{"id":66784,"date":"2017-10-26T00:48:57","date_gmt":"2017-10-25T22:48:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66784"},"modified":"2017-11-03T15:10:33","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:33","slug":"giappone-abe-vince-leader","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/giappone-abe-vince-leader\/","title":{"rendered":"Giappone: Abe il prammatico vince ed \u00e8 &#8216;leader necessario&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>La scommessa del premier giapponese Shinz\u014d Abe su <strong>elezioni<\/strong> anticipate per la Camera bassa del Parlamento nipponico s&#8217;\u00e8 rivelata vincente. Le urne hanno assegnato alla coalizione guidata dal Partito liberal-democratico (<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/09\/il-sol-levante-volta-pagina-anche-in-politica-estera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Ldp<\/strong><\/a>, nell&#8217;acronimo inglese) una robusta affermazione che rappresenta un mandato per andare avanti con il programma di riforme economiche, attuare una politica estera e di sicurezza all&#8217;insegna della fermezza e abbandonare l\u2019irenismo della <strong>Costituzione<\/strong> post-bellica. Per quest\u2019ultimo compito, l\u2019Ldp, in sodalizio con altre forze revisioniste, pu\u00f2 contare sulla super-maggioranza di due terzi richiesta per le riforme costituzionali.<\/p>\n<p>A dispetto del tifone che ha visitato l\u2019arcipelago durante il voto e la tradizionalmente bassa affluenza ai seggi, la coalizione di governo si e\u2019 assicurata 312 seggi su 465 e ha dunque i numeri per cambiare la Costituzione anche senza appoggio esterno. Il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/giappone-abe-ldp-vittoria-gigante-nani\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Giappone<\/strong><\/a> ha quindi scelto di proseguire nel segno della continuit\u00e0, o meglio, della \u201cdiscontinuit\u00e0 proattiva\u201d di Abe che, dopo la conquista dello storico terzo mandato, diverr\u00e0 il pi\u00f9 longevo primo ministro del suo Paese se rester\u00e0 in carica fino alle Olimpiadi di Tokyo del 2020.<\/p>\n<p><strong>Le qualit\u00e0 di Abe e i limiti del suo successo<\/strong><br \/>\nLa vittoria di <strong>Abe<\/strong> \u00e8 stata definita \u201ctrionfale\u201d da molti osservatori. Effettivamente, non solo l\u2019Ldp &#8211; del quale Abe \u00e8 presidente &#8211; ha mantenuto la sua forza parlamentare, ma ha anche dimostrato la resilienza del patto di fiducia che lo lega alla sua base elettorale. Significativamente, in una nazione in rapido invecchiamento, il consenso per i liberaldemocratici \u00e8 stato transgenerazionale, dato che il 40% dei neo-votanti 18\/19enni ha scelto l\u2019Ldp. Le elezioni erano considerate anche come un referendum sulla figura di Abe, spesso controversa e con zone d\u2019ombra. Molti elettori sembrano per\u00f2 avere seguito il principio per cui un leader non va scelto per la sua palatabilit\u00e0, ma perch\u00e8 se ne riconoscono l\u2019esperienza e capacit\u00e0 di statista e il fattivo pragmatismo politico.<\/p>\n<p>Poco importa se alcuni dei suoi provvedimenti sono di dubbia costituzionalit\u00e0 o se la gestione della sua squadra di governo \u00e8 apertamente machiavellica. Abe \u00e8 colui che ha dimostrato di avere stoffa e intelligenza da leader, precedendo e succedendo a cinque consecutivi premier che sono durati in carica circa un anno ciascuno. Inoltre, agli occhi della maggioranza dei giapponesi, sarebbe stato improvvido cambiare in un momento cos\u00ec critico per la nazione, marcato da riassetti interni e sfide internazionali. In tal senso, il presidente dell\u2019Ldp \u00e8 visto come il \u201cleader necessario\u201d per il Giappone da qui al 2021. In altre parole, gli elettori &#8211; in materia di economia, politica estera e sicurezza &#8211; hanno scelto la \u201clinea Abe\u201d, che gi\u00e0 conoscono e ritengono efficace.<\/p>\n<p><strong>Un&#8217;opposizione debole e frammentata<\/strong><br \/>\nQuesta tornata elettorale ha anche segnato l\u2019esordio del Partito democratico costituzionale (Pdc), guidato da Yukio Edano, l\u2019ex-vicepresidente del disciolto Partito Democratico, che rappresentava la tradizionale opposizione all\u2019Ldp. La nuova formazione, fondata il 2 ottobre, ha ottenuto un buon riscontro ai seggi. piazzando 55 deputati nella Camera bassa e diventando quindi il maggior partito di opposizione. La reputazione di Edano &#8211; che fu il volto eroico dell\u2019allora governo di centrosinistra durante la tragedia di Fukushima nel 2011 &#8211; e l\u2019agenda programmatica del Pdc hanno persuaso numerosi giapponesi convinti della bont\u00e0 della Costituzione pacifista, che ritengono minacciata dal revisionismo di Abe, a sostenere il Pdc nella speranza che possa svilupparsi in una futura alternativa di governo al colosso Ldp.<\/p>\n<p>La combinazione di attenzione alle tematiche sociali e difesa dei principi della carta costituzionale sembra infatti essere la formula politica adatta per costruire una opposizione credibile e rianimare la dialettica democratica nazionale. \u201cQuesto \u00e8 solo l\u2019inizio,\u201d ha promesso Edano parlando ai media. Lo sar\u00e0, posto che il Pdc riesca a trovare la quadra tra pacifismo costituzionale e sicurezza nazionale.<\/p>\n<p><strong>La sconfitta di Koike e del Partito della speranza<\/strong><br \/>\nIl grande sconfitto di queste elezioni \u00e8 il Partito della speranza, fondato a fine settembre dalla garrula governatrice di Tokyo Yuriko Koike, e velocemente passato da compagine di belle speranze a partito con un grande futuro dietro di s\u00e9. Koike, notoriamente di posizioni conservatrici e nazionaliste, aveva deciso di accogliere e candidare molti parlamentari transfughi del Partito Democratico, giubilata forza di centro-sinistra, e proporre agli elettori un\u2019agenda populista molto simile a quella che l\u2019aveva portata a prevalere sull\u2019Ldp nella elezioni governatoriali della capitale giapponese del 2016. L\u2019interesse e le aspettative suscitati dalla nuova <em>ensemble<\/em> ibrida si sono, per\u00f2, presto rivelati effimeri.<\/p>\n<p>Alla vigilia delle elezioni, visti i sondaggi non incoraggianti, Koike ha scelto di non candidarsi. Il suo partito, nonostante schierasse 235 candidati, ha ottenuto solo 49 seggi, 6 in meno del Pcd, che per\u00f2 ha corso solo con 78 candidati. Particolarmente deludente \u00e8 stato l\u2019esito a Tokyo, che si supponeva esserne la roccaforte elettorale: il Partito della Speranza ha vinto solo in un distretto su 25, finendo in terza posizione. Il partito ha pagato la sua incongruenza politica e la percezione, maturata da molti elettori, di trovarsi di fronte a un quasi-Ldp senza troppa sostanza se non quella dell\u2019opportunismo. Ragion per cui o hanno scelto l\u2019originale o hanno votato formazioni alternative. In pi\u00f9, con la maggioranza di due terzi in pugno, ad Abe i voti dei parlamentari di Koike non saranno necessari se non nel caso in cui il Komeito &#8211; il partito buddista col quale l\u2019Ldp \u00e8 in coalizione &#8211; si mostrasse recalcitrante a mettere a disposizione i suoi 29 seggi per riformare la Costituzione.<\/p>\n<p><strong>Le prospettive politiche: catalizzare il successo<\/strong><br \/>\nSul fronte dei partiti minori, vanno notati i magri risultati del Partito Comunista e del Nippon Ishin (Partito dell\u2019Innovazione Giapponese). Entrambi hanno perso terreno e seggi. Il leader del primo, Kazuo Shi, all\u2019indomani del voto ha cercato di galvanizzare i suoi preconizzando un&#8217;alleanza strategica e durevole con il Pdc basata sulla comune opposizione alla riforma della Costituzione. Il suo entusiasmo, tuttavia, non sembra essere ricambiato dai vertici del Pdc.<\/p>\n<p>Quanto al Nippon Ishin, i fasti del 2012, quando il partito si era affermato come seconda forza di opposizione con 54 seggi, sono lontani. Le fazioni interne e l\u2019addio alla politica del carismatico fondatore, l\u2019ex-sindaco di Osaka Toru Hashimoto, ne hanno causato la parabola discendente. La scelta di apparentarsi e coordinare le candidature con il Partito della Speranza nelle ultime elezioni \u00e8 risultata infausta, ma viene difesa dalla dirigenza affermando che l\u2019alleanza ha evitato il collasso elettorale. Il partito si sta ora preparando a salire sul carro della riforma costituzionale di Abe, dove potrebbe trovar posto.<\/p>\n<p>Come sottolineato dal presidente Usa Donald Trump, nella sua telefonata di congratulazioni, il premier ha ricevuto un \u201cforte mandato\u201d dal popolo giapponese. Nondimeno, Abe sa che per consolidare la sua leadership e realizzare la sua visione politica avr\u00e0 bisogno di unire e non dividere. Per questo motivo, all\u2019indomani della vittoria ha dichiarato che intende aprire un dibattito nazionale per agglutinare un consenso il pi\u00f9 ampio possibile sul suo piano di riforme, particolarmente quella costituzionale. Se la sua super-maggioranza gli permette l\u2019ottimismo della volont\u00e0, il pessimismo dell\u2019intelletto &#8211; e l\u2019esperienza di politico di lungo corso &#8211; consigliano di cercare l\u2019accordo dove si pu\u00f2 evitare il conflitto.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Kento Nara\/Geisler-Fotopress\/DPA via ZUMA Press<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scommessa del premier giapponese Shinz\u014d Abe su elezioni anticipate per la Camera bassa del Parlamento nipponico s&#8217;\u00e8 rivelata vincente. 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