{"id":66852,"date":"2017-10-30T23:20:32","date_gmt":"2017-10-30T22:20:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66852"},"modified":"2018-02-12T21:46:37","modified_gmt":"2018-02-12T20:46:37","slug":"balcani-occidentali-sfida-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/balcani-occidentali-sfida-democrazia\/","title":{"rendered":"Balcani Occidentali: la sfida della trasformazione democratica"},"content":{"rendered":"<p>La <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/balcani-democrazia-movimenti-sociali\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>democrazia<\/strong><\/a> rappresentava un sogno per i popoli dei <strong>Balcani<\/strong> occidentali (Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Macedonia, Montenegro, Kosovo, Serbia) all&#8217;inizio degli anni Novanta. Dopo cinquant&#8217;anni sotto il sistema comunista, con la caduta del Muro di Berlino il vento di cambiamento che ha scosso tutta l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/balcani-nellue-spirito-trieste\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Europa<\/strong><\/a> orientale \u00e8 finalmente arrivato nei Balcani. Negli ultimi vent&#8217;anni ci sono stati progressi innegabili per l\u2019instaurazione delle istituzioni e dell\u2019economia di mercato, cos\u00ec come delle riforme nel settore della sicurezza, ma molte <a href=\"https:\/\/www.bti-project.org\/en\/reports\/regional-reports\/east-central-and-southeast-europe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">preoccupazioni<\/a> sono state sollevate per quanto riguarda la qualit\u00e0 e la gestione democratica nella regione.<\/p>\n<p>25 anni dopo, si potrebbe parlare di una democrazia formale in atto nella regione. Tuttavia, gran parte della sua sostanza \u00e8 ancora assente, inclusa una vera cultura politica basata sulla fiducia. Sussistono ancora tanti dubbi che la democrazia balcanica sia pi\u00f9 un gioco di potere, che abbia creato un ampio divario tra l\u2019\u00e9lite e i cittadini.<\/p>\n<p><strong>Le democrazie elettorali dei &#8220;regimi ibridi&#8221;<\/strong><br \/>\nInfatti, la maggior parte dei Paesi dei Balcani occidentali rientra nella categoria dei &#8220;regimi ibridi&#8221;, secondo l&#8217;Indice della Democrazia 2016, con i Paesi che si classificano tra le posizioni 80 e 100: sono cio\u00e8 caratterizzati come democrazie elettorali. Se il principio di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/balcani-ue-uniti-diversita-sostenibilita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>elezioni<\/strong> <\/a>libere e democratiche si accetta in tutta la regione, il funzionamento risulta ancora difficile. Le controversie elettorali, le accuse di manipolazione delle elezioni e la dolorosa transizione del potere sono la norma in questi Paesi.<\/p>\n<p>Mentre le manipolazioni del voto non accadono pi\u00f9 nel giorno delle elezioni, un&#8217;altra forma di manipolazione si nota, molto pi\u00f9 strategica. Se raramente coinvolge violazioni visibili della legge, la manipolazione strategica delle elezioni comprende una serie di azioni volte a inclinare il campo elettorale, utilizzando l&#8217;accesso ai media, usando fondi governativi, modificando le regole elettorali, sovra-politicizzando le istituzioni elettorali, oppure usando altri simili strumenti.<\/p>\n<p>Di conseguenza, tra la gente emergono in modo diffuso i sospetti che le elezioni siano diventate \u201cil gioco del matto\u201d; e l&#8217;interesse a partecipare attivamente declina. La partecipazione elettorale in tutta la regione \u00e8 la pi\u00f9 bassa negli ultimi 25 anni (41% in Kosovo, 46% in Albania, 49% in Macedonia, 54% in Bosnia-Erzegovina, 54% in Serbia) con l&#8217;eccezione del Montenegro (73%). Le elezioni non sono pi\u00f9 considerate veicolo per un mandato di cambiamento e di speranza. Basandosi sul &#8220;dilemma del prigioniero&#8221;, i vincitori non godono pi\u00f9 della fiducia degli elettori, ma ricavano vantaggi dalla diffidenza dei votanti nel confronto degli avversari.<\/p>\n<p><strong>Un processo di transizione senza fine<\/strong><br \/>\nPurtroppo, i Balcani occidentali rimangono incastrati in un processo di transizione senza fine. Molti hanno cercato di confrontare e magari anche replicare il successo dell&#8217;allargamento dell&#8217;Europa centrale, creando l\u2019impressione che il successo nel raggiungere l&#8217;adesione all&#8217;Unione europea avrebbe portato una veloce transizione democratica. Per i Balcani occidentali, l&#8217;adesione alle istituzioni euro-atlantiche \u00e8 stato considerato come il principale meccanismo di <strong>sicurezza<\/strong>, stabilit\u00e0 e democrazia in una regione &#8216;travagliata&#8217;.<\/p>\n<p>In verit\u00e0, la democratizzazione rimane una caratteristica fondamentale della &#8220;europeizzazione&#8221;, utilizzando la &#8220;carota&#8221; dell&#8217;adesione per motivare le \u00e9lite ad adottare importanti riforme strutturali.<\/p>\n<p>L\u2019integrazione con l&#8217;Ue rimane un obiettivo strategico in tutti i Paesi della regione, anche se pi\u00f9 volte le \u00e9lite locali favoriscono questo processo per vantaggi politici, senza veramente impegnarsi sui valori liberali e democratici dell&#8217;Unione. L\u2019aumento delle democrazie illiberali in Europa, la polarizzazione politica e il populismo, soprattutto nel\u2019Europa centrale, di certo non aiuta i Balcani occidentali, mandando i messaggi sbagliati.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;obiettivo strategico dell&#8217;adesione all&#8217;Ue e i contraccolpi<\/strong><br \/>\nPurtroppo, la &#8216;fatica all&#8217;allargamento&#8217; dell\u2019Ue sta offrendo &#8216;buoni&#8217; motivi ai leader opportunistici nei Balcani per rallentare il processo di trasformazione, manifestato dalla &#8216;fatica delle riforme&#8217;. Altri ancora accusano l&#8217;Ue di avere sollevato la barra dell&#8217;adesione a livelli molto pi\u00f9 elevati.<\/p>\n<p>Mentre i Paesi dell&#8217;Europa centrale hanno istituzioni politiche ed economiche molto pi\u00f9 avanzate rispetto ai Balcani occidentali, la situazione attuale rispecchia molti problemi che sono anche pi\u00f9 visibili nei Balcani occidentali. La popolazione in Europa \u00e8 scettica e frustrata nei confronti delle \u00e9lite tradizionali, per la loro incapacit\u00e0 di fornire soluzioni ai problemi di accresciuta disuguaglianza, bassa crescita economica, immigrazione. Di conseguenza, l\u2019insoddisfazione verso la politica tradizionale sta aiutando leader opportunistici populisti ad emergere.<\/p>\n<p><strong>Accentuate disuguaglianze e societ\u00e0 stratificate<\/strong><br \/>\nNonostante il successo dell&#8217;Europa centrale nell&#8217;edificazione delle istituzioni e nella crescita economica, la rapida trasformazione della ha prodotto un&#8217;altrettanto rapida stratificazione della societ\u00e0. Nei Balcani occidentali, i redditi pro capite sono solo il 14% della media dell&#8217;Ue. Le accentuate disuguaglianze e la riduzione della classe media sono sfide urgenti nei Balcani occidentali: se non seriamente indirizzate potrebbero lacerare la regione dove la classe politica \u00e8 considerata gravemente corrotta. In questo deprimente quadro economico, l&#8217;insoddisfazione verso la democrazia sta crescendo. L&#8217;aumento del populismo (manifesto nei partiti tradizionali) \u00e8 una conseguenza logica, che apre ampi spazi di manovra per i leader opportunisti e riduce d\u2019altra parte la rilevanza politica dei riformisti.<\/p>\n<p>Il ruolo dell&#8217;Ue \u00e8 decisivo per non permettere un&#8217;ulteriore regressione democratica e consentire la &#8220;stabilocrazia&#8221; nella regione. Purtroppo, l&#8217;Ue non \u00e8 stata abbastanza critica per quanto riguarda la demolizione democratica, privilegiando la stabilit\u00e0\u00a0rispetto\u00a0alla democrazia. La mancanza delle critiche necessarie \u00e8 anche legata alla mancanza d\u2019impegno nel processo di allargamento. Questo non significa che l&#8217;Ue debba abbassare i requisiti di adesione e accettare i Paesi che non rispettano gli standard. Un\u2019importane lezione in questo campo proveniente dall&#8217;Europa centrale \u00e8 che la condizionalit\u00e0 dell\u2019Ue vale prima dell&#8217;adesione.<\/p>\n<p>\u00c8 comune per i Balcani occidentali incolpare tutto il resto del mondo per la loro situazione, non assumendosi mai le loro responsabilit\u00e0 per la mancanza dello stato di diritto nei loro Paesi. \u00a0\u00c8 giunto il momento che le riforme prendano un nuovo approccio. La societ\u00e0 civile deve esigere la democrazia, lo stato di diritto, la seria lotta contro la corruzione. I giovani che aspirano a standard pi\u00f9 elevati di vita devono unirsi in programmi comuni e condivisi sul loro futuro. Purtroppo, per <a href=\"https:\/\/www.theglobalist.com\/european-union-migration-brain-drain-and-the-western-balkans\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">molti<\/a> di loro \u00e8 pi\u00f9 facile lasciare il Paese di provenienza e vivere una vita democratica altrove in Occidente, piuttosto che cercare di cambiare la situazione a casa. \u00c8 qui che l&#8217;Unione europea dovrebbe fare di pi\u00f9 per potenziare i <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/balcani-nellue-tappa-trieste\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">giovani<\/a> e sostenere i liberi mezzi di comunicazione ad esercitare pressioni sui leader per un cambiamento positivo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La democrazia rappresentava un sogno per i popoli dei Balcani occidentali (Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Macedonia, Montenegro, Kosovo, Serbia) all&#8217;inizio degli anni Novanta. 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