{"id":67647,"date":"2017-12-18T18:15:36","date_gmt":"2017-12-18T17:15:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67647"},"modified":"2017-12-22T03:11:22","modified_gmt":"2017-12-22T02:11:22","slug":"migranti-quote-ue-tusk","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/migranti-quote-ue-tusk\/","title":{"rendered":"Migranti: quote, duello Ue-Stati membri e tutti contro Tusk"},"content":{"rendered":"<p>Il 14 e 15 dicembre si \u00e8 svolto a Bruxelles l\u2019ultimo <strong>Consiglio europeo<\/strong> del 2017, occasione per i leader dell\u2019<strong>Ue<\/strong> per tracciare un bilancio delle azioni comuni finora intraprese e per impostare l\u2019agenda politica per il prossimo futuro. Tra i temi discussi, la politica migratoria e il sistema di gestione dei richiedenti asilo hanno fatto registrare, ancora una volta, significative divergenze tra gli Stati membri.<\/p>\n<p>In particolare, principale fonte di disaccordo si \u00e8 dimostrato il binomio <strong>solidariet\u00e0-migrazione<\/strong>: se, almeno a livello di dichiarazioni d\u2019intento, si registra consenso circa la necessit\u00e0 di un sostegno ai Paesi geograficamente pi\u00f9 esposti ai flussi, profonde divisioni permangono sulle modalit\u00e0 concrete con cui lo stesso dovrebbe essere garantito.<\/p>\n<p>In questo senso, la ricollocazione per quote dei <strong>richiedenti asilo<\/strong> rappresenta una chiara forma di concretizzazione della solidariet\u00e0 in ambito migratorio e, come tale, dovrebbe costituire un elemento chiave della futura riforma del <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/dublino-riforma-necessaria-europa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">sistema di Dublino<\/a><\/strong>. Nella proposta ora in discussione, infatti, si ipotizza un sistema di redistribuzione per quote non pi\u00f9 di natura emergenziale e provvisoria (come quello attuale, istituito nel 2015 a favore di <strong>Italia<\/strong> e Grecia), bens\u00ec <strong>permanente<\/strong> e <strong>automatico<\/strong>.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 proprio sulla ricollocazione per quote &#8211; sia quella presente, sia quella che potrebbe nascere in esito alla riforma \u2013 che si sta consumando un aspro scontro, non solo tra gli Stati membri, ma ora anche tra le stesse istituzioni dell\u2019Ue.<\/p>\n<p><strong>I numeri della ricollocazione<\/strong><br \/>\nSecondo l\u2019ultimo <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/home-affairs\/sites\/homeaffairs\/files\/what-we-do\/policies\/european-agenda-migration\/20171114_annex_6_relocation_en.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">rapporto<\/a> della Commissione europea, a met\u00e0 novembre, a fronte di un totale di 98.000 richiedenti asilo previsti, ne risultavano ricollocati circa 31.500, di cui oltre 9.000 ricevuti dalla sola Germania, al primo posto tra gli Stati membri pi\u00f9 solidali e \u2018virtuosi\u2019 nel rispetto degli obblighi di ricollocazione. Seguono nell\u2019elenco Francia (circa 4.700) e Svezia (circa 2.800).<\/p>\n<p>Dati diametralmente opposti, invece, quanto ai Paesi del cosiddetto gruppo di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/migranti-quote-braccio-ferro-ue-stati\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Visegr\u00e1d<\/a>, da sempre fermi oppositori della solidariet\u00e0 migratoria e in particolare della ricollocazione obbligatoria per quote. Dopo oltre due anni dall\u2019entrata in vigore del sistema di ricollocazione, infatti, <strong>Repubblica Ceca<\/strong> e <strong>Slovacchia<\/strong> hanno accolto rispettivamente solo 12 e 16 richiedenti asilo; mentre <strong>Ungheria<\/strong> e <strong>Polonia<\/strong> ad oggi non hanno ancora ricollocato nessuna persona, persistendo nella violazione degli obblighi imposti dal diritto Ue.<\/p>\n<p>Tale fronte di opposizione alla solidariet\u00e0 europea in ambito migratorio potrebbe peraltro arricchirsi con l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/austria-accordo-kurz-strache\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Austria<\/a> che, anche alla luce dei recenti sviluppi di politica interna, sembra intenzionata ad adottare un atteggiamento critico e restrittivo verso le politiche migratorie comuni. Ci\u00f2 sembra fra l\u2019altro confermato dai dati sulla ricollocazione, con soli 15 richiedenti asilo finora ricollocati dall\u2019Austria.<\/p>\n<p><strong>Nuovo capitolo di fronte alla Corte<\/strong><br \/>\nLa <strong>Corte di giustizia<\/strong> dell\u2019Unione europea, con <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/migranti-corte-giustizia-quote-italia\/\">sentenza<\/a> dello scorso settembre, aveva respinto i ricorsi presentati da Ungheria e Slovacchia contro il meccanismo di ricollocazione, confermando chiaramente che la solidariet\u00e0 in ambito migratorio rappresenta a tutti gli effetti un obbligo giuridico vincolante.<\/p>\n<p>Nella stessa ottica, la Commissione europea aveva aperto in giugno una <strong>procedura d\u2019infrazione<\/strong> nei confronti di Polonia, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/ungheria-orban-migranti-sentenza-europea\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Ungheria<\/a> e Repubblica Ceca proprio a causa dell\u2019inadempimento degli obblighi di solidariet\u00e0 espressi tramite la ricollocazione per quote. A fronte del plateale ed ostinato rifiuto di ricollocare i migranti, la Commissione, con <a href=\"http:\/\/europa.eu\/rapid\/press-release_IP-17-5002_en.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">decisione<\/a> del 7 dicembre 2017, ha riferito la questione alla Corte di giustizia, cos\u00ec portando i tre Stati membri di fronte ai giudici dell\u2019Unione ed aggiungendo un nuovo capitolo allo scontro sulle quote obbligatorie di migranti.<\/p>\n<p><strong>Scontro inter-istituzionale<\/strong><br \/>\nIl clima di antagonismo e polemica si \u00e8 ulteriormente arricchito con uno scontro istituzionale tra Commissione e Consiglio europeo, consumatosi proprio prima del Vertice di met\u00e0 dicembre. Poco prima di accogliere a Bruxelles i leader dei Ventotto, infatti, il presidente del Consiglio europeo, il polacco Donald <strong>Tusk<\/strong>, in una propria nota aveva parlato di un evidente scontro tra \u201cEst e Ovest\u201d sui temi della migrazione, affermando inoltre, con specifico riguardo alla ricollocazione per quote, come la stessa costituisca un fattore di grandi divisioni tra gli Stati e di come, in ogni caso, essa abbia condotto a scarsi risultati sul campo, dimostrandosi dunque una misura largamente inefficace.<\/p>\n<figure id=\"attachment_67651\" aria-describedby=\"caption-attachment-67651\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-67651\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/tusk-juncker-e1513618599873-300x212.jpeg\" alt=\"Juncker - Tusk\" width=\"300\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/tusk-juncker-e1513618599873-300x212.jpeg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/tusk-juncker-e1513618599873-768x543.jpeg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/tusk-juncker-e1513618599873-1024x723.jpeg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/tusk-juncker-e1513618599873-125x88.jpeg 125w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-67651\" class=\"wp-caption-text\"><strong>Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e quello della Commissione Jean-Claude Juncker<\/strong> (\u00a9 Ye Pingfan\/Xinhua via ZUMA Wire)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Immediate e compatte le reazioni della Commissione, profondamente irritata verso Tusk che, peraltro, non \u00e8 nuovo a simili esternazioni contro la ricollocazione per quote. Le parole del presidente del Consiglio europeo sono state definite inaccettabili dal commissario per l\u2019Immigrazione, Dimitris Avramopoulos, che ha inoltre rimarcato l\u2019importanza della solidariet\u00e0 non solo come dovere morale e principio fondamentale del processo d\u2019integrazione europea, ma anche e soprattutto come <strong>obbligo giuridico<\/strong> di natura pienamente vincolante.<\/p>\n<p>Il presidente della Commissione Jean-Claude <strong>Juncker<\/strong>, dal canto suo, nelle dichiarazioni a chiusura del Consiglio europeo, ha rivendicato l\u2019impatto positivo della ricollocazione, definendola \u201cun successo\u201d e, nel contempo, ha invitato a distendere i toni e ad assumere un atteggiamento di maggior \u201ccalma\u201d sulla questione.<\/p>\n<p>Sulla ricollocazione si \u00e8 espresso anche il presidente del Parlamento europeo, Antonio <strong>Tajani<\/strong>, che ha ribadito l\u2019importanza della solidariet\u00e0, sottolineando in particolare la volont\u00e0 gi\u00e0 espressa dal Parlamento di istituire un sistema obbligatorio, permanente ed automatico di ricollocazione per quote nel quadro della riforma di Dublino, invitando a tal fine il Consiglio a \u201cfare al pi\u00f9 presto la sua parte\u201d.<\/p>\n<p><strong>La tensione continua<\/strong><br \/>\nLo scontro rimane aperto: nonostante la recente sentenza della Corte di giustizia e la procedura d\u2019infrazione portata avanti dalla Commissione, i Paesi del gruppo di Visegr\u00e1d appaiono compatti e non intenzionati a cedere sulla questione delle quote obbligatorie, che percepiscono come un ingiusto ed intollerabile attacco alla propria sovranit\u00e0. Lo stesso Tusk, nelle osservazioni al termine del Vertice, ha dichiarato che \u201cla controversia relativa alle quote obbligatorie non \u00e8 ancora terminata\u201d.<\/p>\n<p>Si prospetta, insomma, un nuovo anno decisamente in salita sotto il profilo delle politiche migratorie europee, con la questione delle quote destinata ad essere ancora fattore di profonda divisione e di difficili compromessi.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Matteo Nardone\/Pacific Press via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 14 e 15 dicembre si \u00e8 svolto a Bruxelles l\u2019ultimo Consiglio europeo del 2017, occasione per i leader dell\u2019Ue per tracciare un bilancio delle azioni comuni finora intraprese e per impostare l\u2019agenda politica per il prossimo futuro. 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