{"id":67640,"date":"2017-12-18T08:28:32","date_gmt":"2017-12-18T07:28:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67640"},"modified":"2017-12-18T19:51:54","modified_gmt":"2017-12-18T18:51:54","slug":"congo-conflitto-kabila-ribelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/congo-conflitto-kabila-ribelli\/","title":{"rendered":"RD Congo: un conflitto endemico, che fa comodo a Kabila e ribelli"},"content":{"rendered":"<p>L\u20198 dicembre, un gruppo di ribelli, membri delle Forze Democratiche Alleate (un\u2019organizzazione considerata come terrorista dal governo ugandese), ha attaccato una base <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/segnalazioni\/onu-ruanda-salton\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Onu<\/strong> <\/a>nella regione del Nord Kivu, Repubblica Democratica del<strong> Congo<\/strong>, provocando l\u2019uccisione di 15 peacekeepers e cinque membri dell\u2019esercito regolare congolese, oltre al ferimento di almeno altri cinquanta militari.<\/p>\n<p>Ant\u00f3nio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, ha definito l\u2019attacco \u201cil peggiore nella storia recente dell\u2019Onu\u201d, sollecitando l&#8217;attenzione del pubblico e della stampa sugli eventi in Congo. Gli articoli scaturiti per\u00f2 si sono limitati ad una cronaca dello scontro armato, senza dare una visione d\u2019insieme della situazione nella regione.<\/p>\n<p>La tragicit\u00e0 della situazione umanitaria causata dagli scontri nella RD del Congo, infatti, viene ampiamente sottostimata dai media internazionali. Per citare un dato su tutti, dal 2015 i soli rifugiati interni sono ormai quattro milioni, dei quali 500.000 nei mesi fra agosto ed ottobre. Per fare un cinico confronto, la molto pi\u00f9 pubblicizzata crisi umanitaria legata ai <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/myanmar-papa-rohingya-cina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Rohingya<\/a>, in Myanmar, coinvolge &#8216;solo&#8217; 860.000 persone.<\/p>\n<p><strong>Le Forze Democratiche Alleate<br \/>\n<\/strong>Per comprendere come si \u00e8 arrivati ad una situazione talmente critica \u00e8 bene cominciare indagando il ruolo e i motivi delle parti in causa, cominciamo da coloro che hanno perpetrato l\u2019attacco, le <em>Forces d\u00e9mocratiques alli\u00e9es<\/em>. Le Fda nascono a met\u00e0 degli Anni Novanta in <strong>Uganda<\/strong>, stato confinante con la regione del Kivu, dalla fusione di due gruppi armati, il <em>Tablighi Jamaat <\/em>ed il\u00a0 <em>National Army for the Liberation of Uganda. L<\/em>a figura pi\u00f9 importante dell\u2019organizzazione \u00e8 stata, dalla fondazione fino al suo arresto in Tanzania nel 2015, Jamil Mukulu, ex-protestante convertito all\u2019Islam radicale.<\/p>\n<p>Il gruppo ha alle spalle vent&#8217;anni di guerriglia nelle zone a nord del lago Tanganica, fra Uganda e RD del Congo, e pu\u00f2 contare su di una fitta rete di contatti con varie altre organizzazioni criminali, da Boko Haram in Nigeria ad Al-Shabaab in Somalia fino ad Al Qaeda stessa. Questi contatti sono alla base del successo delle Fda, che grazie ad essi non hanno mai perso l\u2019appoggio economico e il reclutamento necessari alla loro sopravvivenza, nonostante gli sforzi per neutralizzarle da parte delle forze congolesi regolari e dell\u2019Onu.<\/p>\n<p>Le azioni di questa organizzazione proto-statale, le etnie in conflitto e le scaramucce di &#8216;signori della guerra&#8217; contro le forze armate congolesi (oltre che fra le varie organizzazioni) sono alla base dell\u2019instabilit\u00e0 politica delle vaste regioni dell\u2019entroterra congolese e sono la causa principale del gran numero di migranti riportato dall\u2019UnHcr. Ognuno di questi conflitti meriterebbe un articolo a s\u00e9: possiamo citare, per la loro particolare violenza, gli scontri che le Fda intrapresero con l\u2019<em>Uganda People\u2019s Defence Force, <\/em>l\u2019esercito ugandese, nel 2008.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo del governo congolese<br \/>\n<\/strong>A governare, solo nominalmente, quei turbolenti territori, \u00e8 il governo congolese guidato da Joseph Kabila, presidente &#8216;ereditario&#8217;, avendo assunto il ruolo del padre Laurent-Desir\u00e9 <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/africa-mugabe-padre-patria\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Kabila<\/strong><\/a>, assassinato nel 2001. L\u2019immagine pubblica di Kabila jr. \u00e8 stata fin dagli inizi macchiata da pesanti accuse di corruzione, dispotismo e violazione dei diritti umani.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 durante il periodo della guerra civile scatenata dal padre, con l\u2019appoggio degli eserciti di Rwanda ed Uganda, per rovesciare il precedente regime di Mobutu Sese-Seko, le unit\u00e0 militari da lui comandate facevano uso di <em>Kadogos<\/em>, bambini soldato.<\/p>\n<p>Alla morte del padre, Joseph si ritrova catapultato nella posizione di presidente ad interim a soli 29 anni, il primo capo di stato della storia nato negli Anni \u201870. In questa posizione riesce a concludere un accordo di pace con le forze ribelli che avevano assassinato il padre (finanziate da Rwanda e Uganda, gli stessi Paesi che avevano sostenuto la guerra civile di Kabila sr solo pochi anni prima), ponendo fine, ancora una volta solo nominalmente, agli scontri armati. \u00c8 in questo periodo che viene varata la missione di peacekeeping dell&#8217;Onu Monusco, attaccata l&#8217;8 dicembre.<\/p>\n<p>Nel 2006 viene varata dal governo una Costituzione che prevede un limite di due mandati presidenziali della durata di cinque anni ciascuno. Si decide, fra grandi polemiche, che il periodo dal 2001 al 2006, in cui Kabila jr \u00e8 gi\u00e0 stato al governo, non conter\u00e0.<\/p>\n<p>Nel 2016, dopo quindici anni di governo ininterrotto, gli osservatori internazionali e le opposizioni interne richiedono a gran voce elezioni democratiche (alle quali Kabila per costituzione non avrebbe potuto presentarsi), ma il presidente si rifiuta di indirle. A suo parere \u00e8 necessario che si stabilizzi la situazione e &#8211; una volta che ci\u00f2 sar\u00e0 avvenuto &#8211; che si faccia un censimento generale, al fine di evitare brogli.<\/p>\n<p>Le possibilit\u00e0 che gli scontri armati si azzerino sono sostanzialmente nulle: Kabila, vista la sua storia personale e i 15 anni di governo che ha alle spalle, lo sa benissimo. L\u2019obiettivo \u00e8 chiaro: mantenere gli scontri abbastanza vivi da potere continuare a posticipare le elezioni, senza che la situazione degeneri nel caos pi\u00f9 totale, per evitare troppe pressioni internazionali causate dallo sconquasso umanitario.<\/p>\n<p>I giornali congolesi, scarsamente diffusi a causa dell\u2019analfabetismo rampante, e tutti controllati dal regime di Kinshasa, dipingono il presidente come l\u2019unico in grado di preservare il fragile equilibrio. Ma forse \u00e8 invece proprio Kabila a rendere l\u2019equilibrio pi\u00f9 fragile di quanto potrebbe essere.<\/p>\n<p><strong>Quali le prospettive, a questo punto<br \/>\n<\/strong>La storia della Repubblica Democratica del Congo \u00e8 l\u2019epitome di quanto di peggio abbia offerto il colonialismo con i suoi strascichi. Difficile prospettare una soluzione che fermi lo stillicidio di violenze in corso dai tempi in cui il territorio era propriet\u00e0 privata di Leopoldo II, re del Belgio. Quello che possiamo forse fare \u00e8 solo cercare di prestare attenzione a quello che succede nelle zone di conflitti che non riescono a fare notizia ed esserne almeno coscienti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u20198 dicembre, un gruppo di ribelli, membri delle Forze Democratiche Alleate (un\u2019organizzazione considerata come terrorista dal governo ugandese), ha attaccato una base Onu nella regione del Nord Kivu, Repubblica Democratica del Congo, provocando l\u2019uccisione di 15 peacekeepers e cinque membri dell\u2019esercito regolare congolese, oltre al ferimento di almeno altri cinquanta militari. 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