{"id":67344,"date":"2017-11-25T11:59:29","date_gmt":"2017-11-25T10:59:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67344"},"modified":"2017-11-29T00:27:23","modified_gmt":"2017-11-28T23:27:23","slug":"africa-mugabe-padre-patria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/africa-mugabe-padre-patria\/","title":{"rendered":"Africa Australe: con Mugabe via l&#8217;ultimo &#8216;Padre della Patria&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>Le dimissioni di Robert <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/zimbabwe-scacco-matto-mugabe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Mugabe<\/strong><\/a> segnano la chiusura definitiva di una lunga pagina di storia dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/africa-italia-classifiche-investimenti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Africa Australe<\/strong><\/a> scandita da grandi figure di \u2018Padri della Patria\u2019 che hanno guidato una decolonizzazione giunta solo negli Anni \u201970 , \u201980 e addirittura \u201990. Nelson <strong>Mandela<\/strong> (SudAfrica), Julius Nyerere (Tanzania), Agostinho Neto (Angola), lo stesso Mugabe &#8211; l\u2019ultimo a uscire di scena nello Zimbabwe &#8211;\u00a0 sono nomi noti al Mondo intero. Altri, Samora Machel (Mozambico), Sam Nujoma (Namibia), Kenneth Kaunda (Zambia), sono familiari soprattutto agli addetti ai lavori.<\/p>\n<p>Tutti\u00a0 hanno un denominatore comune: decenni di prigione, di clandestinit\u00e0, di lotta armata nella savana prima di traslocare nei palazzi di un potere mai senza scosse, in un\u2019area del Mondo che \u00e8 stata uno dei principali teatri periferici della Guerra Fredda. E dove i protagonisti della lotta di liberazione prima e della politica dopo si sono spesso \u00a0impantanati nelle maglie strette di un nuovo \u2018Grande Gioco\u2019 tra gli Stati Uniti e l\u2019allora Unione sovietica, con il <strong>SudAfrica<\/strong> bianco in funzione di contenimento della \u2018minaccia\u2019\u00a0 di Mosca per conto di Washington.<\/p>\n<p>Fascinose e romantiche figure di riferimento per la sinistra europea, i leader di Tanzania (Nyerere) e Zambia (Kaunda) prima, di Angola (Neto), Mozambico (Machel) e Zimbabwe (Mugabe) poi, hanno navigato in un mix iniziale di ideologia e passione diventato in alcuni casi opaco, in altri tragico, per finire nelle secche di un sogno impossibile naufragato nel disastro economico post socialista o nella deriva autoritaria.<\/p>\n<p><strong>Mugabe, l&#8217;esempio di una storia iniziata bene e finita male<\/strong><br \/>\nMugabe, e la sua fine ingloriosa, \u00e8 l\u2019esempio di una storia iniziata bene e finita male. La Rhodesia del premier Jan Smith era l\u2019altro bastione bianco dell\u2019area. Nel 1964, l\u2019anti-colonialista Mugabe era gi\u00e0 in galera. Ne usc\u00ec dieci anni dopo per rifugiarsi in Mozambico e da l\u00ec lanciare le incursioni della guerriglia. Plurilaureato, plurilingue, capo dell\u2019ala paramilitare dello Zanu (Unione nazionale africana dello Zimbabwe), educato dai gesuiti e poi marxista, aveva il fascino dell\u2019eroe intellettuale e combattente che alla fine riusc\u00ec anche a mediare ottenendo, nel 1980, l\u2019indipendenza del Paese che divenne Zimbabwe. Ma la sanguinosa repressione degli oppositori della Zapu (Unione popolare africana dello Zimbabwe) negli Anni \u201980, la disastrosa riforma agraria, le ripetute modifiche alla Costituzione per mantenere il potere ne hanno fatto un despota da manuale: corrotto, ricco tra i poveri, con una moglie rampante di 40 anni pi\u00f9 giovane\u00a0 &#8211; la detestata Grace &#8211; che ne ha accelerato il declino.<\/p>\n<p><strong>Mandela, una bandiera mai ammainata e una leggenda<br \/>\n<\/strong>Fuori dagli schemi Nelson Mandela, la leggenda che ha sconfitto l\u2019apartheid in SudAfrica e che dopo 27 anni passati nelle galere del regime segregazionista bianco non ha mai pronunciato la parola vendetta, riuscendo a conservare anche un filo di civetteria nelle camicie disegnate per lui dallo stilista ivoriano Pathe\u2019O. Mandela ha fatto della riconciliazione \u00a0il filo rosso della sua vita,\u00a0 riportando a pieno titolo nel sistema internazionale quel Sudafrica isolato dalle sanzioni che aveva relazioni diplomatiche solo con 25 Paesi, meno del Cile di Pinochet. Un uomo che ha sanato, anche simbolicamente, la scia di sangue lasciata da Pretoria, sposando, a 80 anni suonati, Graca Machel, vedova di Samora Machel, primo presidente del Mozambico indipendente (1975), morto nel 1986 a 53 anni in un misterioso incidente aereo la cui responsabilit\u00e0 \u00e8 stata attribuita proprio al SudAfrica.<\/p>\n<p><strong>Samora, che non ebbe il tempo di diventare un &#8216;grande vecchio&#8217;<\/strong><br \/>\nSamora non ha fatto in tempo a diventare un \u2018grande vecchio\u2019, ma il guerrigliero marxista, militante della prima ora del Frelimo (Fronte di liberazione del Mozambico), si guadagn\u00f2 una larga stima varando il primo governo\u00a0 indipendente dell\u2019ex colonia portoghese in un formato che oggi si definirebbe inclusivo: neri, bianchi, indiani, meticci. And\u00f2 male sul fronte dello sviluppo : in un Paese poverissimo, con l\u2019economia lasciata allo sbando dai portoghesi in fuga, i piani quinquennali non potevano funzionare. E and\u00f2 peggio sul fronte della stabilit\u00e0 interna, con l\u2019opposizione della Renamo (Resistenza nazionale mozambicana) \u2013 finanziata da Pretoria \u2013 che inizi\u00f2 una guerra feroce contro Maputo: il conflitto fece un milione di morti e termin\u00f2 solo nel 1992, con la mediazione italiana.<\/p>\n<p><strong>Neto, il poeta, medico, guerrigliero eroe dell&#8217;indipendenza angolana<br \/>\n<\/strong>Neppure Agostinho Neto ha avuto abbastanza da vivere per diventare un \u2018patriarca\u2019. Quanto \u00e8 bastato, per\u00f2, per essere consacrato l\u2019eroe dell\u2019Angola. Poeta, medico e guerrigliero, pi\u00f9 volte arrestato dalla Pide (la polizia politica portoghese), leader dal 1962 dell\u2019Mpla (Movimento popolare per la liberazione dell\u2019Angola) e primo presidente dell\u2019Angola indipendente, non riusc\u00ec ad evitare al suo Paese 27 anni di\u00a0 guerra civile. Un\u2019altra guerra per procura di un mondo bipolare con l\u2019Unita (Unione nazionale per l\u2019indipendenza totale dell\u2019Angola) di Jonas Savimbi, \u2018portavoce armato\u2019 di Usa e SudAfrica. Amico di Fidel Castro, pot\u00e8 salvare il governo dell\u2019Mpla grazie ai 50.000 \u2018barbudos\u2019 inviati da Cuba, ma non riusc\u00ec ad andare oltre. Malato di cancro, mor\u00ec a Mosca nel 1979.<\/p>\n<p><strong>Nyerere, il maestro che mantenne intatto il carisma<\/strong><br \/>\nRispettato in tutto il continente Julius Nyerere, l\u2019integerrimo \u00a0\u2018mwalimu\u2019 (il maestro), guid\u00f2 nel 1961 all&#8217;indipendenza l\u2019allora Tanganica (oggi <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/africa-diamanti-ricchezza-tanzania\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Tanzania<\/strong><\/a>). Ma l\u2019abilit\u00e0 oratoria e la laurea in economia all&#8217;universit\u00e0 di Edimburgo non bastarono a garantire il successo agli Ujamaa, villaggi agricoli cooperativi all&#8217;insegna di un \u2018socialismo africano\u2019 pi\u00f9 vicino alla Cina di Mao che all\u2019Urss di Breznev. A met\u00e0 degli Anni \u201970 l\u2019economia era in caduta libera, ma il cattolico \u00a0Nyerere, che aveva garantito ospitalit\u00e0 e copertura a gran parte dei movimenti di liberazione dell\u2019Africa australe, mantenne intatto il suo carisma: \u00e8 uno dei pochi politici africani a non avere accumulato fortune personali grazie alla lunga leadership, alla quale rinunci\u00f2 nel 1985.<\/p>\n<p><strong>Kaunda, l&#8217; &#8216;umanesimo zambiano&#8217; dell&#8217;amico di Tito<\/strong><br \/>\nSostenitore del Movimento dei non allineati e amico di Tito, anche Kenneth Kaunda fece del suo Paese, lo Zambia, un santuario per\u00a0 gli esuli e i combattenti dei Paesi vicini ma, come Nyerere, fall\u00ec nel tentativo di \u2018umanesimo zambiano\u2019, mix di socialismo\u00a0 e tradizione che avrebbe dovuto fare decollare il Paese e che non resse al crollo dei prezzi del rame negli Anni \u201970. La crisi economica costrinse Kaunda ad accettare le durissime condizioni dei piani di aggiustamento strutturale del Fondo monetario internazionale mentre si moltiplicavano le \u2018rivolte del pane\u2019 e le pressioni per la\u00a0 fine del monopartitismo dell\u2019 Unip (Partito unito dell\u2019indipendenza nazionale). L\u2019ex insegnante nelle missioni, passato alla militanza e divenuto il primo presidente dello Zambia indipendente, fu la vittima pi\u00f9 illustre del processo di democratizzazione da lui avviato: dopo 27 anni di potere, nel 1991 le elezioni multipartitiche decretarono una sconfitta senza appello.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le dimissioni di Robert Mugabe segnano la chiusura definitiva di una lunga pagina di storia dell\u2019Africa Australe scandita da grandi figure di \u2018Padri della Patria\u2019 che hanno guidato una decolonizzazione giunta solo negli Anni \u201970 , \u201980 e addirittura \u201990. 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