{"id":67253,"date":"2017-11-17T23:35:11","date_gmt":"2017-11-17T22:35:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67253"},"modified":"2017-11-20T21:53:26","modified_gmt":"2017-11-20T20:53:26","slug":"cile-presidenziali-dopo-bachelet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/cile-presidenziali-dopo-bachelet\/","title":{"rendered":"Cile: presidenziali, centro-destra favorito per &#8216;dopo Bachelet&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>Il <strong>Cile<\/strong> si reca oggi alle urne per il primo turno delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/02\/america-latina-cresce-la-voglia-destra\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>elezioni<\/strong><\/a> presidenziali e per rinnovare 155 seggi della Camera e 23 del Senato. L&#8217;ex presidente e uomo d\u2019affari Sebasti\u00e1n <strong>Pi\u00f1era<\/strong>, della coalizione di centro-destra Chile Vamos, \u00e8 in vantaggio nei sondaggi con il 45% delle intenzioni di voto, meno di quanto necessario per vincere al primo turno. Non \u00e8 chiaro contro chi si batter\u00e0 in un eventuale ballottaggio, previsto per il 17 dicembre.\u00a0 Questa tornata elettorale \u00e8 la prima in cui la coalizione di centro-sinistra &#8216;<em>Concertaci\u00f3n<\/em>\u00a0de Partidos por la Democracia&#8217;, unitasi per sconfiggere Augusto <strong>Pinochet<\/strong> e che ha governato quasi ininterrottamente dal 1990 ad oggi, si presenta divisa alle urne.<\/p>\n<p><strong>Centro-sinistra diviso e crescita lenta<\/strong><br \/>\nI sondaggi mostrano Alejandro Guillier, candidato della coalizione di governo Nueva Mayor\u00eda, al 23% dei voti, seguito da Beatriz S\u00e1nchez, candidata del Frente Amplio, al 14%. Nonostante faccia parte della coalizione di governo con Nueva Mayor\u00eda, il Partito Democratico Cristiano ha deciso di lanciare una propria candidata, Carolina Goic, che sarebbe solo al 6%. La frammentazione condanna il campo di centro-sinistra alla sconfitta.<\/p>\n<p>Altro motivo per cui Pi\u00f1era \u00e8 il favorito \u00e8 che le elezioni avvengono in momento di forte malcontento tra i cileni, provocato dal rallentamento dell\u2019economia degli ultimi anni. L&#8217;attuale mandato della presidente Michelle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/11\/il-ritorno-della-presidenta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Bachelet<\/strong><\/a> dovrebbe chiudersi con una crescita media annua dell&#8217;1,8%, la pi\u00f9 bassa dalla fine della dittatura militare. Il Cile \u00e8 un Paese abituato ad avere una delle economie pi\u00f9 dinamiche della regione: sotto la presidenza di Pi\u00f1era (2010-2013), era cresciuto in media del 5,3% l\u2019anno, rispetto alla media del 3,3% del precedente mandato presidenziale (2006\u20132009), ancora della Bachelet.<\/p>\n<p><strong>Le critiche alla gestione della Bachelet<\/strong><br \/>\nLa principale accusa che i cileni rivolgono alla loro presidente \u00e8 di essere tornata al Palacio de La Moneda creando molte aspettative con promesse che non \u00e8 stata in grado di mantenere, come una riforma della Costituzione e riforme che rendessero gratuita l\u2019istruzione superiore e migliorassero la previdenza sociale. La presidente non solo non ne ha realizzata neanche una, ma non \u00e8 riuscita neanche a ridurre il livello di disoccupazione, intorno al 6,8%, pur aumentando la spesa pubblica e portando il debito dal 14,9% al 24% del Prodotti interno lordo.<\/p>\n<p>Oltre alla sua base elettorale, la Bachelet ha anche scontentato gli imprenditori e la classe media cilena, con la riforma fiscale del 2014, aumentando l&#8217;aliquota dell&#8217;imposta sul reddito delle societ\u00e0 dal 24% al 27% e rendendo pi\u00f9 complicato il sistema tributario. Un\u2019imposizione fiscale addirittura superiore alla media dei Paesi dell&#8217;Ocse, di cui il Cile \u00e8 l\u2019unico membro sudamericano, che ha portato ad una riduzione del tasso di investimenti nel Paese andino. Una ricerca del Centro per gli Studi pubblici (Cep) di Santiago mostra che solo il 17% dei cileni vede la situazione economica del Paese in modo positivo. Non a caso, fra le principali proposte di Pi\u00f1era vi sono abbassare le tasse e semplificare il sistema fiscale.<\/p>\n<p>Infine, non bastassero i problemi economici, anche gli scandali di corruzione che dal 2015 hanno coinvolto suo figlio Sebasti\u00e1n D\u00e1valos e altri membri della sua famiglia hanno contribuito a minare l\u2019immagine della Bachelet. La presidente lascer\u00e0 La Moneda con un indice di approvazione al 23%, mentre aveva il 52% all\u2019inizio del suo mandato.<\/p>\n<p><strong>Prevale la tendenza al cambiamento<\/strong><br \/>\nLa tendenza naturale, dunque, \u00e8 una rivolta degli elettori e una tendenza al cambiamento politico alla guida del Cile. Anche perch\u00e9 la campagna elettorale del blocco di centro-sinistra \u00e8 stata un mezzo disastro sin dall&#8217;inizio. Il candidato del governo Guillier, oltre ad avere un&#8217;immagine legata all\u2019esecutivo Bachelet &#8211; il che non aiuta affatto nei sondaggi \u2013, ha sempre mostrato poco interesse per la campagna elettorale. Quasi gi\u00e0 prefigurasse la disfatta e non intendesse, quindi, spendere troppe energie. Guillier ha presentato il suo programma elettorale solo la settimana scorsa, mentre Pi\u00f1era lo ha fatto sei mesi fa. E, infine, il candidato di governo \u00e8 francamente desolante, dal punto di vista della carenza di carisma.<\/p>\n<p>I \u00a0sondaggi indicano che, in un ipotetico ballottaggio con Pi\u00f1era, Guillier raccoglierebbe solo il 38%. Un risultato deludente, se si pensa che gli altri candidati di centro-sinistra (sei in tutto) dovrebbero normalmente appoggiarlo. Dovrebbero, ma non \u00e8 affatto sicuro che lo facciano, considerate le divisioni profonde nello schieramento. Cosa che non avverr\u00e0 invece tra i partiti di centro-destra, dove l\u2019altro candidato, Jos\u00e9 Antonio Kast, nostalgico di Pinochet, appogger\u00e0 sicuramente e senza riserve Pi\u00f1era.<\/p>\n<p>Nonostante il\u00a0 risultato prevedibilmente netto delle presidenziali, nessuna coalizione dovrebbe conquistare la maggioranza assoluta alla Camera, indispensabile per governare. Nueva Mayor\u00eda dovrebbe avere tra 60 e 70 deputati, cos\u00ec come Cile Vamos, mentre il numero degli indipendenti potrebbe arrivare a 15. Al Senato, Nueva Mayor\u00eda ha attualmente 12 seggi, che non saranno rinnovati a questa tornata elettorale, mentre Chile Vamos ne ha 8. La governabilit\u00e0 \u00e8 dunque a serio rischio.<\/p>\n<p>Anche in politica, il Cile si conferma il paese pi\u00f9 &#8216;europeo&#8217; del Sud America, dato che il \u00a0livello di astensione previsto per queste elezioni \u00e8 superiore al 50%. Il primo partito cileno \u00e8 quindi quello del &#8216;non voto&#8217;, fatto che dimostra come la crisi di fiducia nelle classi politiche non \u00e8 una peculiarit\u00e0 del Vecchio Mondo, ma investe pure il Nuovo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Cile si reca oggi alle urne per il primo turno delle elezioni presidenziali e per rinnovare 155 seggi della Camera e 23 del Senato. 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