{"id":67307,"date":"2017-11-22T17:44:32","date_gmt":"2017-11-22T16:44:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67307"},"modified":"2017-11-28T14:54:56","modified_gmt":"2017-11-28T13:54:56","slug":"clima-cop23-passi-obiettivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/clima-cop23-passi-obiettivo\/","title":{"rendered":"Clima: Cop23, passi avanti, ma l\u2019obiettivo \u00e8 stato mancato"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono state delle novit\u00e0 incoraggianti nelle due settimane della conferenza Onu sul <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/01\/cambiamento-climatico-moltiplicatore-di-rischi-ambientali-di-un-ecosistema-fragile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>clima<\/strong><\/a>, la<strong> Cop23,<\/strong> organizzata dalle <strong>Figi<\/strong> ma svoltasi a Bonn dal 6 al 17 novembre. La presidenza figiana ha posto l\u2019attenzione su temi cari ai Paesi in via di sviluppo, compresi gli effetti del cambiamento climatico sull&#8217;agricoltura (con la Fao protagonista) e sugli oceani (col lancio della Ocean Pathway Strategy). Inoltre, la societ\u00e0 civile e le autorit\u00e0 regionali e locali hanno avuto, per la prima volta, un ruolo importante nell&#8217;ambito di una conferenza Onu sul clima: spicca il <em>Bonn-Fiji Commitment<\/em>, volto all&#8217;attuazione dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/clima-la-folle-retromarcia-donald-trump\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Accordo di Parigi<\/strong><\/a> nelle giurisdizioni sub-nazionali. Alla vigilia, tuttavia, l\u2019obiettivo della riunione era di fare concreti passi avanti soprattutto sulla decarbonizzazione e sulla mobilitazione dei finanziamenti climatici. Sotto entrambi gli aspetti, l\u2019obiettivo non pu\u00f2 dirsi raggiunto.<\/p>\n<p><strong>Decarbonizzazione, minimi progressi<br \/>\n<\/strong>Sulla decarbonizzazione sono stati fatti piccoli passi avanti. Nel documento finale, rilasciato nella mattina di sabato dal premier delle Figi e presidente della Cop23 Frank Bainimarama dopo una lunga notte di trattative, pur non essendoci novit\u00e0 significative, sono contenuti due elementi degni di nota.<\/p>\n<p>Innanzitutto, \u00e8 resa esplicita la necessit\u00e0 essere pi\u00f9 ambiziosi nei progetti di riduzione delle emissioni di CO<sub>2<\/sub>. Come sottolineato dallo stesso segretario generale dell\u2019Onu Ant\u00f3nio Guterres, gli impegni di decarbonizzazione presi dai firmatari dell\u2019accordo di Parigi soddisferebbero solamente un terzo dei requisiti necessari a mantenere la temperatura globale sotto un aumento di 2\u00b0C rispetto al periodo preindustriale. Nel documento finale sono definite le procedure per rivedere questi impegni: saranno la base dei negoziati della conferenza Onu sul clima del prossimo anno \u2013 la Cop24 a Katowice, in Polonia -.<\/p>\n<p>L\u2019altro elemento di interesse \u00e8 l\u2019esplicita esortazione ad agire anche prima del 2020, anno in cui l\u2019Accordo di Parigi entrer\u00e0 <em>de facto<\/em> in vigore. L\u2019appello \u00e8 rivolto in particolare ai numerosi Paesi che non hanno ancora firmato l\u2019accordo di Doha (2012), emendamento al Protocollo di Kyoto che ne estende la validit\u00e0 fino al 2020. Insomma, sulla decarbonizzazione continua un dialogo costruttivo, ma senza nessuna novit\u00e0 decisiva.<\/p>\n<p><strong><em>Climate finance<\/em>, il nodo di Gordio<br \/>\n<\/strong>Oltre alla decarbonizzazione, il tema centrale della conferenza \u00e8 stato quello della <em>climate finance<\/em>, ovvero come finanziare la lotta al cambiamento climatico. In particolare, l\u2019accordo di Parigi prevede che, a partire dal 2020, i Paesi industrializzati garantiscano ai Paesi del Sud del Mondo una cifra complessiva annuale di 100 miliardi di dollari per mitigare gli effetti del cambiamento climatico ed adattarvisi.<\/p>\n<p>A Bonn, l\u2019unica novit\u00e0 sul tema \u00e8 stata la raggiunta consapevolezza, da parte dei leader mondiali, che questi fondi dovranno essere utilizzati anche e soprattutto per <em>l\u2019adattamento<\/em> ai fenomeni climatici, oltre che per la loro <em>mitigazione<\/em>. Ci\u00f2 rappresenta una svolta positiva per i Paesi in via di sviluppo, che, ad esclusione di Cina ed India, emettono quantit\u00e0 relativamente trascurabili di CO<sub>2<\/sub> nell&#8217;atmosfera, ma sono i pi\u00f9 colpiti dall&#8217;acuirsi dei fenomeni climatici estremi. Resta da vedere se a questa tendenza politica seguir\u00e0 anche un re-indirizzamento dei fondi, che, secondo un rapporto dell\u2019Ocse nel 2016, erano dedicati per oltre due terzi alla mitigazione.<\/p>\n<p>La richiesta \u2013 particolarmente vocale da parte degli Stati africani e delle isole del Pacifico \u2013\u00a0 di passi in avanti concreti per sbloccare questi aiuti finanziari non ha per\u00f2 avuto seguito. Sulla decarbonizzazione, seppur solo su carta, le ambizioni sembrano rinnovate, mentre la <em>climate finance<\/em> \u00e8 stata a malapena menzionata nel documento conclusivo. Un\u2019importante svolta potrebbe arrivare il 12 dicembre dal One Planet Summit, organizzato a Parigi dal presidente francese Emmanuel Macron, che vedr\u00e0 nuovamente riuniti numerosi leader mondiali con il solo obiettivo di mobilitare finanziamenti statali, locali e privati per raggiungere la quota prevista dagli accordi.<\/p>\n<p><strong>Ue, leader a met\u00e0<br \/>\n<\/strong>Non \u00e8 solo l\u2019importanza del One Climate Summit a ribadire il ruolo della Francia, e pi\u00f9 in generale dell\u2019Europa, come leader nella lotta al cambiamento climatico. Con gli Usa che mantengono un basso profilo nonostante <em>America\u2019s Pledge<\/em> \u2013 iniziativa che raccoglie Stati, autorit\u00e0 locali e membri della societ\u00e0 civile americana intenzionati a mantenere l\u2019impegno preso a Parigi nel 2015 dall&#8217;Amministrazione Obama \u2013, \u00e8 stata la delegazione cinese ad indicare l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/clima-dal-senato-la-risposta-italiana-trump\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Unione europea<\/strong><\/a> come punto di riferimento per la propria riforma del <em>carbon market<\/em>, il sistema di compravendita delle quote di CO<sub>2 <\/sub>emettibili, che sar\u00e0 operativa a livello nazionale entro la fine del 2017.<\/p>\n<p>Si tratta di una piccola ma significativa vittoria diplomatica per l\u2019Unione, che resta tuttavia impigliata in alcune fastidiose contraddizioni interne. La resistenza dei Paesi dell\u2019Est Europa a molti dossier ambientali rimane un problema; basti pensare che l\u2019Ue deve ancora ratificare l&#8217;emendamento di Doha, su cui c\u2019\u00e8 il veto della Polonia. La stessa riforma del <em>carbon market<\/em> europeo post-2020, approvata recentemente, non sar\u00e0 probabilmente sufficiente a raggiungere gli obiettivi europei 2030 sulla decarbonizzazione.<\/p>\n<p>Anche i due capi di governo europei presenti alla Cop23, il francese Macron e la cancelliera tedesca Merkel, non possono supportare coi fatti le ambizioni europee di leadership. La Merkel \u00e8 a capo di un Paese che, nonostante i consistenti investimenti sulle rinnovabili, continua a essere dipendente dal carbone, e che non riuscir\u00e0 a centrare i suoi obiettivi ambientali per il 2020. Macron ha portato alla Cop23 proposte concrete (soprattutto per lo sviluppo delle rinnovabili a livello europeo), ma in termini economici ha promesso solo che la Francia si far\u00e0 carico del contributo che gli Usa smetteranno di versare all\u2019Ipcc, il Gruppo intergovernativo sul Cambiamento climatico, il cui budget totale si aggira tra gli 8 e i 9 milioni di euro.<\/p>\n<p>Per rivendicare a pieno titolo il proprio ruolo di leader, l\u2019Europa dovr\u00e0 essere protagonista al One Climate Summit, snodo fondamentale per capire se gli accordi presi due anni fa a Parigi saranno rispettati a livello globale. Il 2020 \u00e8 vicino; gli obiettivi, calato il sipario sulla Cop23, appaiono un po\u2019 pi\u00f9 lontani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono state delle novit\u00e0 incoraggianti nelle due settimane della conferenza Onu sul clima, la Cop23, organizzata dalle Figi ma svoltasi a Bonn dal 6 al 17 novembre. 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