{"id":66546,"date":"2017-10-09T23:38:25","date_gmt":"2017-10-09T21:38:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66546"},"modified":"2017-11-03T15:10:41","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:41","slug":"dilemmi-strategici-washington-siria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/dilemmi-strategici-washington-siria\/","title":{"rendered":"I dilemmi di Washington in Siria, tra russi, curdi, turchi"},"content":{"rendered":"<p>Lontano dai riflettori della stampa occidentale, un preoccupante confronto fra Stati Uniti e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/siria-iran-russia-turchia-carte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Russia<\/strong><\/a> si sta consumando in <strong>Siria<\/strong>, nella provincia orientale di Deir ez-Zor tagliata in due dall\u2019Eufrate, una delle ultime roccaforti del sedicente Stato islamico, l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/terrorismo-isis-terreno-letale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Isis<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>All\u2019inizio di settembre, forze leali al presidente siriano Bashar al-Assad hanno raggiunto il capoluogo dell\u2019omonima provincia da ovest, rompendo \u2013 grazie al sostegno determinante delle forze speciali russe e dell\u2019aviazione di Mosca \u2013 l\u2019assedio dell\u2019Isis ai quartieri rimasti fedeli al regime.<\/p>\n<p>A loro volta le Forze Democratiche Siriane (Fds), milizie a maggioranza curda sostenute da forze americane aeree e di terra, si sono dirette verso Deir ez-Zor da nordest, lasciandosi alle spalle la battaglia tuttora in corso di Raqqa, capitale siriana dello Stato islamico.<\/p>\n<p><strong>Tensioni sull\u2019Eufrate<br \/>\n<\/strong>Le Fds e le forze leali a Damasco sono ora separate solo dall\u2019Eufrate, ma le seconde hanno attraversato il fiume a sud di Deir ez-Zor e gi\u00e0 si sono verificati incidenti, con accuse reciproche scambiate tra i due fronti.<\/p>\n<p>Malgrado le apparenze di dialogo fra Mosca e Washington in Siria, questo confronto rinnova la contrapposizione strategica fra le due potenze nel Paese mediorientale. Sebbene ufficialmente entrambi gli schieramenti affermino di voler sottrarre territori all\u2019Isis, \u00e8 evidente che essi sono in competizione per aggiudicarsi la maggior porzione possibile della provincia al confine con l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/iraq-sconfitto-lisis-rischi-restano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Iraq<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>La vera posta in gioco sembrano essere i pozzi petroliferi a est della citt\u00e0 di Deir ez-Zor, fra i pi\u00f9 importanti del Paese. Mosca vorrebbe controllarli perch\u00e9 aiuterebbero a finanziare la ricostruzione della Siria sotto il governo di Assad. A Washington sarebbero utili per sostenere economicamente il progetto di autonomia del Rojava, nome con cui i curdi designano il Kurdistan siriano e, per estensione, l\u2019entit\u00e0 federale che essi hanno istituito nei territori da essi controllati.<\/p>\n<figure id=\"attachment_66549\" aria-describedby=\"caption-attachment-66549\" style=\"width: 500px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-66549\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Siria-Control-of-Terrain_09102017_Syriancivilwarmap.jpg\" alt=\"Siria - mappa\" width=\"500\" height=\"418\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Siria-Control-of-Terrain_09102017_Syriancivilwarmap.jpg 722w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Siria-Control-of-Terrain_09102017_Syriancivilwarmap-300x251.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Siria-Control-of-Terrain_09102017_Syriancivilwarmap-125x105.jpg 125w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-66549\" class=\"wp-caption-text\"><em>Chi controlla che cosa in Siria<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>L&#8217;alleanza curdo-americana<br \/>\n<\/strong>Estromessi dai giochi politici nella Siria occidentale, ed emarginati nei negoziati che vedono protagonisti Russia, Turchia e Iran, gli Stati Uniti appaiono intenzionati a mantenere una propria influenza (e una propria presenza militare) nella parte orientale del Paese, non solo per sconfiggere l\u2019Isis, ma a garanzia dell\u2019autonomia curda.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultima rappresenta al momento un progetto non apertamente indipendentista, a differenza di quello del vicino Kurdistan iracheno, i cui cittadini si sono espressi a favore della creazione di uno Stato autonomo nel referendum dello scorso 25 settembre. Vi \u00e8 peraltro una frattura ideologica fra i curdi iracheni guidati da Massoud Barzani e il Partito dell\u2019Unione Democratica (Pyd) dominante nel Rojava, il quale ha invece forti legami con i curdi turchi del Partito del Lavoratori del Kurdistan (Pkk).<\/p>\n<p>La presenza militare americana dovrebbe permettere a Washington non solo di sostenere le rivendicazioni dei curdi siriani al tavolo negoziale, ma di\u00a0 contenere l\u2019espansione militare russa, spezzando allo stesso tempo il cosiddetto &#8216;arco sciita&#8217; che l\u2019Iran intenderebbe costituire dalle sponde del Golfo Persico al Libano, grazie al governo di Baghdad, al regime alawita di Damasco, alle milizie sciite presenti in entrambi i Paesi e al partito libanese di Hezbollah.<\/p>\n<p>Tale arco, qualora si consolidasse, diverrebbe un progetto ideologico e geopolitico, ma anche infrastrutturale, stabilendo rotte energetiche e commerciali dall\u2019Iran al Mediterraneo attraverso Iraq e Siria.<\/p>\n<p><strong>I limiti delle aspirazioni curde<br \/>\n<\/strong>Il progetto del Rojava presenta tuttavia numerose debolezze. Esso ha inglobato estesi territori a maggioranza araba, ostili al predominio curdo. Fra Raqqa e Deir ez-Zor, inoltre, il crollo dell\u2019Isis potrebbe preludere a una sanguinosa resa dei conti fra le trib\u00f9 arabe, che porterebbe nuova instabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Nella misura in cui si espande, il Rojava accresce poi l\u2019ostilit\u00e0 di Mosca e Damasco nei suoi confronti. Con questi due attori, i curdi siriani potrebbero dovere scendere a patti sia per ragioni economiche sia per l\u2019esigenza di tutelarsi contro il nemico turco a nord.<\/p>\n<p>La Russia, in particolare, rappresenta l\u2019unico baluardo contro un possibile attacco militare turco ad Afrin, enclave curda occidentale separata dal resto del Rojava.<\/p>\n<p>Washington stessa si trova di fronte a un dilemma nei confronti del proprio alleato turco. Pi\u00f9 accresce il proprio sostegno ai curdi siriani, pi\u00f9 compromette il rapporto con Ankara gi\u00e0 deterioratosi negli ultimi anni, in particolare dopo il tentato golpe del luglio 2016 condotto \u2013 secondo il governo turco \u2013 da seguaci del predicatore Fethullah Gulen residente in territorio americano.<\/p>\n<p>L\u2019unico modo per ricucire le relazioni con la Turchia \u2013 sostengono alcuni analisti statunitensi \u2013 sarebbe un\u2019offensiva militare congiunta contro la leadership del Pkk annidata nei monti Qandil del vicino Kurdistan iracheno, anche allo scopo di spezzare il legame tra Pkk e Pyd siriano. Ma \u00e8 proprio una simile eventualit\u00e0 a rendere i curdi siriani incerti sulla piena lealt\u00e0 di Washington nei loro confronti, e a spingerli a cercare possibili alternative.<\/p>\n<p><strong>Impasse strategica<br \/>\n<\/strong>Il referendum indipendentista dei curdi iracheni ha poi creato un nuovo grattacapo per Washington nel vicino Iraq, perch\u00e9 indebolisce il primo ministro sciita Haider al-Abadi, uno dei pochi alleati su cui gli Stati Uniti possono contare a Baghdad per contrastare l\u2019influenza iraniana nel Paese.<\/p>\n<p>In generale, il problema di Washington \u00e8 che i propri partner regionali \u2013 curdi siriani e iracheni, Turchia, governo di Baghdad \u2013 sono in reciproca competizione tra di loro, oltre che spesso non allineati con gli interessi americani. Inoltre la disfatta militare dell\u2019Isis non significa necessariamente la sua sconfitta politica e ideologica.<\/p>\n<p>Le opzioni a disposizione degli Stati Uniti appaiono poche e confuse. La volont\u00e0 di contrastare sia l\u2019influenza russa che quella iraniana tende inevitabilmente a rafforzare l\u2019asse tra Mosca e Teheran. Alla luce dell\u2019intenzione del presidente Trump di inasprire la pressione nei confronti dell\u2019Iran, e in assenza di una coerente strategia diplomatica americana nella regione, le tensioni a cavallo tra Siria e Iraq potrebbero riacutizzarsi, sprofondando ancora di pi\u00f9 Washington nella sua pericolosa impasse strategica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lontano dai riflettori della stampa occidentale, un preoccupante confronto fra Stati Uniti e Russia si sta consumando in Siria, nella provincia orientale di Deir ez-Zor tagliata in due dall\u2019Eufrate, una delle ultime roccaforti del sedicente Stato islamico, l&#8217;Isis. 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