{"id":67267,"date":"2017-11-20T15:29:33","date_gmt":"2017-11-20T14:29:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67267"},"modified":"2017-11-20T15:35:43","modified_gmt":"2017-11-20T14:35:43","slug":"sicurezzza-alimentare-pomodoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/sicurezzza-alimentare-pomodoro\/","title":{"rendered":"Sicurezza alimentare: Pomodoro, ok solo se regole condivise"},"content":{"rendered":"<p>Gli effetti della decennale stagnazione economica non hanno arrestato il processo di integrazione transnazionale dell\u2019industria<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/ue-made-italy-etichette-francesi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> <strong>agroalimentare<\/strong><\/a>. Il rafforzamento della filiera produttiva e distributiva nell&#8217;Unione europea, tuttavia, ha risentito delle frizioni intergovernative e dell\u2019incerto quadro geopolitico mondiale, in una fase storica segnata da interdipendenze finanziarie e commerciali. Il negoziato sulla\u00a0<em>Brexit<\/em> e la posizione anti-ambientalista del presidente statunitense Donald Trump rischiano d&#8217;impattare sulle dinamiche produttive e commerciali del Mercato unico agricolo europeo, istituito per incoraggiare investimenti e strategie d\u2019intervento condivise. In merito, abbiamo raccolto il parere di Livia <strong>Pomodoro<\/strong>,\u00a0presidente di\u00a0<em>Milano Center for Food Law and Policy.<\/em><\/p>\n<p><strong>Le politiche agro-alimentari richiedono intese sovranazionali<\/strong><br \/>\nFinora, l\u2019efficacia delle politiche agroalimentari, resa possibile dall&#8217;adozione di norme comuni in materia di etichettatura dei prodotti, prevenzione e igiene alimentare, standard qualitativi, ha testimoniato l\u2019importanza di un\u2019intesa sovranazionale. <em>Food Drink Europe<\/em> stima per il 2017 un\u2019espansione del fatturato complessivo intorno ai mille miliardi di euro, mostrando il mercato agroalimentare come primo settore economico in Europa: il <em>report<\/em> dell\u2019Ong considera un progressivo aumento nel numero d&#8217;aziende (289.000 le imprese attualmente attive nei 28 Paesi Ue, incluso il Regno Unito), addetti (pi\u00f9 di 4 milioni di persone) e una crescita nel volume delle esportazioni di prodotti alimentari (circa 102 miliardi di euro).<\/p>\n<p>L\u2019interscambio commerciale tra Paesi <strong>Ue<\/strong> e Regno Unito si attesta intorno ai 18 miliardi di euro e, tra i capitoli negoziali di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/brexit-ue-gb-negoziati-nebbia-manica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Brexit<\/strong><\/a>, l\u2019attenzione sar\u00e0 rivolta alla tutela dei lavoratori europei nelle aziende dell\u2019industria agroalimentare britannica e alla ridefinizione dei futuri piani strategici (<em>Horizon 2020<\/em>) e della copertura finanziaria delle iniziative europee sulla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/lue-dichiara-guerra-allo-spreco-alimentare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>sicurezza<\/strong> agro<strong>alimentare<\/strong><\/a>. La Gran Bretagna \u00e8 un importante <em>player<\/em> nel mercato unico europeo, producendo valore aggiunto per circa 40 miliardi di euro, superata solo dalla Francia.<\/p>\n<p><strong>I casi del glifosato e del Fibronil<\/strong><br \/>\nL\u2019imminente scadenza (il 15 dicembre) dell\u2019autorizzazione per l\u2019impiego in agricoltura del glifosato, in discussione al Parlamento europeo e nelle Istituzioni comunitarie, crea tensioni negli esecutivi nazionali. Il diserbante \u00e8 stato riconosciuto come \u201cprobabilmente cancerogeno\u201d dalla Iarc, l\u2019Agenzia per la ricerca sul cancro dell\u2019Oms, ma viene valutato conforme alle norme sulla sicurezza dei prodotti dall\u2019Autorit\u00e0 europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e dall\u2019Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa).<\/p>\n<p>La posizione di Regno Unito e Olanda, condivisa da nove dei 28 Paesi Ue, a sostegno della proposta avanzata dalla Commissione europea (proroga quinquennale per l\u2019uso dell\u2019erbicida), non \u00e8 prevalsa; contrarie al rinnovo Italia e Francia, neutrale la Germania, astenutasi nell&#8217;ultima votazione.<\/p>\n<p>Lo stallo negli accordi sul trattato commerciale con gli Stati Uniti (Ttip, partenariato trans-atlantico per il commercio e gli investimenti) e le carenze riscontrate nei controlli sui prodotti alimentari, come dimostrato dal recente caso di uova contaminate dall&#8217;insetticida Fibronil, sollevano interrogativi sulla possibilit\u00e0 di coniugare tutela della qualit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 alimentare, presupposti delle politiche promosse dall\u2019Unione europea.<\/p>\n<p><strong>Pomodoro, ci vuole &#8220;promozione condivisa dei processi decisionali\u201c<\/strong><br \/>\nCome garantire il rispetto delle regole nel settore agroalimentare?\u201d, si domanda Livia Pomodoro, presidente di <em>Milano Center for Food Law and Policy. <\/em>\u201cE\u2019 possibile solo attraverso un intervento normativo, si auspica nato da una condivisione di princ\u00ecpi, attuato da tutti coloro che hanno il dovere di occuparsi di tali problematiche, a tutti i livelli, dai Parlamenti nazionali fino alle istituzioni europee, attraverso la promozione condivisa dei processi decisionali\u201d.<\/p>\n<p>Negli Stati Uniti, la pressione esercitata dalle <em>corporations<\/em> dell\u2019agri-business sugli enti amministrativi, ha consentito di sfruttare oltremodo le risorse idriche disponibili e di impiegare in modo massiccio pesticidi nelle colture: tra questi il glifosato, l\u2019alternativa pi\u00f9 economica sul mercato, aumentato del 500% nelle colture di soia e frumento rispetto a livelli del 1993, secondo uno studio della <em>University of California San Diego School of Medicine.<\/em> Inoltre, la filiera produttiva agroalimentare statunitense e canadese \u00e8 sottoposta a norme sanitarie e controlli qualitativi meno rigorosi rispetto ai parametri europei.<\/p>\n<p><strong>La diversit\u00e0 d&#8217;approccio tra Unione europea e Stati Uniti<\/strong><br \/>\nLa legislazione generale dell&#8217;Ue in materia di politiche alimentari restringe l\u2019impiego di ormoni additivi per la crescita dei bovini, prevedendo severi controlli per l\u2019immissione nel mercato di mangimi Ogm e fitosanitari. Nel piano di bilancio 2014-2020, l\u2019Unione europea ha destinato circa tre miliardi di euro per rafforzare le politiche di sicurezza alimentare ed incentivare l\u2019agricoltura biologica: l\u2019obiettivo \u00e8 monitorare \u201cdai campi alla tavola\u201d il processo di trasformazione dei prodotti, avendo come obiettivi la tutela del cittadino-consumatore, il benessere degli animali negli allevamenti e la riduzione dello spreco alimentare.<\/p>\n<p>\u201cIl principio di sostenibilit\u00e0 &#8211; sottolinea Livia Pomodoro &#8211; deve costituire il principale impegno da assumere nelle politiche nazionali e certamente l\u2019Europa dovr\u00e0 nel suo complesso fare attenzione allo sviluppo del sistema economico\u201d. E&#8217; necessario innestare una cooperazione \u201cecologica\u201d tra gli organismi internazionali e le imprese multinazionali, che raggiungono una quota di mercato pari al 52% nel settore agroalimentare mondiale.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Attenzione all\u2019<em>Agenda Onu per lo sviluppo sostenibile 2030<\/em><\/strong><br \/>\n\u201cOccorre rivolgere attenzione all\u2019<em>Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030<\/em> promossa dalle Nazioni Unite che, oltre alle tematiche legate all&#8217;alimentazione \u2013 evidenzia la Pomodoro -, guarda all&#8217;intero ecosistema, affrontando sfide legate all&#8217;ambiente, promuovendo l\u2019economia circolare e l\u2019uso responsabile di acqua\u201d. L\u2019urgenza di ridurre lo spreco di risorse terrestri e lo sfruttamento intensivo del suolo, stimolando processi di rigenerazione produttiva, \u00e8 parte di una sfida globale.<\/p>\n<p>Il valore complessivo del settore agroalimentare biologico negli Usa e nell\u2019Ue si attesta intorno ai 40 miliardi di euro ed \u00e8 destinato a crescere grazie all&#8217;apporto delle piccole imprese locali ai mercati di qualit\u00e0 dei prodotti alimentari. Tuttavia, per favorire la transizione alla &#8216;bio-economia&#8217;, governi nazionali, amministrazioni locali, aziende private devono parlare la stessa \u201clingua\u201d, conclude Livia Pomodoro. \u201cNon esiste possibilit\u00e0 di sopravvivenza del sistema se non attraverso l\u2019applicazione di regole che siano condivise: il diritto al cibo, il diritto alla salute e all&#8217;acqua, sono diritti fondamentali per il nostro stesso sostentamento umano, motivo per cui \u00e8 imprescindibile garantirne la tutela\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli effetti della decennale stagnazione economica non hanno arrestato il processo di integrazione transnazionale dell\u2019industria agroalimentare. Il rafforzamento della filiera produttiva e distributiva nell&#8217;Unione europea, tuttavia, ha risentito delle frizioni intergovernative e dell\u2019incerto quadro geopolitico mondiale, in una fase storica segnata da interdipendenze finanziarie e commerciali. 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