{"id":67539,"date":"2017-12-09T13:33:42","date_gmt":"2017-12-09T12:33:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67539"},"modified":"2017-12-14T22:46:06","modified_gmt":"2017-12-14T21:46:06","slug":"ue-unione-economica-monetaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/ue-unione-economica-monetaria\/","title":{"rendered":"Ue: Unione economica e monetaria, idee nuove, ma non troppo"},"content":{"rendered":"<p>Il 6 dicembre la <strong>Commissione europea<\/strong> ha presentato un pacchetto di proposte legislative e di comunicazioni su vari aspetti del completamento e rafforzamento della governance dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/ue-juncker-peprogramma-ambizioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Unione economica e monetaria<\/strong><\/a>. Le proposte erano state annunciate dal presidente Jean-Claude <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/ue-urra-pe-juncker\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Juncker <\/a>nel suo discorso sullo stato dell\u2019Unione del settembre scorso. Non sono quindi una sorpresa. N\u00e9 deve stupire che la Commissione abbia deciso di riprendere \u00a0l\u2019iniziativa, su un tema cos\u00ec complesso e divisivo come quello della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/ue-cambio-governance-visione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>governance<\/strong><\/a> dell\u2019<strong>Euro<\/strong>, in una fase di incertezza del quadro politico europeo e soprattutto in una congiuntura in cui non \u00e8 ancora chiaro come evolver\u00e0 lo scenario politico in Germania.<\/p>\n<p>In fondo Juncker, proprio con il discorso sullo stato dell\u2019Unione, aveva anticipato la volont\u00e0 di riappropriarsi del \u00a0ruolo di iniziativa che spetta alla Commissione. E le proposte del 6 dicembre sono la conferma che la Commissione ha voluto \u00a0tagliare corto con le numerose (e spesso contraddittorie) raccomandazioni e ipotesi che si stanno discutendo in questi mesi (a dire il vero pi\u00f9 fra centri di ricerca e gli opinionisti che in un dialogo fra Governi), \u00a0costringendo gli Stati membri a confrontarsi con proposte e misure molto concrete. Vedremo nelle prossime settimane se Juncker ha peccato di ingenuit\u00e0 o se ha colpito nel segno. Ma di certo d\u2019ora in poi gli Stati membri dovranno partire da quelle proposte e su quella base definire \u00a0le proprie posizioni.<\/p>\n<p><strong>I contenuti delle proposte della Commissione<\/strong><br \/>\nMa vediamo in cosa consistono queste proposte. In sintesi la Commissione suggerisce di trasformare il Meccanismo europeo di Stabilit\u00e0 in un Fondo monetario europeo, integrando questo strumento nel quadro legale e istituzionale dei Trattati e prevedendone nuove funzioni. Ha proposto di integrare ugualmente le disposizioni pi\u00f9 rilevanti del Fiscal Treaty nel quadro legale e istituzionale dell\u2019Unione, mantenendo gli elementi di flessibilit\u00e0 nell&#8217;applicazione delle regole sul controllo di deficit e debito adottate dalla Commissione nel 2105. Ha anticipato una proposta (che verr\u00e0 formalizzata nel maggio 2018 insieme alle proposte sul nuovo Quadro finanziario pluriennale) per la creazione di una linea del bilancio <strong>Ue<\/strong> dedicata all\u2019Eurozona. Ha rilanciato la proposta di un ministro europeo dell\u2019Economia e delle Finanze (che cumulerebbe le cariche di vice-presidente dalla Commissione e di presidente dell\u2019Eurogruppo). Ed ha proposto alcune modifiche del quadro regolamentare vigente per rafforzare gli strumenti di sostegno finanziario a Paesi che effettuano riforme strutturali nell&#8217;ambito di programmi di convergenza.<\/p>\n<p>La comunicazione sul ministro dell\u2019Economia \u00a0e delle Finanze europeo (gi\u00e0 evocata da molti in questi mesi) \u00e8 sicuramente la pi\u00f9 semplice da realizzare, dato che non necessita di specifiche misure legislative. Ma non per questo pu\u00f2 essere considerata come acquisita. E comunque non \u00e8 di fatto operativa, perch\u00e9 rinviata ad una specifica iniziativa da assumere nel 2019 in concomitanza con l\u2019insediamento della nuova Commissione.<\/p>\n<p>Ugualmente per ora non operative sono le proposte per una autonoma linea di bilancio dedicata per l&#8217;Eurozona. Le funzioni proposte sono importanti e innovative, perch\u00e9 configurerebbero per questo bilancio una funzione di stabilizzazione macroeconomica, una di sostegno alle riforme strutturali e una di sostegno a programmi di convergenza per Paesi candidati a fare parte dell&#8217;Eurozona. Ma dovremo valutare nel dettaglio queste idee quando la Commissione far\u00e0 una proposta formale nella prossima primavera. Colpisce comunque l\u2019assenza di riferimenti a una funzione di finanziamento di grandi progetti comuni (pure evocata tra gli \u00a0altri dal presidente francese Emmanuel Macron) e l\u2019assenza di riferimenti a proposte per il finanziamento di strumenti di solidariet\u00e0 (come avrebbe potuto essere l\u2019idea di una facility destinata a compensare fenomeni congiunturali di disoccupazione ciclica a suo tempo proposta dal Governo italiano).<\/p>\n<p><strong>Le iniziative potenzialmente operative: pro e contro creazione Fondo monetario europeo<\/strong><br \/>\nPi\u00f9 operative, e pi\u00f9 potenzialmente divisive, \u00a0sono invece le proposte sul Fondo monetario europeo e sulla integrazione della sostanza del Fiscal Treaty nel diritto europeo. L\u2019idea di trasformare il Meccanismo europeo di Stabilit\u00e0 in un Fondo monetario europeo non \u00e8 nuova. In favore di questa proposta si sono gi\u00e0 pronunciati non solo molti economisti ma anche vari Governi. Ma con idee non necessariamente convergenti.\u00a0 Si pu\u00f2 in sostanza assumere che ci sia un certo consenso sull&#8217;idea di intervenire sull\u2019Esm trasformandolo in un Fondo monetario europeo; ma sulle nuove funzioni restano punti di vista divergenti.<\/p>\n<p>La Commissione propone di trasformare l\u2019Esm (con un Regolamento da adottare all\u2019unanimit\u00e0 come previsto dall\u2019art. 352 del Tfue) in un organo dell\u2019Unione a tutti gli effetti (il Fondo monetario europeo); di aumentarne la accountability nei confronti del Consiglio e del Parlamento europeo; di prevedere che il nuovo Fondo monetario europeo, oltre a svolgere le funzioni dell\u2019Esm, operi come sostegno del Fondo comune di risoluzione per le banche in difficolt\u00e0 e possa in futuro sviluppare anche nuovi strumenti finanziari.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la governance la Commissione propone che dalla regola dell\u2019unanimit\u00e0 si passi, per talune decisioni, a una maggioranza dell\u201985% dei voti che rimarrebbero ponderati (una proposta che di fatto non modifica il ruolo preponderante che Francia e Germania continuerebbero ad avere anche nel nuovo Fondo monetario europeo).<\/p>\n<p>Nessuna apertura invece sull\u2019idea (sostenuta a suo tempo dal ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble) che il Fondo possa assumere compiti di vigilanza sulle politiche di bilancio degli Stati membri . E soprattutto nessuna apertura sull&#8217;idea (ugualmente sostenuta da Schauble) che gli interventi del Fondo possano essere subordinati alla previa accettazione del principio di una ristrutturazione del debito del Paese beneficiario dell\u2019assistenza del Fondo.<\/p>\n<p><strong>Le iniziative potenzialmente operative: pro e contro integrazione Fiscal Treaty<\/strong><br \/>\nL\u2019altra proposta, apparentemente neutra, ma che rischia di suscitare resistenze o divisioni, \u00e8 quella che prevede una integrazione nel quadro legale dell\u2019Unione delle disposizioni centrali del Fiscal Treaty. In sintesi la Commissione propone di adottare (all&#8217;unanimit\u00e0, come previsto dall\u2019art. 126 (14) del Tfue) una direttiva che recepisca la regola, contenuta nelle disposizioni del Titolo III del Fiscal Treaty, in base alla quale gli Stati membri si impegnano a rispettare l\u2019obiettivo del pareggio di bilancio in termini strutturali (con uno scostamento massimo consentito dello 0,5% del PIL) e un meccanismo di correzione automatico che si attiva nel caso di deviazioni significative.<\/p>\n<p>L\u2019ipotesi di integrare il Fiscal Treaty nel diritto dell\u2019Unione era prevista dalle stesse disposizioni del Fiscal Treaty alla scadenza di cinque anni dalla sua entrata in vigore. Quindi in teoria la Commissione sta solo dando seguito a un impegno gi\u00e0 previsto. E per di pi\u00f9 sceglie (correttamente) la strada, apparentemente pi\u00f9 semplice, di una direttiva, scartando l\u2019ipotesi (politicamente impraticabile) di una revisione dei Trattati.<\/p>\n<p>Sulla carta questa operazione avrebbe potuto essere l\u2019occasione per rendere pi\u00f9 semplici e pi\u00f9 trasparenti le regole vigenti in materia di disciplina di bilancio. Ma la Commissione ha preferito evitare di aprire\u00a0 un dibattito potenzialmente divisivo su una riforma delle regole vigenti per il controllo di deficit e debiti. Consapevole peraltro delle sensibilit\u00e0 che si sono sviluppate attorno al Fiscal Treaty in molti Paesi ( e soprattutto in Italia), temo che la prospettiva di un negoziato su una direttiva che recepirebbe il Titolo III del Fiscal Treaty possa costituire l\u2019occasione per uno scontro tra chi penser\u00e0 di approfittare di questo negoziato per allentare i vincoli del pareggio di bilancio e chi invece potrebbe essere tentato dall&#8217;idea di rafforzarli.<\/p>\n<p>In conclusione l\u2019iniziativa della Commissione si presenta pi\u00f9 come un onesto, e in linea di principio condivisibile, tentativo di razionalizzare e sistematizzare il quadro regolamentare esistente, che come un coraggioso tentativo di riforma delle regole che presiedono al governo dell\u2019Euro, nel senso tra l\u2019altro della trasparenza e della semplificazione. E\u2019 sicuramente da sostenere l\u2019idea di ricondurre nel quadro istituzionale dell&#8217;Ue strumenti intergovernativi adottati negli anni dell\u2019emergenza, \u00a0inserendoli in un rapporto pi\u00f9 trasparente ed efficace con le Istituzioni dell\u2019Unione e aumentandone la legittimit\u00e0 democratica. Ma non vanno trascurati la possibilit\u00e0 e il rischio che queste pur ragionevoli proposte si prestino ad offrire l\u2019occasione per richieste (non necessariamente convergenti)\u00a0 di modifica delle regole vigenti in materia di disciplina di bilancio o per richieste (analogamente non necessariamente convergenti) di nuovi strumenti di solidariet\u00e0 finanziaria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 6 dicembre la Commissione europea ha presentato un pacchetto di proposte legislative e di comunicazioni su vari aspetti del completamento e rafforzamento della governance dell\u2019Unione economica e monetaria. 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