{"id":66812,"date":"2017-10-27T01:04:44","date_gmt":"2017-10-26T23:04:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66812"},"modified":"2017-11-03T15:10:31","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:31","slug":"argentina-urne-kirchner","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/argentina-urne-kirchner\/","title":{"rendered":"Argentina: le urne non rimpiangono Cristina Kirchner"},"content":{"rendered":"<p>In <strong>Argentina<\/strong> si dice che il <strong>peronismo<\/strong> \u00e8 come il tifo per il Boca Juniors: raccoglie il 50% pi\u00f9 uno della popolazione. Ecco perch\u00e9 se nella provincia di <strong>Buenos Aires<\/strong> la figura peronista pi\u00f9 emblematica, l&#8217;ex presidente ed ex \u2018primera dama\u2019 Cristina Fern\u00e1ndez de <strong>Kirchner<\/strong>, arriva seconda nella corsa per il Senato, non \u00e8 esagerato dire che si tratta quasi di una rivoluzione.<\/p>\n<p>La Kirchner torna tra i banchi senatoriali avendo la sua lista ottenuto il secondo miglior risultato; ma quella andata in scena in occasione delle elezioni legislative di medio termine per il rinnovo di met\u00e0 dei deputati e un terzo dei senatori \u00e8 comunque una rivoluzione tripla. \u00a0\u00c8 infatti la prima volta in trent&#8217;anni che la Kirchner non vince un&#8217;elezione. Non solo, ma viene battuta nella provincia della capitale argentina, che \u00e8 stata storicamente una roccaforte del peronismo. E, infine, viene sconfitta dalla destra, della lista <strong>Cambiemos<\/strong> del presidente Mauricio <strong>Macri<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 bene ricordare che, storicamente, in Argentina la destra non ha mai avuto vere opportunit\u00e0 elettorali. Le urne non hanno mai sorriso ai conservatori e ai liberali, tanto che nel passato hanno avuto bisogno di utilizzare i carri armati per arrivare al potere. Questa volta, invece, sembra che la nuova destra di Macri stia facendo breccia tra la popolazione.<\/p>\n<p><strong>Cambiamento epocale o vittoria casuale?<\/strong><br \/>\nAnche l&#8217;Argentina, una nazione talvolta orgogliosa e talvolta imbarazzata delle sue peculiarit\u00e0, sar\u00e0 entrata nell&#8217;onda globale di avanzata delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/02\/america-latina-cresce-la-voglia-destra\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">destre<\/a>? \u00c8 presto per rispondere. Ma, se cos\u00ec fosse, si tratterebbe della vera, grande rivoluzione per il Paese sudamericano. Una virata liberale significherebbe un radicale rovesciamento del ciclo politico ed economico.<\/p>\n<p>Tuttavia, in queste elezioni ha perso il <strong>kirchnerismo.<\/strong> Non il peronismo.<\/p>\n<p>Analizzando i risultati elettorali a Buenos Aires, provincia che concentra quasi il 40% degli elettori, \u00e8 evidente che Cambiemos ha ottenuto una vittoria schiacciante, con il 41,38% dei consensi. Tuttavia, nella capitale argentina il peronismo si \u00e8 presentato diviso, con tre diversi candidati. La Kirchner, seppur azzoppata da ben otto diverse inchieste per corruzione, ha ottenuto il 37,25% dei voti, Sergio Massa l\u201911,32% e Florencio Randazzo il 5,31%. Totale dei tre: 53,88%,<\/p>\n<p>In altre parole, il peronismo conferma il vecchio adagio: raccoglie sempre il 50% pi\u00f9 uno degli argentini. Come il Boca Juniors.<\/p>\n<p><strong>Sconfitti perch\u00e9 divisi<\/strong><br \/>\nAnche in Parlamento i peronisti mantengono la maggioranza, bench\u00e9 divisi in tre tronconi. Alla Camera ci sono 66 kirchneristi, 34 peronisti e 21 massisti, contro solo 107 deputati di Macri. Al Senato gli esponenti di Cambiemos sono 24, contro 22 peronisti e 11 kirchneristi.<\/p>\n<p>Ma bench\u00e9 maggioritario sulla carta, questo peronismo \u00e8 destinato alla sconfitta. I tre candidati rappresentano correnti che si odiano l\u2019un l\u2019altra pi\u00f9 di quanto detestino la destra.<\/p>\n<p>\u00c8 un odio arcaico, sorto all\u2019epoca in cui lo stesso Peron era ancora vivo. Quando l&#8217;etichetta \u201cperonista\u201d serviva a classificare sia l\u2019estrema destra della &#8220;Triple A&#8221; che la sinistra rivoluzionaria del &#8220;Montoneros&#8221;. I peronisti si sono ammazzati a vicenda per decenni. Fino a quando \u00e8 arrivata la dittatura, nel 1976, e ha completato l\u2019opera di sterminio.<\/p>\n<p>L\u2019odio reciproco persiste ancora oggi. Ma queste elezioni legislative segnano la sconfitta del peronismo kirchnerista e l\u2019inizio della battaglia per la conquista della leadership di un peronismo unificato. Una lotta che sar\u00e0 senza spargimenti di sangue, ma politicamente molto dura, il cui esito non \u00e8 affatto certo. E che indebolir\u00e0 ulteriormente lo schieramento peronista.<\/p>\n<p><strong>Macri punta al bis<\/strong><br \/>\n\u00c8 proprio questa divisione tra i peronisti che ha facilitato il trionfo della destra a queste elezioni e che fa di Macri il candidato favorito alle presidenziali del 2019. Oltre che rafforzare il suo mantra riformista. &#8220;L&#8217;Argentina non deve aver paura delle riforme\u201d, \u00e8 stata, non a caso, la prima dichiarazione del presidente argentino dopo la divulgazione dei risultati elettorali.<\/p>\n<p>Riforme liberali, ovviamente, con \u2013 in primis \u2013 controllo della spesa pubblica, privatizzazioni, pi\u00f9 mercato e meno Stato. Anatemi per il peronismo storico. Una rivoluzione per l&#8217;Argentina.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Claudio Santisteban via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Argentina si dice che il peronismo \u00e8 come il tifo per il Boca Juniors: raccoglie il 50% pi\u00f9 uno della popolazione. 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