{"id":66808,"date":"2017-10-26T20:10:20","date_gmt":"2017-10-26T18:10:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66808"},"modified":"2017-11-03T15:10:32","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:32","slug":"ue-brexit-europa-difesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/ue-brexit-europa-difesa\/","title":{"rendered":"Ue: con la Brexit, s&#8217;accelera verso un&#8217;Europa pi\u00f9 difesa"},"content":{"rendered":"<p>I negoziati sulla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/gb-londra-piu-debole-hard-soft-brexit\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Brexit<\/strong><\/a> sono in stallo mentre l\u2019<strong>Ue<\/strong> cambia passo sulla difesa europea. L\u2019uscita del Regno Unito dall&#8217;Unione facilita il consolidamento di un\u2019Europa della difesa sul Continente, ma si tratta di un equilibrio delicato da gestire su diversi fronti.<\/p>\n<p><strong>L\u2019incertezza dei negoziati e il motore franco-tedesco<br \/>\n<\/strong>I <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/ue-juncker-peprogramma-ambizioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>negoziati<\/strong> <\/a>sulla Brexit proseguono a rilento e senza registrare progressi. La scorsa settimana il Consiglio europeo ha infatti rinviato la decisione sull&#8217;inizio della nuova fase di colloqui con la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/brexit-ue-gb-negoziati-nebbia-manica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Gran Bretagna<\/strong><\/a>, riguardante i futuri rapporti commerciali una volta che Londra sar\u00e0 fuori dall\u2019Ue, a quando saranno compiuti progressi sufficienti sui tre temi all&#8217;ordine del giorno ormai da aprile: diritti dei cittadini Ue residenti nel Regno Unito e dei cittadini britannici residenti nell\u2019Unione, frontiera irlandese-britannica, obblighi finanziari di Londra nei confronti del bilancio comunitario.<\/p>\n<p>A 16 mesi dal referendum sull\u2019uscita dall\u2019Ue e a sette dall\u2019avvio ufficiale dei negoziati, rimane quindi incerto sia \u201cquando\u201d gli stessi negoziati finiranno \u2013 si parla di dilazioni e periodo transitorio \u2013 sia \u201ccome\u201d finiranno, non escludendosi neanche lo scenario di un\u2019assenza di accordo nel momento in cui a marzo 2019 scadranno i tempi fissati dal Trattato di Lisbona. E\u2019 perci\u00f2 molto difficile ragionare sulle future relazioni tra Gran Bretagna e Ue, nonostante il governo di Theresa May gi\u00e0 ora lanci idee su cooperazioni o accordi con Bruxelles in vari campi, incluso quello della sicurezza e difesa.<\/p>\n<p>La prospettiva della Brexit sta per\u00f2 gi\u00e0 avendo una serie di effetti sulla difesa europea, anche a causa dello stallo dei negoziati, dell\u2019incertezza sui loro tempi ed esito. Da un lato, vi \u00e8 un graduale indebolimento \u2013 nella percezione prima che nella realt\u00e0 \u2013 delle cooperazioni bilaterali ed europee che vedono il coinvolgimento di Londra. Il motivo sta anche nella semplice prudenza di vari attori nell&#8217;investire risorse senza avere ad esempio chiarezza su quale sar\u00e0 l\u2019accesso degli equipaggiementi co-prodotti con il governo britannico sul mercato Ue, in termini di dazi doganali, standard da rispettare, giurisdizione legale per le controversie, ecc. Il Regno Unito ha per\u00f2 stipulato una serie di accordi bilaterali, tra cui spicca il Trattato di Lancaster House del 2010 con la Francia, che non sarebbero direttamente compromessi da un\u2019uscita della Gran Bretagna dall&#8217;Unione.<\/p>\n<p>Dall\u2019altro lato, in modo pi\u00f9 evidente, l\u2019incertezza del percorso Brexit ha contribuito al rafforzamento delle cooperazioni bilaterali, regionali ed europee, che non vedono la problematica partecipazione di Londra \u2013 vedasi il rilancio del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/difesa-assi-manica-francia-germania\/\">partenariato franco-tedesco<\/a>\u00a0nel segno del presidente Macron e della cancelliera Merkel.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Ue a 27 cambia passo sulla difesa europea<br \/>\n<\/strong>Soprattutto, l\u2019uscita di fatto della Gran Bretagna dal processo decisionale Ue sui temi sicurezza e <strong>difesa<\/strong> ha permesso l\u2019adozione di decisioni per anni bloccate dal veto inglese, quali: il finanziamento diretto da parte del bilancio Ue di ricerca tecnologica in ambito militare; e il cofinanziamento dello sviluppo e della produzione di equipaggiamenti per le forze armate degli Stati membri; l\u2019istituzione di un quartier generale Ue in grado di pianificare e condurre quelle missioni non di combattimento \u2013 contrasto alla pirateria o al traffico di migranti, addestramento delle forze armate dei Paesi partner \u2013 finora affidate a comandi nazionali; il lancio, entro la fine del 2017, della cooperazione strutturata permanente (<em>Permanent Structured Cooperation \u2013<\/em> Pesco) prevista dal Trattato di Lisbona &#8211; di cui l\u2019Alto Rappresentante Federica Mogherini parler\u00e0 anche in un prossimo <a href=\"http:\/\/www.iai.it\/it\/eventi\/europa-piu-difesa\">evento IAI a Roma<\/a> il 30 ottobre.<\/p>\n<p>Tali passi in avanti verso un\u2019Europa della difesa non sono ovviamente solo il frutto dell\u2019attuazione della Brexit. Le crisi nel vicinato dell\u2019Ue e gli attentati nelle citt\u00e0 europee, il deterioramento dei rapporti con la Russia e la preoccupazione per le mosse della presidenza Trump, l\u2019elezione di Macron e la conferma della Merkel, la spinta politico-istituzionale venuta da Bruxelles con la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/ue-un-anno-strategia-globale-un-punto\/\">EU Global Strategy<\/a> del 2016, sono tutti fattori a favore di una difesa pi\u00f9 europea, di una Europa pi\u00f9 difesa. Tuttavia, \u00e8 probabile che questi non sarebbero stati sufficienti con una Gran Bretagna all&#8217;interno dell&#8217;Ue impegnata sulla tradizionale linea di impedire il consolidamento di un blocco continentale europeo &#8211; linea seguita con successo per circa cinque secoli, contro la Spagna di Carlo V, la Francia rivoluzionaria e bonapartista, la Germania guglielmina e nazista, la Russia zarista e sovietica.<\/p>\n<p><strong>Quale consolidamento per l\u2019Europa della difesa<br \/>\n<\/strong>Proprio il consolidamento e l&#8217;approfondimento attuale del blocco continentale in ambito Ue, anche con la ripresa del motore franco-tedesco e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/03\/difesa-europea-forse-la-volta-buona\/\">l\u2019attuazione della PESCO<\/a>, dovrebbero suscitare alcune riflessioni per essere strategicamente gestiti al meglio. L\u2019aspetto economico rappresenta forse quello pi\u00f9 evidente, poich\u00e9 la Brexit priva l\u2019Ue di una percentuale significativa di Pil, spese militari, bilancio comunitario e, ad esempio del cospicuo contributo d\u2019oltremanica al bilancio di agenzie quali Europol ed Eurojust, nonch\u00e9 a diversi progetti europei nel campo sicurezza e difesa. Ci\u00f2 potrebbe danneggiare l\u2019Unione, costringendola a rinunciare al considerevole apporto economico, militare, industriale, tecnologico e di intelligence della Gran Bretagna.<\/p>\n<p>L\u2019aspetto geopolitico del consolidamento dell\u2019Ue a trazione franco-tedesca in tempi di Brexit \u00e8 forse meno discusso, anche per i fantasmi del passato europeo che in qualche modo rievoca, ma non \u00e8 per questo meno importante. Quale sar\u00e0 infatti la reazione di lungo periodo della Gran Bretagna, quando la sua classe dirigente si sar\u00e0 ripresa dallo sbandamento post-referendum 2016 in cui ancora sembra annaspare? E\u2019 prevedibile un maggiore impegno transatlantico del Regno Unito in materia di sicurezza e difesa, in particolare in ambito Nato, una volta che l\u2019uscita dall&#8217;Unione toglier\u00e0 a Londra la possibilit\u00e0 di giocare contemporaneamente su due tavoli, limitandone in un certo senso i margini di manovra ed il peso strategico.<\/p>\n<p>Malgrado la Brexit sia ancora lungi dall&#8217;attuarsi, questo scenario sembra essere gi\u00e0 avvalorato dalla nomina del britannico Sir Stuart Peach a presidente del Comitato Militare Nato, nonostante altre candidature di alto profilo da stati membri anche dell\u2019Ue \u2013 inclusa l\u2019Italia. Tale designazione \u00e8 infatti configurabile come una riuscita manovra politica di Londra, appoggiata da Washington, che rafforza la guida anglosassone dell\u2019Alleanza Atlantica.<\/p>\n<p>Inoltre, la cooperazione Nato-Ue aveva fatto un passo in avanti importante nel 2016 con la dichiarazione congiunta firmata a Varsavia, ma resta ancora fragile sia per la profonda diffidenza burocratica tra le due organizzazioni, sia per il suddetto contesto geopolitico ai tempi di Trump e della Brexit (oltre che di Erdogan).<\/p>\n<p>Mentre si lavora quindi alla costruzione della difesa europea, con il lancio della Pesco, l\u2019attuazione del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/12\/european-defence-action-plan-un-passo-avanti\/\">Fondo europeo<\/a>\u00a0per la difesa e la completa realizzazione del quartier generale Ue, occorre tenere il giusto equilibrio su due fronti strategici, extra ed intra Ue. Da un lato quello della Brexit, evitando che il negoziato sulla fuoriuscita, giustamente serrato, porti ad un allontanamento e ad un\u2019eventuale opposizione tra Gran Bretagna ed Unione. Dall\u2019altro quello dei Paesi europei con forti partiti &#8211; o addirittura governi \u2013 euroscettici, in particolare nell&#8217;Europa centro-orientale, per tenerli in qualche modo agganciati al processo di integrazione europea sebbene al di fuori del nocciolo duro dell\u2019Europa della difesa. La costruzione della difesa europea \u00e8 faticosamente in corso da decenni, perch\u00e9 si tratta di una questione geopolitica fondamentale per l\u2019Europa, e non si esaurir\u00e0 nei prossimi mesi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I negoziati sulla Brexit sono in stallo mentre l\u2019Ue cambia passo sulla difesa europea. 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