{"id":66864,"date":"2017-11-01T08:21:36","date_gmt":"2017-11-01T07:21:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=66864"},"modified":"2017-11-03T15:10:30","modified_gmt":"2017-11-03T14:10:30","slug":"yemen-fronti-spaccano-contro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/yemen-fronti-spaccano-contro\/","title":{"rendered":"Yemen: i fronti si spaccano, rischio &#8216;tutti contro tutti&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>Giorno dopo giorno, il panorama politico dello <strong>Yemen<\/strong> si frammenta. Le alleanze mutano: potrebbe essere l\u2019occasione insperata per un compromesso politico che fermi il grande conflitto tra la coalizione guidata dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/yemen-sud-indipendente-emirati-sauditi-rivali\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Arabia Saudita<\/strong><\/a> e il fronte degli insorti; oppure l\u2019inizio di un confuso &#8216;tutti contro tutti&#8217; dagli imprevedibili esiti militari, nonch\u00e9 regionali. Dopo gli scontri armati, gli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/03\/yemen-due-anni-di-guerra-solo-al-qaeda-vince\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>huthi<\/strong><\/a> e il network di potere dell\u2019ex presidente Ali Abdullah <strong>Saleh<\/strong> si sono impegnati a contenere le violenze, ma i sospetti e le accuse incrociate sono ormai quotidiane.<\/p>\n<p>Ad Aden, il presidente del governo riconosciuto, Abdu Rabu Mansur <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/01\/matrioska-di-conflitti-in-yemen\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Hadi<\/strong><\/a>, \u00e8 sempre pi\u00f9 debole: con un mandato ad interim scaduto nel 2014, Hadi deve fronteggiare l\u2019ascesa degli indipendentisti del sud, tentati dal referendum. Intanto, gli Stati Uniti compiono i primi due bombardamenti contro campi di addestramento del sedicente Stato islamico in Yemen e gli Emirati Arabi Uniti portano avanti, nel sud, la strategia di ricostruzione delle forze di sicurezza yemenite, sempre pi\u00f9 legate, per\u00f2, ad Abu Dhabi.<\/p>\n<p><strong>Gli Huthi vs l&#8217;ex presidente Saleh<br \/>\n<\/strong>Due manifestazioni separate a Sana\u2019a (24 agosto), poi le violenze (tre morti, fra cui un colonnello vicino a Saleh) presso un check-point controllato dagli huthi, ma vicino all\u2019abitazione di uno dei figli dell\u2019ex presidente: dentro la fazione ribelle, lo scontro non \u00e8 pi\u00f9 mascherabile. Ansarullah, il movimento politico degli huthi del nord, accusa gli alleati di trattare segretamente la fine delle ostilit\u00e0 con sauditi ed emiratini.<\/p>\n<p>Saleh, per oltre trent\u2019anni a capo di un regime tra i pi\u00f9 neo-patrimoniali del Medio Oriente, lamenta il rapido arricchimento dei vertici <em>huthi<\/em>, nonch\u00e9 la marginalizzazione dalle cariche del \u201cgoverno parallelo\u201d di Sana\u2019a, sotto la supervisione del comitato rivoluzionario, istituito da Ansarullah all\u2019indomani del golpe e mai sciolto. Inoltre, l\u2019ex presidente teme che gli huthi riducano la sua influenza in seno alle forze militari, suo feudo storico. La Guardia Repubblicana, gi\u00e0 comandata dal figlio Ahmed Ali Saleh e dissolta da Hadi nel 2012, \u00e8 in frantumi, mentre Ansarullah ha monopolizzato le posizioni apicali di brigate ribelli e ministero della difesa. Ora, il personale militare deve seguire, formalmente, l\u2019addestramento religioso degli huthi.<\/p>\n<p><strong>Tentazioni d\u2019indipendenza al Sud<br \/>\n<\/strong>La fazione anti-insorti non \u00e8 mai stata coesa. Nella citt\u00e0 di Aden, dove le istituzioni riconosciute si sono trasferite dopo il golpe del gennaio 2015, le contraddizioni interne stanno per\u00f2 esplodendo. Nel maggio scorso, Aidarous Al-Zubaidi, ex governatore di Aden licenziato da Hadi (ma sostenuto dagli Emirati Arabi), ha formato un Consiglio politico di Transizione (Stc) e poi un governo indipendentista. Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9: in ottobre, Al-Zubaidi ha annunciato sia la costituzione di un\u2019Assemblea nazionale, che l\u2019organizzazione di un referendum per l\u2019indipendenza del sud.<\/p>\n<p>Dunque, \u00e8 altamente probabile che in Yemen si apra un nuovo fronte armato, stavolta tra i pochi \u201cfilo-governativi\u201d che ancora sostengono Hadi (sempre originario del sud, ma della regione di Abyan) e chi vuole un governo autonomo dalle istituzioni centrali.<\/p>\n<p><strong>EAU protagonisti, ruolo sempre pi\u00f9 cruciale<\/strong><br \/>\nIl ruolo degli EAU \u00e8 sempre pi\u00f9 cruciale. Le milizie tribali del sud (le Security Belt Forces, Sbf, di Aden e le Forze di \u00e9lite delle regioni di Hadhramaut e Shabwa), che appoggiano il progetto indipendentista, sono addestrate e armate dalle Forze speciali della Guardia presidenziale emiratina. Le Sbf, tecnicamente sotto il controllo del ministero degli interni yemenita, costrinsero gli huthi a ritirarsi da Aden e adesso sono incaricate della sicurezza nelle aree \u201cliberate\u201d; le seconde, formalmente parte dell\u2019esercito yemenita, sono in prima linea nelle operazioni di contrasto ad Al-Qaeda nella Penisola Arabica (Aqap) organizzate, nel sud, da EAU e forze speciali statunitensi.<\/p>\n<p><strong>Con l&#8217;Arabia Saudita, i nodi al pettine<\/strong><br \/>\nTra Arabia Saudita ed Emirati Arabi, il nodo non potr\u00e0 che venire al pettine: i sauditi sostengono ancora Hadi e il governo centrale, mentre gli emiratini appoggiano Al-Zubaidi e gli indipendentisti (soprattutto i gruppi salafiti in chiave anti-Fratellanza Musulmana). A Taiz, grande citt\u00e0 in bilico tra &#8216;filogovernativi&#8217; e insorti, un tempo confine meridionale dello Yemen del nord, Abu Dhabi si appresta a fare &#8216;scacco matto&#8217; contro i sauditi, addestrando 1500 soldati yemeniti (ad Aden e nella base militare in Eritrea) da dispiegare in citt\u00e0. Una mossa che sbilancerebbe i rapporti di forza definitivamente in favore degli emiratini, costringendo Riad ad abbracciare, nel sud, le posizioni del potente alleato: sono gli EAU a muovere le pedine militari.<\/p>\n<p><strong>Il fatto nuovo dei droni Usa<\/strong><br \/>\nIn ottobre, gli Stati Uniti hanno sferrato i primi due raid contro il sedicente Stato islamico. Teatro delle operazioni \u00e8 la regione centrale di al-Bayda, dove Aqap \u00e8 molto radicata: i <em>qaedisti<\/em> hanno finora egemonizzato la galassia jihadista yemenita. Dall\u2019inizio della presidenza Trump, i bombardamenti contro Aqap\/Is sono un centinaio. Se Washington e Riad si fossero applicati, con la stessa determinazione, a cercare di risolvere politicamente il conflitto in Yemen, i jihadisti non avrebbero margini cos\u00ec ampi per il reclutamento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giorno dopo giorno, il panorama politico dello Yemen si frammenta. Le alleanze mutano: potrebbe essere l\u2019occasione insperata per un compromesso politico che fermi il grande conflitto tra la coalizione guidata dall\u2019Arabia Saudita e il fronte degli insorti; oppure l\u2019inizio di un confuso &#8216;tutti contro tutti&#8217; dagli imprevedibili esiti militari, nonch\u00e9 regionali. 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