{"id":67232,"date":"2017-11-16T16:25:24","date_gmt":"2017-11-16T15:25:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67232"},"modified":"2017-11-22T14:16:35","modified_gmt":"2017-11-22T13:16:35","slug":"arabia-saudita-prigione-epurati-salman","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/arabia-saudita-prigione-epurati-salman\/","title":{"rendered":"Arabia Saudita: nella prigione dorata degli epurati di Bin Salman"},"content":{"rendered":"<p>Tutto esaurito fino a Natale e forse oltre. Questo si scopre cercando di prenotare una stanza al Ritz Hotel di <strong>Riad<\/strong>, teatro dell\u2019ultima ondata di purghe di lusso orchestrate dal giovane erede al trono saudita <strong>Mohammed Bin Salman<\/strong>, ormai conosciuto nelle cancellerie internazionali con il suo acronimo Mbs.<\/p>\n<p><strong>Mbs si spiana la strada per il trono<\/strong><br \/>\nPresentandolo come un blitz anticorruzione, organizzato da un\u2019apposita commissione la cui formazione \u00e8 stata annunciata poco prima delll\u2019operazione, l\u2019erede al trono ha confinato in questo albergo di lusso decine di principi, ministri e funzionari ai quali sono stati anche confiscati i beni.\u00a0Personaggi che pi\u00f9 che essere corrotti &#8211; o essendolo come molti altri &#8211; sono in primis di intralcio alla sua imminente\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/arabia-saudita-rilancio-conservazione\/\">ascesa al trono<\/a>, che dovrebbe avvenire gi\u00e0 la prossima settimana. In aggiunta, tra gli arrestati ci sono persone che potrebbero essere possibili ostacoli alla realizzazione dei suoi progetti politici, in primis la <strong>Saudi Vision 2030<\/strong>, un piano visionario e ambizioso che, tra le altre cose, prevede di sganciare la petromonarchia dalla dipendenza del greggio. L\u2019obiettivo di fondo di questa Vision \u00e8 quello di rendere l\u2019Arabia Saudita una potenza pi\u00f9 al passo con i tempi, dove i divertimenti non sono pi\u00f9 banditi e le donne iniziano ad acquisire quei diritti che fino ad ora sono stati loro negati (dal guidare la macchina ad andare allo stadio).<\/p>\n<p>Non sorprende quindi trovare nella lista degli arrestati personaggi come <strong>Ibrahim al-Assaf<\/strong> e <strong>Adel Fakieh<\/strong>, uno membro del board di Aramco &#8211; societ\u00e0 petrolifera nazionale che Mbs ha annunciato di voler fare debuttare in borsa &#8211; l\u2019altro parte del suo Consiglio superiore. Entrambi non vedono di buon occhio la messa in quotazione della societ\u00e0, cosa invece benedetta anche dal presidente statunitense <strong>Donald Trump<\/strong>, che su Twitter ha applaudito pi\u00f9 volte questa storica iniziativa.<\/p>\n<p><strong>Sbarazzarsi dei rivali interni<\/strong><br \/>\nVisto l\u2019intesa tra Mbs e Trump, non stupisce neanche trovare il nome di <strong>Al Waleed<\/strong> <strong>Bin Talal<\/strong> nella lista degli arrestati. Oltre a gestire una rete di affari da quasi 20 miliardi di dollari, Bin Talal \u00e8 uno dei pi\u00f9 istrionici membri della famiglia reale. Troppo liberale per il clero wahhabita che storicamente sostiene e legittima la monarchia, ma al contempo troppo schietto in politica estera. Soprattutto nel mostrare, senza peli sulla lingua, la sua opposizione al magnate statunitense, schernito e sfidato via Twitter sin da quando era in corsa per la Casa Bianca.<\/p>\n<p>Altra purga che spiana la strada all\u2019ascesa di Mbs \u00e8 quella di <strong>Mutaib bin Abdallah<\/strong>, uomo vicino all\u2019ex principe ereditario Bin Nayef, potente personaggio a capo del ministero degli Interni. Fino allo scorso luglio, Bin Nayef era l\u2019erede al trono del re Salman. Quattro mesi fa, in quella che appare oggi la prova generale delle ultime purghe collettive a cinque stelle, Bin Nayef \u00e8 stato costretto agli arresti domiciliari in un lussuoso palazzo di La Mecca, da dove ha annunciato di rinunciare al ruolo a lui destinato in favore di suo cugino Mbs.\u00a0Eliminato Bin Nayef e assunta la carica di ministro della Difesa, Mohammed Bin Salman ha voluto mettersi al riparo anche delle smanie dell\u2019unico altro familiare che poteva rubargli la scena, Mutaib. Secondo fonti confidenziali, anche a lui sarebbe stata offerta un\u2019uscita simile a quella di Bin Nayef, ma quando questi si \u00e8 rifiutato, Mbs avrebbe deciso di farlo rientrare nel gruppo dei corrotti purgati.<\/p>\n<p><strong>La sfida lanciata al clero wahhabita<\/strong><br \/>\nPer gli Al-Saud, quelli di oggi sono semplici intrighi di potere che espongono diversi rami della famiglia a forti scontri, simili a quelli, ancora pi\u00f9 violenti, che hanno condotto alla creazione della moderna monarchia nata nel 1932. Non \u00e8 quindi la lotta di potere scatenata all\u2019interno della famiglia l\u2019aspetto pi\u00f9 originale dell\u2019ascesa del 32enne Mbs. Dell\u2019erede al trono sorprende soprattutto la sfida lanciata al clero wahhabita, da sempre la prima fonte di legittimazione del potere degli Al-Saud, non solo internamente, ma anche esternamente, visto che anche grazie al clero i reali sauditi sono divenuti i guardiani dei due luoghi pi\u00f9 sacri all\u2019Islam, La Mecca e Medina.<\/p>\n<p>Nel tentativo &#8211; per nulla originale nella storia del Paese &#8211; di imporre una modernizzazione autoritaria dall\u2019alto, Mbs sta utilizzando un registro nuovo, dirompente rispetto alla tradizionale prassi wahhabita che fa\u00a0perno sul consenso tra <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/arabia-saudita-bin-salman-hybris\/\"><strong>dinastia regnante e clero<\/strong><\/a>. In questa ottica di rottura si spiegano gli arresti di dozzine di religiosi, famosi soprattutto per le loro idee ortodosse e la loro condanna delle riforme ideate da Mbs. Arresti avvenuti proprio alla vigilia degli annunci di quelle altisonanti riforme sociali attese anche in Occidente, ovvero quelle riguardanti i nuovi diritti acquisiti dalle donne.<\/p>\n<p><strong>La nevralgica via della modernizzazione saudita<\/strong><br \/>\nL\u2019annuncio, fatto da Mbs, dell\u2019apertura all\u2019Islam moderato e l\u2019auspicio a tonare a quella religione pre-1979 sono certamente segnali interpretati positivamente dagli osservatori internazionali e da quanti attendono di cogliere da Riad un segnale di apertura da sostenere. I risultati di tutti questi proclami sono per\u00f2 tutt\u2019altro che scontati. E non solo perch\u00e9 le parole devono essere in primis tradotte in fatti, ma anche perch\u00e9 la via della modernizzazione \u00e8 un passaggio nevralgico all\u2019interno del regno che non raccoglie un sostegno univoco.<\/p>\n<p>Oltre a essere l\u2019anno della Rivoluzione iraniana, il &#8217;79 \u00e8 stato l\u2019anno in cui il movimento saudita della Sahwa \u2013 su posizioni ancora pi\u00f9 estreme a quelle dell\u2019Islam wahhabita &#8211; ha organizzato una rivolta contro gli Al-Saud, occupando la moschea di Al-Ahram per criticare il lassismo con cui la monarchia stava trattando con le potenze straniere, permettendo a degli infedeli di calpestare il dar al-Islam (la casa dell\u2019Islam).<\/p>\n<p>Quasi 40 anni dopo, acuti analisti mediorientali temono che questo scenario possa ripetersi qualora il processo di modernizzazione dall\u2019alto non fosse condiviso \u2013 nei contenuti e nelle modalit\u00e0 &#8211; dalla base e dalle diverse anime del Paese, che hanno garantito, fino ad ora, la stabilit\u00e0 del regime.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutto esaurito fino a Natale e forse oltre. 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