{"id":67258,"date":"2017-11-19T11:21:46","date_gmt":"2017-11-19T10:21:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67258"},"modified":"2018-02-08T18:58:00","modified_gmt":"2018-02-08T17:58:00","slug":"nato-due-nuovi-centri-comando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/nato-due-nuovi-centri-comando\/","title":{"rendered":"Nato: l&#8217;Alleanza s&#8217;adegua, due nuovi centri di comando"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019ultima riunione dei ministri della Difesa dei Paesi della\u00a0<strong>Nato\u00a0<\/strong>ha deciso importanti modifiche della struttura di comando dell&#8217;Alleanza. Introducendo due distinti comandi aggiuntivi, il nuovo assetto migliorer\u00e0 sia la sicurezza delle vie di comunicazione nell&#8217;<strong>Atlantico<\/strong> del Nord che lo spostamento delle forze militari in territorio europeo.<\/p>\n<p><strong>Un adattamento necessario per il fianco orientale e meridionale<br \/>\n<\/strong>L\u2019aggiustamento approvato dalla ministeriale Nato dell&#8217;8 novembre risponde all&#8217;esigenza di adoperare i giusti strumenti per fronteggiare in maniera efficace vecchie e nuove sfide in materia di sicurezza. Alla luce del contesto attuale, come dichiarato dal segretario generale dell&#8217;Alleanza atlantica Jens<strong> Stoltenberg<\/strong>, \u00e8 necessario garantire sia la difesa collettiva dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/newsletter\/difesa-ue-pesco-migranti-dalla-tunisia-cina-africa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Europa<\/strong><\/a> sia la capacit\u00e0 di affrontare crisi tramite operazioni dispiegate in Paesi terzi, nonch\u00e9 trattare anche ambiti come quello cibernetico. Nel concreto, i due centri di comando sul Nord Atlantico e sulla mobilit\u00e0 delle capacit\u00e0 militari in Europa hanno le potenzialit\u00e0 per contribuire allo sviluppo delle operazioni condotte dalla NaTo su entrambi i fianchi, orientale e meridionale, realizzando cos\u00ec un <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/nato-trump-lotta-al-terrorismo\/\">approccio a 360 gradi<\/a> alle sfide alla sicurezza alleata.<\/p>\n<p>L\u2019impegno della Nato \u00e8 attualmente maggiore nella prima area geografica, ovvero ad Est, dal momento che la comprensione della minaccia russa \u00e8 in un certo senso pi\u00f9 semplice rispetto al complesso quadro mediterraneo. Ciononostante, sia per quanto attiene ai rapporti con la Russia che alla situazione attuale dell\u2019Afghanistan, dove \u00e8 presente la missione alleata Resolute Support, l\u2019azione della Nato presenta notevoli margini di miglioramento.<\/p>\n<p>Spostando l\u2019attenzione sull&#8217;area meridionale, \u00e8 ancora frammentato l\u2019approccio adottato dalla Nato in tema di prevenzione e gestione di crisi e conflitti nelle regioni mediorientali e nordafricane e sulle questioni riguardanti la crisi migratoria e il terrorismo di matrice islamica radicale.<\/p>\n<p>In quest\u2019ottica, l\u2019introduzione dei due nuovi comandi aggiuntivi contribuisce a rendere la struttura di comando pi\u00f9 efficace nello spostare capacit\u00e0 militari verso il fianco orientale o quello meridionale, migliorando cos\u00ec le capacit\u00e0 di intervento dell&#8217;Alleanza in entrambi i contesti. Tale innovazione, come sottolineato\u00a0 durante un seminario organizzato dallo IAI nell\u2019ambito del progetto <a href=\"http:\/\/www.iai.it\/it\/ricerche\/defence-and-security-matters-2017\">Defence and Security Matters 2017<\/a>, \u00e8 espressione della necessit\u00e0 di adattare di nuovo le strutture operative della Nato, dopo la trasformazione degli Anni Novanta e 2000 volta soprattutto alle operazioni di gestione delle crisi &#8216;fuori area&#8217;.<\/p>\n<p>Inoltre, l\u2019introduzione delle due strutture di comando \u00e8 in grado di incentivare una migliore comunicazione interna tra gli Stati dell\u2019organizzazione, essenziale per una effettiva strategia di deterrenza. A tale proposito, potenziali sfide provengono non solo dall&#8217;ambiente esterno: ci sono dubbi sull&#8217;affidabilit\u00e0 della Turchia a causa delle sue particolari relazioni con la Russia (e da ultimo in seguito alla decisione di acquistare il sistema missilistico russo S-400). Nonostante queste preoccupazioni non siano infondate, la Nato continua a cercare un\u00a0 rapporto costruttivo con la Turchia, pur di non perdere un alleato dall&#8217;enorme peso strategico.<\/p>\n<p><strong>Coesione politica e investimenti economici<br \/>\n<\/strong>Sebbene l\u2019instaurazione dei due comandi possa avere ripercussioni benefiche per il coordinamento delle attivit\u00e0 tra gli Stati alleati, molto dipender\u00e0 da altri due elementi politico-militari. In primo luogo, una rinnovata incisivit\u00e0 della postura Nanto non pu\u00f2 prescindere dalla coesione alleata nel riconoscimento della minaccia e nell&#8217;armonizzazione degli sforzi. I notevoli passi avanti in tal senso fatti negli ultimi anni, rispetto alle \u201csorprese strategiche\u201d del 2014 con l\u2019intervento russo in Crimea e l\u2019ascesa dell\u2019Isis, il sedicente Stato islamico, non sono ancora completamente soddisfacenti poich\u00e9 il processo decisionale alleato \u00e8 ancora relativamente lungo e complesso.<\/p>\n<p>Analogamente, l\u2019efficacia delle attivit\u00e0 Nato \u00e8 subordinata anche al raggiungimento di determinati obiettivi nel campo degli investimenti economici nella difesa. In tale ambito, oltre all&#8217;entit\u00e0 dei singoli contributi statali, \u00e8 il coordinamento tra le pianificazioni definite su base nazionale dagli Stati membri secondo le priorit\u00e0 Nato che riveste peculiare importanza. Ci\u00f2 \u00e8 testimoniato dal fatto che la consistente spesa per la difesa di alcuni alleati (quali ad esempio Grecia e Turchia) non \u00e8 sempre funzionale agli sviluppi operativi parte degli obiettivi Nato.<\/p>\n<p>I livelli di capacit\u00e0 cui punta l\u2019Alleanza vedono invece un forte contributo da Stati membri che soddisfano le richieste Nato pur spendendo molto meno <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/nato-vertice-verso-roadmap-2\/\">del 2% del Pil in difesa<\/a> \u2013 obiettivo fissato dal Vertice dei capi di stato e di governo alleati nel 2014 -, come nel caso della Germania. Per quanto riguarda l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/difesa-bilancio-italia-rimandata\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Italia<\/strong><\/a>, la ridotta spesa militare rispetto agli obiettivi Nato \u2013 intorno al 1,1% di Pil &#8211; non le ha impedito finora di mettere a disposizione dell\u2019Alleanza significative capacit\u00e0 militari, ma sta mettendo a rischio la possibilit\u00e0 di progredire nello sviluppo dello strumento militare.<\/p>\n<p>Sebbene alcuni Stati si comportino in maniera virtuosa per consentire il perseguimento degli obiettivi Nato, un maggiore allineamento economico degli investimenti genererebbe sensibili progressi in tal senso.<\/p>\n<p><strong>Nato e Ue verso una \u201cSchengen militare\u201d?<br \/>\n<\/strong>Semplificando la gestione e lo spostamento delle capacit\u00e0 militari sul territorio degli Stati membri, in particolare europei, la Nato sembra voler dare vita a una sorta di \u201carea Schengen\u201d militare, effettivamente utile e necessaria per la mobilit\u00e0 e la logistica delle forze armate.<\/p>\n<p>La completa attuazione di questo progetto appare per\u00f2 inficiata dall\u2019assenza di una legislazione adeguata, che pu\u00f2 essere realizzata solo con il coinvolgimento dell\u2019Unione europea. Nonostante sia difficile riuscire ad ottenere una convergenza tra le varie normative e regolamentazioni nazionali a livello Nato, la presenza di uno spazio comune transatlantico potrebbe contribuire a una pi\u00f9 stretta integrazione in materia di difesa, in sinergia con l\u2019esempio europeo fornito dalla Pesco.<\/p>\n<p>I due centri di comando rappresentano, dunque, parte concreta della risposta della Nato alle nuove dinamiche presenti sulla scena internazionale, e un passo in avanti verso un maggiore coordinamento tra le politiche e le scelte degli alleati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ultima riunione dei ministri della Difesa dei Paesi della\u00a0Nato\u00a0ha deciso importanti modifiche della struttura di comando dell&#8217;Alleanza. Introducendo due distinti comandi aggiuntivi, il nuovo assetto migliorer\u00e0 sia la sicurezza delle vie di comunicazione nell&#8217;Atlantico del Nord che lo spostamento delle forze militari in territorio europeo. 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