{"id":6740,"date":"2007-12-03T00:00:00","date_gmt":"2007-12-02T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/cameron-una-soluzione-atlantista-al-nodo-del-kosovo\/"},"modified":"2017-11-03T15:41:10","modified_gmt":"2017-11-03T14:41:10","slug":"cameron-una-soluzione-atlantista-al-nodo-del-kosovo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2007\/12\/cameron-una-soluzione-atlantista-al-nodo-del-kosovo\/","title":{"rendered":"Cameron: una soluzione \u201catlantista\u201d al nodo del Kosovo"},"content":{"rendered":"<p>Sar\u00e0 il contesto dell\u2019evento \u2013 la prima visita ufficiale di David Cameron negli Stati Uniti da leader del Partito Conservatore britannico \u2013 sar\u00e0 una questione anche di opportunit\u00e0 politica \u2013 Cameron \u00e8 andato a Washington per incontrare George Bush e rassicurarlo che a differenza del premier laburista Gordon Brown, i Tories non hanno ripensamenti sulla \u201cguerra al terrore\u201d \u2013 ma il messaggio non d\u00e0 adito ad equivoci: i Balcani sono sull\u2019orlo di una pericolosa crisi e la soluzione non pu\u00f2 che venire da una stretta collaborazione internazionale tra Europa e Stati Uniti, in primo luogo in sede Nato. Cameron ne ha parlato, in particolare, in un <a href= \"http:\/\/www.brookings.edu\/events\/2007\/1129_balkans.aspx\" target= \"blank\"><b><u>  discorso alla Brookings Institution <\/u><\/b><\/a>di Washington D.C.<\/p>\n<p><b>Questione occidentale e non solo europea<\/b><br \/>Cameron non ci sta a ragionare per compartimenti stagni. La questione del Kosovo, su cui sono puntati in questi giorni gli occhi della comunit\u00e0 internazionale, \u00e8 un importante tassello della pi\u00f9 ampia questione balcanica, e la questione balcanica \u00e8 a tutti gli effetti un problema di ordine internazionale. Sostenere che l\u2019indipendenza del Kosovo \u00e8 una questione esclusivamente europea, sarebbe come dire che l\u2019Afghanistan \u00e8 una questione asiatica. La realt\u00e0 \u00e8 che nel mondo globalizzato del 21\u00b0 secolo, ogni crisi locale \u00e8 potenzialmente anche una crisi internazionale.<\/p>\n<p>Per questo motivo, l\u2019approccio corretto alla questione balcanica nel suo complesso, cos\u00ec come allo specifico contenzioso sul Kosovo, sta nell\u2019aderire a quei principi generali che, secondo il leader conservatore, dovrebbero guidare la politica estera britannica in ogni contesto internazionale: la difesa dell\u2019interesse nazionale si basa sulla \u201crelazione speciale\u201d tra Londra e Washington, e al contempo sulla collaborazione con gli alleati europei nel contesto dell\u2019Unione Europea. Nessuna crisi internazionale, Cameron sottolinea, pu\u00f2 trovare soluzione se Stati Uniti ed Europa agiscono separatamente o sono in disaccordo, come la guerra in Iraq ha ampiamente dimostrato. La politica estera britannica, cos\u00ec come quella europea, o \u00e8 \u201catlantista\u201d, o \u00e8 irrilevante, se non fallimentare.<\/p>\n<p>L\u2019attenzione di Cameron \u00e8 concentrata soprattutto sul Kosovo, il cui futuro si gioca in queste settimane. Il 10 dicembre \u00e8 infatti la data che le Nazioni Unite hanno fissato per la presentazione del rapporto sull&#8217;esito dei negoziati sullo status finale del Kosovo. Ma per capire la questione del Kosovo, il leader dell\u2019opposizione inglese invita a guardare all\u2019indipendenza kosovara da una prospettiva storica. Dal capitolo nero della guerra balcanica degli anni \u201990 si usc\u00ec, sottolinea Cameron, non grazie all\u2019Europa, ma grazie all\u2019America, cos\u00ec come fu su scala pi\u00f9 larga per il primo e secondo conflitto mondiale. Furono gli Stati Uniti sotto l\u2019allora presidenza Clinton a porre fine alla tragedia dei Balcani intervenendo militarmente e costringendo poi i leader dell&#8217;ex-Jugoslavia a firmare gli accordi di Dayton del 1995. Laddove, invece, l\u2019Europa si scopr\u00ec divisa ed impotente. Fu in quella occasione, Cameron sottolinea, che l\u2019Europa impar\u00f2 la dolorosa lezione che anche dopo la caduta del muro di Berlino gli Stati Uniti sarebbero rimasti un fattore necessario della equazione di sicurezza europea. <\/p>\n<p>Quando quattro anni pi\u00f9 tardi il leader serbo Slobodan Milosevic minacci\u00f2 di nuovo la pace e stabilit\u00e0 dei Balcani rendendo il suo governo protagonista di una spietata repressione della popolazione albanese nella provincia del Kosovo, l\u2019Europa ag\u00ec questa volta prontamente, dimostrando di aver imparato la lezione. La Nato fu usata allora con efficacia per fermare l\u2019escalation del conflitto. Il popolo serbo, Cameron nota, diede successivamente prova di coraggio e indipendenza quando decise di imboccare il cammino della transizione democratica e dotarsi di una nuova leadership politica pronta al dialogo con il resto dell\u2019Europa e dell\u2019Occidente.<\/p>\n<p><b>Strategia della fermezza <\/b><br \/>Questa lettura strettamente atlantista delle vicende balcaniche degli ultimi anni si riflette in una interpretazione analoga della soluzione alla presente crisi. Per Cameron, i prodromi della crisi sono da individuarsi nel rifiuto che il governo serbo ha opposto nel marzo scorso al piano di \u201csupervised independence\u201d  elaborato dalle Nazioni Unite ed accettato dalle autorit\u00e0 albanesi del Kosovo. Quello, per Cameron, fu non solo uno schiaffo alla minoranza albanese in Serbia, ma uno schiaffo all\u2019Occidente e alla sua idea di ordine regionale nei Balcani. La dimostrazione, per Cameron, sta nella minaccia da parte del primo ministro serbo Kostunica di sostenere l\u2019indipendenza della Repubblica serba di Bosnia-Erzegovina se la comunit\u00e0 internazionale sancisse l\u2019indipendenza del Kosovo contro il parere del governo serbo. \u00c8 proprio questa connessione che il leader serbo intende stabilire tra questione kosovara e l\u2019ordine della Bosnia deciso a Dayton, rischiando cos\u00ec di far precipitare l\u2019intera regione balcanica in una nuova, incontrollabile, crisi.<\/p>\n<p>Di fronte a questa sfida, secondo Cameron, Stati Uniti ed Europa devono rispondere con coerenza e fermezza. Il governo serbo deve sapere che nessuno degli articoli dell\u2019accordo di Dayton di cui la Serbia stessa \u00e8 firmataria, \u00e8 negoziabile. Dayton \u00e8 la base dell\u2019ordine dei Balcani e quell\u2019ordine, per quanto imperfetto e non ancora completamente stabile, non \u00e8 in discussione. Il governo serbo deve inoltre accettare una realt\u00e0 che non pu\u00f2 che venir prima di ogni altra considerazione politica o storica. <\/p>\n<p>La popolazione attuale del Kosovo \u00e8 per oltre il 90% composta da albanesi. Dopo la repressione del 1999, \u00e8 semplicemente inimmaginabile che gli albanesi del Kosovo accettino di vivere sotto l\u2019autorit\u00e0 serba. Ogni tentativo da parte del governo serbo di negare questa \u201cverit\u00e0\u201d e decidere in via unilaterale il futuro del Kosovo si scontrerebbe inevitabilmente con la dura reazione dell\u2019Occidente.<\/p>\n<p><b>Uso della forza da parte della Nato?<\/b><br \/>Cameron non esclude il ricorso all\u2019uso della forza militare da parte della Nato se il governo serbo intendesse nuovamente minare la base dell\u2019ordine internazionale che l\u2019Occidente ha stabilito nei Balcani. In questo contesto, il leader dell\u2019opposizione inglese invita la Russia, che ha preso le parti della Serbia, a usare il proprio potere nella regione come risorsa di stabilit\u00e0, non come fonte di tensione tra essa e l\u2019Occidente. L\u2019atlantismo del leader conservatore inglese si spinge fino al punto di prospettare una \u201ccoalizione dei volenterosi\u201d guidata da Stati Uniti e Gran Bretagna se l\u2019Unione Europea non trovasse al proprio interno il consenso necessario per arrestare l\u2019escalation verso un nuovo conflitto balcanico.<\/p>\n<p>Proprio perch\u00e9 in realt\u00e0 \u00e8 solo un tassello del pi\u00f9 ampio ordine europeo e occidentale, Cameron invita il governo serbo a valutare i benefici che potrebbe trarre da un approccio collaborativo alla soluzione della questione del Kosovo. Il governo serbo deve sapere, spiega Cameron, che se accetter\u00e0 le regole dell\u2019ordine occidentale, le strade sono aperte per l\u2019ingresso della Serbia nell\u2019Unione Europea. Questo \u00e8 ci\u00f2 che chiedono le nuove generazioni. Questo \u00e8 ci\u00f2 che darebbe un futuro stabile alla economia serba.<\/p>\n<p>Anche qui, tuttavia, Cameron chiede fermezza. \u00c8 sbagliato, sostiene, mettere in discussione ci\u00f2 che l\u2019Unione europea ha fin dal principio considerato come una condizione preliminare ai negoziati, vale a dire la consegna alle autorit\u00e0 giudiziarie internazionali dei criminali di guerra serbi. Questo sarebbe un \u201cappeasement\u201d inaccettabile. Invece di tentennare sulla difesa dei principi che ha giustamente sancito, l\u2019Europa dovrebbe invece, secondo Cameron, imprimere una nuova accelerazione al processo di allargamento che dopo l\u2019ingresso di paesi dell\u2019Europa centrale ed orientale non pu\u00f2 ora arenarsi nell\u2019area strategica dei Balcani. In Francia in particolare, il leader conservatore lamenta, sembra registrarsi un\u2019opposizione crescente al processo di allargamento.<\/p>\n<p>Insomma, il leader dell\u2019opposizione inglese prepara la sua battaglia personale e politica per la futura guida della Gran Bretagna con un messaggio forte e chiaro. L\u2019Europa cui egli guarda \u00e8 un\u2019Europa unita e ancora pi\u00f9 larga di quella attuale fino ad includere l\u2019intera area balcanica. Ma \u00e8 anche un\u2019Europa che non esiste politicamente se non come alleato naturale degli Stati Uniti. La nuova bomba balcanica si pu\u00f2 ancora disinnescare, ma solo se nell\u2019affrontare la questione del Kosovo i leader europei saranno pronti ad ammettere che l\u2019ordine europeo \u00e8 parte integrante di un pi\u00f9 ampio ordine atlantico. E che la politica estera dei singoli governi europei e dell\u2019Unione europea nel suo complesso, o \u00e8 atlantista fino in fondo, oppure non persegue il \u201cvero\u201d interesse dell\u2019Europa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sar\u00e0 il contesto dell\u2019evento \u2013 la prima visita ufficiale di David Cameron negli Stati Uniti da leader del Partito Conservatore britannico \u2013 sar\u00e0 una questione anche di opportunit\u00e0 politica \u2013 Cameron \u00e8 andato a Washington per incontrare George Bush e rassicurarlo che a differenza del premier laburista Gordon Brown, i Tories non hanno ripensamenti sulla [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[75,97,100],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6740"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6740"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6740\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61825,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6740\/revisions\/61825"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6740"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6740"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6740"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}