crede davvero che governo (59%) ed Europa (57%) stiano mentendo sui migranti, e una percentuale ancora maggiore, il 59%, sospetta che alle origini della crisi economica ci sia un piano dei poteri forti.<\/p>\n<p><strong>Divisi a met\u00e0 sul ritorno dell\u2019ambasciatore italiano in Egitto<\/strong><br \/>\n48 contro 52: queste le percentuali a dividere, praticamente a met\u00e0, gli italiani sul caso Regeni. Tra chi &#8211; in leggerissima minoranza &#8211; ritiene che il governo abbia fatto bene a inviare di nuovo l\u2019ambasciatore in Egitto, riconoscendo l\u2019importanza di salvaguardare i rapporti bilaterali tra i due Paesi, e chi invece disapprova per via della reticenza mostrata dal Cairo a condurre serie indagini sull\u2019omicidio del ricercatore. Il tema travalica la frattura governo-opposizione: con percentuali molto simili, intorno al 60%, sia gli elettori del centrosinistra che quelli di Forza Italia approvano la scelta del governo, mentre gli elettori della sinistra, del M5S e della Lega la bocciano.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il fine giustifica i mezzi, quando in ballo ci sono sicurezza e stabilit\u00e0 nazionali. 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