{"id":67220,"date":"2017-11-15T21:53:19","date_gmt":"2017-11-15T20:53:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67220"},"modified":"2017-11-16T19:46:00","modified_gmt":"2017-11-16T18:46:00","slug":"trump-asia-america-opportunita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/trump-asia-america-opportunita\/","title":{"rendered":"Trump in Asia: l&#8217;incoerenza americana \u00e8 un&#8217;opportunit\u00e0 cinese"},"content":{"rendered":"<p>Giunti al termine dei 12 giorni che hanno visto Donald <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/usa-midterm-elezioni-repubblicani\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Trump<\/strong> <\/a>impegnato nel suo viaggio in <strong>Asia<\/strong> \u2013 dove ha visitato Giappone,<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/corea-corsa-arsenali-seul-pyongyang\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong> Corea<\/strong><\/a> del Sud, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/corea-impasse-cina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Cina<\/strong><\/a>, Vietnam e Filippine \u2013, ci\u00f2 che emerge \u00e8 l&#8217;assenza di una strategia americana che si dimostri chiara e coerente negli obiettivi da perseguire nella regione dell\u2019 Asia-Pacifico. L\u2019iniziale tentativo di implementare la nuova visione &#8216;Indo-Pacifica&#8217; promossa dall&#8217;Amministrazione statunitense \u00e8 stato, ancora una volta, indebolito dalla retorica dell\u2019<strong><em>America First<\/em><\/strong> che ha caratterizzato i discorsi di Trump durante gli ultimi impegni diplomatici.<\/p>\n<p><strong>Minaccia nucleare: conferma delle alleanze con Giappone e Corea del Sud<br \/>\n<\/strong>Trump \u00e8 partito alla volta dell\u2019Estremo Oriente per rassicurare i propri alleati e riaffermare l\u2019impegno americano nella regione, compiendo il viaggio pi\u00f9 lungo intrapreso da un presidente americano negli ultimi 25 anni.<\/p>\n<p>Partito il 4 novembre, Trump ha scelto il Giappone come prima tappa, andando a consolidare ulteriormente i rapporti ufficiali e di amicizia personale che ha pi\u00f9 volte dimostrato di avere con il primo ministro Shinzo Abe. Se da un lato Trump non ha ceduto alle richieste di Abe di riaprire i negoziati sul Tpp, i due leader sono apparsi perfettamente in sintonia riguardo alla minaccia nordcoreana, come dimostrato dai nuovi accordi per la vendita di armi in difesa del Giappone e dall&#8217;incontro del presidente americano con le famiglie dei giapponesi rapiti dal regime di Pyongyang (interpretata come azione simbolica per esercitare ulteriore pressione sul leader nordcoreano Kim Jong-un).<\/p>\n<p>Con Washington e Tokyo alleati e aperti a ogni opzione sulla Corea del Nord, a Seul il presidente Moon Jae-in ha invece ribadito la sua forte opposizione all&#8217;opzione militare, in quanto rischierebbe di causare danni devastanti in Corea del Sud. Tuttavia, durante questa seconda tappa, Trump si \u00e8 positivamente distinto dalle sue precedenti posizioni dimostrandosi disponibile a visitare la zona demilitarizzata (visita infine impedita dalla troppa nebbia) e, durante il suo discorso di fronte al Parlamento sudcoreano, a invitare Kim Jong-un a intraprendere la via diplomatica per mettere fine alle insostenibili tensioni raggiunte negli ultimi mesi.<\/p>\n<p><strong>Trump a Pechino: emerge l\u2019incoerenza americana<br \/>\n<\/strong>Se le prime due visite ufficiali hanno presentato un presidente americano capace di adattarsi al copione per fare gli interessi del proprio Paese, \u00e8 con l\u2019arrivo in Cina e l\u2019incontro con il presidente Xi Jinping che Trump ha cominciato a mettere in luce la profonda incoerenza della strategia americana in Asia. Se nei primi due incontri la visione &#8216;Indo-Pacifica&#8217; \u2013 ovvero il tentativo americano di contenere la Cina tramite il rafforzamento dei legami con le democrazie regionali come Australia, Giappone e India (\u201c<em>quad\u201d) <\/em>\u00a0\u2013 sembrava possibile, l\u2019eccessiva e inaspettata deferenza di Trump nei confronti di Xi ha rimesso in discussione la posizione americana.<\/p>\n<p>La tappa cinese ha riservato ai Trump un\u2019accoglienza \u201cplus\u201d, facendo di The Donald il primo leader a cenare nella Citt\u00e0 Proibita a Pechino dal 1949. Gli accordi economici sono stati tuttavia il vero <a href=\"https:\/\/news.cgtn.com\/news\/3d55544d33514464776c6d636a4e6e62684a4856\/share.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u201cmiracolo\u201d<\/a>: Stati Uniti e Cina hanno infatti infranto ogni record con oltre 250 miliardi di dollari in accordi commerciali tra i due Paesi. Tra i pi\u00f9 significativi, quello tra l\u2019americana General Electrics e il cinese Silk Road Fund evidenzia l\u2019interesse americano nel prendere parte agli investimenti nel quadro del progetto Belt and Road Initiative (Bri) promosso da Xi Jinping.<\/p>\n<p>Inoltre, l\u2019annuncio cinese di voler favorire una progressiva apertura del settore finanziario alle compagnie straniere, accompagnato dalla creazione di un fondo da 5 miliardi di dollari tra la China Investment Corporation, primo fondo sovrano cinese, e Goldman Sachs sembra aver fatto breccia nell&#8217;ego di Trump.<\/p>\n<p>Infatti, nonostante alcuni di questi accordi siano stati conclusi prima del vertice e molti altri non siano vincolanti, Trump \u00e8 comunque arrivato a contraddire l\u2019atteggiamento ostile assunto fino a quel momento \u00a0contro la Cina, elogiandola per i successi economici e biasimando le precedenti amministrazioni americane per non essere state in grado di tenere testa alla crescente economia cinese. Come se non bastasse, Trump ha affermato che Stati Uniti e Cina, essendo le due maggiori potenze economiche mondiali, insieme possono risolvere le pi\u00f9 urgenti crisi internazionali, rimettendo cos\u00ec in gioco l\u2019opzione del G2 e minando la credibilit\u00e0 della visione &#8216;Indo-Pacifica&#8217; ancora prima della sua implementazione.<\/p>\n<p><strong><em>America First<\/em><\/strong> <strong>premia la Cina di Xi Jinping<br \/>\n<\/strong>La ormai evidente predilezione di Trump per gli accordi bilaterali \u00e8 emersa ulteriormente ad Hanoi, Vietnam. Durante il Vertice della Cooperazione economica dell\u2019Asia-Pacifico (Apec), il discorso del presidente americano si \u00e8 focalizzato sui deficit economici patiti dagli Stati Uniti negli scambi commerciali con i Paesi asiatici, individuando poi nella nota retorica dell\u2019<em>America First<\/em> la strategia per determinare le future relazioni economiche americane nella regione. Il discorso populista di Trump non ha tuttavia convinto i leader presenti, 11 dei quali si sono immediatamente attivati per ripristinare le trattative legate alla creazione di un\u2019area di libero scambio regionale.<\/p>\n<p>La debolezza della posizione di Trump appare ancora pi\u00f9 evidente quando confrontata con le reazioni positive ricevute da Xi Jinping, il quale ha individuato in una maggiore apertura la chiave per il progresso economico regionale. La mancanza di un progetto valido proposto dagli Stati Uniti sta inevitabilmente spingendo i Paesi asiatici nell&#8217;orbita di una Cina che ha il merito di proporre progetti a lungo-termine come la Belt and Road Initiative, la Free Trade Area of Asia-Pacific, e una partnership tra Cina e Asean che promettono significativi benefici economici per i paesi coinvolti. Inoltre, la decisione di Trump di saltare l\u2019East Asia Summit a Manila, Filippine, non ha fatto altro che evidenziare un\u2019altra occasione persa per affrontare questioni rilevanti come la crisi in Myanmar, le questioni marittime nel Mar Cinese Meridionale e l\u2019inosservanza di diritti umani nella regione, cedendo cos\u00ec una parte fondamentale del soft power americano a una Cina che si dimostra sempre pi\u00f9 presente e coinvolta nelle istituzioni regionali multilaterali.<\/p>\n<p>Donald Trump appare cos\u00ec bloccato in un dilemma tra il realismo geopolitico che necessita di alleanze multilaterali per affrontare la minaccia nordcoreana e l\u2019individualismo economico promosso tramite il concetto di <em>America First<\/em>. La questione adesso \u00e8 vedere se l\u2019amministrazione americana si render\u00e0 conto dell\u2019incompatibilit\u00e0 dei due approcci prima di fare della Cina l\u2019unico partner economico affidabile della regione asiatica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giunti al termine dei 12 giorni che hanno visto Donald Trump impegnato nel suo viaggio in Asia \u2013 dove ha visitato Giappone, Corea del Sud, Cina, Vietnam e Filippine \u2013, ci\u00f2 che emerge \u00e8 l&#8217;assenza di una strategia americana che si dimostri chiara e coerente negli obiettivi da perseguire nella regione dell\u2019 Asia-Pacifico. 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