{"id":67424,"date":"2017-11-30T18:42:41","date_gmt":"2017-11-30T17:42:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67424"},"modified":"2017-12-02T07:48:17","modified_gmt":"2017-12-02T06:48:17","slug":"g7-grandi-futuro-mari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/g7-grandi-futuro-mari\/","title":{"rendered":"G7: la visione dei Grandi sul futuro dei mari"},"content":{"rendered":"<p>Si consolida, durante la presidenza italiana, la strategia del <strong>G7<\/strong> sulla <strong>sicurezza marittima<\/strong>. Dopo la riunione dei ministri degli Esteri a Lucca dedicata alla materia, il <a href=\"http:\/\/www.g7italy.it\/it\/news\/riunione-di-alto-livello-g7-sulla-sicurezza-marittima\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">terzo<\/a> meeting di alto livello tenutosi a Roma lo scorso 20 novembre\u00a0ha tracciato le linee future della <strong>governance<\/strong> dei mari, sulla scia delle precedenti presidenze di Germania e Giappone.<\/p>\n<p>Nella visione del G7, salvaguardare il libero uso degli spazi marittimi \u00e8 un prerequisito da perseguire, attraverso un impegno congiunto, mediante la lotta ai traffici illeciti, la protezione dell\u2019ambiente marino, l\u2019applicazione di tecnologie innovative. Sul piano politico, \u00e8 affermato il rispetto dei principi del diritto internazionale in funzione anticinese. La questione del Mar della Cina, enfatizzata durante la presidenza giapponese, sembra tuttavia aver perso slancio.<\/p>\n<p><strong>Libert\u00e0 di navigazione<br \/>\n<\/strong>\u201cRibadiamo il nostro impegno a mantenere la libert\u00e0 di navigazione e sorvolo cos\u00ec come altri diritti, libert\u00e0 e usi del mare che siano legittimi a livello internazionale\u201d<em>. <\/em>Questa \u00e8 la solenne dichiarazione contenuta nel <a href=\"http:\/\/www.esteri.it\/mae\/resource\/doc\/2017\/04\/g7incontroministri_itaupdated11-04_ita.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">comunicato<\/a> congiunto\u00a0emanato dalla riunione di Lucca dell\u201911 aprile 2017. Analogo era stato il tono di simili testi di altre riunioni del G7, quale quella di Lubecca (2015) e Hiroshima (2016 ).<\/p>\n<p>I paesi del G7 si pongono quindi oggi come i principali fautori del principio \u2013un tempo appannaggio di Gran Bretagna e Stati Uniti- su cui si fonda il commercio marittimo mondiale. Anche con l\u2019obiettivo di contestare le pretese della <strong>Cina<\/strong> limitative della libert\u00e0 dei mari oggetto di condanna da parte di un <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/07\/verdetto-dellaja-carta-straccia-per-pechino\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">tribunale arbitrale<\/a>.<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 che tale questione \u00e8 in evoluzione, nel senso che la Cina si sta rapidamente riconfigurando come una potenza navale, con portaerei (forse anche nucleari), operazioni antipirateria, basi in Pakistan e Gibuti, presenza costante in Mediterraneo (vedi l\u2019ultima sosta a <a href=\"http:\/\/www.marina.difesa.it\/Notiziario-online\/Pagine\/20170721-civitavecchia.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Civitavecchia<\/a>, cui \u00e8 seguita un&#8217;attivit\u00e0 congiunta di addestramento con la nostra Marina). Il tutto in appoggio alla sua via della seta marittima su cui molti Paesi come l\u2019<strong>Italia<\/strong> scommettono senza riserve.<\/p>\n<p>Di qui, la possibilit\u00e0 che Pechino, oramai interessata alla libert\u00e0 di navigazione delle sue Forze navali su scala mondiale,\u00a0anche nelle zone economiche esclusive altrui,\u00a0attenui le pretese alla territorializzazione dei mari adiacenti. Proprio per questo, il recente meeting di Roma non sembra aver ulteriormente rafforzato i toni del precedente comunicato di Lucca, anche se, probabilmente, il Giappone l\u2019avrebbe desiderato.<\/p>\n<p><strong>Attivit\u00e0 illecite<br \/>\n<\/strong>In parallelo con il tema della libert\u00e0 di navigazione, \u00e8 stato posto l\u2019accento sul contrasto alle attivit\u00e0 illecite in mare, pirateria in primis, ma anche terrorismo marittimo, tratta di esseri umani e migranti, traffico di armi e droga, pesca non dichiarata e non regolamentata (Iuu), grave inquinamento.<\/p>\n<p>Un\u2019ulteriore minaccia &#8211; evidenziatasi con l\u2019allerta lanciato nel giugno 2017 dall\u2019Organizzazione marittima internazionale &#8211; \u00e8 il rischio che attacchi terroristici cibernetici mettano a repentaglio la sicurezza di navi e porti. Insomma, qualcosa di simile alla pirateria marittima se non altro per gli oneri ricadenti sulle societ\u00e0 di navigazione relativi a costi assicurativi e di adeguamento delle navi.<\/p>\n<p>Il G7 si presenta dunque come il garante, su scala mondiale, dell\u2019ordine internazionale dei mari. Ruolo questo, che le principali democrazie industrializzate hanno iniziato a ricoprire con la fine della Guerra Fredda e l\u2019emergere di minacce marittime non statuali. Tant\u2019\u00e8 che il Giappone ha dovuto attuare una riforma costituzionale per consentire alle sue forze navali di difesa di svolgere operazioni di sicurezza marittima, mentre l\u2019Unione europea (membro esterno del G7) ha assunto propri impegni con la sua strategia di sicurezza marittima del 2014.<\/p>\n<p>Fondamentale \u00e8 ritenuto comunque il ruolo di attori regionali come la Nigeria e gli altri Stati del Golfo di Guinea (supportati dal Gruppo G7 Amici del Golfo di Guinea), o come i Paesi del Golfo di Aden e quelli asiatici che cooperano per il contrasto della pirateria marittima.<\/p>\n<p><strong>Ambiente marino<br \/>\n<\/strong>Positiva \u2013e sicuramente congeniale alla presidenza di un Paese come l\u2019Italia- l\u2019enfasi attribuita ai temi della protezione dell\u2019ambiente marino ed allo sviluppo di nuove tecnologie. Si spiega cos\u00ec il sostegno fornito all\u2019iniziativa che conducono le Nazioni unite, nell\u2019ambito della Convenzione sul diritto del mare, per un accordo dedicato alla conservazione e all\u2019uso sostenibile della biodiversit\u00e0 marina in zone al di fuori delle giurisdizioni nazionali.<\/p>\n<p>Nell\u2019agenda marittima del G7 la protezione ecologica assume uno specifico rilievo nel quadro delle iniziative per mitigare l\u2019insicurezza umana legata ai cambiamenti climatici che sono causa di spostamenti massivi di popolazioni, perdita di opportunit\u00e0 economiche, instabilit\u00e0 interna.<\/p>\n<p>Appena un cenno viene tuttavia fatto al salvataggio della vita umana in mare che \u00e8 un tema legato, appunto, ai flussi migratori verso l\u2019Europa e l\u2019Australia. Visto il ruolo epocale svolto dall\u2019Italia in Mediterraneo, ci saremmo aspettati maggiore attenzione a quegli aspetti di cooperazione internazionale che in Italia vengono indicati come \u201cregionalizzazione del SAR\u201d.<\/p>\n<p><strong>Sfide future<br \/>\n<\/strong>Il rilievo dato allo stato dei mari \u00e8 motivato dall\u2019esigenza di evitare quel vuoto di attenzione che genera la loro lontananza (cos\u00ec detta <em>sea blindness<\/em>). Il G7 indica le priorit\u00e0 da perseguire nella governance marittima ma non adotta iniziative concrete, lasciando ai suoi aderenti la responsabilit\u00e0 (e la facolt\u00e0) di porre in essere le azioni necessarie.<\/p>\n<p>Al termine del suo anno di presidenza l\u2019Italia potrebbe archiviare l\u2019evento. In realt\u00e0, per noi comincia ora la sfida per portare il mare sulla scena nazionale<strong>,<\/strong> affidandone la responsabilit\u00e0, sinora frammentata tra vari ministeri, a un\u2019unica entit\u00e0 governativa. Doveroso dovrebbe essere, a questo punto, impostare una strategia marittima nazionale che sia ispirata ai principi affermati dal G7 e sia imperniata sull\u2019azione coordinata delle forze che svolgono funzioni di Guardia costiera, Marina militare compresa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si consolida, durante la presidenza italiana, la strategia del G7 sulla sicurezza marittima. Dopo la riunione dei ministri degli Esteri a Lucca dedicata alla materia, il terzo meeting di alto livello tenutosi a Roma lo scorso 20 novembre\u00a0ha tracciato le linee future della governance dei mari, sulla scia delle precedenti presidenze di Germania e Giappone. 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