{"id":66833,"date":"2017-10-30T00:55:32","date_gmt":"2017-10-29T23:55:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66833"},"modified":"2017-11-03T15:10:31","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:31","slug":"difesa-europea-futuro-agenzia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/difesa-europea-futuro-agenzia\/","title":{"rendered":"Difesa europea: nel futuro, verso agenzia spaziale, di dati e cyber"},"content":{"rendered":"<p>La sovranit\u00e0 \u00e8 sempre stata una questione complicata per la <strong>politica di difesa<\/strong> comune dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/difesa-europea-ora-tocca-agli-stati\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Unione europea<\/strong><\/a>. Quando si tratta dell\u2019uso delle forze militari, \u00e8 difficile bypassare le considerazioni degli Stati membri. Non \u00e8 solo un problema legale relativo alle prerogative dei singoli Paesi a fronte di quelle dell\u2019Unione, ma, piuttosto, un problema di controllo democratico: l\u2019uso della forza \u00e8 profondamente radicato nelle prerogative politiche degli stati europei.<\/p>\n<p><strong>Progressi recenti e rischi costanti<\/strong><br \/>\nEmergono due tipi di rischi quando si tenta di trovare un denominatore comune in materia di affari militari in Europa. Il primo, assecondare Paesi, come la Francia, che spingono per un uso della forza ad ampio spettro, che potrebbe essere troppo ambizioso per la maggior parte degli Stati europei. Il secondo, limitare le capacit\u00e0 europee di difesa e l\u2019esposizione al minimo possibile, una strategia che sembra alquanto insoddisfacente dal punto di vista delle capacit\u00e0 operative.<\/p>\n<p>Recenti progressi nella politica di difesa europea includono sia una strategia &#8216;passo dopo passo&#8217;, guidata dall\u2019Alto Rappresentante Federica Mogherini, a partire dalla stesura della Strategia Globale europea fino al Piano d\u2019azione per la difesa europea (Edap), sia un\u2019azione politica pi\u00f9 diretta da parte dei singoli Stati, ad esempio il recente discorso del presidente Emmanuel Macron a favore di una forza di difesa europea autonoma.<\/p>\n<p><strong>Passi avanti importanti<br \/>\n<\/strong>L\u2019istituzione di una capacit\u00e0 militare di pianificazione e condotta (Mpcc) all&#8217;interno dello staff militare dell\u2019Ue illustra questa spinta: la creazione di una piccola cellula che opera come un comando di difesa europeo \u00e8 una \u00a0novit\u00e0 notevole, ma \u00e8 ancora lontana dalla forza di difesa europea autonoma immaginata da Macron.<\/p>\n<p>Il coinvolgimento della Commissione europea in ricerca e sviluppo (R&amp;S) per il settore della difesa rappresenta un ulteriore passo storico, rompendo una barriera che ha finora costretto la Commissione a focalizzarsi tassativamente sul lato civile. Il lancio del Piano d\u2019azione per la difesa \u00e8 il primo segnale dell\u2019emergere di una logica sovranazionale nell&#8217;area della difesa, con la Commissione che ne risulta essere il facilitatore chiave attraverso l\u2019approvazione dei finanziamenti.<\/p>\n<p><strong>I fattori che guidano l&#8217;evoluzione, spazio, cyber, dati<\/strong><br \/>\nDiversi fattori stanno guidando questa evoluzione. La percezione di minacce crescenti provenienti da nord e da sud ha aumentato la consapevolezza di una strategia comune fra gli Stati dell\u2019Ue, un passo chiave per elaborare risposte comuni alle crisi. \u00c8 anche importante sottolineare l\u2019evoluzione delle nuove tecnologie, che sono strategiche e si applicano indifferentemente al settore civile o militare. Tecnologie spaziali, raccolta <strong>dati<\/strong>, trasmissione dati e capacit\u00e0 informatiche rappresentano un gruppo crescente di applicazioni di tecnologie d\u2019informazione che tendono a sovvertire i paradigmi di difesa classici.<\/p>\n<p>Lo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/06\/ue-a-27-ce-spazio-per-il-rilancio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>spazio<\/strong><\/a>, ad esempio, \u00e8 considerato un asset chiave nella difesa per le sue potenzialit\u00e0 nella navigazione, osservazione e trasmissione dati. Per quanto riguarda la navigazione, l\u2019Unione europea ha investito nel sistema Galileo, che include un Servizio pubblico regolamentato (Prs) a disposizione delle organizzazioni di difesa. Nella trasmissione dati, il programma GovSatcom definisce il primo passo di una capacit\u00e0 europea pubblica che \u00e8 anche per gli utenti della difesa.<\/p>\n<p>L\u2019osservazione della Terra \u00e8 sempre stata un\u2019area complessa per la cooperazione militare, soprattutto poich\u00e9 gli Stati europei sono estremamente riluttanti a condividere informazioni. Tuttavia, le applicazione del Copernicus security \u2013 che contribuiscono alla sorveglianza dei confini e all\u2019azione esterna dell\u2019Ue con dati geo-spaziali \u2013 stanno aprendo la strada a un ruolo crescente del Centro satellitare dell\u2019Unione europea (SatCen) con sede a Torrejon, in Spagna.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 anche ricordare il programma Space Surveilance Awareneess (Ssa) sviluppato da SatCen, che accresce le capacit\u00e0 di rilevare oggetti nello spazio, da detriti a satelliti.<\/p>\n<p><strong>Le importanti lezioni del settore spaziale<\/strong><br \/>\nIl settore spaziale fornisce importanti lezioni: quando gli Stati non possono soddisfare i propri bisogni autonomamente, sia in termini di risorse tecnologiche sia di investimenti, sono pi\u00f9 predisposti a rivisitare i concetti di sovranit\u00e0 ed a concedere all\u2019Ue di sviluppare e fornire un insieme comune di tecnologie e servizi. Le necessit\u00e0 crescenti di capacit\u00e0 di trasmissione dati, inclusi sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (Sapr), stanno guidando lo sviluppo di risorse europee, ad esempio di servizi satellitari come GovSatcom. Le necessit\u00e0 di trasmissione dati insegnano anche una lezione molto interessante in termini di propriet\u00e0 e controllo dei dati: non vi \u00e8 un vero problema tecnico con la condivisione delle capacit\u00e0 durante il controllo dei flussi di dati, siccome il problema pu\u00f2 essere risolto con il criptaggio.<\/p>\n<p>Inoltre, sembra essere molto alta l\u2019accettabilit\u00e0 politica d&#8217;una capacit\u00e0 di trasmissione dati europea fornita agli Stati a scopi di difesa: l\u2019Ue potrebbe rendere accessibili le &#8216;pipelines&#8217; virtuali senza andare incontro a veti. La raccolta di dati spaziali \u2013 ovvero, con satelliti spia \u2013 \u00e8 stata finora difficile da condividere in parte a causa di un limitato numero di sistemi europei e in parte perch\u00e9 comporta la necessit\u00e0 di controllare l\u2019individualizzazione di obiettivi d&#8217;informazione. Il problema potrebbe sparire se un numero crescente di sensori fornisse un monitoraggio globale e flussi di dati continui da inviare ai sistemi di difesa degli Stati. Si potrebbe raccomandare, ad esempio, uno sviluppo ambizioso di un sistema Copernicus di sicurezza e di difesa. Le attuali capacit\u00e0 degli Stati sono piuttosto limitate: v&#8217;\u00e8 spazio per un sistema di osservazione europeo capace di fornire pi\u00f9 dati che sarebbero di beneficio a tutti.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;ulteriore opportunit\u00e0 della cyber defence<\/strong><br \/>\nLa &#8216;cyber defence&#8217; rappresenta un\u2019ulteriore opportunit\u00e0 di sviluppare una capacit\u00e0 operazionale europea. L\u2019Ue ha scelto saggiamente di definire una strategia di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/02\/cyberspazio-non-solo-guerra-spioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">cyber<\/a>-security, inclusa la &#8216;cyber defence&#8217;. La recente Edap si dedica al gap di capacit\u00e0 nel dominio della &#8216;cyber defence&#8217; e promuove la formazione . Queste iniziative potrebbero tuttavia essere troppo limitate, considerando il passo dello sviluppo tecnologico e l\u2019attuale impeto politico, che favoriscono un\u2019 azione comune.<\/p>\n<p>La Commissione europea si sta gi\u00e0 occupando del problema della cyber-security attraverso la sua politica dello spazio, come mostrato dal contratto assegnato a Leonardo per la definizione di tecnologie di cyber-security del programma Galileo. La fusione fra raccolta, trasmissione e trattamento di dati, incluso l\u2019uso dell\u2019intelligenza artificiale, si \u00e8 gi\u00e0 verificata e sta sollevando numerose questioni. Ad esempio, il problema della proliferazione di armi cyber vede importanti compagnie di information technology (It) come Microsoft cercare un dialogo con le autorit\u00e0 europee. L\u2019area di capacit\u00e0 dell&#8217;Edap potrebbe essere un\u2019 opportunit\u00e0 per aggiungere ulteriori tecnologie alle capacit\u00e0 di difesa europee.<\/p>\n<p><strong>Calcolare le convergenze politiche e i fattori industriali<\/strong><br \/>\nLa convergenza di sviluppi politici nella difesa potrebbe anche essere un\u2019opportunit\u00e0 per definire ulteriormente un passaggio operazionale attraverso lo sviluppo di capacit\u00e0 autonome e integrate con gli Stati membri al fine d&#8217;incoraggiare il livello di risposta e resilienza. Alcuni stati chiave come Francia, Germania o Italia stanno gi\u00e0 sviluppando organizzazioni di &#8216;cyber defence&#8217;. Vi \u00e8, tuttavia, un rischio di nazionalizzazione dei sistemi di difesa in Europa che, data la sua natura tecnologica, richiederebbe invece uno sforzo comune e globale per affrontare minacce e competizione su una base universale. Il ministro della Difesa francese, Florence Parly, ha di recente escluso la &#8216;cyber defence&#8217; dagli argomenti di potenziale cooperazione europea: in s\u00e9 un segnale preoccupante.<\/p>\n<p>L\u2019industria ha anche bisogno di essere presa in considerazione. Le principali compagnie It hanno sede negli Stati Uniti dove le cosiddette compagnie Gafam \u2013 sigla di Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft \u2013 concentrano un livello impressionante di capacit\u00e0 di raccolta e processione dati. L\u2019Europa non ha compagnie It globali simili, il che \u00e8 sia un problema che un\u2019opportunit\u00e0. Crea la necessit\u00e0 di rimettersi continuamente al passo con gli sviluppi tecnologici senza un reale integratore e solleva diverse questioni in termini di controllo d&#8217;informazione e sovranit\u00e0.<br \/>\nTuttavia, ci\u00f2 rappresenta anche un\u2019opportunit\u00e0 poich\u00e9 nessuno Stato Ue pu\u00f2 affermare una capacit\u00e0 autonoma, lasciando spazio a iniziative europee che, da un lato, sono attese dalle stesse compagnie di It che hanno l\u2019obiettivo di fornire i loro servizi a livello europeo. Anche lo sviluppo di un nuovo paradigma IT di dati per la difesa richiede un\u2019integrazione a livello europeo, piuttosto che sprecare tempo ed energia nell\u2019alzare recinti attorno a tecnologie pervasive e olistiche.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;idea di una \u201cspace, data and cyber defence agency\u201d<\/strong><br \/>\nSpazio, dati e tecnologie cyber e tendenze politiche definiscono aree di opportunit\u00e0 per l\u2019Ue. Dal punto di vista tecnico, si pu\u00f2 dimostrare la fondatezza di un approccio a livello europeo sulla base della natura comune delle tecnologie applicate sia ai domini civili sia alla difesa, del loro carattere pervasivo a livello globale che richiede un approccio transnazionale e della necessit\u00e0 di una massa critica di investimenti, difficile se non impossibile da realizzare al livello dei singoli Stati.<\/p>\n<p>Dal punto di vista politico, si pu\u00f2 ricapitolare la posta \u00a0in gioco focalizzandosi sulla questione strategica della controllo della catena d&#8217;informazione tecnologica . Questo fattore \u00e8 gi\u00e0 stato preso in considerazione dall\u2019Unione, ma potrebbe anche sostenere lo sviluppo di una \u201cspace, data and cyber defence agency\u201d. Sarebbe coerente con il progetto di sviluppare un forza di difesa europea autonoma e di fornire all\u2019Ue non solo uno strumento per affrontare quei problemi strategicamente e operativamente, ma anche un modo di trasformare e progettare i suoi sforzi di difesa oltre i bisogni di domani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sovranit\u00e0 \u00e8 sempre stata una questione complicata per la politica di difesa comune dell\u2019Unione europea. Quando si tratta dell\u2019uso delle forze militari, \u00e8 difficile bypassare le considerazioni degli Stati membri. 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