{"id":66627,"date":"2017-10-16T13:29:52","date_gmt":"2017-10-16T11:29:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66627"},"modified":"2017-11-03T15:10:37","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:37","slug":"sicurezza-migratoria-marittima-obiettivi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/sicurezza-migratoria-marittima-obiettivi\/","title":{"rendered":"Sicurezza migratoria e marittima: due obiettivi futuri"},"content":{"rendered":"<p>La fase di profondi cambiamenti e sostanziale destrutturazione del sistema internazionale e dei suoi delicati equilibri di sicurezza attualmente in corso sta producendo grandi cambiamenti strategici nella postura internazionale degli Stati. Numerosi sono i temi e i dossier che hanno acquisito una diversa e crescente rilevanza nelle nuove relazioni internazionali. Tra i tanti, vi sono due dossier che in passato non hanno avuto un\u2019adeguata centralit\u00e0 nell&#8217;azione internazionale dell\u2019<strong>Italia<\/strong>: la questione della <strong>sicurezza<\/strong> migratoria e quella della sicurezza marittima, due dimensioni ora profondamente intrecciate nella crisi della sicurezza nel <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/mediterraneo-nuove-geografie-umane\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Mediterraneo<\/strong><\/a> centrale.<\/p>\n<p>Il tema \u00e8 stato approfondito dal Cenass in un progetto sostenuto dall\u2019Unit\u00e0 di analisi e programmazione del Ministero degli Esteri e presentato in un <a href=\"http:\/\/www.aracne.tv\/video\/migrazione-e-sicurezza-internazionale.html\">convegno<\/a> alla Camera dei Deputati. Le conclusioni raggiunte indicano che l\u2019Italia ha davanti a s\u00e9 un periodo temporale non breve in cui i dossier, tra loro connessi, della sicurezza dei flussi migratori dall\u2019Africa all\u2019<strong>Europa<\/strong> e della sicurezza marittima nel Mediterraneo sono destinati ad uscire dalla loro stretta natura specifica,\u00a0 acquisendo un complesso significato che si riveler\u00e0 fondamentale per accrescere il valore strategico della sua azione esterna.<\/p>\n<p><strong>La sicurezza migratoria<br \/>\n<\/strong>Il carattere anarchico delle crisi migratorie, le infrastrutture criminali che le regolano, i network terroristici che ne beneficiano indirettamente ed i calcoli politici di molti Stati di origine e transito su come orientare, amplificare e tesaurizzare i flussi hanno creato un sistema in cui i processi migratori odierni sono divenuti molto pericolosi per i <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/migranti-corte-giustizia-quote-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>migranti<\/strong><\/a> e altrettanto pericolosi per gli Stati. Soprattutto \u00e8 ormai impossibile, in queste forme di migrazioni di masse ibride, distinguere qual \u00e8 la vera natura strategica del fenomeno. Siamo infatti in presenza di una situazione emergenziale altamente distorsiva dei normali e fisiologici flussi migratori, che sta producendo un\u2019illogica torsione dei meccanismi giuridici di protezione dei rifugiati e di alterazione delle stesse relazioni internazionali tra gli Stati, inclusi quelli europei.<\/p>\n<p>Nonostante ci\u00f2, tende a prevalere un approccio <em>mainstream<\/em> alla crisi migratoria che vuole mantenere ad ogni costo separati i processi migratori e le questione di sicurezza, non riconoscendo l\u2019esistenza di interconnessioni tra queste due dimensioni. Eppure, \u00e8 ormai evidente che quello che \u00e8 stato definito \u201cnesso scomodo\u201d tra sicurezza e migrazione esiste ed \u00e8 estremamente difficile da sciogliere. La realistica questione di fondo di oggi non ci pare tanto quella di dibattere all&#8217;infinito se esiste anche una dimensione della sicurezza nei flussi migratori o se la dimensione umanitaria o economica dei flussi migratori debba prevalere sui problemi di sicurezza; ma piuttosto cosa fare per\u00a0 occuparsi di tutte queste dimensioni in funzione dei complessivi interessi nazionali, senza prioritarizzarne una sulle altre.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come \u00e8 sempre pi\u00f9 importante buttare un occhio su quanto fanno i\u00a0 Paesi amici ed alleati d\u2019oltralpe, in particolare nell\u2019area mitteleuropea. Qui appare sempre di pi\u00f9 configurarsi ormai un approccio ai flussi migratori come un processo di <em>neue<\/em> <em>V\u00f6lkerwanderung, <\/em>ossia di spostamento di massa popoli. Questa \u00e8 la lettura del maggiore storico tedesco contemporaneo, Hans Peter-Schwarz, recentemente scomparso ed autore del volume <em>Die neue V\u00f6lkerwanderung nach Europa: \u00dcber den Verlust politischer Kontrolle und moralischer Gewissheiten. <\/em>Titolo traducibile con<em> \u201c<\/em>Le nuove migrazioni dei popoli verso l\u2019Europa: sulla perdita del controllo politico e delle certezze morali\u201d.<\/p>\n<p>Ma questa \u00e8 anche la sensazione che si desume dal vedere come nel volgere di pochi anni sia il governo a guida socialista austriaco che quello in gestazione a Berlino dopo le elezioni politiche hanno messo in agenda un tetto massimo al numero di domande di asilo politico che sono disposti ad accettare sul proprio territorio. Il limite posto dall&#8217;Austria nel 2016 \u00e8 di 37.000, quello che verosimilmente introdurr\u00e0 la Germania nel 2018 sar\u00e0 di 200.000. Con queste decisioni, a con una analoga politica francese, i Paesi europei hanno deciso, a fronte di evidenti abusi dei meccanismi del diritto dell\u2019accoglienza dei rifugiati, di porre un numero chiuso al numero di stranieri che posso essere regolarizzati con tali strumenti.<\/p>\n<p><strong>La dimensione marittima della sicurezza migratoria<\/strong><br \/>\nDeclinata in termini marittimi, la sicurezza migratoria riguarda sia la sicurezza della vita dei migranti per il soccorso (Sar) e il rispetto dei loro diritti umani, che la legalit\u00e0 dei traffici marittimi internazionali in un contesto complessivo di crescente anarchia delle acque internazionali e di crescenti contenziosi degli Stati rivieraschi per il controllo degli spazi marittimi.<\/p>\n<p>Unico tra tutti gli Stati europei l\u2019Italia ha sempre garantito l\u2019adempimento degli obblighi di salvataggio, anche al di l\u00e0 della propria zona di competenza. L\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 di Tripoli nel Sar (attuato con l\u2019istituzione di una zona marittima dedicata, sotto il controllo delle forze di Guardia costiera) pone ora le condizioni per la condivisione di tali obblighi tra gli Stati\u00a0 che si affacciano sul Mediterraneo. Egualmente non rinviabile \u00e8 la definizione di criteri concordati per l\u2019individuazione del luogo di sbarco delle persone salvate.<\/p>\n<figure id=\"attachment_66636\" aria-describedby=\"caption-attachment-66636\" style=\"width: 750px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-66636 size-large\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Caffio1-1024x439.jpg\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"322\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Caffio1-1024x439.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Caffio1-300x129.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Caffio1-768x330.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Caffio1-125x54.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Caffio1.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-66636\" class=\"wp-caption-text\"><em>Fonte: Organizzazione Internazionale dei Migranti<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Tutti i Paesi europei si sono per\u00f2 arroccati nella chiusura dei loro porti ai migranti e Frontex pare non favorevole alla proposta italiana di ridefinire il mandato dell\u2019operazione Triton \u00a0prevedendo non solo l\u2019Italia come luogo di sbarco. Eppure, \u00e8 proprio di qui che bisogna ripartire per dare una dimensione europea alla nostra tradizionale politica di accoglienza, magari esportando il modello di cooperazione Guardia costiera-Interno-Ong regolamentato dal codice di condotta che l\u2019Ue ha approvato. Esso \u00e8 difatti improntato proprio al concetto integrato di sicurezza migratoria, coniugando i doveri di soccorso con quelli di mantenimento della legalit\u00e0 dei traffici marittimi e di integrit\u00e0 territoriale degli Stati di destinazione.<\/p>\n<p>L\u2019episodio della collisione tra un\u2019unit\u00e0 navale tunisina e un barcone avvenuto nella zona Sar di Malta, che ha richiesto l&#8217;intervento italiano, dimostra l\u2019esigenza che l\u2019Italia stipuli accordi di cooperazione Sar con La Valletta e Tunisi, dando peraltro applicazione all\u2019intesa gi\u00e0 esistente con l\u2019Algeria, Paese da cui non si sono mai interrotti i flussi verso la Sardegna. Significativo \u00e8 anche che si ipotizzi di dislocare forze marittime italiane in acque internazionali prospicienti la Tunisia per collaborare nel soccorso ed individuare soggetti coinvolti in attivit\u00e0 illecite e\/o terroristiche che cerchino di sbarcare clandestinamente in Italia. La riapertura della rotta dalla Libia, via Sabrata, rilancia anche la funzione di sicurezza marittima svolta dall\u2019Operazione Eunavfor Med Sophia.<\/p>\n<p>Nell\u2019agenda italiana dell\u2019immigrazione via mare restano, in definitiva, molti temi da affrontare, ivi compreso la collaborazione \u00a0giudiziaria con i Paesi del Nord Africa per la prevenzione e repressione del traffico di esseri umani e di migranti, cercando un anche il coinvolgimento della Corte Penale Internazionale nell&#8217;esercizio della sua giurisdizione sulla base delle pertinenti risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell&#8217;Onu relative alla situazione della Libia.<\/p>\n<figure id=\"attachment_66637\" aria-describedby=\"caption-attachment-66637\" style=\"width: 750px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-66637 size-large\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Caffio2-1024x635.jpg\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"465\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Caffio2-1024x635.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Caffio2-300x186.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Caffio2-768x476.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Caffio2-125x78.jpg 125w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-66637\" class=\"wp-caption-text\">Flussi migratori ed aree SAR (Fonte: Commissione Difesa Senato)<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>La politica estera come luogo di bilanciamento dei diversi interessi<br \/>\n<\/strong>\u00c8 proprio il campo della politica estera, che per tradizione e capacit\u00e0 costituisce uno dei domini pi\u00f9 elevati dello <em>statecraft<\/em>, dell\u2019arte del governo, a dover rappresentare il luogo ove le esigenze politiche, umanitarie, economiche, di sicurezza, giuridiche, strategiche si debbano fondere e armonizzare. Non che questo possa essere l\u2019unico ambito ove trattare un dossier la cui multiforme natura obbliga a considerarlo da una pluralit\u00e0 di punti di vista, sia interni che esterni.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 importante che non manchi la dimensione esterna delle politiche di sicurezza migratorie. Questo perch\u00e9, visto che trattiamo di fenomeni che si originano a svariate migliaia di chilometri dalle nostre coste e coinvolgono un numero elevato di Paesi terzi, spesso scarsamente stabili e capaci, i flussi possono essere governati e la <em>human security<\/em> dei migranti e il perseguimento della sicurezza degli Stati possono essere conciliati solo operando in prossimit\u00e0 dei Paesi di conflitto e lungo le frontiere delle rotte dei transiti illegali.<\/p>\n<p>Infine occorre tenere presente che la sicurezza migratoria si compone di una dimensione interna, che \u00e8 il dominio dei ministeri dell&#8217;Interno e delle Politiche d\u2019integrazione, e di una dimensione esterna, che \u00e8 quello della politica estera. La qualit\u00e0 dei flussi, che in ultima analisi \u00e8 la loro utilit\u00e0 o pericolosit\u00e0 sociale, viene solitamente gestita sul territorio nazionale dai ministeri dell&#8217;Interno attraverso strumenti di prevenzione ed integrazione; la magnitudine dei flussi e la loro natura strategica (ostile o meno agli interessi nazionali) possono essere controllate solo con azioni di politica estera sviluppate a migliaia di chilometri di distanza, presso gli Stati di origine e transito.<\/p>\n<p>La necessit\u00e0 dell\u2019azione esterna della politica migratoria \u00e8 anche evidente per evitare il rischio che l\u2019Europa reagisca in maniera sproporzionata ed irrazionale al mutato significato dei flussi migratori, adottando politiche ispirate alla sola sicurezza interna, chiudendo ermeticamente le proprie frontiere e incentivando l\u2019accoglienza in quei Paesi, come l&#8217;Italia, ove la geografia rende pi\u00f9 difficile il controllo delle frontiere marittime e su cui il diritto europeo pone degli obblighi maggiori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La fase di profondi cambiamenti e sostanziale destrutturazione del sistema internazionale e dei suoi delicati equilibri di sicurezza attualmente in corso sta producendo grandi cambiamenti strategici nella postura internazionale degli Stati. 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