{"id":67134,"date":"2017-11-05T08:02:28","date_gmt":"2017-11-05T07:02:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67134"},"modified":"2017-11-09T22:55:54","modified_gmt":"2017-11-09T21:55:54","slug":"italia-strategia-interesse-nazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/italia-strategia-interesse-nazionale\/","title":{"rendered":"Politica estera Italia: Grande Strategia e Interesse Nazionale"},"content":{"rendered":"<p>Affrontare questo tema richiede la risposta ad una serie di quesiti. La madre di questi ha un peso specifico elevato: esiste davvero una <strong>Grande Strategia<\/strong> (Grand Strategy) italiana che non sia, come nella prassi quotidiana, \u00a0adattarsi ad ogni contingenza? Una definizione appropriata potrebbe essere: \u201c <em>La Grande Strategia altro non \u00e8 che l\u2019atteggiamento dello Stato in politica estera e politica<\/em> <em>interna per la salvaguardia dell\u2019\u00a0<strong>Interesse Nazionale\u00a0<\/strong>\u201d. <\/em>Questo per\u00f2 ci porta nuovamente su un terreno scivoloso, in quanto, anche qui, serve una definizione. Si potrebbe dire che &#8220;<em>l\u2019Interesse Nazionale \u00e8 l\u2019insieme<\/em> <em>degli obiettivi e delle ambizioni dello Stato in campo politico, economico, militare, culturale e di<\/em> <em>sicurezza\u201d. <\/em>Ma l\u2019Interesse Nazionale esiste ancora come tale, oppure annaspa in un crogiolo di altri interessi, considerati i numerosi Organismi internazionali di cui facciamo parte?<\/p>\n<p><strong>Due casi emblematici<br \/>\n<\/strong>Un cittadino americano che volesse sapere\u00a0 quali siano la Grande Strategia e l\u2019interesse Nazionale degli Stati Uniti, non avrebbe difficolt\u00e0 a documentarsi. Ogni quattro anni viene redatta una <em>Quadriennial Defense Review<\/em> , l\u2019ultima \u00e8 del 2014, epoca Obama, ma potrebbe benissimo essere stata scritta sotto Trump. I concetti sono riassunti in un <em>paper<\/em> oggetto di studio alla National Defense University (Ndu), dal titolo <em>The Grand Strategy of the United States<\/em>. In soli due paragrafi si snocciolano i modo chiaro pochi concetti che spiegano tutto.<\/p>\n<p>In quello intitolato <em>The Ends<\/em> (finalit\u00e0) <em>of Grand Strategy<\/em>, si afferma che in ogni caso vanno tutelati i principali interessi, ovvero: difendere il proprio territorio; proteggere i cittadini in patria e all&#8217;estero; difendere i valori costituzionali e la forma di governo; salvaguardare l\u2019economia e lo standard di vita. A questo fine, nel paragrafo successivo, <em>The means<\/em> (i mezzi) <em>of Grand Strategy<\/em>, si indica la necessit\u00e0 di forti alleanze e accordi bilaterali; credibile deterrente nucleare; capacit\u00e0 militari idonee a prevalere in caso di conflitto; intelligence in grado di assicurare la percezione della sicurezza a livello globale.<\/p>\n<p>Qualora lo stesso cittadino americano volesse anche mantenersi aggiornato, non avrebbe che da sfogliare la rivista bimestrale <em>The National Interest<\/em>. C\u2019\u00e8 tutto. Al contrario, se un cittadino italiano volesse sapere da fonte ufficiale le medesime cose, decisamente\u00a0 (e senza certezza di risultato) gli si complicherebbe alquanto la vita.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Onu, la Nato e l\u2019Unione europea<br \/>\n<\/strong>La carta delle Nazioni Unite \u00e8 portatrice di principi-interessi universali che per brevit\u00e0 e conoscenza generale evitiamo di elencare. Sappiamo tutti che si tratta di diritti fondamentali collegati alla dignit\u00e0 ed al valore della persona umana. Non v&#8217;\u00e9 nulla di confutabile e non sembrano intravedersi spazi per uno specifico Interesse Nazionale.<\/p>\n<p>La dottrina e la strategia della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/g7-nato-un-drammatico-wake-call\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Nato<\/strong><\/a> sono note; e una versione aggiornata si pu\u00f2 desumere dal comunicato del vertice di Varsavia del 2016, dell\u2019inusitata lunghezza di una trentina di pagine. Lettura senza dubbio interessante, ma poco utile ai fini di una risposta ai nostri quesiti. Infatti, ci accorgiamo subito che, se volessimo perseguire interessi nazionali non convergenti, mancherebbe lo spazio.<\/p>\n<p>L\u2019adesione all\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/07\/ue-una-strategia-per-un-agire-comune\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Unione europea<\/strong><\/a> comporta l\u2019accettazione dell\u2019 &#8216;Acquis&#8217; comunitario. Altri vincoli, nell&#8217;interesse comune di un\u2019 Unione che dovrebbe comprendere l\u2019Interesse Nazionale dei singoli. Ma per il momento non \u00e8 ancora cos\u00ec; e ce ne accorgiamo giorno dopo giorno. Un nostro Interesse Nazionale, con ogni probabilit\u00e0, ci porterebbe a muoverci in direzioni diverse e fuori dalle regole. Regole, si badi bene, che noi stessi abbiamo approvato\u00a0 come piattaforma comune. Fin qui, spazi per specifici interessi nazionali dei singoli non sembrano intravedersi.<\/p>\n<p>Nel 2016, l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/italia-malato-europa-ragioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Italia<\/strong><\/a> ha contribuito in modo sostanziale all&#8217;elaborazione di una <em>European Union Global Strategy (Eugs),<\/em> che \u00e8 stata profondamente attualizzata rispetto a quella pre-esistente. Le prime proposte di attuazione concreta le troviamo nel successivo <em>EU Defence Action Plan<\/em>, dove si delineano acquisti in comune, incremento della capacit\u00e0 di sviluppo industriale e contributi finanziari per la ricerca di settore. In definitiva, le <em>strategic priorities<\/em> riguardano solo aspetti inclusi in un Interesse comune, che, nelle intenzioni, comprende anche quelli nazionale di ciascun Paese membro.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Italia nel nuovo bipolarismo<br \/>\n<\/strong>Possiamo affermare che, poggiando le Organizzazioni internazionali su principi universali (evitiamo, qui, di chiamarli utopie), Grande Strategia ed Interesse Nazionale sono espressioni lecite nella misura in cui non configgono con i principi cui abbiamo fatto cenno. La stessa Costituzione ci autorizza a limitare la nostra sovranit\u00e0 e, settant&#8217;anni dopo, il Libro Bianco 2016 indica un quadro strategico mutevole e detta principi di politica estera, interna e di sicurezza ampiamente consequenziali.<\/p>\n<p>Cos\u00ec attrezzati, in un mondo perfetto saremmo prontissimi a misurarci con chiunque. Se non che perfino l\u2019Occidente, pur solidale nella Dottrina, si divide nella sua applicazione. Ad esempio, per quanto ci riguarda, gi\u00e0 la singolarit\u00e0 del nostro rapporto con la Russia e la posizione sulla Libia tenderebbero ad isolarci in Europa e nella Nato.<\/p>\n<p>Il futuro del mondo, dando per scontato un confronto anche solo economico Stati Uniti e Cina, sar\u00e0 \u201cdiversamente\u201d bipolare e le Grandi Strategie dovranno necessariamente mutare per adattarsi a Interessi Nazionali che gi\u00e0 stanno cambiando. In questo nuovo \u201cgrande gioco&#8221; l\u2019Italia, tutto sommato, \u00e8 fortunata: vaso di coccio tra poteri e volont\u00e0 pi\u00f9 forti, potr\u00e0 esprimersi al meglio continuando a comportarsi come sempre le \u00e8 stato congeniale. Ovvero, dotarsi di una Grande Strategia a doppio binario (uno virtuale e l\u2019altro reale) non in conflitto con i principi universali e nel contempo perseguire un Interesse Nazionale a geometria variabile, mutevole in funzione della convenienza. Scandaloso? Forse s\u00ec, ma non pi\u00f9 di tanto. \u201cCos\u00ec fan tutti\u201d\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Affrontare questo tema richiede la risposta ad una serie di quesiti. La madre di questi ha un peso specifico elevato: esiste davvero una Grande Strategia (Grand Strategy) italiana che non sia, come nella prassi quotidiana, \u00a0adattarsi ad ogni contingenza? 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