{"id":67227,"date":"2017-11-16T14:53:24","date_gmt":"2017-11-16T13:53:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67227"},"modified":"2017-11-22T14:15:50","modified_gmt":"2017-11-22T13:15:50","slug":"alitalia-pericoli-incognite-vendita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/alitalia-pericoli-incognite-vendita\/","title":{"rendered":"Alitalia: pericoli e incognite d&#8217;una vendita problematica"},"content":{"rendered":"<p>I commissari di <strong>Alitalia<\/strong> non hanno fornito molte informazioni sulle offerte ricevute in base al bando di gara per la cessione della \u2013 un tempo \u2013 compagnia di bandiera. Dalle notizie di stampa, spesso contraddittorie e imprecise, si \u00e8 saputo che tra le sette offerte ci sono quelle di <strong>Lufthansa<\/strong> e di <strong>EasyJet<\/strong>, offerte che propongono l\u2019acquisto di una parte dell\u2019attivo di Alitalia, quindi nell&#8217;ottica dello \u201c<strong>spezzatino<\/strong>\u201d, escluso fin dall&#8217;inizio del commissariamento.<\/p>\n<p>Conoscendo il mercato del trasporto aereo si pu\u00f2 ipotizzare che EasyJet sia interessata all&#8217;acquisizione di aerei, rotte e slots per aumentare il suo raggio di azione, soprattutto nel mercato italiano, dove la forte presenza di <strong>Ryanair<\/strong> sta subendo un grave colpo dall&#8217;uscita di 700 piloti e l\u2019annullamento massiccio di voli e di rotte.<\/p>\n<p><strong>La logica dello &#8216;spezzatino&#8217; esclusa, ma presente<\/strong><br \/>\nAnche Lufthansa \u00e8 interessata a parte degli assets di Alitalia e a parte del suo personale per sviluppare corto e medio raggio, soprattutto per alimentare i suoi hub di Francoforte e Monaco di Baviera da cui partono i voli LH di lungo raggio che, come sappiano, sono i soli che creano profitto per i <em>legacy carriers<\/em>, cio\u00e8 le vecchie compagnie di bandiera come Alitalia, Air France, Lufthansa e British Airways.<\/p>\n<p>I vettori low-cost, come Ryanair e EasyJet, hanno una storia completamente diversa, basata su un diverso modello di business.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un\u2019altra considerazione da fare. Nel mondo esistono tre grandi gruppi di vettori aerei: Sky Team (di cui fa parte Alitalia), Star Alliance (di cui fa parte Lufthansa) e One World (di cui fa parte British Airways). Se Lufthansa acquistasse l\u2019intera Alitalia, questa dovrebbe uscire da Sky Team per entrare in Star Alliance e questo cambio costerebbe una cifra assai rilevante per le clausole del contratto di associazione a Sky Team. Questa potrebbe essere una delle ragioni per cui Lufthansa non intende acquisire l\u2019intera Alitalia.<\/p>\n<p><strong>La proposta di acquisto del fondo Cerberus e le sue implicazioni<\/strong><br \/>\nLa proposta di acquisto del fondo americano Cerberus \u00e8 arrivata dopo la chiusura della gara, ma \u00e8 apparsa subito interessante ai commissari, che si sono recati negli Stati Uniti per approfondire i termini della proposta di questo fondo, che gestisce assets per oltre 40 miliardi di dollari. Tra l\u2019altro, in passato il fondo Cerberus \u00e8 intervenuto in Air Canada riportandola in attivo. La proposta del fondo americano pare richieda una partecipazione dello Stato italiano e una partecipazione azionaria dei dipendenti.<\/p>\n<p>Come ho scritto ancora <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/alitalia-la-ricetta-precedente-swissair\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">su questo sito<\/a>, Alitalia porta nella sua livrea la bandiera italiana. Non \u00e8 pi\u00f9 la compagnia di bandiera, perch\u00e9 non \u00e8 posseduta dallo Stato, ma il tricolore \u00e8 la bandiera della compagnia, quindi sarebbe del tutto logico che lo Stato mantenesse un interesse minoritario (15\/20%) in Alitalia, come lo Stato francese lo mantiene in Air France e quello tedesco in Lufthansa. \u00a0L\u2019azionariato dei dipendenti dovrebbe favorire il massimo impegno nel lavoro, quindi una maggiore produttivit\u00e0 e il superamento di momenti di crisi col minor numero di giorni di sciopero.<\/p>\n<p>Per Cerberus si ripropone il limite del 49% stabilito dalle norme comunitarie per gli azionisti non-UE, anche se tali norme pongono soprattutto l\u2019accento sull&#8217; \u201ceffective control\u201d, cio\u00e8 su chi gestisce di fatto l\u2019azienda. Una tale norma si basa, forse, sul principio che le compagnie aeree sono un asset strategico per l\u2019Europa. Lo sono certamente le societ\u00e0 che gestiscono il traffico aereo come l\u2019Enav, ma le compagnie aeree non pare abbiano questa caratteristica. Tale limite appare solo una norma protezionistica, che peraltro esiste anche per le compagnie degli Stati Uniti.<\/p>\n<p><strong>Le implicazioni comunitarie delle norme su propriet\u00e0 e controllo<\/strong><br \/>\nTuttavia, lo scorso giugno la Commissione europea pareva intenzionata a presentare al Consiglio Trasporti dei Ventotto, riunitosi a Lussemburgo, un pacchetto di documenti sull&#8217;aviazione civile destinato, tra le altre cose, a fornire orientamenti (o &#8216;linee guida&#8217;) riguardanti l\u2019interpretazione delle norme sulla propriet\u00e0 e il controllo delle compagnie aeree comunitarie. Nessuna decisione \u00e8 stata ancora presa in merito, ma, come prossimo passo, le regole saranno riesaminate e, se necessario, potrebbero essere modificate per adattarle al mercato dell\u2019aviazione civile che si sta evolvendo rapidamente.<\/p>\n<p>Nel caso di un\u2019acquisizione in toto di Alitalia da parte di Cerberus o di un&#8217;altra societ\u00e0 o gruppo, i commissari dovranno esigere un impegno a lungo termine per lo sviluppo della compagnia, con l\u2019impiego di mezzi sufficienti, quindi senza ricorrere a pesanti leverage i cui costi vengono poi addossati alla compagnia compromettendone lo sviluppo. Questo \u00e8 gi\u00e0 avvenuto nella sciagurata privatizzazione nell\u2019anno 2000 di Aeroporti di Roma e in altre privatizzazioni di assets strategici dello Stato come Telecom. L\u2019offerta di Cerberus comprende un investimento di 400\/500 milioni di euro, cifra che appare assai modesta considerati i circa tre miliardi di debiti di Alitalia.<\/p>\n<p><strong>Prospettive e rischi dei prossimi passi<\/strong><br \/>\nInfatti, il pericolo \u00e8 che, senza queste clausole di salvaguardia, chi acquista Alitalia la liquidi in seguito con lo \u201cspezzatino\u201d. E questo potrebbe avvenire proprio nel caso dell\u2019acquisto da parte di un fondo che ha soprattutto scopi speculativi. Sarebbe auspicabile che l\u2019acquisto avvenisse da parte di una grande compagnia che voglia sviluppare il lungo raggio dall&#8217;Italia (che \u00e8 sempre un mercato di 150 milioni di passeggeri\/anno) aumentando il numero delle macchine in Alitalia, perch\u00e9 Alitalia ne ha solo 20 contro le 130 di Lufthansa. Questo era quello che si sperava avvenisse con Etihad.<\/p>\n<p>I termini per la cessione sono stati spostati al 30 aprile 2018 e c\u2019\u00e8 quindi il tempo per una soluzione soddisfacente, soprattutto per i dipendenti di Alitalia che hanno subito le maggiori conseguenze del disonesto progetto Fenice del 2008 e che da allora vivono in un costante stato di incertezza sul loro futuro. I commissari, che hanno svolto finora un eccellente lavoro di riduzione dei costi e di riorganizzazione, abbiano presente questo scenario e i sindacati siano vigili sulla procedura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I commissari di Alitalia non hanno fornito molte informazioni sulle offerte ricevute in base al bando di gara per la cessione della \u2013 un tempo \u2013 compagnia di bandiera. 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