{"id":67172,"date":"2017-11-10T07:10:18","date_gmt":"2017-11-10T06:10:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67172"},"modified":"2017-11-13T15:30:54","modified_gmt":"2017-11-13T14:30:54","slug":"privacy-online-iniziativa-ue-dati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/privacy-online-iniziativa-ue-dati\/","title":{"rendered":"Privacy online: iniziativa Ue per la tutela dei dati"},"content":{"rendered":"<p>Dal 1\u00b0 luglio scorso \u00e8 l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/estonia-la-tigre-digitale-alla-guida-dellue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Estonia<\/a> ad aver assunto la presidenza di turno dell\u2019Unione europea, semestre che sin dall\u2019inizio ha visto i temi digitali in cima all\u2019agenda delle priorit\u00e0. Il Paese del nord del Baltico \u00e8 stato infatti il primo a istituire il voto online nel 2005, a realizzare una banca dati per proteggere le informazioni\u00a0dei propri cittadini e a istituire, nel 2014, la <em>e-residency<\/em>, la residenza digitale per cittadini e non, che permette di usufruire dei servizi pubblici estoni.<\/p>\n<p>Nell\u2019agenda del piccolo ma innovativo Paese vi \u00e8 una completa realizzazione del <em>Digital Single Market<\/em>, con una particolare attenzione al tema della <em>privacy<\/em> online.<\/p>\n<p><strong>Economia dei dati e <em>e-privacy<\/em><\/strong><br \/>\nIn una realt\u00e0 sempre pi\u00f9 digitale, in cui gli utenti sembrano tutt\u2019altro che restii a condividere informazioni personali sul web, occorre chiedersi se ai cittadini europei interessi ancora la propria privacy.<\/p>\n<p>Probabilmente, la verit\u00e0 \u00e8 che manca una piena consapevolezza dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/privacy-dati-corte-suprema-usa-ue\/\">utilizzo<\/a> di questi dati una volta che sono stati caricati in rete. Se i contenuti su YouTube, Facebook e Google sono gratis, infatti, \u00e8 perch\u00e9 il vero prodotto siamo noi; sono i nostri dati. L\u2019economia tipicamente si basa su uno scambio di beni e servizi per un corrispettivo (monetario e non), aspetto che per\u00f2 viene a mancare quando si fruisce di contenuti online.<\/p>\n<p>Se queste\u00a0aziende\u00a0sono in grado di offrire le proprie pagine web senza la richiesta di alcun pagamento \u00e8 perch\u00e9 il loro guadagno deriva dall&#8217;acquisizione e vendita dei\u00a0dati degli utenti. Cos\u00ec, se da un lato a nessuno spiace accedere alla Rete gratuitamente, dall\u2019altro l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/difesa-europea-futuro-agenzia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">economia dei dati<\/a> distrugge un paradigma economico classico.<\/p>\n<p>\u00c8 per questi motivi che la Commissione europea, dapprima con il regolamento generale sulla protezione dei dati personali (Gdpr) e poi con la proposta di regolamento <em>sull\u2019e-privacy<\/em>, si pone l\u2019obiettivo di limitare il trattamento dei dati personali dei cittadini all&#8217;interno dell\u2019Unione.<\/p>\n<p><strong>Trattamento dei dati personali offline e online<\/strong><br \/>\nIl crescente dinamismo del settore delle telecomunicazioni ha fatto s\u00ec che la regolamentazione non fosse al passo con i tempi. Nel gennaio del 2012, la Commissione ha proposto un regolamento (per sua natura, di portata generale, obbligatorio in tutti i suoi elementi direttamente applicabile negli Stati Membri) che andasse a colmare il vuoto della precedente direttiva.<\/p>\n<p>Il Gdpr entrer\u00e0 in vigore nel maggio 2018, chiedendo alle aziende e alla pubblica amministrazione di implementare sistemi che vadano a garantire una maggiore sicurezza dei cittadini. Tra le novit\u00e0 introdotte, vi \u00e8 l\u2019espansione dell\u2019ambito di applicazione della legislazione, il\u00a0rafforzamento del concetto di consenso e la presenza di multe salate. Infatti, questa normativa\u00a0si applica ad aziende che, nonostante non operino in Europa, trattano dati di cittadini europei. Essa richiede che il consenso non possa essere preimpostato in format gi\u00e0 compilati ma debba essere esplicito, ed infine pu\u00f2 comportare sanzioni fino al 4% del fatturato per chi non risulti a norma.<\/p>\n<p>In questi mesi l\u2019Europa sta facendo un ulteriore passo in avanti. La proposta di regolamento <em>e-privacy<\/em>, che \u00e8 ancora in fase di discussione a Bruxelles, andr\u00e0 ad affiancare il Gdpr. L&#8217;obiettivo \u00e8 quello di rendere confidenziali i\u00a0contenuti e le informazioni correlate (come ora, luogo e durata) delle comunicazioni private. La proposta le inquadra infatti come specchio di\u00a0idee politiche, orientamento sessuale, caratteristiche mediche, finanziarie, ma anche emozioni e sensazioni degli utenti.<\/p>\n<p>Un punto cruciale \u00e8 l&#8217;inclusione degli operatori cosiddetti\u00a0<em>over-the-top,\u00a0<\/em>quali Google, Yahoo!, Facebook, YouTube, Skype,\u00a0che fino ad oggi sono in grado di ricostruire la sfera personale di un individuo a 360 gradi. Inoltre, l&#8217;articolo 8 della proposta di regolamento mira a modificare l\u2019attuale informativa dei <em>cookie<\/em> sulle pagine web, attualmente poco efficace nella maggior parte degli Stati membri.<\/p>\n<p>Infine, viene proposto di introdurre, a carico degli operatori di telemarketing, l\u2019obbligo di chiamare con un unico prefisso, in modo tale che i singoli consumatori possano decidere o meno di rispondere a telefonate importune, riconoscendo in anticipo il fine\u00a0della chiamata.<\/p>\n<p><strong>I dati geografici liberi di <em>Open Street Map<\/em><\/strong><br \/>\nPer quanto riguarda per esempio la mobilit\u00e0, i giganti come Google non sono gli unici ad offrire il proprio servizio. A partire, quindi, dall&#8217;entrata in vigore del regolamento<em>\u00a0e-privacy<\/em>\u00a0mappe alternative potrebbero avere sempre maggior rilievo.<\/p>\n<p>Sono sempre maggiori, infatti, le iniziative come quella organizzata a Torino, il Mapping Party, organizzato da 5T (societ\u00e0 che realizza servizi innovativi per la mobilit\u00e0) e Ithaca (un centro ricerche del Politecnico di Torino che opera in collaborazione con il <em>World Food Programme<\/em>) che superano la necessit\u00e0 di una regolamentazione dall&#8217;alto sulla privacy. Durante questi incontri sono i cittadini stessi a fornire direttamente ed espressamente informazioni sulle strade che percorrono ogni giorno, sull\u2019accessibilit\u00e0 per i disabili nei bar e nelle stazioni ferroviarie. Enfatizzando la conoscenza locale \u00e8 possibile creare mappe complete e dettagliate, con informazioni pubbliche, che porterebbero, quindi, ad una democratizzazione dei dati.<\/p>\n<p>Una delle sfide della pubblica amministrazione \u00e8 quella di ottenere un vantaggio competitivo dall\u2019ottenimento di mappe che sono lo specchio del mondo dove viviamo, fornite dai primi utenti interessati, per rispondere alle richieste ed esigenze della societ\u00e0.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina\u00a0\u00a9 Wiktor Dabkowski via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 1\u00b0 luglio scorso \u00e8 l\u2019Estonia ad aver assunto la presidenza di turno dell\u2019Unione europea, semestre che sin dall\u2019inizio ha visto i temi digitali in cima all\u2019agenda delle priorit\u00e0. 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