{"id":66766,"date":"2017-10-23T22:03:35","date_gmt":"2017-10-23T20:03:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66766"},"modified":"2017-11-03T15:10:34","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:34","slug":"kenya-elezioni-kenyatta-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/kenya-elezioni-kenyatta-crisi\/","title":{"rendered":"Kenya: elezioni, Kenyatta senza rivali, possibile crisi"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;<strong>Elezioni<\/strong> a tutti i costi&#8221;\u00a0<em>versus<\/em>\u00a0&#8220;riforme prima ed elezioni dopo&#8221;. A quattro giorno dal voto che dovrebbe confermare l\u2019attuale presidente del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/africa-diamanti-ricchezza-tanzania\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Kenya<\/strong><\/a>, Uhuru <strong>Kenyatta<\/strong>, a un secondo mandato, il Paese rischia di piombare in una <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/ue-africa-aiuti-sviluppo-scambio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>crisi<\/strong><\/a> politica e costituzionale senza precedenti. &#8220;I toni del dibattito politico sono sempre pi\u00f9 violenti e la maggior parte dei kenioti in questo momento ha paura: tutti sanno che se gioved\u00ec si terranno le elezioni ci saranno delle proteste e dei morti&#8221;, spiega James, un tassista di 60 anni che vive nella citt\u00e0 costiera di Malindi, a <em>Affarinternazionali.it<\/em>. &#8220;Stanno tutti implorando Kenyatta di cambiare il giorno del voto &#8211; continua James -, ma il governo ha detto che le elezioni ci saranno senza s\u00e9 e senza ma&#8221;. Non solo: la settimana scorsa, in una dichiarazione ufficiale, Kenyatta ha dichiarato che &#8220;chiunque cercher\u00e0 di impedire lo svolgimento dello scrutinio e di attaccare gli agenti della commissione elettorale sar\u00e0 punito duramente&#8221;.<\/p>\n<p><strong>La decisione di tornare alle urne e i retroscena<\/strong><br \/>\nIl 26 ottobre, per la seconda volta in tre mesi, i kenioti della Rift Valley, Mombasa, Malindi, Nairobi o Kisumu, dovrebbero recarsi alle urne: il primo settembre, con una decisione senza precedenti nella storia di tutta l\u2019Africa, la Corte Suprema del Paese ha annullato i risultati elettorali dello scrutinio dell\u20198 agosto, che si erano svolti in maniera relativamente pacifica. Secondo quei risultati, che la Corte Suprema ha definito &#8220;invalidi&#8221;, accusando come primo responsabile la stessa Commissione elettorale (Iebc), Kenyatta \u2013 eletto per la prima volta nel 2013 &#8211; aveva infatti ottenuto il 54 per cento dei voti rispetto al 44 per cento di Raila <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/11\/nessuna-immunita-per-kenyatta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Odinga<\/strong><\/a>, suo storico rivale. In un Paese dove fino al 2002 c\u2019\u00e8 stato un presidente, Arap Moi, che ha governato per pi\u00f9 di vent&#8217;anni, la decisione della Corte Suprema era stata vista come la dimostrazione che in Kenya si stava via via consolidando una vera e propria democrazia.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 purtroppo \u00e8 molto pi\u00f9 complicata: il 10 ottobre, Raila Odinga, il principale oppositore del presidente Kenyatta, si \u00e8 ritirato dalla corsa sostenendo che il prossimo scrutinio sar\u00e0 peggio di quello di agosto. \u00abSiamo arrivati alla conclusione che la Commissione elettorale non ha nessuna intenzione di cambiare n\u00e9 il suo personale n\u00e9 il suo modo di agire: in questo modo le &#8216;illegalit\u00e0 e le irregolarit\u00e0&#8217; che hanno portato all&#8217;annullamento del voto dell\u20198 agosto si ripresenteranno tali e quali&#8221;, si legge in un rapporto pubblicato dal suo partito Nasa (Super-alleanza nazionale).<\/p>\n<p><strong>Il ritiro di Odinga e le oscillazioni della Corte Suprema<\/strong><br \/>\nOdinga, che si presentava come candidato alle elezioni presidenziali per la quarta volta, era convinto che, ritirandosi lui dalla campagna, il voto del 26 sarebbe stato annullato. Nella campagna elettorale del 2013, la Corte Suprema aveva infatti dichiarato che se nel caso in cui vi fossero solo due concorrenti e uno dei due si ritirasse, lo scrutinio andava annullato. Questa volta, per\u00f2, la Corte Suprema non ha ribadito tale dichiarazione ed ha anzi autorizzato la partecipazione di altri candidati, nonostante questi non abbiano superato l\u20191 % nelle elezioni di agosto.<\/p>\n<p>Inoltre, la settimana scorsa, il Parlamento ha approvato delle misure \u2013 che devono ancora essere firmate dal presidente \u2013 secondo cui, se uno dei due candidati si ritira, quello restante ha il diritto di essere nominato presidente, indipendentemente dal voto.<\/p>\n<p>Ultimo dato: la Costituzione prevede che, in caso di annullamento di un risultato elettorale, il Paese ha 60 giorni di tempo per ripetere lo scrutinio \u2013 cosa che in questo caso corrisponderebbe al primo novembre -: nel caso in cui gioved\u00ec prossimo non si tenessero le elezioni, il Kenya potrebbe piombare in una crisi costituzionale senza precedenti, oltre che politica.<\/p>\n<p><strong>Uno scrutinio dalla credibilit\u00e0 a priori compromessa<\/strong><br \/>\nDetto questo, gli ultimi avvenimenti hanno messo in discussione duramente la credibilit\u00e0 del prossimo scrutinio: il 18 ottobre, Roselyne Akombe, uno dei commissari della Commissione elettorale, si \u00e8 dimessa ed \u00e8 scappata negli Stati Uniti. &#8220;La Commissione \u00e8 assediata ed \u00e8 diventata parte integrante della crisi&#8221;, ha scritto sul suo account Twitter. Come se non bastasse, il giorno dopo, il capo della Iebc, Wafula Chebukati, ha dichiarato che la Commissione non sar\u00e0 in grado &#8220;di garantire delle elezioni credibili&#8221;.<\/p>\n<p>In un Paese dove ci sono pi\u00f9 di 40 trib\u00f9, il dibattito politico continua ad articolarsi unicamente intorno all\u2019appartenenza tribale. Kenyatta \u00e8 infatti appoggiato dai Kikuyu, che oltre ad essere la sua trib\u00f9 sono i pi\u00f9 numerosi del Paese, dai Kalengeni e dai bianchi. I cosidetti \u2018muzungu&#8217; avrebbero, infatti, paura che Raila Odinga possa confiscare loro le terre o comportarsi come Idi Amin, l\u2019ex presidente dell\u2019Uganda, che nel 1972 espulse tutta la minoranza asiatica dal Paese, dandole un preavviso di 90 giorni.<\/p>\n<p>&#8220;Kenyatta pensa solo ai kikuyu, che si trovano soprattutto al centro del Paese, lasciando tutti noi della costa senza niente&#8221;, spiega James a <em>Affarinternazionali<\/em> lamentandosi della situazione economica in cui versa la regione costiera. &#8220;Odinga invece, che \u00e8 dei Luo, si occuperebbe anche di noi, dei poveri, lotterebbe contro la corruzione e garantirebbe la libert\u00e0 di espressione&#8221;. Nel 2016, secondo <em>Freedom House<\/em>, il governo avrebbe limitato la libert\u00e0 di espressione aumentando gli arresti di giornalisti e blogger e avrebbe accresciuto il potere della polizia. <em>Freedom House<\/em> sostiene infatti che gli attacchi terroristici sarebbero diminuiti anche grazie ad un utilizzo maggiore di metodi violenti da parte della polizia: rispetto al 2015, le vittime della polizia sarebbero aumentate del 7 %.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Elezioni a tutti i costi&#8221;\u00a0versus\u00a0&#8220;riforme prima ed elezioni dopo&#8221;. A quattro giorno dal voto che dovrebbe confermare l\u2019attuale presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta, a un secondo mandato, il Paese rischia di piombare in una crisi politica e costituzionale senza precedenti. &#8220;I toni del dibattito politico sono sempre pi\u00f9 violenti e la maggior parte dei kenioti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":66767,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[505,85,616,617,618],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66766"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=66766"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66766\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":66773,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66766\/revisions\/66773"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/66767"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=66766"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=66766"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=66766"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}