{"id":67439,"date":"2017-12-02T07:45:06","date_gmt":"2017-12-02T06:45:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67439"},"modified":"2018-02-08T18:58:31","modified_gmt":"2018-02-08T17:58:31","slug":"nato-ue-difesa-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/nato-ue-difesa-europea\/","title":{"rendered":"Nato\/Ue: se la difesa europea aiuta la cooperazione"},"content":{"rendered":"<p>Potranno mai collaborare in modo sinergico nel campo della <strong>sicurezza<\/strong> e della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/difesa-europea-unaccelerazione-macron\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>difesa<\/strong><\/a> la <strong>Nato<\/strong> e l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/ue-difesa-pesco-parte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Unione europea<\/strong><\/a>? A 18 anni dall\u2019incontro di Saint-Malo, che lanci\u00f2 la politica europea di sicurezza e difesa, \u00e8 lecito dubitarne.<\/p>\n<p><strong>Dalla cooperazione nelle operazioni allo stallo europeo<br \/>\n<\/strong>Negli anni 2000 episodi concreti hanno dimostrato nel concreto che un simile sviluppo \u00e8 possibile, con l\u2019applicazione degli accordi Berlin Plus, con cui la Nato mette a disposizione dell\u2019Unione le sue strutture operative per il compimento di specifiche operazioni, come avvenne nei Balcani occidentali, in Bosnia Herzegovina e in Macedonia.<\/p>\n<p>Ma da quegli anni \u00e8 come se i meccanismi si fossero arrugginiti, vuoi per il macigno della questione turca, che fa mancare il proprio consenso a qualsiasi relazione organica tra le due organizzazioni, vuoi per la riluttanza di alcuni Paesi, come la Francia, ad accettare di dipendere dalla Nato per un\u2019efficace azione militare, di cui evidentemente non si vuole perdere la primogenitura. Caso lampante fu la questione libica nel 2011, che Parigi voleva condurre da protagonista in una della tante versioni di <em>coalition of the willing<\/em>, senza averne le necessarie capacit\u00e0, e che con grande fatica diplomatica si riusc\u00ec a ricondurre sotto un pi\u00f9 efficiente cappello Nato.<\/p>\n<p>A questa situazione di carattere politico si deve aggiungere il degrado delle capacit\u00e0 militari dei membri dell\u2019Unione europea, le cui forze armate, dal 1999 ad oggi, si sono ridotte di oltre 200.000 unit\u00e0 e la cui situazione di efficienza e di prontezza \u00e8 ben lungi dall\u2019essere soddisfacente.<\/p>\n<p>In questo quadro, la stessa idea di un\u2019Europa della difesa appariva evanescente e di conseguenza sembrava poco realistico impostare una strutturale <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/nato-due-nuovi-centri-comando\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>cooperazione<\/strong><\/a> con una Nato che, seppur con qualche affanno, comunque manteneva una solida struttura di pianificazione e comando, potendo sempre contare sul <em>Grande Fratello <\/em>d\u2019Oltreoceano.<\/p>\n<p><strong>Il recente rilancio dell\u2019Europa della difesa<br \/>\n<\/strong>Con l\u2019assunzione della carica di Alto Rappresentante e vice-presidente Ue da parte di Federica Mogherini, qualcosa \u00e8 cambiato, dapprima in modo sommesso, ma poi con crescente spirito di iniziativa, fino al parto, nelle ore immediatamente seguenti all\u2019infausto referendum sulla Brexit, della pubblicazione della Strategia Globale per la politica estera e di sicurezza dell&#8217;Unione europea. Alla Strategia sono seguiti due fatti politicamente rilevanti: la decisione di creare un fondo per finanziare programmi di ricerca e sviluppo nel campo della difesa (<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/difesa-europea-ora-tocca-agli-stati\/\">European Defense Fund<\/a> \u2013 Edf) e il recente avvio della Cooperazione strutturata permanente nel settore della difesa, la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/ue-difesa-pesco-parte\/\">PESCO<\/a>, prevista dal Trattato di Lisbona, ma accuratamente lasciata in un cassetto per quasi un decennio.<\/p>\n<p>Si tratta di due fatti importanti, che potranno avere conseguenze anche sullo sviluppo di una reale cooperazione tra Nato e Unione Europea, in quanto si tratta di due elementi necessari, anche se da soli non sufficienti, per la concretizzazione di capacit\u00e0 militari di livello adeguato a dare un senso al rapporto tra le due istituzioni. Fatto che si sono accompagnati alla dichiarazione congiunta Nato-Ue di Varsavia, che ha dato nuovo impulso politico alla cooperazione tra i due attori \u2013 cooperazione della cui sorte tratter\u00e0 un <a href=\"http:\/\/www.iai.it\/it\/eventi\/cooperazione-nato-ue-quale-futuro\">evento<\/a> organizzato il 6 dicembre dalla delegazione italiana presso l&#8217;Assemblea parlamentare Nato e dallo IAI.<\/p>\n<p>E\u2019 pertanto doveroso, a questo punto, fare qualche considerazione su Pesco e Edf, al fine di valutarne la reale portata e gli effetti che si possono attendere anche in relazione alla Nato.<\/p>\n<p><strong>Le implicazioni di Pesco ed Edf per la cooperazione Nato-Ue<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Le modalit\u00e0 con cui si \u00e8 dato il via alla Pesco, a mio parere, non possono indurre a un grande ottimismo: certamente la sottoscrizione di questo impegno ha un grande significato politico, ma gli estensori del Trattato avevano in mente un accordo tra pochi Paesi <em>able and willing<\/em>, che soddisfacessero a precisi parametri definiti nel Protocollo 10 annesso al Trattato; a questo nucleo, una volta consolidato, si sarebbero potuti aggregare altri Paesi, via via che si fossero verificate le condizioni necessarie.<\/p>\n<p>Un raggruppamento a 23, e presto a 24, ripropone sostanzialmente l\u2019attuale condizione di dubbia efficienza, atteso che all\u2019interno della Pesco le decisioni devono essere prese all\u2019unanimit\u00e0. Ma non facciamoci prendere dal pessimismo e guardiamo con speranza a come verranno concretizzati gli oltre 50 programmi di cooperazione gi\u00e0 concordati e che saranno monitorati dall\u2019Eda (Agenzia dove purtroppo da tempo la presenza italiana \u00e8 carente nell\u2019area di vertice).<\/p>\n<p>Diverse sono le prospettive per l\u2019Edf, che al momento \u00e8 s\u00ec di entit\u00e0 modesta, ma che ha il potenziale di agire da catalizzatore per l\u2019assolutamente indispensabile consolidamento del quadro dell\u2019industria europea della difesa. Credo infatti che sia indubitabile che uno dei pi\u00f9 potenti ostacoli a una politica comune di sicurezza e difesa sia rappresentato dalla gelosa protezione dei cosiddetti <em>campioni nazionali,<\/em> per comprensibili motivi, inclusi quelli occupazionali e sociali. Una delle conseguenze \u00e8 la frammentazione del mercato della difesa, da cui la proliferazione dei modelli per ogni tipologia di sistema d\u2019arma, con gigantesche diseconomie di scala.<\/p>\n<p>Ebbene, lo European Defense Fund ha tra le sue finalit\u00e0 quella di stimolare la cooperazione, grazie alla partecipazione a programmi multinazionali, da cui possono derivare alleanze e possibili integrazioni societarie. Si potrebbe in definitiva arrivare a una &#8216;denazionalizzazione&#8217; delle industrie, con straordinari benefici in tema di interoperabilit\u00e0 e standardizzazione e, a cascata, di efficacia operativa.<\/p>\n<p>Dal combinato disposto del successo di Pesco ed Edf si verificherebbe cos\u00ec una delle condizioni essenziali per una effettiva cooperazione tra l\u2019Unione e l\u2019alleanza Atlantica, cio\u00e8 la creazione di un reale e capace pilastro europeo per la difesa comune. Ci vorr\u00e0 tempo: la strada \u00e8 ancora lunga e potrebbe rivelarsi accidentata, ma la direzione \u00e8 quella giusta e non bisogna esitare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Potranno mai collaborare in modo sinergico nel campo della sicurezza e della difesa la Nato e l\u2019Unione europea? A 18 anni dall\u2019incontro di Saint-Malo, che lanci\u00f2 la politica europea di sicurezza e difesa, \u00e8 lecito dubitarne. 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