{"id":66675,"date":"2017-10-18T07:44:06","date_gmt":"2017-10-18T05:44:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66675"},"modified":"2017-11-03T15:10:36","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:36","slug":"cina-xi-jinping-sogno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/cina-xi-jinping-sogno\/","title":{"rendered":"Cina: Xi Jinping si tiene stretto il suo Sogno"},"content":{"rendered":"<p>Dal 18 al 24 ottobre <strong>Pechino<\/strong> ospiter\u00e0 il diciannovesimo Congresso nazionale del Partito comunista cinese, evento di massima rilevanza nella vita politica del Paese. A piazza Tiananmen, nella Grande sala del popolo, si riuniranno i 2280 delegati del partito che saranno chiamati, nel corso della settimana, ad eleggere il nuovo Comitato centrale, revisionare lo Statuto e definire la futura strategia che guider\u00e0 la Cina per il prossimo quinquennio. Nonostante i sostanziosi cambiamenti al vertice &#8211; specialmente nella composizione del politburo &#8211; l\u2019attenzione sar\u00e0 con ogni probabilit\u00e0 monopolizzata dal presidente <strong>Xi<\/strong> Jinping, che all\u2019alba del suo secondo (ed in teoria ultimo) mandato, si ritrova in una posizione di forza unica nella storia moderna del Paese.<\/p>\n<p>Nel corso degli ultimi cinque anni Xi ha dimostrato al partito di essere l\u2019uomo giusto al momento giusto, riuscendo a sbloccare l\u2019impasse burocratica che aveva frenato le riforme durante la presidenza del predecessore,\u00a0<strong>Hu<\/strong> Jintao, e rendendosi promotore di una nuova idea di Cina, sia in ambito nazionale che internazionale.<\/p>\n<p>E ora che\u00a0si avvicina la scadenza del 2020 &#8211; anno\u00a0entro cui\u00a0l&#8217;establishment cinese aveva promesso di realizzare una &#8220;societ\u00e0 moderatamente prospera&#8221; &#8211; Xi Jinping rilancia\u00a0promettendo, col suo &#8220;<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/nuova-via-della-seta-dubbi-ue-india-contraria\/\">Sogno cinese<\/a><\/strong>&#8220;, di far diventare la Cina un Paese sviluppato entro il 2049, per il centenario della fondazione della Repubblica Popolare.<\/p>\n<p>Nonostante i problemi da affrontare rimangano ancora molti, soprattutto in ambito economico, la strategia di Xi \u00e8 stata enormemente apprezzata dal partito.<\/p>\n<p>Ovviamente il prezzo del rilancio politico del Paese \u00e8 stato alto, e a pagarne le conseguenze sono stati soprattutto i quadri di partito, colpiti dalla campagna anti-corruzione iniziata nel 2013. Se da una parte l\u2019epurazione di circa un milione e trecentomila funzionari di alto e basso rango (\u201ctigri e mosche\u201d) \u00e8 servita a ripulire il partito dai cattivi elementi, dall\u2019altra ha permesso a Xi di liberarsi dei quadri appartenenti alle fazioni concorrenti degli ex presidenti Hu Jintao e <strong>Jiang<\/strong>\u00a0Zemin, e di facilitare il suo lento ma graduale accentramento di potere. Dopo essere stato rivestito del titolo di\u00a0\u201cNucleo\u201d del partito, a ottobre dell&#8217;anno scorso, Xi si prepara oggi ad entrare nel pantheon dei grandi pensatori del socialismo cinese. Sabato scorso la Commissione centrale ha ufficializzato la decisione di\u00a0 inserire il \u201cpensiero\u201d del segretario generale nello Statuto del partito, atto puramente simbolico che tuttavia eleva la figura di Xi alla stregua di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/05\/cina-ricordare-mao-per-guardarsi-da-xi\/\"><strong>Mao<\/strong> Zedong<\/a> e <strong>Deng<\/strong> Xiaoping.<\/p>\n<p>Se la leadership di Xi appare indiscussa, la composizione del politburo che emerger\u00e0 dal Congresso potrebbe comunque riservare delle sorprese: non solo\u00a0per\u00a0la possibile influenza delle diverse fazioni che animano il partito, ma anche perch\u00e9 la futura formazione potrebbe essere il risultato di\u00a0una\u00a0rottura con\u00a0alcune norme che regolano il processo di selezione\u00a0dei vertici.<em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-66681\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/La-gerarchia-del-potere-in-Cina.jpg\" alt=\"\" width=\"370\" height=\"368\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/La-gerarchia-del-potere-in-Cina.jpg 600w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/La-gerarchia-del-potere-in-Cina-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/La-gerarchia-del-potere-in-Cina-300x298.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/La-gerarchia-del-potere-in-Cina-125x124.jpg 125w\" sizes=\"(max-width: 370px) 100vw, 370px\" \/><\/p>\n<p><strong>Il rimpasto ai vertici<\/strong><br \/>\nAnche se\u00a0formalmente non esistono limiti d&#8217;et\u00e0, n\u00e9 di mandato, che regolano il ricambio ai vertici del partito, nel corso degli ultimi decenni sono andate consolidandosi alcune prassi che ormai sono considerate vere e proprie norme: tra queste, il limite di et\u00e0 (68 anni) per essere promossi o rieletti nel Comitato permanente, e il limite di due mandati per il titolo di segretario generale, la pi\u00f9 alta carica del partito.<\/p>\n<p>Quest&#8217;anno, cinque tra i sette membri del Comitato permanente del politburo dovranno lasciare l&#8217;incarico per sopraggiunto limite d&#8217;et\u00e0. Tra questi c&#8217;\u00e8 <strong>Wang<\/strong> Qishan, fedelissimo di Xi e &#8220;Zar&#8221; della Commissione centrale per l&#8217;ispezione disciplinare che ha guidato la draconiana campagna anti-corruzione voluta dal presidente. Se la prassi non verr\u00e0 rispettata, quasi certamente sar\u00e0 per permettere a Wang di tenere il suo posto all&#8217;interno del Comitato permanente.<\/p>\n<p><strong>Il problema della successione<\/strong><br \/>\nDei cinque seggi vacanti nel Comitato permanente del politburo, ci si aspetta che due vengano assegnati a candidati significativamente pi\u00f9 giovani, che non hanno mai occupato un posto al suo interno: convenzionalmente,\u00a0dei\u00a0<em>successori<\/em> <em>in pectore<\/em>\u00a0che nel 2022 correranno rispettivamente per le cariche di segretario del partito e premier. Una consuetudine, questa, che serve a\u00a0rispettare il principio di\u00a0alternanza tra le varie &#8220;generazioni\u201d di leader, e che finora &#8211; almeno a livello locale &#8211; sembra essere stata rispettata: attualmente appartiene alla sesta generazione (quella dei nati dopo il 1960) circa l\u201980% dei funzionari provinciali di partito.<\/p>\n<p>Fino a un mese fa, i nomi in lizza per la posizione di\u00a0futuro\u00a0successore di\u00a0Xi erano quelli di <strong>Sun<\/strong> Zhengcai e <strong>Hu<\/strong> Chunhua. Questo prima dell\u2019epurazione di Sun, che a settembre \u00e8 stato espulso dal partito e deposto dall&#8217;incarico di segretario della\u00a0municipalit\u00e0 di Chongqing per &#8220;gravi violazioni disciplinari&#8221;. Ad ereditarne lo status di possibile erede del presidente \u00e8 stato <strong>Chen<\/strong> Min&#8217;er, protetto di Xi: la sua promozione,\u00a0cos\u00ec inaspettata e a pochi giorni dal Congresso, da un lato indebolisce la posizione di Hu Chunhua, prot\u00e9g\u00e9 dell&#8217;ex presidente Hu Jintao, dall&#8217;altro appare come una manovra politica ad hoc per permettere a Xi di designare un successore a lui vicino.<\/p>\n<p>Lo scenario pi\u00f9 plausibile, quindi, \u00e8 la designazione di Chen a possibile \u201csuccessore\u201d di Xi, anche se si fa sempre pi\u00f9 spazio l\u2019idea che l&#8217;attuale presidente possa rompere con la tradizione e rimanere in carica per un terzo mandato.<\/p>\n<p><strong>Il destino delle riforme<\/strong><br \/>\nDurante il Congresso, il partito emaner\u00e0 anche un documento che riassuma\u00a0i risultati raggiunti in questi ultimi cinque anni e fissi gli obiettivi del prossimo mandato. Tra i punti su cui si concentrer\u00e0 l&#8217;attenzione, oltre alla\u00a0definizione del rapporto Stato-partito, anche il ruolo del mercato e le eventuali deviazioni dagli obiettivi di crescita (fissati al 6.5% fino al 2020, anno del centenario della fondazione del Partito comunista cinese).<\/p>\n<p>Una crescita ad un ritmo sostenuto presupporrebbe un ulteriore indebitamento pubblico, attualmente impossibile da sostenere: \u00e8 possibile, quindi, che tra le righe del rapporto si leggano\u00a0i presupposti per un rilassamento sugli obiettivi,\u00a0ad esempio per quanto riguarda la\u00a0qualit\u00e0 dello sviluppo economico.<\/p>\n<p>Alcuni osservatori temono per\u00f2 che la politica cinese pecchi di lungimiranza su questo punto, e che la leadership non\u00a0voglia affatto\u00a0abbandonare gli obiettivi di crescita,\u00a0anche a costo di aggirare quelle riforme, pur necessarie\u00a0per l&#8217;economia, che\u00a0possono ostacolarne il raggiungimento.<\/p>\n<p><strong>Xi non \u00e8 il nuovo Mao<\/strong><br \/>\n\u00c8 chiaro che Xi si considera qualcosa di pi\u00f9 che un semplice <em>primus inter pares<\/em>\u00a0nella leadership del partito.\u00a0Ma\u00a0ogni manovra che gli ha permesso, durante il primo mandato, di accentrare il potere nelle sue mani, \u00e8 comunque stata effettuata nell&#8217;ambito delle prassi consolidate, senza mai arrivare ad un vero e proprio punto di rottura. L&#8217;obiettivo di Xi Jinping non \u00e8 lo smantellamento delle istituzioni o un ritorno agli eccessi maoisti, che porterebbero ad un inasprimento delle lotte intestine e minerebbero la legittimit\u00e0 del partito in un momento tanto cruciale per la Cina.<\/p>\n<p>\u00c8\u00a0quindi pi\u00f9 ragionevole aspettarsi, per\u00a0il prossimo mandato, un ulteriore accentramento del potere ai vertici che non comprometta il continuo processo di istituzionalizzazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 18 al 24 ottobre Pechino ospiter\u00e0 il diciannovesimo Congresso nazionale del Partito comunista cinese, evento di massima rilevanza nella vita politica del Paese. 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