{"id":66838,"date":"2017-10-30T07:45:36","date_gmt":"2017-10-30T06:45:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66838"},"modified":"2017-11-04T15:29:48","modified_gmt":"2017-11-04T14:29:48","slug":"catalogna-indipendentisti-unionisti-voto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/catalogna-indipendentisti-unionisti-voto\/","title":{"rendered":"Catalogna: unionisti e indipendentisti guardano al voto"},"content":{"rendered":"<p>Venerd\u00ec 27 ottobre pu\u00f2 ben dirsi il giorno in cui si \u00e8 chiusa una fase della questione catalana: il Parlamento di Barcellona ha votato l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/catalogna-indipendenza-assenza-diritto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">indipendenza<\/a> e proclamato la <strong>repubblica<\/strong>. Contestualmente, il governo spagnolo ha posto in essere \u2013 dopo il voto favorevole del Senato \u2013 il controllo diretto sulla Comunit\u00e0 autonoma previsto dall\u2019articolo 155 della Costituzione, sospendendone le prerogative di autogoverno. La protagonista della repressione da parte delle forze di polizia spagnole nel giorno del referendum, la vicepremier Soraya <strong>Saenz de Santamar\u00eda<\/strong>, \u00e8 stata incaricata di svolgere le funzioni del deposto presidente della Generalitat Carles <strong>Puigdemont<\/strong> e di normalizzare la situazione per arrivare a nuove elezioni nella Comunit\u00e0, il 21 dicembre prossimo. Ma ora, mentre gli unionisti catalani scendono in piazza (\u201cEssere catalani \u00e8 un orgoglio, essere spagnoli un onore\u201d e gli indipendentisti proclamano la via nonviolenta all\u2019autonomia, il confronto si sposta nella societ\u00e0, nella vita di tutti i giorni: chi vincer\u00e0?<\/p>\n<p>Per 90 minuti, intanto, la sfida si \u00e8 spostata su un campo di calcio, dove la squadra catalana del Girona \u2013 di cui \u00e8 tifoso Puigdemont \u2013 ha battuto il blasonato Real Madrid che porta le effigie della Corona di Spagna: \u201cUn esempio, un riferimento per molte situazioni\u201d, ha twittato il leader indipendentista.<\/p>\n<p><strong>La sfida della mobilitazione<\/strong><br \/>\n\u00c8 chiaro che l\u2019appello dei principali leader indipendentisti (politico-istituzionali, come Puigdemont e il suo vice Oriol Junqueras, e della societ\u00e0 civile, come i \u2018due Jordi\u2019, Cuixart e S\u00e1nchez, alla guida delle due pi\u00f9 importanti realt\u00e0 indipendentiste della societ\u00e0 civile catalana, Omnium Cultural e Assemblea Nacional Catalana) a reagire pacificamente, con atteggiamenti di resistenza passiva, intende raccogliere la solidariet\u00e0 dei tanti che, pur non essendo favorevoli alla secessione, non tollerano l\u2019uso della polizia e dell\u2019esercito da parte di Madrid.<\/p>\n<p>D\u2019altro lato, c\u2019\u00e8 una parte importante della societ\u00e0 spagnola \u2013 e un pezzo non indifferente della societ\u00e0 catalana, che si riferisce in generale agli ambienti popolari e di Ciutadans, l\u2019equivalente catalano dei liberaldemocratici di Ciudadanos \u2013 che invoca l\u2019intervento anche della forza per ristabilire l\u2019ordine. Queste due opposte fazioni, da qui al 21 dicembre, tenteranno di mobilitare le proprie forze e coinvolgere il pi\u00f9 possibile quella zona mediana, centrale del panorama sociale e culturale catalano, che \u00e8 rimasta nel mezzo, schiacciata dalle ali estreme.<\/p>\n<p>Tuttavia, mentre da Madrid garantiscono che Puigdemont potr\u00e0 partecipare alle consultazioni (se non sar\u00e0 in carcere) e da Barcellona che occorre \u201candare avanti, senza mai rinunciare al voto\u201d, un dato sembra certo: sar\u00e0 difficile tornare allo <em>status quo<\/em>, dopo una mobilitazione indipendentista di questo genere. Un ritorno alla normalit\u00e0 non potr\u00e0 prescindere da una trattativa sullo stato delle autonomie in Spagna, sempre in bilico tra Spagna centralista e Spagna \u201cplurale\u201d.<\/p>\n<figure id=\"attachment_66840\" aria-describedby=\"caption-attachment-66840\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-66840\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/171030catalognaunionisti-300x199.jpeg\" alt=\"unionisti - barcellona\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/171030catalognaunionisti-300x199.jpeg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/171030catalognaunionisti-768x509.jpeg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/171030catalognaunionisti-1024x678.jpeg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/171030catalognaunionisti-125x83.jpeg 125w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-66840\" class=\"wp-caption-text\">La manifestazione degli unionisti a Barcellona (\u00a9 Paco Freire\/SOPA via ZUMA Wire)<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Alle origini della <em>desconneccio\u2019<\/em><\/strong><br \/>\nNel 1978, la Spagna post-franchista si diede un assetto di avanzato regionalismo, con riconoscimento delle nazionalit\u00e0 locali e statuti di autonomia negoziati ognuno bilateralmente col governo centrale. \u00c8 la transizione pattata, che permise alla Spagna di uscire dalla dittatura senza conflitti civili, ma lasciando una porzione importante di memoria non condivisa soprattutto in regioni come la Catalogna, decisamente represse durante il franchismo.<\/p>\n<p>Ha origine in questo passaggio, sebbene rimasto sotto traccia per molti anni, la mobilitazione repubblicana riesplosa in questo periodo in Catalogna. Un leader, Jordi <strong>Pujol<\/strong>, e una formazione, la coalizione <strong><em>Converg\u00e8ncia i Unio\u2019<\/em><\/strong>, per un quarto di secolo sono stati in grado di proporre la Catalogna come il migliore esempio dell\u2019autonomia in Spagna: orgogliosi autonomisti, ma dentro il sistema, capaci di confermarsi la regione pi\u00f9 ricca del Paese e tra le pi\u00f9 sviluppate d\u2019Europa. Poi si \u00e8 tornati a parlare di riforma degli statuti regionali, con l\u2019inedito compromesso tra il blocco moderato catalano (guidato da Artur <strong>Mas<\/strong>, successore di Pujol) e il governo socialista guidato da Jos\u00e9 Luis Rodrigues <strong>Zapatero<\/strong> che spian\u00f2 la strada per il riconoscimento di una serie di tradizionali elementi di rivendicazione autonomistica. Fra questi, il riconoscimento che la Catalogna \u00e8 una \u201cnazione\u201d (nel rispetto di un sentimento diffuso, riferimento inserito nel preambolo del nuovo statuto) e di \u201cdiritti storici\u201d della Catalogna (fino a quel momento riconosciuti implicitamente solo alle regioni di tradizione foralista, la Navarra e i <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/spagna-indipendentismo-basco-velleita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Paesi baschi<\/a>), ancor maggiore autonomia di gestione finanziaria, fiscale e tributaria.<\/p>\n<p>Il piano del nuovo <em>Estatut <\/em>fu approvato dal <em>Parlament <\/em>della Catalogna nel settembre 2005, emendato e ratificato dall\u2019assemblea di Madrid nel maggio 2006 e posto al voto per referendum regionale il mese successivo, quando i 2\/3 dei votanti (presenti alle urne solo con un avente diritto su due) votarono s\u00ec al nuovo testo. L\u2019opposizione dichiarata a questo impianto da parte degli ambienti pi\u00f9 legati all\u2019idea di una Spagna centralista (in particolare del Partito popolare, che raccolse milioni di firme contro il nuovo statuto) lasci\u00f2 sul tavolo la questione politica, mentre con la crisi del debito pubblico e il cambio al governo si riapr\u00ec la partita anche e soprattutto a livello di Tribunale costituzionale.<\/p>\n<p>Qui, la decisione di incostituzionalit\u00e0 pronunciata nel 2010 sugli articoli pi\u00f9 importanti \u2013 dal punto di vista simbolico e amministrativo \u2013 fu il punto di svolta: in un contesto di crescente difficolt\u00e0 e crisi, sia economica che politica (per l\u2019esplodere di scandali di corruzione anche in Catalogna), cominciarono in quell\u2019anno le manifestazioni di massa catalane per il \u201cdiritto a decidere\u201d, che si ripetono periodicamente, in particolare nel giorno della Diada, l\u201911 settembre (che nel martirologo nazionale ricordo la caduta di Barcellona nel 1714 sotto l\u2019attacco delle truppe borboniche, e la perdita dell\u2019autonomia catalana).<\/p>\n<p><strong>Sostanziale parit\u00e0 in vista delle elezioni<\/strong><br \/>\nInizi\u00f2 cos\u00ec la mobilitazione delle organizzazioni della societ\u00e0 civile catalana, mentre la formazione politica <em>Converg\u00e8ncia<\/em> di Mas assumeva posizioni di crescente indipendentismo, avvicinandosi alla formazione da sempre repubblicana e indipendentista Erc (Esquerra Repubblicana de Catalunya), e di fronte al diniego del governo di Madrid di una maggiore autonomia finanziaria sul modello basco. Fu cos\u00ec convocato un primo referendum regionale per trasformare la Catalogna in Stato indipendente, il 9 novembre 2014, bloccato ufficialmente dal Tribunale costituzionale per iniziativa del governo, ma trasformato dalla <em>Generalitat <\/em>in una consultazione \u201cpartecipativa\u201d. Oltre due milioni di votanti \u2013 su un totale di circa quattro milioni e mezzo di aventi diritto \u2013 parteciparono al voto, e di questi l\u201980% vot\u00f2 s\u00ec.<\/p>\n<p>Ecco, dunque, le premesse dell\u2019ultima fase: le successive elezioni, nel 2015, videro cambiare radicalmente il panorama politico, trainato dalla mobilitazione delle organizzazioni civiche indipendentiste. La formazione <strong><em>Junts pel S\u00ec<\/em><\/strong>, che raccoglie gli ex <em>Converg\u00e8ncia<\/em>, Erc e personalit\u00e0 del mondo dello sport e della cultura, ricevette circa il 48% dei consensi e, con l\u2019appoggio della formazione di estrema sinistra Cup, si propose come maggioranza per portare il Paese al referendum sull\u2019indipendenza.<\/p>\n<p>Oggi, secondo i <strong>sondaggi<\/strong>, quella percentuale potrebbe calare del 5%, facendo perdere agli autonomisti la maggioranza nel <em>Parlement<\/em>, in sostanziale parit\u00e0 con i partiti unionisti.<\/p>\n<p>Il resto \u00e8 storia di questi giorni, ma sar\u00e0 una storia ancora lunga.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Jordi Boixareu via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venerd\u00ec 27 ottobre pu\u00f2 ben dirsi il giorno in cui si \u00e8 chiusa una fase della questione catalana: il Parlamento di Barcellona ha votato l\u2019indipendenza e proclamato la repubblica. 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