{"id":66705,"date":"2017-10-19T19:43:21","date_gmt":"2017-10-19T17:43:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66705"},"modified":"2017-11-03T15:10:36","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:36","slug":"iran-curdi-usa-arabia-saudita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/iran-curdi-usa-arabia-saudita\/","title":{"rendered":"Iran: alla prova curda tra Stati Uniti e Arabia Saudita"},"content":{"rendered":"<p>Il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/iraq-scissione-curdi-prospettiva\/\"><strong>referendum curdo<\/strong><\/a> del 25 settembre ha portato grande scompiglio in una Regione che da anni vive una costante instabilit\u00e0. Le potenze mediorientali sono state spiazzate da questo evento e quella che pi\u00f9 di tutte ha visto i suoi piani messi a rischio \u00e8 probabilmente la Repubblica islamica dell\u2019\u00a0<strong>Iran<\/strong>.<\/p>\n<p>Teheran negli anni \u00e8 riuscita a guadagnarsi una stabile influenza nell&#8217;area attraverso Hezbollah in Libano, forze lealiste siriane, milizie sciite in Iraq e le sue forze <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/iran-generale-soleimani-minacce\/\">Quds<\/a> che guidano la proiezione iraniana nella Regione. I curdi, in particolare gli iracheni del Puk, Unione Patriottica del Kurdistan, non hanno mai rappresentato un pericolo per i progetti di Hassan\u00a0<strong>Rohani;\u00a0<\/strong>anzi, sono spesso stati un partner affidabile attraverso cui poter influenzare la politica irachena. Tutto questo nonostante negli ultimi anni Masoud\u00a0<strong>Barzani<\/strong>\u00a0abbia sempre guardato pi\u00f9 verso la Turchia e gli Usa che verso l\u2019Iran.<\/p>\n<p><strong>Teheran tra influenza e preoccupazione<\/strong><br \/>\nIl referendum ha comportato grandi problematiche per Teheran, che vede con preoccupazione questo risultato per due ragioni principali. La prima \u00e8 la minaccia di contagio che l\u2019idea d\u2019indipendenza pu\u00f2 suscitare nelle regioni curde dell\u2019 Iran, in cui vi \u00e8 il rischio di tornare alla situazione di guerra civile che negli Anni Ottanta devast\u00f2 il\u00a0Nord-Ovest\u00a0iraniano; la seconda riguarda invece la possibile secessione del Kurdistan iracheno da Baghdad, che per Teheran significherebbe perdere una parte della sua influenza sul governo iracheno, oggi garantita dal Puk, e dalle forze sciite del Sud, in particolare le Popular Mobilization Forces.<\/p>\n<p>Ad appesantire questo quadro \u00e8 sopraggiunta l\u2019ostilit\u00e0 dell\u2019Amministrazione <strong>Trump<\/strong>, che pochi giorni fa si \u00e8 rifiutata di certificare il rispetto dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/iran-trump-futuro-accordo-nucleare\/\"><strong>accordo sul nucleare<\/strong><\/a> da parte iraniana e ha inoltre definito il governo di Teheran come il principale sponsor del terrorismo islamico. Allo stesso tempo va analizzata anche la sfida dell\u2019<strong>Arabia Saudita<\/strong>, che sta cercando di estendere la propria influenza in Iraq per frammentare il saldo blocco sciita filo-iraniano<\/p>\n<p><strong>La minaccia indipendentista in Iran<\/strong><br \/>\nA poche ore dai risultati del referendum, una commissione speciale del Parlamento iraniano si \u00e8 riunita per affrontare le conseguenze di questo voto. Alla presenza del ministro degli Esteri, Mohammad Javad <strong>Zarif<\/strong>, dei rappresentanti del Consiglio supremo e delle Guardie rivoluzionarie, l\u2019Assemblea ha votato una risoluzione che non riconosceva il referendum in Kurdistan e condannava ogni minaccia all\u2019integrit\u00e0 territoriale irachena.<\/p>\n<p>Mentre le forze militari iraniane di stanza nel\u00a0Nord-Ovest\u00a0sono state messe in preallarme e l\u2019aviazione iraniana ha formato, insieme a quella irachena, uno spazio aereo controllato sul Kurdistan, numerose manifestazioni sono nate spontaneamente nelle storiche citt\u00e0 curde dell\u2019Iran. La folla ha gridato slogan in memoria di <strong>Qassemlou<\/strong>, storico segretario del partito curdo iraniano assassinato da agenti di Teheran nel 1989 a Vienna, e ha protestato davanti ai palazzi del potere locale.<\/p>\n<p>Memori di ci\u00f2 che accadde durante la guerra civile degli Anni Ottanta, le forze di sicurezza hanno contenuto i manifestanti utilizzando esclusivamente mezzi pacifici. La situazione ha creato apprensione ai piani alti del potere iraniano, preoccupato di vedere anni di negoziati per avvicinare i curdi iraniani andare in fumo in poche ore. La minaccia dopo qualche giorno \u00e8 rientrata, ma Rohani &#8211; e la guida suprema Ali <strong>Khamenei\u00a0<\/strong>&#8211;\u00a0sono consci di doversi muovere attentamente per non aprire una frattura che torni utile ai nemici dell\u2019Iran per colpire la stabilit\u00e0 del Paese.<\/p>\n<p><strong>La minaccia americana e saudita <\/strong><br \/>\nAnche <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/dilemmi-strategici-washington-siria\/\">Washington <\/a>ha visto il plebiscito curdo a favore dell\u2019indipendenza come una minaccia e per qualche giorno Usa e Iran hanno lavorato in modo concorde per cercare di ricucire la situazione. Questa cooperazione \u00e8 stata per\u00f2 spazzata via dai tweet e dalle parole del presidente Trump a proposito dell\u2019accordo sul nucleare.<\/p>\n<p>Il governo di Teheran, proprio alla luce di questi sviluppi, ha ancora di pi\u00f9 irrigidito la propria posizione, non nutrendo alcuna fiducia nei confronti dell\u2019Amministrazione statunitense. Dai ministri di Rohani, inoltre, filtra il sospetto che la decisione di Barzani di indire il referendum sia parte di un piano di Trump per creare scompiglio in un\u2019area in cui gli Usa ultimamente non riescono pi\u00f9 ad essere incisivi come in passato.<\/p>\n<p>In questa situazione diventa centrale il ruolo del primo ministro iracheno Haider <strong>Al-Abadi<\/strong>, che negli ultimi anni ha posto in qualche modo un limite all&#8217;influenza che l\u2019 Iran esercita sul governo di Baghdad. Gli Stati Uniti sono consci del fatto che Teheran non voglia sostenere il risultato del referendum, ma, allo stesso tempo, temono la minaccia indipendentista, che potrebbe scalfire il potere di Al-Abadi e consegnare il Paese nelle mani delle forze pro-iraniane delle Popular Mobilization Forces, ormai diventate protagoniste centrali nel Paese dopo la guerra all\u2019Isis.<\/p>\n<p>Anche l\u2019Arabia Saudita del nuovo principe ereditario\u00a0Mo\u1e25ammad bin\u00a0<strong>Salman<\/strong> si sta muovendo per entrare nella partita a scacchi tra Iran e Stati Uniti,\u00a0a partire da una mossa che nei mesi passati ha sorpreso molti dei possibili osservatori. <strong>Riad<\/strong> ha, infatti, aperto canali di comunicazione con il religioso sciita Moqtada <strong>Al Sadr<\/strong>, che in Iraq resta una figura fondamentale con un enorme peso popolare. L\u2019imam ha anche visitato l\u2019Arabia Saudita e, nonostante non si sappia quale tipo di relazione si sia venuta a creare, questo solo fatto ha creato grande apprensione\u00a0tra i vertici iraniani. A questo punto, Teheran non pu\u00f2 assolutamente rischiare una secessione curda dall\u2019Iraq.<\/p>\n<p>Dopo la mossa saudita i vertici iraniani non possono pi\u00f9 fare affidamento esclusivo sulle citt\u00e0 del sud dell\u2019Iraq per difendere il proprio ruolo nel Paese,\u00a0specialmente\u00a0nell\u2019eventualit\u00e0 che Moqtada al Sadr si avvicini troppo ai sauditi, dividendo gli sciiti iracheni e limitando il peso iraniano in un Paese in cui, fino a pochi mesi prima, l\u2019Iran era quasi egemone.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il referendum curdo del 25 settembre ha portato grande scompiglio in una Regione che da anni vive una costante instabilit\u00e0. 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