{"id":67588,"date":"2017-12-14T15:41:28","date_gmt":"2017-12-14T14:41:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67588"},"modified":"2017-12-25T20:53:55","modified_gmt":"2017-12-25T19:53:55","slug":"argentina-mapuche-terre-g20","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/argentina-mapuche-terre-g20\/","title":{"rendered":"Argentina: i Mapuche in lotta per le terre infiammano il G20"},"content":{"rendered":"<p>A fine novembre si \u00e8 consumato l\u2019ultimo atto della battaglia che vede opporsi, ormai da anni, la comunit\u00e0 <strong>Mapuche<\/strong>, che rivendica il diritto di occupazione delle proprie terre ancestrali in <strong>Patagonia <\/strong>(spesso di propriet\u00e0 di multinazionali come <strong>Benetton<\/strong> e Levi&#8217;s), ed il governo argentino di Mauricio <strong>Macri<\/strong>. Il bilancio dello scontro &#8211; che avrebbe coinvolto alcuni membri del gruppo armato del movimento Mapuche, la Ram (<em>Resistencia Ancestral Mapuche<\/em>) &#8211; e una squadra di militari del gruppo Albatros della <em>Prefectura Naval<\/em>, \u00e8 di un morto \u2013 il 22enne Rafel Nahuel &#8211; e due feriti.<\/p>\n<p>I fatti hanno particolare rilevanza se considerati a seguito del ritrovamento, il 17 ottobre, del cadavere dell\u2019attivista Santiago <strong>Maldonado<\/strong>, scomparso ad agosto durante una manifestazione per i diritti della comunit\u00e0 Mapuche a Cushamen, nella provincia del Chubut. Ma non solo.<\/p>\n<p>Un recente scontro tra i Mapuche e le forze della <em>Policia Federal<\/em> e degli Albatros ha infatti avuto luogo a Villa Mascardi, a soli 35 chilometri da <strong>Bariloche<\/strong>, nella provincia del Rio Negro. Proprio a Bariloche si tiene dal 12 dicembre il secondo incontro preparatorio del <strong>G20<\/strong>, che si svolger\u00e0 alla fine del 2018 a <strong>Buenos Aires<\/strong>. In previsione del vertice, il governo Macri ha realizzato un piano di sicurezza eccezionale, che coinvolge circa mille effettivi delle forze di sicurezza e decine di mezzi.<\/p>\n<p><strong>Fra proteste di piazza e proroghe normative<\/strong><br \/>\nLa coalizione <em>Cambiemos<\/em> guidata dal presidente Macri, dopo la grande vittoria alle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/argentina-urne-kirchner\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">elezioni<\/a> legislative del 22 ottobre scorso, si gioca adesso una partita importantissima a livello internazionale con la realizzazione del Vertice cui parteciperanno ministri della Finanza e diversi funzionari dei Paesi membri del G20. La questione delle terre indigene potrebbe complicare ulteriormente la gi\u00e0 difficile situazione con l\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<p>La scomparsa di Santiago Maldonando il 1\u00b0 agosto aveva infatti dato inizio ad una forte campagna di sensibilizzazione da parte di Amnesty International e ad una grandissima mobilitazione da parte del popolo argentino. Intanto, il 26 novembre circa 5 mila persone si erano riunite davanti alla <em>Casa Rosada<\/em> per manifestare l\u2019indignazione per la morte di Nahuel e chiedere le dimissioni del ministro della Sicurezza Patricia Bullrich.<\/p>\n<p>Poche settimane prima, la Camera dei deputati del Parlamento argentino aveva approvato all\u2019unanimit\u00e0 la terza proroga della legge 26160, confermando la posizione gi\u00e0 espressa dal Senato il 27 settembre. La legge 26160, adottata la prima volta nel novembre 2006 con termine quadriennale, stabilisce norme emergenziali in materia di possesso e propriet\u00e0 delle terre tradizionalmente occupate dalle comunit\u00e0 native originarie del Paese e la cui entit\u00e0 giuridica sia stata iscritta nel Registro nazionale delle comunit\u00e0 indigene.<\/p>\n<p>La legge, gi\u00e0 prorogata di quattro anni nel 2009, nel 2013 e quest\u2019anno fino al 2021, prevede che dalla data di decorrenza sia sospesa l\u2019esecuzione di sentenze ed atti processuali o amministrativi il cui soggetto sia lo sgombero di queste comunit\u00e0 dalle terre menzionate. Il decreto 1122\/2007, contenente misure d\u2019attuazione della legge, stabilisce inoltre che oggetto della disposizione siano non solo le comunit\u00e0 indigene iscritte nel Registro nazionale, ma anche quelle \u201cpreesistenti\u201d, specificando che con \u201cpreesistenti\u201d ci si riferisce alle comunit\u00e0 appartenenti a un popolo indigeno preesistente che abbiano o meno registrata la propria entit\u00e0 giuridica nel suddetto Registro o presso un organo provinciale competente. Una specificazione che amplia di molto il raggio d\u2019azione della legge.<\/p>\n<figure id=\"attachment_67589\" aria-describedby=\"caption-attachment-67589\" style=\"width: 358px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-67589\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/santiagomaldonado-300x202.jpeg\" alt=\"\" width=\"358\" height=\"241\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/santiagomaldonado-300x202.jpeg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/santiagomaldonado-768x517.jpeg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/santiagomaldonado-1024x689.jpeg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/santiagomaldonado-125x84.jpeg 125w\" sizes=\"(max-width: 358px) 100vw, 358px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-67589\" class=\"wp-caption-text\">Proteste per la scomparsa dell&#8217;attivista Santiago Maldonado (\u00a9 Mario\/SOPA via ZUMA Wire)<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Sgomberi, scontri e quei\u00a0terreni Benetton<\/strong><br \/>\nLe continue proroghe della legge 26160 sarebbero state realizzate per assicurare una risoluzione completa e efficace alla \u201cquestione dei popoli indigeni\u201d. Dovrebbero infatti permettere all\u2019<em>Instituto Nacional de Asuntos Indigenas <\/em>(Inai), di concludere i sopralluoghi catastali per la registrazione delle diverse comunit\u00e0. Lavoro che si sarebbe dovuto concludere gi\u00e0 da otto anni e che, invece &#8211; secondo dati ufficiali &#8211; avrebbe ad oggi riconosciuto solo 759 delle 1532 comunit\u00e0 originarie argentine, che corrisponderebbero al 49% del totale.<\/p>\n<p>Nonostante le risoluzioni adottate in questi anni, per\u00f2, il governo Macri sembra non riuscire a riportare su un binario prettamente legale la disputa con la comunit\u00e0 Mapuche, che adesso potrebbe approfittare dell\u2019occasione fornita dal G20 per un\u2019altra offensiva contro il governo. Difficile prevedere se questa offensiva si realizzer\u00e0 secondo i principi pacifici delle manifestazioni e delle occupazioni di terreni o secondo i metodi di rappresaglia armata spesso realizzati dai membri della Ram.<\/p>\n<p>Il 2017 si \u00e8 rivelato un anno fondamentale nell\u2019evoluzione della vicenda dei Mapuche; un anno di particolare violenza se consideriamo gli scontri che hanno coinvolto le comunit\u00e0 indigene e le forze di sicurezza. I fatti di Villa Mascardi sono infatti solo gli ultimi in ordine di tempo in questa guerra intestina. A gennaio, le forze di sicurezza si erano violentemente scontrate con la comunit\u00e0 Mapuche di Cushamen, con l\u2019intento di sgomberare la ferrovia della <em>Trochita<\/em> dallo sbarramento di protesta per la rivendicazione di alcuni territori della<em> Compania de Tierras del Sur Argentino<\/em>, azienda del gruppo Benetton.<\/p>\n<p>Il 1\u00b0 agosto, sempre a Cushamen, altri scontri con la <em>Gendarmer\u00eda<\/em> hanno seguito una manifestazione di protesta, iniziata per lo sgombero di alcune famiglie che si erano insediate nei terreni di propriet\u00e0 Benetton. Neanche l\u2019arresto di Facundo Jones Huala, identificato dalle autorit\u00e0 come il leader della Ram e fautore di numerose azioni di rappresaglia, sembra aver smorzato le rivendicazioni Mapuche.<\/p>\n<p><strong>Garanzie per le popolazioni native<\/strong><br \/>\nI principi e le disposizioni legali e costituzionali per la risoluzione pacifica della questione storica dei Mapuche esisterebbero, almeno sulla carta. Anche costituzionale. Oltre alla legge 26160, infatti, la Costituzione argentina prevede &#8211; al comma 17 dell\u2019articolo 75 -, che la <strong>preesistenza etnica e culturale<\/strong> dei popoli indigeni venga riconosciuta e che, pi\u00f9 concretamente, vengano riconosciute giuridicamente queste comunit\u00e0 ed il possesso e la propriet\u00e0 delle terre che tradizionalmente occupano. La disposizione stabilisce, inoltre, anche i loro diritti all\u2019educazione, alla cultura ed alla partecipazione alla gestione delle risorse naturali e degli interessi che le riguardano.<\/p>\n<p>Lo scontro politico tra il governo argentino ed i Mapuche &#8211; che con il caso Maldonado \u00e8 salito agli onori della cronaca internazionale &#8211; ha un\u2019importanza che valica le frontiere nazionali e che, probabilmente, avr\u00e0 grandissima rilevanza in ambito interamericano. Soprattutto se consideriamo che nel giugno 2016, dopo 17 anni di negoziati, l\u2019Organizzazione degli Stati americani (Osa) ha adottato la Dichiarazione americana sui diritti delle popolazioni native, ritenendo quindi necessaria e fondamentale una risoluzione della conflittualit\u00e0 che in tutto il continente divide i governi degli Stati nazionali e le comunit\u00e0 indigene originarie delle diverse regioni.<\/p>\n<p>Adesso bisognerebbe iniziare un dialogo concreto che porti a concludere accordi che consentano alle comunit\u00e0 indigene una sistemazione temporanea nelle proprie terre ancestrali, come previsto per legge. Ma non sar\u00e0 facile riunire pacificamente al tavolo delle trattative le forze di governo, le comunit\u00e0 del popolo Mapuche e le grandi multinazionali che sono proprietarie dei terreni oggetto della disputa.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina\u00a0\u00a9\u00a0Julietta Ferrario\/ZUMA Wire\/ZUMAPRESS.com<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A fine novembre si \u00e8 consumato l\u2019ultimo atto della battaglia che vede opporsi, ormai da anni, la comunit\u00e0 Mapuche, che rivendica il diritto di occupazione delle proprie terre ancestrali in Patagonia (spesso di propriet\u00e0 di multinazionali come Benetton e Levi&#8217;s), ed il governo argentino di Mauricio Macri. 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