{"id":67623,"date":"2017-12-17T09:24:45","date_gmt":"2017-12-17T08:24:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67623"},"modified":"2017-12-21T12:39:08","modified_gmt":"2017-12-21T11:39:08","slug":"austria-accordo-kurz-strache","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/austria-accordo-kurz-strache\/","title":{"rendered":"Austria: accordo Kurz-Strache, la destra al governo"},"content":{"rendered":"<p>Mentre in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/germania-trivio-governo-europa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Germania<\/strong><\/a>, dove si era votato tre settimane prima, la formazione del governo \u00e8 in alto mare, in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/austria-kurz-renzi-orban\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Austria<\/strong><\/a> il negoziato tra Sebastian <strong>Kurz<\/strong> e Heinz-Christian <strong>Strache<\/strong>\u00a0 \u00e8 andato avanti senza scosse e si \u00e8 concluso prima di Natale, come promesso. Anche in Austria come in Germania c&#8217;erano i numeri per una riedizione della &#8216;Grosse Koalition&#8217;, ma non la volont\u00e0 politica. Troppe le divergenze fra il partito del vincitore delle elezioni, la &#8216;nuova&#8217; \u00d6vp, i vecchi &#8216;popolari&#8217;, e gli ex-alleati socialisti.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 facilmente superabili, per quanto possa sembrare strano, quelle\u00a0 con la destra &#8216;libertaria&#8217;, l&#8217;Fp\u00f6. Notevoli anzi le convergenze programmatiche: riduzione del carico fiscale, snellimento della Amministrazione, rafforzamento della sicurezza (pi\u00f9 fondi e personale alla Polizia), contenimento dell&#8217;immigrazione. Perci\u00f2 gi\u00e0 pochi giorni dopo il voto era chiaro che la coalizione si sarebbe fatta fra i &#8216;turchese&#8217; (ex &#8216;neri&#8217;: Sebastian <strong>Kurz<\/strong>, il premier pi\u00f9 giovane d&#8217;Europa, ha voluto cambiare persino il colore tradizionale del partito popolare) e gli &#8216;azzurri&#8217;.<\/p>\n<p><strong>Lo scoglio dell&#8217;Europa evitato e un patto dettagliato<\/strong><br \/>\nUno scoglio poteva essere la diversit\u00e0 di vedute sull&#8217;integrazione europea, anche se Strache aveva messo molta acqua nel suo vino nazionalista ed euroscettico. Ma Kurz, spalleggiato dal presidente della Repubblica Alexander <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/12\/in-austria-londata-populista-non-passa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">van der Bellen<\/a>, ha subito chiarito la propria indisponibilit\u00e0 a compromessi in questo campo. Grazie alla flessibilit\u00e0 mostrata da Strache ed alla abilit\u00e0 diplomatica del giovane Kurz, la trattativa si \u00e8 svolta in un clima cordiale. Se \u00e8 durata due mesi \u00e8 perch\u00e9 si \u00e8 voluto delineare un programma di governo dettagliato, in modo da evitare future contestazioni.<\/p>\n<p>Le intese raggiunte non presentano aspetti clamorosi e non giustificano timori di derive ungaro-polacche. Si va dal bonus fiscale per i figli alla reintroduzione dei voti numerici nella scuola elementare, dalla riduzione del numero delle &#8216;casse malattia&#8217; allo snellimento delle procedure per l&#8217;approvazione di grandi opere infrastrutturali, dalla tassazione dei profitti delle grandi aziende digitali all&#8217;obiettivo di coprire l&#8217;intero fabbisogno elettrico con le fonti di energia rinnovabili entro il 2030.<\/p>\n<p>Punti programmatici pi\u00f9 importanti, ma gi\u00e0 concordati in partenza, i gi\u00e0 menzionati tagli fiscali e di bilancio (con conseguenti riduzioni di talune prestazioni sociali), il rafforzamento della polizia e lo snellimento delle strutture amministrative. Quest&#8217;ultimo obiettivo comporter\u00e0 una perdita di potere e risorse per i governatori dei Laender, in gran parte democristiani: in passato vi si sarebbero opposti con successo, ma Kurz aveva imposto loro la sua autorit\u00e0 indiscussa gi\u00e0 nei mesi scorsi, dimostrando \u2013 a 31 anni \u2013 la sua abilit\u00e0 di stratega.<\/p>\n<p>Tre nodi sono stati tagliati nel round finale: Strache ha avuto partita vinta sull&#8217;abrogazione del divieto di fumare nei caff\u00e8 e ristoranti (che doveva entrare in vigore nel 2018); in cambio, ha rinunciato a rendere facoltativa l&#8217;iscrizione alle camere del lavoro. E ha ottenuto l&#8217;introduzione del referendum legislativo, ma con alcuni correttivi: gradualit\u00e0, soglia pi\u00f9 alta (petizione firmata dal 10% degli elettori, esclusione delle materie comunitarie). In sostanza, ha rinunciato ad attuare la sua promessa elettorale di lanciare al pi\u00f9 presto una consultazione sulla bocciatura del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/11\/ue-canada-e-le-mirabolanti-avventure-del-ceta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Ceta<\/a>, l&#8217;accordo di libero commercio <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/ue-piano-integrazione-europea\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Ue<\/strong><\/a>-Canada, osteggiato da ambientalisti e associazioni dei consumatori come un surrogato del defunto Ttip.<\/p>\n<p><strong>Migranti: passa la linea restrittiva, largamente scontata<\/strong><br \/>\nUnico aspetto che possa interessare gli osservatori internazionali: la linea restrittiva sull&#8217;immigrazione, peraltro largamente scontata. Il nuovo governo fa una netta distinzione (pi\u00f9 chiara in teoria che nella pratica!) fra diritto di asilo e <strong>migranti<\/strong>. Ci dobbiamo dunque attendere un accresciuto rigore nell&#8217;impedire che questi ultimi filtrino attraverso i valichi di Tarvisio e Brennero verso il Nord. E&#8217; molto probabile che Vienna si schieri contro la modifica del regime di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/dublino-riforma-necessaria-europa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Dublino<\/a> auspicata dall&#8217;Italia e dal Parlamento europeo e contro la ripartizione automatica dei migranti.<\/p>\n<p>Solo in questo senso si pu\u00f2 parlare di avvicinamento di Vienna al gruppo di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/visegrad-nucleo-duro-europa-contro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Visegrad<\/a>. Ma sarebbe arbitrario assimilare il nuovo governo a quelli di Budapest, Varsavia e Praga in termini di euroscetticismo o, peggio, di autoritarismo. Poteva al limite essere una preoccupazione l&#8217;anno scorso, quando nei sondaggi Strache aveva i numeri per aspirare alla cancelleria con l&#8217;appoggio dei democristiani, ma non ora, a parti invertite, come junior partner di un leader energico come Kurz.<\/p>\n<p>Sabato 16, mentre a Praga i leader populisti e xenofobi Le Pen e Wilders attaccavano l&#8217;Ue e auspicavano la sua disgregazione, a Vienna il presidente van der Bellen e il neo-cancelliere ribadivano l&#8217;impegno dell&#8217;Austria all&#8217;integrazione europea; e Strache assentiva.<\/p>\n<p>La nuova politica sull&#8217;immigrazione prevede, tra l&#8217;altro, un innalzamento a dieci anni del requisito di residenza per ottenere la naturalizzazione e un\u00a0 calmiere ai generosi sussidi sociali che costituiscono un incentivo a migrare verso l&#8217;Austria (verr\u00e0 meno la piena parit\u00e0 con i cittadini, vi saranno pi\u00f9 prestazioni in natura che in denaro); prevede per\u00f2 anche misure per l&#8217;integrazione, fra cui corsi di lingua e due anni di scuola materna. Non ci sono gli estremi per parlare di una politica xenofoba.<\/p>\n<p><strong>La suddivisione dei posti, il nodo degli Esteri<\/strong><br \/>\nNella compagine governativa il partito\u00a0 nazional-populista di Strache occupa sei poltrone ministeriali su 14, compresi i ministeri attinenti ai vari aspetti della sicurezza: Interno, Esteri, Difesa, Protezione civile.\u00a0\u00c8 dunque uno junior partner di peso. Va ricordato che \u00e8 il secondo partito in tutti i L\u00e4nder (salvo uno, dove per\u00f2 fa parte della coalizione al potere) e il primo in Carinzia, mentra la \u00d6vp di Kurz ha la maggioranza relativa a livello nazionale, ma \u00e8 il terzo partito in due L\u00e4nder, nonch\u00e9 a Vienna, Graz e Linz, cio\u00e8 le citt\u00e0 principali. Kurz non poteva perci\u00f2 liquidare le pretese dell&#8217;alleato con qualche strapuntino.<\/p>\n<p>Perplessit\u00e0 suscita in molti commentatori il fatto che stiano sotto uno stesso cappello non solo tutti gli &#8216;uomini in uniforme&#8217;, ma anche entrambi i servizi di informazione.<\/p>\n<p>Kurz ha preferito cedere terreno all&#8217;alleato nel settore della sicurezza per assicurarsi il controllo di economia e giustizia. Voleva nominare alle Finanze l&#8217;ex-presidente della Corte dei Conti, Josef Moser: un chiaro segno che sui tagli a sovvenzioni e sprechi intende fare sul serio. Facendo una concessione ai governatori regionali, lo ha poi spostato alla Giustizia, ma in quanto titolare della riforma dello Stato e dell&#8217;amministrazione Moser potr\u00e0 portare avanti\u00a0pure quella agenda.<\/p>\n<p>Oltre al posto di vice-cancelliere, Strache aveva chiesto e ottenuto per s\u00e9 l&#8217;Interno, che poi (non essendo uno stakanovista) ha ceduto al proprio braccio destro Herbert Kickl, accontentandosi dello Sport. Non \u00e8 invece riuscito a piazzare agli Esteri l&#8217;ex candidato alla presidenza della Repubblica Norbert Hofer, dirottato alle Infrastrutture. Ma ha avuto per uno dei suoi la Difesa, che non aveva chiesto.<\/p>\n<p>La nomina di Hofer a capo della diplomazia avrebbe sicuramente nociuto all&#8217;immagine dell&#8217;Austria ed \u00e8 infatti stata fortemente sconsigliata dal presidente van der Bellen. A quel posto va invece Karin Kneissl, una indipendente che solo recentemente si \u00e8 avvicinata a Strache, fungendo da suo consigliere\u00a0 per la politica estera nella trattativa con i popolari.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 giovane diplomatica dimissionaria per amore di indipendenza,\u00a0 divenuta docente e pubblicista, \u00e8 considerata la migliore esperta austriaca di Medio Oriente (parla l&#8217;arabo, oltre a varie altre lingue, e ha studiato sia a Beirut che a Gerusalemme), ma ha approfondito molte altre problematiche e ha tutte le qualit\u00e0 per essere un ottimo ministro degli Esteri. Il coordinamento della politica comunitaria, anche in vista del semestre di presidenza austriaca del Consiglio dell&#8217;Ue &#8211; nella seconda met\u00e0 del 2018 -, \u00e8 per\u00f2 stato avocato a s\u00e9 dal cancelliere.<\/p>\n<p>Nell&#8217;insieme il nuovo governo &#8216;turchese-azzurro&#8217; va visto senza allarmismi, anche se il partito di Strache rimane sostanzialmente affine al Front National di Marine Le Pen e alla Lega di Matteo Salvini. Kurz dovrebbe essere in grado di mantenere ferma la barra del timone e di non farsi imporre sbandate a destra. Forse il suo \u00e8 un progetto &#8216;trasformista&#8217;, nel senso storico del termine: trasformare un partito nazional-populista in un partito liberal-conservatore. A Vienna la democrazia gode di ottima salute, non c&#8217;\u00e8 motivo di temere un contagio ungherese. Solo in materia di contenimento dell&#8217;immigrazione &#8211; e qui si tocca un tasto delicato per l&#8217;Italia &#8211; non si pu\u00f2 escludere un avvicinamento alle posizioni del gruppo di Visegrad.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre in Germania, dove si era votato tre settimane prima, la formazione del governo \u00e8 in alto mare, in Austria il negoziato tra Sebastian Kurz e Heinz-Christian Strache\u00a0 \u00e8 andato avanti senza scosse e si \u00e8 concluso prima di Natale, come promesso. 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