{"id":67111,"date":"2017-11-05T10:19:05","date_gmt":"2017-11-05T09:19:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67111"},"modified":"2017-11-09T22:55:01","modified_gmt":"2017-11-09T21:55:01","slug":"somaliland-prova-demcrazia-siccita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/somaliland-prova-demcrazia-siccita\/","title":{"rendered":"Somaliland: alla prova della democrazia, dopo la siccit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>A seguito di un accordo raggiunto tra il presidente Silanyo e i tre partiti in corsa, il 13 novembre 2017 si terranno nel <strong>Somaliland<\/strong> le <strong>elezioni<\/strong> presidenziali. Tra le motivazioni addotte per il ritardo vi \u00e8 la grave <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/01\/cambiamento-climatico-moltiplicatore-di-rischi-ambientali-di-un-ecosistema-fragile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>siccit\u00e0<\/strong><\/a> che da mesi non d\u00e0 tregua alla regione, costringendo un gran numero di persone a trasferirsi in zone diverse da quelle d\u2019origine. Questi spostamenti di massa della popolazione complicano il processo di registrazione dei votanti, gi\u00e0 di per s\u00e9 critico a causa dell\u2019elevato potenziale destabilizzante di un censimento che renderebbe di pubblico dominio le effettive dimensioni numeriche dei diversi clan di appartenenza.<\/p>\n<p>I partner internazionali hanno accolto con preoccupazione la scelta di posticipare le consultazioni, sottolineando come una decisione contraria al parere della Corte Suprema potesse minare la credibilit\u00e0 del processo di <strong>democratizzazione<\/strong> del Paese. L\u2019auspicio di elezioni pacifiche, positive ed inclusive da parte dei rappresentanti europei in visita ad Hargeisa e l\u2019annuncio ufficiale del numero degli aventi diritto al voto da parte della National Electoral Commission (Nec) hanno comunque sancito un progresso definitivo verso la scadenza indicata. A inizio ottobre \u00e8 stata avviata la campagna elettorale che vede confrontarsi i candidati Muse Bihi (del partito del presidente uscente, Kulmiye), Abdirahman Mohamed Abdillahi &#8216;Irro&#8217; (Wadani) e Faisal Al\u00ec Waraabe (Ucid).<\/p>\n<p><strong>Indipendenza e democratizzazione<br \/>\n<\/strong>Il percorso di democratizzazione ha avuto inizio nel 1991 quando, a seguito della revoca dell\u2019Act of Union che l\u2019aveva unito alla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/03\/somalia-in-cerca-di-pace-e-stabilita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Somalia<\/strong><\/a> italiana nel 1960, il Somaliland ha rivendicato la propria indipendenza. Dopo il distacco, la leadership politica del Paese ha concentrato gli sforzi nella realizzazione di una democrazia rappresentativa, tramite un processo di riconciliazione che \u00e8 riuscito a mediare le esigenze dei diversi clan.<\/p>\n<p>La relativa stabilit\u00e0 mantenuta nel corso degli anni \u00e8 stata raggiunta tramite la fusione di forme tradizionali di organizzazione politica e sociale con istituzioni di governo di origine occidentale, con una graduale apertura al sistema partitico e una serie di consultazioni elettorali che hanno condotto all&#8217;adozione di un sistema costituzionale basato su una democrazia multipartitica. Le conferenze tra i leader locali tenutesi nel corso degli Anni Novanta hanno portato ad una sistematizzazione politica del Paese e alla convocazione di un referendum costituzionale nel 2001. La Costituzione ha sancito la sostituzione del precedente sistema di collegi elettorali composti da anziani con l\u2019elezione diretta di presidente, Parlamento e consigli distrettuali.<\/p>\n<p>La storia elettorale della regione \u00e8 passata attraverso elezioni locali (2002 e 2012), parlamentari (2005) e presidenziali (2003 e 2010).\u00a0 Le ultime consultazioni presidenziali avvenute nel 2010 hanno portato all\u2019instaurazione del presidente SIlanyo con il plauso di osservatori locali e internazionali, che si sono dichiarati soddisfatti relativamente al loro svolgimento.<\/p>\n<p>Il Somaliland vanta oggi una propria Costituzione, un Parlamento, un governo e un esercito, a cui si aggiungono simboli di statualit\u00e0 quali bandiera, inno, moneta e la facolt\u00e0 di rilasciare documenti ai propri cittadini. Nonostante siano trascorsi ventisei anni dall&#8217;invocata separazione, la comunit\u00e0 internazionale non sembra intenzionata a riconoscerlo ufficialmente come entit\u00e0 statale, anche a causa del timore di alimentare istanze separatiste in tutto il continente. La tendenza generale \u00e8 quindi quella di limitarsi ad un\u2019accettazione pragmatica e informale della sua esistenza.<\/p>\n<p><strong>Il riconoscimento internazionale e le sfide future<br \/>\n<\/strong>Il mancato riconoscimento della sua indipendenza non ha impedito di instaurare legami culturali e commerciali con diversi Stati e con la stessa comunit\u00e0 internazionale. La Fiera internazionale del Libro di Hargeisa festeggia quest\u2019anno la sua decima edizione, affermandosi come importante punto di incontro interculturale, mentre le relazioni storiche con Etiopia e Gibuti hanno reso il Somaliland un attore rilevante per gli equilibri geopolitici della regione e la recente stipula di un accordo con gli Emirati Arabi Uniti per la costruzione di una base militare sul proprio territorio promette di agire come catalizzatore per la crescita economica del Paese.<\/p>\n<p>La regione riceve consistenti aiuti da parte della propria diaspora ma il suo status incerto dal punto di vista internazionale la configura come ineleggibile per fondi provenienti da Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale: situazione particolarmente critica se si considera la terribile carestia che il Paese sta affrontando a causa della prolungata siccit\u00e0.<\/p>\n<p>Aspetto ricorrente nella narrativa nazionale \u00e8 il confronto con il caos della vicina Somalia. Avvalendosi di ranking internazionali che lo definiscono come \u201cunico stato libero nel Corno d\u2019Africa\u201d, il Somaliland \u00e8 stato pi\u00f9 volte elevato a modello di democrazia per gli stati confinanti. Questa narrazione romanticizzata tende per\u00f2 a relegare in secondo piano le rivendicazioni separatiste interne e la scena politica tuttora permeata da divisioni tribali, dove donne e minoranze restano sotto rappresentate e libert\u00e0 di espressione e stampa sono ancora relative. La fluidit\u00e0 degli appuntamenti elettorali e una disoccupazione giovanile stimata al 75% definiscono il quadro di un Paese che, pur avendo compiuto enormi passi verso un sistema di governo democratico, ha ancora molta strada da fare.<\/p>\n<p>Le elezioni presidenziali di novembre e quelle parlamentari e locali, posticipate ulteriormente al 2019, costituiranno un importante test per la maturit\u00e0 del processo di democratizzazione. Ma la nuova leadership del Somaliland sar\u00e0 chiamata a confrontarsi con sfide interne e internazionali sempre pi\u00f9 pressanti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A seguito di un accordo raggiunto tra il presidente Silanyo e i tre partiti in corsa, il 13 novembre 2017 si terranno nel Somaliland le elezioni presidenziali. 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